sabato 18 febbraio 2017

La Fallaci parla di Pasolini





Diventammo subito amici, noi amici impossibili. Cioè io donna normale e tu uomo anormale, almeno secondo i canoni ipocriti della cosiddetta civiltà, io innamorata della vita e tu innamorato della morte. Io così dura e tu così dolce.
V’era una dolcezza femminea in te, una gentilezza femminea. Anche la tua voce del resto aveva un che di femmineo, e ciò era strano perché i tuoi lineamenti erano i lineamenti di un uomo: secchi, feroci.
Sì esisteva una nascosta ferocia sui tuoi zigomi forti, sul tuo naso da pugile, sulle tue labbra sottili, una crudeltà clandestina. Ed essa si trasmetteva al tuo corpo piccolo e magro, alla tua andatura maschia, scattante, da belva che salta addosso e morde. Però quando parlavi o sorridevi o muovevi le mani diventavi gentile come una donna, soave come una donna.
Ed io mi sentivo quasi imbarazzata a provare quel misterioso trasporto per te. Pensavo: in fondo è lo stesso che sentirsi attratta da una donna.
Come due donne, non un uomo e una donna, andavamo a comprare pantaloni per Ninetto, giubbotti per Ninetto, e tu parlavi di lui quasi fosse stato tuo figlio: partorito dal tuo ventre, e non seminato dal tuo seme. Quasi tu fossi geloso della maternità che rimproveravi a tua madre, a noi donne. Per Ninetto, in un negozio del Village, ti invaghisti di una camicia che era la copia esatta delle camicie in uso a Sing Sing. Sul taschino sinistro era scritto: "Prigione di Stato. Galeotto numero 3678". La provasti ripetendo: «Deliziosa, gli piacerà».
Poi uscimmo e per strada v’era un corteo a favore della guerra in Vietnam, ricordi? Tipi di mezza età alzavan cartelli su cui era scritto: "Bombardate Hanoi" e ci restasti male. Da una settimana ti affannavi a spiegarmi che il vero momento rivoluzionario non era in Cina né in Russia ma in America.
«Vai a Mosca, vai a Praga, vai a Budapest e avverti che lì la rivoluzione è fallita: il socialismo ha messo al potere una classe di dirigenti e l’operaio non è padrone del proprio destino. Vai in Francia, in Italia, e ti accorgi che il comunista europeo è un uomo vuoto. Vieni in America e scopri la sinistra più bella che un marxista come me possa scoprire. I rivoluzionari di qui fanno venire in mente i primi cristiani, v’è in essi la stessa assolutezza di Cristo. M’è venuta un’idea: trasferire in America il mio film su San Paolo».
Della cultura americana assolvevi quasi tutto, ma quanto soffristi la sera in cui due studen-tesse americane ti chiesero chi fosse il tuo poeta preferito, tu rispondesti naturalmente Rimbaud, e le due ignoravano chi fosse Rimbaud. Per questo lasciasti New York così insoddisfatto? [...]
Dicono che tu fossi capace d’essere allegro, chiassoso, e che per questo ti piacesse la compagnia della gioventù: giocare a calcio, ad esempio, coi ragazzi delle borgate. Ma io non ti ho mai visto così.
La malinconia te la portavi addosso come un profumo e la tragedia era l’unica situa-zione umana che tu capissi veramente. Se una persona non era infelice, non ti interessava. Ricordo con quale affetto, un giorno, ti chinasti su me e mi stringesti un polso e mormorasti: «Anche tu, quanto a disperazione, non scherzi!» Forse per questo il destino ci fece incontrare di nuovo, anni dopo. Fu a Rio de Janeiro, dov’eri venuto con Maria Callas: in vacanza. [...]
