giovedì 23 febbraio 2017

Francesco ci ha indicato la strada


Francesco viene subito dopo Cristo. Non è un santo come gli altri, anzi qualcuno non è mai esistito, qualcuno metteva l'acido pe simulare le stimmate. Bisognerebbe fare un riesame su questi santi. Eliminare chi è stato papa, a cominciare dal polacco, che ha sistemato in Italia preti della sua nazione, morti di fame e puttanieri. La pedofilia è dilagante. L'argentino sa benissimo che negli States 6 preti su 10 sono pedofili. Si limita a spostarli e non consegnarli alla giustizia. Sta sporcando il nome che ha scelto. Io so che ho l'obbligo dell'ubbidienza e come ha già suggerito Gesù non dobbiamo nemmeno scandalizzarci. La Chiesa veicola il divino e rappresenta il Corpo mistico di Cristo. Lui apprezzerà la nostra fedeltà in nome della sua presenza.

20 commenti:

  1. Eh sì, Gus, Francesco, come tutti i santi, sono esempi per ciascuno di noi.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Francesco viene subito dopo Cristo. Non è un santo come gli altri, anzi qualcuno non è mai esistito, qualcuno metteva l'acido pe simulare le stimmate. Bisognerebbe fare un riesame su questi santi. Eliminare chi è stato papa, a cominciare dal polacco, che ha sistemato in Italia preti della sua nazione, morti di fame e puttanieri. La pedofilia è dilagante. L'argentino sa benissimo che negli States 6 preti su 10 sono pedofili. Si limita a spostarli e non consegnarli alla giustizia. Sta sporcando il nome che ha scelto. Io so che ho l'obbligo dell'ubbidienza e come ha già suggerito Gesù non dobbiamo nemmeno scandalizzarci. La Chiesa veicola il divino e rappresenta il Corpo mistico di Cristo. Lui apprezzerà la nostra fedeltà in nome della sua presenza.

      Elimina
    2. Quello che commenti io non lo condivido, e mi spiace che un credente prenda queste posizioni. " Il polacco"[...] "L'Argentino"...[...]. Ora non mi meraviglio più di niente.
      Prendo le distanze da te!

      Elimina
    3. Sei tale e quale agli altri, ora capisco molte cose.
      Ti saluto.

      Elimina
    4. Io, fortunatamente, sono diverso da te e da tanti cattolici che somigliano ai farisei. Ti manca soprattutto il concetto di prossimo.

      Elimina
    5. Il concetto del prossimo? Ma sei tu che stai commentando gus? Io mi mantengo delle riserve e molti dubbi.
      Perché Gussino tu comprendi, o meglio, capisci il concetto del prossimo? Povero gus...rileggiti a ritroso. Quante risate avete fatto alle mie spalle edizione tanti altri? Poveri diavoli.

      Mi meraviglio di te, Daniela, (ma nemmeno tanto). Hai capito solo ora chi è Gus? O meglio, soprattutto la sua doppia personalità borderline, sicuramente patologica oltre che ambigua e spregevole? Ne vedremo delle belle, vedrai. Chi lo manovra dall'alto è annoiata dai suoi post prevalentemente "cristiani"
      In questi giorni lui mi ha fatto soffrire e molto. Sono finita in ospedale e devo ritornarci. Sono certa che risponderà di suo. Ora ha rinnegato e scritto esattamente il contrario di cose e fatti che aveva scritto tempo fa, e posso dimostrarlo.
      Oh Daniela non hai ancora capito dai post e dai commenti che spesso non è lui a scrivere? Si è messo con lei e company. Mi pare chiaro. Forse perché guadagnava meno dopo che ho chiuso il mio blog �� Lei interviene in qualsiasi momento dove e quando vuole. Ovviamente gus ne è consapevole. Ha accettato perché gli va benissimo così.
      Come dice il vero Antonypoe la legge non è uguale per tutti....ovviamente si riferiva a quella Divina.

      Elimina
    6. Tu puoi avere verso di me un giudizio etico e morale e puoi scriverlo nel blog. Ma l'affermazione che ci sia qualcuno che mi manovra è tipica di un soggetto paranoico.
      Questo soggetto afferma menzogne che quando vengono smentite da prove si sente male e vorrebbe dare la colpa a chi afferma il vero. Anche che io possa guadagnare con i blog senza essere iscritto a Adsense o altra roba conferma la sua follia.
      "Lei interviene in qualsiasi momento...... e gus ne è consapevole" è da TSO.

