giovedì 26 aprile 2018

Alla ricerca dell'amicizia







Come si arriva all'amicizia?
Ho trovato due frasi folgoranti: la prima di Proust " L'amicizia è la negazione di quella solitudine senza rimedio alla quale è condannato ogni essere umano". La seconda: " L'amicizia è un espediente sociale, come la tappezzeria o la distribuzione di bidoni di immondizie!" ( Beckett).
Parto dalla prima frase: Ci sono stati momenti, nella mia vita in cui mi sono sentito condannato ad una solitudine senza rimedio. L'amicizia non è affatto una solitudine senza rimedio: il rimedio è proprio la possibilità di condividere con altri il cammino verso il proprio compimento. Questa per me è l'amicizia.
La seconda frase rappresenta una critica di Beckett a Proust . Certo ogni rapporto può essere vissuto con superficialità oppure con una comunione di destino così profonda che fa sentire la compagna, o il compagno, di cammino, veramente come un sostegno indispensabile: proprio un amico/a.
Sempre cercando qui e là ho trovato che un certo Aelredo di Rievaulx (1110-1167) ha scritto uno splendido trattato intitolato L'amicizia spirituale.
Aelredo è un realista, sa che "l'amicizia può essere carnale, mondana, spirituale. Quella carnale nasce dalla sintonia del vizio; quella mondana si accende per la speranza di un guadagno; quella spirituale si cementa tra coloro che sono buoni, in base a una uguaglianza di vita, abitudini, gusti, aspirazioni."
Considero quest'ultima la più realista. E aggiungo che nell'amicizia spirituale c'è un desiderio, un gusto di tenerezza di dolcezza che si potrebbe chiamare  sentimento interiore, o più profondamente potremmo chiamarlo amore.
Ci sono esempi di persone che pensano che l'ideale sia vivere senza dover consolare nessuno, senza essere di peso o causa di dolore per chi hanno vicino, senza trarre gioia dal bene degli altri, stando bene attenti a non amare nessuno e a non curarsi di essere amati da qualcuno.
Questo è l'errore che impedisce la vera amicizia.


47 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: sull amicizia.

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  2. Mi piace la definizione di amicizia quale negazione della solitudine alla quale siamo altrimenti condannata. Non sul fatto che sia un espediente sociale, tutt'altro. Come dici tu è una conclusione indebita quella dell'autore dell'aforisma. Dico autore dell'aforisma perché è impossibile che sia lo stesso della prima frase :)

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    1. Infatti ho fatto confusione. Piperno mi ha spiegato.
      Ciao Riccardo.

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  3. Alessandro Piperno ha scritto un articolo pubblicato sul Corriere della Sera su Proust visto da Beckett di cui voglio riportare uno stralcio:
    “Beckett vede in Proust un uomo che non crede nella comunicazione tra gli esseri. Che si sente immerso in un irredimibile mare di egoismo. E che vive i rapporti umani come uno sconfortante nonché beffardo succedersi di fraintendimenti. «L’amicizia, secondo Proust, è la negazione di quella solitudine senza rimedio alla quale è condannato ogni essere umano» scrive Beckett, e subito rincara la dose: «L’amicizia è un espediente sociale, come la tappezzeria o la distribuzione di bidoni delle immondizie». Come si evince dal tono della scrittura, nessuno meglio di Beckett può capire il cinismo proustiano, e il suo disincanto estremista. «Noi siamo soli. Non possiamo conoscere e non possiamo essere conosciuti», scrive Beckett interpretando la famosa asserzione di Proust secondo cui: «l’uomo è l’essere vivente che non può uscire fuori da sé, che conosce gli altri solo in se stesso». Beckett tiene a spiegarci come queste parole — come ogni discorso pronunciato da Proust — non esprimano alcun punto di vista morale. Anzi, come esse siano fuori da ogni struttura etica. Beckett sa che l’eroe tragico è oltre la moralità borghese: «Il personaggio tragico rappresenta l’espiazione del peccato originale, dell’originale ed eterno peccato di lui, e di tutti i suoi socii malorum: il peccato di essere nato». Insomma, è leggendo e interpretando Proust, che Beckett impara a essere Beckett. Che Beckett incontra se stesso. E, nel farlo, quasi per caso, ci mostra la vera faccia della Recherche: un’opera dantesca nella sua ambizione di distribuire orribili castighi ai personaggi, ma anche shakespeariana nella capacità di mettere in scena tragedie che dicono tutto ma non insegnano nulla”

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  4. Riky, è un gioco dialettico.