Nessun prete mi ha mai parlato, come te, di Gesù Cristo e di San Francesco. Una volta mi hai parlato anche di Sant’Agostino, del peccato e della salvezza come li vedeva Sant’Agostino.
È stato quando mi hai recitato a me-moria il paragrafo in cui Sant’Agostino racconta di sua madre che si ubriaca. Ed ho compreso in quell’occasione che cercavi il peccato per cercar la salvezza, certo che la salvezza può venire solo dal peccato, e tanto più profondo è il peccato tanto più liberatrice è la salvezza.
Però ciò che mi dicesti su Gesù Cristo e su San Francesco, mentre Maria sonnecchiava dinanzi al mare di Copacabana, mi è rimasto come una cicatrice. Perché era un inno all’amore cantato da un uomo che non crede alla vita. Non a caso l’ho usato nel mio libro che non hai voluto leggere. L’ho messo in bocca al bambino quando interviene al processo contro la sua mamma: «Non è vero che non credi all’amore, mamma. Ci credi tanto da straziarti perché ne vedi così poco, e perché quello che vedi non è mai perfetto. Tu sei fatta d’amore. Ma è sufficiente credere all’amore se non si crede alla vita?»
Anche tu eri fatto d’amore. La tua virtù più spontanea era la generosità. Non sapevi mai dire no. Regalavi a piene mani a chiunque chiedesse: sia che si trattasse di soldi, sia che si trattasse di lavoro, sia che si trattasse di amicizia.
Ci ritrovammo per questo, rammenti. Riprendemmo a vederci quando lui fu scarcerato e venne in esilio in Italia. Andavamo spesso a cena, tutti e tre. E mangiare con te era sempre una festa, perché a mangiare con te non ci si annoiava mai. Una sera, in quel ristorante che ti piaceva per le mozzarelle, venne anche Ninetto. Ti chiamava "babbo". E tu lo trattavi proprio come un babbo tratta suo figlio, partorito dal suo ventre e non dal suo seme.
Lasciarti dopo cena, invece, era uno strazio. Perché sapevamo dove andavi, ogni volta. E, ogni volta, era come vederti correre a un appuntamento con la morte. Ogni volta io avrei voluto agguantarti per il giubbotto, trattenerti, implorarti, ripeterti ciò che ti avevo detto a New York: «Ti farai tagliare la gola, Pier Paolo!». Avrei voluto gridarti che non ne avevi il diritto perché la tua vita non apparteneva a te e basta, alla tua sete di salvezza e basta. Apparteneva a tutti noi. E noi ne avevamo bisogno. Non esisteva nessun altro in Italia capace di svelare la verità come la svelavi tu, capace di farci pensare come ci facevi pensare tu, di educarci alla coscienza civile come ci educavi tu. E ti odiavo quando ti allontanavi su quella automobile con cui i tre teppisti t’avrebbero schiacciato il cuore. Ti maledicevo. Ma poi l’odio si spingeva in un’ammirazione pazza, ed esclamavo: «Che uomo coraggioso!» Non parlo del tuo coraggio morale, ora, cioè di quello che ti faceva scrivere in cambio di contumelie, incomprensioni, offese, vendette. Parlo del tuo coraggio fisico. Bisognava avere un gran fegato per frequentare la melma che frequentavi tu, di notte. Il fegato dei cristiani che insultati e sbeffeggiati entrano nel Colosseo per farsi sbranare dai leoni.
