martedì 7 febbraio 2017

Sono bella e mi bacio





Le mie colleghe sono tutte donne.

Le mie colleghe sono quasi tutte madri. Di famiglia. Non in genere.

Ciò significa che sono condizionate sempre e comunque dagli umori del figlioletto di turno o dalla telefonata della maestra dell’asilo/elementari/medie che le richiama puntualmente all’ordine quando qualche misterioso virus colpisce i loro adorati pargoli.

Le mie colleghe sono quasi tutte divorziate e/o separate. Chi più chi meno in casa.

Quindi significa che devono fare tutto da sole. Tutto. Il padre (in senso generico) pensa ovviamente a spupazzarsi i figli comodamente nel fine settimana, piccola oasi di pace al riparo dallo spauracchio delle strutture scolastiche inadeguate, i malesseri occasionali e non, i compagnucci invadenti che si auto-invitano per pantagrueliche merende/pranzi/cene, i corsi della palestra, il catechismo, i compiti a casa, il corso di clarinetto e la ginnastica correttiva.

Le mie colleghe, messe tutte insieme, hanno un'età media di 45 anni (a gamba).

Vittime del post-femminismo e dello stile di vita che ti propone come modello da idolatrare una donna vincente, sempre giovane, in carriera e attiva 24 ora su 24, che tradotto vuol dire sgobbare di più, ignorare l’orologio biologico che urla disperato quando è il momento di procreare, barcamenarsi tra un lavoro che poi puntualmente verrà lasciato per un motivo o per un altro, una casa indomabile e un marito altrettanto bisognoso di cure che non esiterà a mollarti per un’altra a causa, dice lui, della tua assenza in famiglia, si ritrovano tutte, o quasi, sole, con figli a carico esageratamente piccoli in proporzione alla loro età.

Il che potrebbe anche andar bene, se prima hai avuto una vita appagante e soddisfacente.

Ma nel loro caso so per certo, visti i continui lamenti, che non è così.

Ergo, quando le nostre madri, ad esempio la mia, erano finalmente ad un passo dalla libertà con i figli quasi adulti e quasi sistemati, loro si ritrovano al principio.

Le mie colleghe, sempre in globale, hanno un peso medio di 70 chili a persona.

Questo è un altro grande problema perché aggiunge frustrazione alla disperazione in quanto sono sempre, perennemente a dieta. Chi sul serio e chi un po’ meno. La progressiva perdita di ossigeno nel cervello causata dalla mancanza di zuccheri e nutrimento sano restituisce alla realtà delle persone nervose, con i nervi a fior di pelle e con la vista annebbiata. Il che è un problema molto grave se consideriamo il fatto che una cattiva visione delle cose non porta a nulla di buono.

Le mie colleghe si ritrovano con la loro età, con il loro peso, con i loro figli e con le loro aspettative di successo ridotte al minino a lavorare dentro un call center.

I miei capi amano definirla Phone Collection. Fa più figo evidentemente. Ma questo nuova nomenclatura creata ad hoc apposta per gettare fumo sugli occhi, non cambia la realtà ne tanto meno conferisce maggiore prestigio alle loro mansioni.

Stanno comunque tutto il giorno al telefono.

A litigare con la gente.

A combattere con la gente.

A farsi insultare dalla gente.

Le mie colleghe prendono uno stipendio medio di € 700 ogni mese. Questo sulla carta perché in realtà è ogni mese e mezzo.

Allora se uno ha voglia di tirare due somme è facile capire che, se una è separata, ha due figli, piccoli o medio piccoli, che si ammalano ogni due per tre, che devono andare a scuola, fare il catechismo, fare le feste di compleanno, fare il corso di ginnastica correttiva, fare sport, fare il corso di clarinetto o quello che sia e perché no, anche terapia di gruppo infantile, alla fine del mese ci si arriva con l’acqua alla gola. Se poi il mese è allungato, come spesso capita, allora son dolori.

Le mie colleghe sono incattivite.

Questi luoghi di tortura moderna mascherati da ambienti lavorativi mirano a favorire la rivalità fra colleghi. I capi puntualmente ogni mese (e questa a differenza dello stipendio è sempre puntuale) amano affiggere una graduatoria, una classifica delle pratiche recuperate. Ovviamente chi ne ha recuperate di più e, secondo questa logica perversa, ha chiaramente vinto, non riceve gratifica alcuna. Niente. Nada de nada. Neanche la gioia di vedersi elogiare in pubblico. In compenso chi per un motivo o per un altro ha la sciagura di finire come fanalino di coda, viene additato come perdente, una schifo di persona perfettamente inutile sia dal punto di vista sociale che professionale. Una persona indegna. I capi dopo aver perpetuato sulla malcapitata una lavata di capo lunga quanto una quaresima usano togliere il saluto nonché la parola all’ultima della lista in modo che la sua autostima già precaria trovi il pretesto per annientarsi definitivamente.