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  5. l'amicizia può essere carnale, mondana, spirituale. Quella carnale nasce dalla sintonia del vizio; quella mondana si accende per la speranza di un guadagno; quella spirituale si cementa tra coloro che sono buoni, in base a una uguaglianza di vita, abitudini, gusti, aspirazioni.
    Semplicemente bellissima e corretta. Mi sovviene un libro di Dietrich Bonhoeffer che per certi versi parla di amicizia: la vita comune, da leggere.
    sinforosa

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    1. Grazie Annamaria

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    2. Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa, Ed. Paoline, Milano 1988.

      A Renate ed Eberhard Bethge [Tegel] 23 gennaio 1944 Cara Renate, caro Eberhard, dal 9 gennaio penso a voi in modo diverso da prima. Il fatto che poco prima di separarvi abbiate letto insieme Is 42,16 [Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono, li guiderò per sentieri sconosciuti] pone questi pensieri in una luce particolare; anch'io quel giorno, che sapevo bene cosa significasse per voi, ho letto e riletto la lettura quotidiana con partecipazione e con grande gratitudine; infatti anche per me, sia pure in modo diverso da voi, questa domenica ha rappresentato una svolta. Si prova una sensazione singolare a vedere, un certo giorno, andare incontro ad un futuro completamente ignoto e nei confronti del quale si è praticamente impotenti una persona del cui stato e del cui destino si è stati per anni in qualche modo partecipi. Questa coscienza della nostra impotenza, di cui parli anche tu, Renate, ha secondo me due facce: è inquietante, ma in qualche modo anche liberante. Finché noi stessi cerchiamo di contribuire a determinare il destino di un'altra persona, non possiamo mai liberarci, alla fin fine, dell'interrogativo se ciò che facciamo serva davvero al bene maggiore dell’altro; questo, in ogni caso, in occasione degli interventi più rilevanti nella vita di un altro; se poi improvvisamente ci viene tolta ogni possibilità di dare il nostro contributo personale, al di là della paura per l'altro c'è però in qualche modo la consapevolezza che ora la sua vita è posta in mani migliori e più forti.

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    3. Affidarci reciprocamente a queste mani è il grosso impegno delle settimane e forse dei mesi a venire, per voi, per noi. Questo impegno mi è divenuto ancora più chiaro dopo che ieri sera sono venuto a sapere che tu, Eberhard, ti trovi da qualche parte a sud di Roma. Reprimo tutte le domande che in proposito continuo a volermi porre. Per quanto in ciò che precede i fatti ci possano essere molti fallimenti, molti errori, molte colpe umane, nei fatti stessi c'è Dio. Se passeremo indenni attraverso le settimane e i mesi che verranno, riconosceremo poi con molta chiarezza che per noi era bene che le cose andassero proprio come sono andate. L'idea che molte difficoltà nella nostra vita avrebbero potuto essere evitate se avessimo vissuto meno coraggiosamente è davvero troppo stupida per poterla prendere sul serio anche un solo istante. Pensando al vostro passato, per me è talmente certo che quanto è accaduto finora era giusto, che anche il presente può essere soltanto tale. Rinunciare a gioie autentiche e a una vita piena per evitare la sofferenza non è sicuramente cristiano e nemmeno umano. Aspetto con molta ansia le tue prime notizie dal fronte, Eberhard. Ho la sensazione che tu veda le cose anche con i miei occhi, così come io vedo le cose di qui anche con i tuoi. Noi viviamo i nostri diversi destini in qualche misura anche in modo vicario (stell-vertretend) l'uno per l'altro. A ciò che scriverai da laggiù presterò fede senza riserve, cosa che forse vale reciprocamente anche per te per le mie lettere da qui; e soprattutto questo accadrà quando potremo finalmente di nuovo parlarci! Proprio ora è arrivata la notizia dello sbarco a Nettuno. Magari ti trovi laggiù da qualche parte? Davanti a svolte come questa mi accorgo sempre che la imperturbabilità non fa parte della mia natura, ma che la devo sempre faticosamente riconquistare; del resto, essere imperturbabili per natura nella maggior parte dei casi è solo un'espressione eufemistica per indicare indifferenza e indolenza, e dunque non proprio qualcosa di molto rispettabile. — Recentemente ho letto in Lessing: « sono troppo orgoglioso per considerarmi sfortunato — digrigno i denti — e lascio che la barca vada dove vogliono il vento e le onde. È già tanto, che non voglia rovesciarla io stesso! ». Questo orgoglio e questo digrignare i denti dovrebbero essere totalmente interdetti ed estranei ad un cristiano? magari a favore di una prematura, preventiva, tiepida imperturbabilità? La quale a sua volta è ancora qualcosa di diverso dall’assoggettarsi all'inevitabile, ostinato, insensibile, rigido, inerte e soprattutto spensierato? Credo che onoriamo meglio Dio se conosciamo, sfruttiamo e amiamo la vita che egli ci ha dato in tutti i suoi valori e perciò anche avvertiamo acutamente e con franchezza il dolore per quei valori della vita che sono stati compromessi o perduti — cosa che viene volentieri derisa come debolezza e delicatezza d'animo tipica dell'esistenza borghese —, piuttosto che restando insensibili ai valori della vita, in modo tale da poter essere insensibili anche nei confronti del dolore. Ciò che dice Giobbe: « il Signore ha dato, ecc. » non esclude, ma al contrario include tutto questo, come risulta abbastanza chiaramente dal suo parlare digrignando i denti e dal suo giustificare Dio (42,7ss) davanti alla resa falsa, prematura, pia dei suoi amici. — Perdonami, Renate, se torno sempre di nuovo alla teologia. Sono frammenti di dialogo proprio inevitabili nelle lettere tra Eberhard e me. — Prima di tutto avrei dovuto e voluto dirvi quanto sia felice di avere notizie direttamente da voi, e per giunta così esaurienti!