Ventiquattr’ore prima che ti sbranassero, venni a Roma con Panagulis. Ci venni decisa a vederti, risponderti a voce su ciò che mi avevi scritto. Era un venerdì. E Panagulis ti telefonò da casa mia, alla terza cifra si inseriva una voce che scandiva: «Attenzione. A causa del sabotaggio avvenuto nei giorni scorsi alla centrale dell’Eur il servizio dei numeri che incominciano col 59 è temporaneamente sospeso». L’indomani accadde lo stesso. Ci dispiacque perché credevamo di venire a cena con te, sabato sera, ma ci consolammo pensando che saremmo riusciti a vederti domenica mattina.
Per domenica avevamo dato appuntamento a Giancarlo Pajetta e Miriam Mafai in piazza Navona: prendiamo un aperitivo e poi andiamo a mangiare. Così verso le dieci ti telefonammo di nuovo. Ma, di nuovo, si inserì quella voce che scandiva: attenzione, a causa del sabotaggio il numero non funziona.
E a piazza Navona andammo senza di te. Era una bella giornata, una giornata piena di sole. Seduti al bar ‘Tre Scalini’ ci mettemmo a parlare di Franco che non muore mai, ed io pensavo: mi sarebbe piaciuto sentir Pier Paolo parlare di Franco che non muore mai. Poi si avvicinò un ragazzo che vendeva l’Unità e disse a Pajetta: «Hanno ammazzato Pasolini».
Lo disse sorridendo, quasi annunciasse la sconfitta di una squadra di calcio. Pajetta non capì. O non volle capire? Alzò una fronte aggrottata, brontolò: «Chi? Hanno ammazzato chi?» E il ragazzo: «Pasolini». E io, assurdamente: «Pasolini chi?» E il ragazzo: «Come chi? Come Pasolini chi? Pasolini Pier Paolo». E Panagulis disse: «Non è vero». E Miriam Mafai disse: «È uno scherzo». Però allo stesso tempo si alzò e corse a telefonare per chiedere se fosse uno scherzo. Tornò quasi subito col viso pallido. «È vero. L’hanno ammazzato davvero».
In mezzo alla piazza un giullare coi pantaloni verdi suonava un piffero lungo. Suonando ballava alzando in modo grottesco le gambe fasciate dai pantaloni verdi, e la gente rideva. «L’hanno ammazzato a Ostia, stanotte», aggiunse Miriam.
Qualcuno rise più forte perché il giullare ora agitava il piffero e cantava una canzone assurda. Cantava: «L’amore è morto, virgola, l’amore è morto, punto! Così io ti piango, virgola, così io ti piango, punto! »
Non andammo a mangiare. Pajetta e la Mafai si allontanarono con la testa china, io e Panagulis ci mettemmo a camminare senza sapere dove. In una strada deserta c’era un bar deserto, con la televisione accesa. Si entrò seguiti da un giovanotto che chiedeva stravolto: «Ma è vero? È vero?» E la padrona del bar chiese: «Vero cosa?» E il giovanotto rispose: «Di Pasolini. Pasolini ammazzato». E la padrona del bar gridò: «Pasolini Pier Paolo? Gesù! Gesummaria! Ammazzato! Gesù! Sarà una cosa politica!» Poi sullo schermo della televisione apparve Giuseppe Vannucchi e dette la notizia ufficiale. Apparvero anche i due popolani che avevano scoperto il tuo corpo. Dissero che da lontano non sembravi nemmeno un corpo, tanto eri massacrato. Sembravi un mucchio di immondizia e solo dopo che t’ebbero guardato da vicino si accorsero che non eri immondizia, eri un uomo. Mi maltratterai ancora se dico che non eri un uomo, eri una luce, e una luce s’è spenta?
Roma, novembre 1975