Le mie colleghe si odiano fra loro.

Si fanno del mobbing. Si sabotano a vicenda. Si intralciano. In maniere a volte talmente grette che non voglio riferire qui ora in questa sede, ma che presto farò, da tirare spesso fuori il loro lato peggiore, che, credetemi, è veramente peggiore.

Le mie colleghe sono abbagliate da una prospettiva di carriera che in realtà non esiste.

Nel nostro ufficio non c’è progresso. Non c’è avanzamento. Non ci sono promozioni. Non ci sono aumenti di stipendio. Non c’è nemmeno la possibilità di essere assunte dietro regolare contratto. Non c’è nemmeno la possibilità di un giorno di malattia pagato se, che so, hai la febbre a 40 gradi o un principio di infarto. Non c’è niente di niente.

Ma loro non lo sanno. Oppure lo sanno ma fanno finta di non saperlo.

E si studiano. Continuamente. E covano rancori. E si odiano.

E si tormentano del successo di una e si gongolano sul fallimento di un’altra.

Ma non riescono a vedere la cosa per quella che realmente è.

Ossia un lavoro che è talmente annichilente, talmente abbrutente che se riesci a conservare un po’ di umanità alla fine della giornata e sorridere ai tuoi figli è grasso che cola.

Queste sono le mie colleghe. Questo è ciò che potrei diventare. Se continuo a rimanere li. Con loro.

Nel favoloso mondo del Recupero dei Crediti.

Nell’attesa di trovare una valida alternativa che non contempli un lavoro di banchista in una pizzeria al taglio, cameriera al pub o ai tavoli e commessa disperata, cerco di cavarmela al meglio. Come posso. Le ignoro.




30 commenti:

  1. Risposte
    1. Viola è molto spiritosa.
      Ciao Pippa.

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    2. Ho commentato quando c'era solo l'immagine. Che strano

      Comunque sottoscrivo tutto. Io volevo nascere uomo

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    3. Sì, è strano. E' scattata la valvola della corrente elettrica e il testo che era in word, non salvato, è scomparso. Dovevo scrivere qualcosa sul narcisismo. Invece ho raccontato la storia di Viola. Io se fossi nato donna mi sarei sparato. Ho l'impressione che a far girare la Terra attorno al sole siano proprio loro. E i maschietti, lì, a criticare.
      ariPippa.

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    4. Oppure invece del colpo di pistola sulla tempia avrei imitato il protagonista di Kafka ne «La metamorfosi» di svegliarmi scarafaggio.

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    5. Sei incoraggiante, Gus...

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    6. Vorrei, invece, incoraggiare le donne a liberarsi dalla schiavitù del maschio che somiglia sempre di più a quella definita da Aristotele, cioè la donna è solo un uomo mutilato.
      E poi abbiamo il pasticcio di Tommaso d'Aquino: "Sappiamo che la fede cristiana afferma che l’uomo e la donna sono stati creati entrambi in stato di grazia, e quindi di perfezione; ma se, come insegna la scienza aristotelica, la donna è per natura un maschio incompiuto, ossia un essere imperfetto, allora sembra che la fede cristiana sia sbagliata, perché sarebbe contraddittorio ammettere che la donna sia stata creata nella prima origine del mondo quando tutto avrebbe dovuto invece essere perfetto. Il quesito quindi è eminentemente teologico, e le tesi scientifiche vengono prese per buone senza questionare nel merito, così come, genericamente parlando, fanno ancora oggi i teologi. Quindi Tommaso, nella soluzione delle difficoltà, accetta la teoria aristotelica, ed ammette pertanto che, considerando il meccanismo della sua generazione, la femmina sia un maschio mancato; ma, argomenta poi, nell’ordine universale della natura la donna è necessaria, perché la riproduzione può avvenire solo dall’incontro di maschio e femmina, e perciò secondo la sua propria essenza anche la donna, in quanto donna, è perfetta.

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    7. Io andavo malissimo in filosofia. Una rapa...

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    8. Vabbè, del resto Aristotele affermava che era il Sole a girare attorno alla Terra. Altro che maestro!

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  2. Viola, una mia amica mi ha parlato del suo lavoro. Ho preso appunti e il post è servito.