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  6. Un veritiero ritratto dell'amicizia, soprattutto il trattato intitolato L'amicizia spirituale. Buona serata Gus!👋

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    1. Concordo, cara Vanessa.
      Alla fine dalla palude melmosa esce sempre qualcosa di pulito.
      Sei tu.

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  7. Non può esserci amicizia. Quasi tutto adorano il proprio ego.

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  8. "Scusa, maestro, allora perché seguiti a scrivere?".
    Semplice: " Ancora vedo anime candide".
    Scrivere moderato non mi angustia. Non si può permettere alle sciacquette di offendere impunemente".

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  9. Ho cancellato il blogroll. E' uno strumento inutile. E poi per essere onesto con me stesso non posso scrivere nomi di utenti che mi deludono continuamente.

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    1. E poi le sciacquette invece di smerdarsi reciprocamente in una pubblica piazza vengono a farlo nel mio blog. Una minaccia di qua, polizia postale, un'altra evoca avvocati inesistenti".

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    2. Il post più bello è quello che non riceve nessun commento.

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  10. Poi ci sono persone che puntualmente adempiono al minimo sindacale. Una risposta striminzita senza leggere nemmeno il post e verificare come si sviluppa.

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  11. Voglio parlarti di un'amicizia vera. Canto del nardo dell'amica.
    Valeva trecento denari qual vaso di nardo.
    L'amicizia paga dieci volte il prezzo del tradimento.
    "Qualcuno ti ha valutato trenta denari, eccone qui trecento; qualcuno ti tradirà, ma io ti amerò dieci volte di più; qualcuno ti venderà, ma io ti ricomprerò per dieci volte.
    E il cuore di Gesù esultava e riceveva forza dall'amore di un'amica, forza per camminare verso il suo destino di morte.
    Così canta padre Ermes Ronchi.
    Non ci può essere amicizia vera senza amore.
    Forza del cuore è l'amicizia. E a proposito di "nardo" l'amicizia è un profumo che rinfranca la vita. L'ho letto il post e mi è piaciuto molto. Ora ti mando il bacio con l'augurio di una serena notte stellata. Ciao Gus.

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    1. Grazie.
      Bacio Lucia.

      P.S.
      A me non piace quello che succede ma il maligno sarà battuto.

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  12. Post interessante!! Come sempre^^

    Io credo nell'amicizia che Platone chiamava amore.

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  13. Grazie Anna.
    L'amicizia non come un vento caldo di primavera che fa dire: "Toh, è tornata l'estate". L'amicizia e qualcosa di molto concreto e si dimostra nei fatti come conseguenza di un pensiero d'amore.

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  14. Mi sento più vicina alla frase di Aelredo che alle altre due. E' innegabile, comunque, che ciascuno la viva a suo modo e con aspettative e modi di comportarsi differenti.
    A me piacerebbe un'amica o un amico con cui poter uscire, parlare di qualunque cosa, divertirmi. Un supporto ma allo stesso tempo qualcuno a cui fornire il mio.
    Buona giornata.

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    1. Parlare di qualunque cosa è difficile, ma è la conditio sine qua non che caratterizza l'amicizia vera.
      Ciao Sara.