48 commenti:

  1. Bellissimo post, in aggiunta all'altro, anzi, in risposta a tanti commenti "strani" su Oasolini...
    Ora ci sarà chi dirà che la Fallaci era una sionista ecc...
    Dalle stesse persone che fecero post sule donne "coraggiose" e di valore.
    Grazie Gus, per tutto e per questo pezzo di storia della storia della morte di una grande persona, vista da una Donna.
    Bacio.

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    1. Scusa Pasolini...
      E grazie.

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    2. Bacio Fiorella.
      Noi dobbiamo parlare di quello che vediamo e non preoccuparci di quello che diranno gli altri.
      Io so che tu sei bersagliata usando una stupida frase detta da me che nemmeno ti conoscevo. E viene ripetuta come se fosse qualcosa di mio. Non frequentare luoghi dove si apre un post per poi assistere alle offese gratuite e immotivate.

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  2. Larissa, hai scritto che ieri sera per questa discussione hai dovuto assumere il cortisone. Astieniti di scrivere qui.

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  3. I blog sono interessanti anche per ciò che sviluppano...c'è da studiarci sopra...

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  4. Il blog diventa interessante quando scrivono persone che sanno relazionarsi, senza offendere inutilmente.

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  5. Larissa, sono pronto a pubblicare qualcosa che sia un'opinione meditata e non un'offesa gratuita.
    Qui si parla di un intellettuale che nessuno mette in discussione per le sue qualità di aver letto il futuro dell'Italia tanto tempo prima di quello che hanno fatto altri che non sanno nemmeno ora.
    Pasolini, non per sua scelta, era omosessuale e questo l'ha portato a compiere nefandezze. Le nefandezze laicamente riguardano lo Stato che punisce chi le commette e vengono moralmente condannate da chi segue una religione.

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  6. Sai bene che che mi i cazzo quando scrivi di pasolini. L'hai fatto apposta.Quando hai guadagnato sulla mia pelle? mortodifame?

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    1. Questo commento lo lascio a memoria del tuo modo di rapportarti con me.

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  7. Ci sono state tensioni nella Chiesa fin dall'inizio. Giacomo e Giovanni discutevano su chi dovesse essere il primo.
    Ci sono correnti religiose che enfatizzano l'aspetto prescrittivo da dimenticare quello umano.
    La Chiesa ha attraversato periodi di corruzione. Ci sono state epoche molto difficili, ma la religione è sempre risuscitata.

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  8. Mi devi solo spiegare cosa vuoi dimostrare con questo post. Che Pasolini è stato lindo come il mastro?

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    1. La lettera della Fallaci è un documento storico. Non ho nulla da dimostrare. Chi è Pasolini lo sanno tutti.
      Mi sembra normale che io non possa pubblicare tuoi commenti dove definisci scemotta appassita una utente.

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  9. Oriana Fallaci non è un'icona di coerenza politica ed etica, ciò non toglie il valore storico di questa lettera su Pasolini morto.

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  10. Anna, io non approfitto della moderazione per pubblicare quello che mi pare, ma solo quello che non offende ed è ragionevole.
    Su Fiorella ho sbagliato a scrivere certe espressioni e ho chiesto scusa, Quando tu le usi, per questo motivo, non puoi dire che mi appartengono. Io le ho rigettate e tu te ne servi da scudo per giustificare i tuoi assalti a Fiorella. E non la difendo perché è mia amica, la difendo perché è nel giusto.

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    1. Dovevi pensarci due anni fa, adesso è troppo comodo rigettarle. Certe etichette rimangono come marchi sulla pelle delle persone tra l'altro confermate dal suo comportamento equivoco e non molto intelligente. Dalle mie parti si dice: "lancia la pietra e nasconde la mano" e dalle tue come si dice?

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    2. Quale marchio? Una frase balorda perché non conoscevo il blog di Fiorella e non avevo letto nemmeno un suo post.
      Tu strumentalizzi la mia infelice espressione perché sei vendicativa e poco credibile.
      Se non scrivi nel mio blog mi fai un piacere. Tanto hai il tuo dove esternare o un altro che conosco per caso. Ho scritto qualcosa che l'Amministratore del blog mi ha cancellato.

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    3. Nathaniel Hawthorne..."La lettera scarlatta"...
      Ecco il mio marchio, e che legga...
      E che legga, le scuse sche ho fatto sul mio blog, verso la sua persona, per una mia mancanza, su tutti i blog, che mi hanno seguito e anche sul suo blog dato che le scuse le vuole pubbliche, ma lei cancella, e lascia solo quello che le fa comodo.
      Io e Gus, ci siamo chiariti da tempo immemore,
      Mentre, della lettera scarlatta che Gus, in un momento, che tutti noi, umani, possiamo avere di sconforto? Incazzatura? Mi aveva dato, te la sei fatta tua, solo per denigrare e accusare e far mettere malumore a tutti, e questa dimmi se non e'a livore allo stato puro, cattiveria voluta e cercata!
      E se, come dici tu, sei coerente, di che non e' vero!
      Di che non e' vero che anch'io ti ho sempre difesa quando erano tutti Baciobacio ecc.!
      Ti ho scritto nel mio blog, che la mia porta sarebbe sempre stata aperta per te, ma ora, tripla mandata, com'e da te, e ti scrissi che ti venivo a leggere, e metti tutti gli ip che vuoi, mai ti ho offesa, dimostralo, tu si e non solo me stessa ma tutti.
      Andate a vedere se non e' vero ciò che dico nel mio blog...
      I post in questione sono "Intrecci" e "alle ore 8,46, per precisare. Pseudo post".
      Le scuse che ho fatto nel suo le ha cancellate, come ha cancellato i commenti scurrili, nel mio.
      Che il mio Qualcuno mi perdoni, dato che avevo fatto un fioretto di non rispondere piu' alle tue cattiverie, ma ora stai mettendo in ballo tutti, e in blog, che non centrano niente...bene se e' quello che ti fa sentire felice, fallo, lasciami la lettera scarlatta e indicami d'appertutto la donna che la porta, io so quello che sono, tu non sai di esistere, se non di cattiveria, livore, lingua cattiva e biforcuta...ti diverti? E divertiti!
      Vuoi le scuse?
      Farfalla Legger@ Madame Butterflay Anna Di Maria Anna...
      SCUSA! SCUSAMI DI TUTTO! E anche di quello che NON TI ho fatto, e PERDONO! Va bene cosi?!