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  3. E chi uno straccio di lavoro lo attende da tempo? Magari non odierebbe le sue colleghe, magari anche quelle settecento euro, la salvano dal "baratro". Tutto dipende da come la si vive la vita, in negativo oppure in positivo. Dipende dalle aspettative...
    Ciao August, in questo periodo ti vedo una persona, per niente positiva e gioiosa, sai i Cristiani, si dovrebbero riconoscere dalla gioia, di essere credenti, tu ti uniformi all'andazzo del "mondo". Non è testimonianza fedele al Vangelo.
    Scusami se mi sono permessa di dirti queste cose.
    Dani

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    1. Viola è una ragazza molto positiva. Fotografa solo una situazione. Ti vorrei vedere in un centro di recupero crediti a tormentare di telefonate minacciose un poveraccio che non ha soldi per pagare il debito. Saresti gioiosa, oppure diresti al malcapitato: " Su con la vita, ti pago io il debito".

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    2. Il post era del 2014... ha trovato un posto più decente Viola?

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    3. Ma no! Ha lasciato anche il fidanzato.
      Spero che possa sistemarsi nel post del 2020 ;)

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    4. August, non sto parlando di lei, che neanche conosco, sei tu, ma non per solo questo post, è da... si può dire da un paio di mesi che mi arrivi così, per carità tu puoi essere come vuoi, era solo una mia considerazione.
      Ciao.
      Dani

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    5. Io parlo delle cose sbagliate che sono tante e mi consolo con le cose buone che sono pochissime.
      Ciao Dani.

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    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    7. Non sei una donna di pace, litigiosa come l'altra.
      Non ti piace nessuno nel blog e tormenti tutti. Perché vuoi commentare una persona che non apprezzi?

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    8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    9. Zolletta di cacca. Non permetterti di ricattarmi.

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    10. Condivido. E tu come ti definisci? E davanti a Dio? Come sarai domani? Il diavolo o l'acqua santa? Lo fai volutamente o sei irrimediabilmente patologico?

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    11. Spetta a Dio definirmi e non a me.

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  4. Sono situazioni drammatiche che ledono la dignità delle persone, purtroppo di situazioni così ce ne sono sempre di più e in vari ambiti lavorativi e non.
    Buona serata.
    sinforosa

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    1. La dignità della donna è calpestata continuamente.
      Basta!

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  5. Ciao Gus. Ti rispondo con parole cantate dalla Mannoia:Leggile lentamente.....
    Ci fanno compagnia certe lettera d'amore
    Parole che restano con noi
    E non andiamo via
    Ma nascondiamo del dolore
    Che scivola, lo sentiremo poi
    Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
    È una mancata verità che prima o poi succederà
    Cambia il vento ma noi no
    E se ci trasformiamo un po'
    È per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi
    Siamo così
    È difficile spiegare
    Certe giornate amare, lascia stare
    Tanto ci potrai trovare qui
    Con le nostre notti bianche
    Ma non saremo stanche neanche quando
    Ti diremo ancora un altro sì
    In fretta vanno via della giornate senza fine
    Silenzi, che familiarità
    E lasciano una scia le frasi da bambine
    Che tornano, ma chi le ascolterà
    E dalle macchine per noi
    I complimenti del playboy
    Ma non li sentiamo più
    Se c'è chi non ce li fa più
    Cambia il vento ma noi no
    E se ci confondiamo un po'
    È per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
    Ancora con noi
    Siamo così, dolcemente complicate
    Sempre più emozionate, delicate
    Ma potrai trovarci ancora qui
    Nelle sere tempestose
    Portaci delle rose
    Nuove cose
    E ti diremo ancora un altro sì
    È difficile spiegare
    Certe giornate amare, lascia stare
    Tanto ci potrai trovare qui
    Con le nostre notti bianche
    Ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro sì
    Non è la mia vita, ma potrebbe essere....sul blog non si dice sempore la verità. Bacioni cari Gus.

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    1. Penso che la verità non si dica nelle canzoni.
      Perché la Mannoia non ci racconta come si sfonda nel mondo della musica?
      Bacio.

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  6. Una bella fotografia di un lavoro ambito perché è l'unico rimasto disponibile (ma ancora per poco) e che ancora una volta lede la dignità della persona.
    Buona serata

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    1. E come al solito i lavori più umilianti spettano alle donne.
      Ciao Cettina.

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  7. ...'guali 'guali alle mie colleghe che io ho soprannominato : Viper-Galline...dove sul mio blog precedente a quello attuale si sono meritate più di un post....porta pazienza Gus

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la paranoia è un disturbo della personalità