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  15. Hai presente quando tutti dicono quanto sia difficile trovare il vero amore e che invece solo l'amicizia sarà per sempre? Beh, per me è stato tutto il contrario. Non posso dire di avere molti amici, perché io per amici intendo quelli veri, non quelli con cui semplicemente puoi andare a mangiare una pizza o passare una giornata al mare. Però non mi lamento perché la qualità supera sempre la quantità. Eppure devo dirti che ho una lunghissima lista di persone che ritenevo tali ed invece si sono rivelati tutt'altro. Potrei pensare che, se è così, allora sono io la causa; sono io stata una cattiva amica per loro. Però se passo in rassegno i miei comportamenti ed i loro...No, sono libera :-D

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    1. E' più difficile trovare l'amicizia sincera e disinteressata perché a differenza dell'amore non c'è l'attrazione fisica.
      L'amico è quello che si interessa della tua vita e tu fai altrettanto. Quindi è difficilissimo.
      Ciao Paola.

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  16. Ho letto il libro “L’amicizia spirituale”, c’è una frase che mi piace particolarmente dice:
    L’amicizia implica necessariamente una reciprocità, una dolcezza di sentimento, una gratificazione, ma soprattutto una «sicurezza» che avvince e lega nella fiducia reciproca coloro che, senza timori, si affidano l’uno all’altro il cuore con tutto quanto contiene.

    L'amicizia è un sentimento importante, non si può vivere senza amici.
    Buona giornata August.
    Dani

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    1. L'elemento chiave è la sicurezza.
      Grazie Dani.
      Ciao.

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  17. L'amicizia, per me, è un semplice dare. Se poi viene dall'altro un riscontro tanto meglio, altrimenti pazienza. Comunque faccio una netta differenza tra amicizia e amore. L'amicizia è spirituale, l'amore ha un supporto anche fisico. Abbraccio siempre

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    1. La bacheca, quella dei comandi a discesa da oggi usa la lingua inglese.
      Per esempio, invece di Elenco lettura scrive Reading List.
      Perché?

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    2. Amico mio, ho visto pure io, infatti volevo farti la stessa domanda! Uahuauhah risata.
      Io, però, sono la persona meno adatta a risponderti. Quel poco che so, è che ho letto in giro che Google sta "aggiornando" Gmail. Altro non so.

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    3. Questa è la volta buona che imparo l'inglese.

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    4. ¯\_(ツ)_/¯
      Comunque l'elenco lettura funziona bene e gmail è scritto in italiano, per mia fortuna!

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    5. There are no pending comments
      significa che non ci sono commenti in moderazione.

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    6. Grazie per l'informazione. Io la moderazione l'ho collegata all'email. Quindi dovrebbe andare tutto per il verso giusto... almeno spero.

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    7. E' tornato l'italiano. Non dobbiamo più studiare l'inglese. ;-) Buon fine settimana con abbraccio siempre.

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    8. Qui l'inglese resiste.
      Abbraccio Farfalla.

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  18. Guz, per una volta sono d'accordo con te, specie con la considerazione finale, sai? :)
    Io sono un tipo un po' così, ma nel senso che preferisco soffrire io (e sopportarlo) piuttosto che vedere soffrire altre persone che amo, amicizia - parentela - amore che sia.

    Moz-

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    1. Sei una brava persona.
      Ciao Miki.

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  19. Un placer contar con tu amistad Gus. Un abrazo!!

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    1. Cara Rosana sei una grande donna.
      Abrazo e besos.

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  20. Ti leggo nervosetto nei commenti oggi... insomma, ci sono amicizie che offrono soluzioni più tra le pagine di un blog che nel contatto reale, ma fa parte della vita, fa parte di quanto e come conosci una persona che reputi amica. Di quanto puoi narrargli di te, di quanto sei disposto a sentire consigli, di quanto non vedi l'ora che te ne dia, di quanto speri di sentire quello che già pensi di fare, ma finalmente certificato da un parere esterno, e che ritieni autorevole; o di quanto ti dispiacerebbe sentire un parere diverso da quello che covi in cuore. Insomma le variabili di un'amicizia cui tieni, di cui ti fidi, sono infinite. Scopriamo col tempo chi merita il nostro rispetto, e chi faremmo meglio ad abbandonare al suo destino... spesso basta un volto sconosciuto dietro un blog, a farti capire ed apprezzare tanto.

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    1. No. Solo qualche considerazione.

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  21. Dall': ultimo blog
    Respiro.


    Sia pure nel respiro l'affanno di tutti i sogni.

    che attraversa confini mai visti.

    Passi che ancora non cancellano deserti e vedo il passo volentieri

    e ancora qui non lasciano orme...

    ma ci lasciano memorie,

    donano le capacità di percorrere il tempo...

    Per ogni pensiero nel silenzio,

    E nel silenzio del cuore quel l'avvertito soffio...

    a regalare ali a quel tempo ora fuggito dal presente...
    e al quel futuro difficile....

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  22. Grazie.
    Notte


    PS dedicato alla rubentus. Mi pare palese...a questo punto.

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