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  11. Io posso scegliere chi seguire e posso impedire di essere seguito solo attraverso la moderazione. Un'arma di ricatto che qualifica ampiamente chi la usa.

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  12. Sia Pasolini che la Fallaci sono e resteranno due grandi, nei loro campi.
    Grazie e buona serata.
    sinforosa

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  13. In qualsiasi modo la si pensi, resta il fatto che la Fallaci scriveva divinamente.

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  14. Si confonde la tendenza sessuale con le capacità intellettive, la simpatia politica con l'arte. La Fallaci, basta leggere le prime righe sulla lettera a P.P.P. , sono un incanto.
    Grazie.
    Ciao.

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  15. Io non andrò avanti tanto lo so. Vedrai che, per la prima volta, mi avrai sulla coscienza.
    Povera donna. Le mogli si "curano" prima delle malattie mai dopo, quando è troppo tardi...credi di esserti lavato la coscenza? Tu non hai cuore ne pietà, ne la minima comprensione.
    Sei il sentimento morto dentro. Per questo non ti offendi mai Sei già morto...e forse nemmeno mai nato. Una donna ancora giovane non può morire così tragicamente..Nella sofferenza assoluta. Molte malattie avvengono dopo fatti traumatici, molto spiacevoli che seguono l'esistenza. Non potrai mai capire davvero quanto dovrai rendere conto

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    1. C'è una parte in te che è follia allo stato pura, ma un'altra è tanta dolcezza. Sei una delle persone che ho amato di più nella rete. Ma la ragione viene prima del cuore perché se qualcosa non è ragionevole è disumana. Solo un feticcio da adorare. Non mi offendo con te per i motivi appena accennati, non mi offende nemmeno la cattiveria perché è scontata. Mi offende chi stimavo e con due parole si dimostra inadeguato e incapace di comprendere. Tra le carte sparse ho trovato una lettera che mi aveva scritto Bruna una settimana prima di morire.
      Sapevo che mi voleva bene ma che l'amore era così grande non l'avrei mai immaginato.

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  16. La Fallaci l’ho conosciuta tra le pagine di un libro bellissimo, molti anni fa “Lettera a un bambino mai nato”

    L'amo con passione la vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere: il regalo dei regali. Anche se si tratta d'un regalo molto complicato, molto faticoso, a volte doloroso.
    Oriana Fallaci
    E’ stata una grande!
    Ciao August!
    Dani
    Ps. "Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos"

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    1. Accetto il tuo consiglio. Sono parole di Gesù. L'invito è quello di non sprecare le cose di valore, materiali o no, dandole a chi non è in grado di apprezzarle.
      La Fallaci forse causa il cancro è cambiata diventando aggressiva e fondamentalista. Il male non si sconfigge combattendolo con altrettanto male.
      Grazie Dani.

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    2. Daniela, ho letto il libro lettera a un bambino mai nato quando andavo alle medie, e non una volta piu' volte, ma tutti i libri della Fallaci hanno un valore, era una donna di valore. Intervisto' Arafat, non si volle mettere il velo in testa.
      Non penso che il suo male l'abbia portata ad essere aggressiva e fondamentalista, ha sempre sostenuto di essere sionista, ma non per questo si puo' dire che in alcune cose, non abbia visto lungo, con i fatti tragici che viviamo oggigiorno.
      Bacio Gus,
      Daniela abbraccio.

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  17. Non ho alcun dubbio che ti voleva bene. Per lei esisteva il cuore prima della ragione. E lo sai bene. La mia follia non è allo stato puro. Sono esasperata da questi soprusi ma questo mondo che fa schifo. Non esite cattiveria peggiore di una persona buona. O forse somiglio a Pasolini? Un po' bestia affamata pronta a saltare addosso per mordere ma tanto buona, dolce generosa? Certo io non ho avuto il dono del suo genio, pero'sono una borghesuccia che crede alla lealtà, verità e giustizia che non l'avrà mai... nemmeno per un attimo perché è questo mondo folle allo stato impuro. Voi "villani" veri o presunti siete la merda. Non si costruiscono imperi se non imbrogliando e sfruttando le pwrsone solo piu sfortunate. La mia "missione " finirà dopo mia madre. Della mia follia tu non accetti la verità ...so chi sei gus. L'ho sentito subito. Io ti ho voluto bene perchè mi fai solo tenerezza. Forse sei inconsapevole oppure rimuovi tutto quello che fai per ricominciare incapace di fare meglio. Io almeno ci provo tutti i giorni.
    Certo che lei ti amava non poteva dare e fare altro...Ti amava come tuo figlio di un amore che tu non avresti mai immaginato. E ci credo...chiediti il perché ti sorprendono questi sentimenti.
    Non era coerente la fallaci? Perche tu lo sei? La verità è un macigno troppo pesante da sostenere per te. Ci hai pensato se Pelosi o i tanti voce lui avessero avuto genitori più umani e meno dediti al lavoro, un pochino più intelligenti... e se magari avesse incontrato una donna come tua moglie forse la loro vita sarebbe cambiata? E tu hai pensato nonostante i privilegi che hai avuto e ottenuto perché sei così? E pasolini? Lui ha previsto il suo dramma, l'ha scritto e l'ha dimostrato. Almeno è stato sincero e coerente fino all'ultimo.
    Lo confermo:se per misericordia, sarà il paradiso la sua anima vaghera' come i tanti disperati ancora in cerca di pace.
    Vediamo se pubblichi.

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  18. Io penso alla sofferenza di Pasolini quando riemergeva il suo istinto distorto e faceva del male, soprattutto a se stesso. La descrizione della Fallaci è di una tenerezza grande e lei una donna non poteva scrivere quelle cose se non fossero state vere. Cuore e ragione. Ti ho già parlato del prete teologo di Bergamo che è stato fondamentale per la mia crescita, specialmente nell'affrontare il rischio educativo. L'affettività di un genitore offusca la ragione.
    Don Maurizio mi consigliò: "Augusto, quando la sera vai a vedere se tuo figlio sta dormendo non entrare a dare un bacio alla suo viso d'angelo. Fermati sulla porta e domandati chi è tuo figlio, cosa vuole e dove va" e poi entra.
    Quello che hai scritto è ragionevole e malgrado dubitassi ho pubblicato il tuo commento. Bruna era veramente un angelo. Sono stato il primo ragazzo della sua vita. Negli anni di fidanzamento non abbiamo oltrepassato il bacio. Da sposati ha conosciuto con grande tenerezza l'amore ravvicinato. Un passetto alla volta. Nei sette anni di emodialisi sempre insieme, i viaggi notturni all'ospedale per le crisi respiratorie, le angioplastiche i by-pass alle gambe non riusciti, la medicazione giornaliera di ferite che non potevano rimarginare poiché non arriva il sangue necessario. Alle quattro del mattino del 28 febbraio 2011, mentre praticavo la respirazione bocca a bocca mi ha baciato così forte , quasi da soffocarmi. Per quelle cose che hai scritto senza l'aiuto della ragione forse ti avrei odiato, invece provo tenerezza perché capisco i meccanismi che ti portano a dire cose pazzesche.

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  19. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  20. Dani ha riportato una frase di Cristo pronunciata dopo il discorso della Montagna. Cerca di perdonare se vuoi che qualcuno ti ami, butta dalla finestra le gelosie insensate. Non c'è niente di grave da insultarsi continuamente.

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Mai fatti patti con te.
      Fiorella è la persona che apprezzo di più tra quelli che seguo.

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    2. Quello che dici è indecente.
      Sai benissimo come si è svolto quel fatto.
      Fiorella è una donna intelligente, umile e sincera.

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    3. Smettila di importunarmi. Scopro le tue falsità e poi cancelli il commento.
      Quel giorno ho offeso tutti, non solo Fiorella. Appena ho potuto ho chiesto scusa a tutti. Nessuno si lamenta.

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    4. A me no..mai. Io l'ho fatto e non solo con te 🙄

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    5. Non ricordo nemmeno quello che ho detto. Se a te ho scritto qualcosa di offensivo non ho problemi a chiederti scusa.
      Ora finitela con questa storia strumentalizzata al massimo.
      Il blog è moderato ma non significa che non pubblico i commenti ragionevoli.

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  22. Non ho mai apprezzato la Fallaci per le sue intransigenze, in tutti i campi
    Nella lettera non ha accennato a quanto Pasolini ritenesse "idiota" il sionismo, di cui lei era fervente sostenitrice
    Pasolini amava anche gli arabi.
    Cri

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    1. Questo significa non capire, oppure essere in malafede. Non si sta giudicando La fallaci per la sua politica ma una lettera scritta a Pasolini e quella lettera è un pezzo di bravura che nasce dall'amore verso l'intellettuale.

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  23. Allora a quando un altro post più intelligente di questo, però?

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    Risposte
    1. Qui chi dovrebbe scusarsi usando la carta da bollo sei solo tu. Verso Fiorella offesa continuamente e verso di me costretto a eliminare i tuoi commenti provocatori e senza senso.
      Ci sono tanti blog con post intelligenti, cercali. Io non ho il dovere si scrivere cose che ti piacciono. Il mio blog è forse un cinema dove tu hai pagato il biglietto e pretendi uno spettacolo decente?

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  24. Leggi come la pensa chi ragiona es rive con la propria testa

    Niente è in grado di meglio
    raffigurare il concetto di “perdono” e “tolleranza” della valutazione di un talento, troppo spesso scisso da una personalità ambigua, per non dire irritante, personaggi capaci di interpretare alla perfezione la logica dei cosiddetti “vizi privati e pubbliche virtù”.

    Innumerevoli le discussioni in merito, è giusto valutare una persona per quello che è nella sua interezza oppure è giusto valutarla, magari idolatrarla, solo per quello che fa o che ha fatto???
    Notte

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    Risposte
    1. Sei piccina e per tua fortuna ti piacciono i maschi e non le femmine.
      L'omosessualità non è un vizio privato ma è una devianza sessuale. L'uomo muore e a noi resta quello che ha scritto.
      Perché non lo comprendi? Lo vedi che se piccina.

      Elimina
    2. Piccina assai, perché vescovi e cardinali dopo aver visto il vangelo secondo Pasolini hanno dovuto ammettere che nessuno era entrato così divinamente nell'essenza di Cristo.
      I teologi moderni parlano spesso di Pier Paolo, si meravigliano e non dicono altro. Come Oriana quando lo sentiva parlare di Sant'Agostino, di San Paolo e di San Francesco.

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  25. Il tuo blog è strano. Ora mi appare questo
    Il blog di Gus

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  26. Si franca valeria ma di te non ci resterà nulla.
    Hai rotto i coglioni a tutti.

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  27. Lo vedi che sei stupida. Non hai capito che il primo post, quello delle farfalle, non è moderato e vai a ficcarti in quello di Oriana che è moderato.
    Fammi l'elenco dei "tutti" che rappresenti". Oca.

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  28. Pubblica stupidina altrimenti lo dico a tads...lascia il serenase dammi retta.

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la paranoia è un disturbo della personalità