      Elimina
  2. Il messaggio di San Francesco d’Assisi è di grande benevolenza e rispetto per tutte le creature, viste ed accettate per come sono.
    E’ un messaggio d'amore. E'il messaggio di Cristo.. E’ lungimirante e precursore dei tempi il rispetto e l’amore per l’ambiente. Ognuno deve accettarsi e accettare l'altro. per come è, con i propri limiti. Non bisogna considerarsi di più di ciò che si è, dobbiamo essere consapevoli che la fede equivale a sentirsi sempre in cammino e mai arrivati. Chi ha veramente avuto fiducia nella Provvidenza di Dio è proprio san Francesco. La fiducia nella Provvidenza è la qualità più alta del santo di Assisi. Avere fiducia nella Provvidenza e Dio ci colmerà di ogni bene. Buonanotte a tutti e te Gus Bacio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io cerco di accettare tutti in quanto ogni persona è il mio prossimo. Non sempre ci riesco e ne sono consapevole.

      Elimina
    2. Quando dici: "Sei come gli altri" ,senza specificare, diventi la fotocopia di quelli che hanno ammazzato Cristo.

      Elimina
    3. Certo che e' cosi'. Chi credi di essere? Un santo? Pure tu l'hai ammazzato come tanti.
      Qualcosa da ridire per caso? Altrimenyi comincio con il copia eh? Meglio che stai zitto.
      Sei un dissociato che crede di avere la ragione in tasca solo perché copia benissimo il vangelo. Ma quello che sei davvero non lo sai nemmeno tu.

      Elimina
    4. Chi crede di avere la ragione in tasca sei tu e lo dimostri con la tua lucida follia.

      Elimina
  3. (da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIV, n.235, Mar. 15/10/2014)

    «Gesù condanna le persone di buone maniere ma cattive abitudini», perché un conto è «apparire buoni e belli», altra cosa è la verità interiore. Allo stesso modo, non serve essere legati esclusivamente alla lettera della legge, perché «la legge da sola non salva. La legge salva quando ti porta alla fonte della salvezza». Durante la messa celebrata questa mattina, martedì 14 ottobre, nella cappella di Santa Marta, Papa Francesco ha invitato ognuno a fare un «esame di coscienza su come sia la sua fede».

    Soffermandosi sul brano del Vangelo di Luca (11, 37-41) proposto dalla liturgia del giorno, il Pontefice ha spiegato l’atteggiamento di Gesù nei confronti del fariseo, scandalizzato perché il Signore non compie le abluzioni rituali prima del pranzo. La risposta di Cristo è severa: «Siete tanto preoccupati dell’esterno, dell’apparenza, ma il vostro interno è pieno di avidità e cattiveria». Parole che si accompagnano a quelle del parallelo passo di Matteo, dove si parla di «cupidigia e putredine» e dove si paragonano i farisei a «sepolcri imbiancati; pieni di ossa di morti e ogni putredine e immondizia». In proposito il Papa ha sottolineato che «Gesù condanna» fermamente la sicurezza che i farisei «avevano nel compimento della legge», condanna «questa spiritualità della cosmetica».

    Il riferimento è alla gente «alla quale piaceva passeggiare nelle piazze», farsi vedere mentre pregava e truccarsi con i segni del digiuno. «Perché il Signore è così?» si è chiesto Francesco, mettendo in evidenza come il Vangelo usi per le azioni dei farisei due aggettivi diversi ma collegati: «avidità e cattiveria». E spiegando che questa cattiveria è «molto unita ai soldi».

    Del resto — ha detto il Pontefice raccontando un breve aneddoto — «una volta ho sentito un anziano predicatore di esercizi che diceva: “Ma, come può entrare il peccato nell’anima? Ah, semplicemente! Per le tasche...”». Proprio i soldi, in sostanza, sono «la porta» per la quale passa la corruzione del cuore. Si capisce perciò il motivo per cui Gesù afferma: «Date piuttosto in elemosina tutto quello che avete dentro».

    «L’elemosina — ha spiegato Francesco — è sempre stata, nella tradizione della Bibbia, sia nell’antico che nel nuovo Testamento, una pietra di paragone della giustizia. Un uomo giusto, una donna giusta sempre è collegata all’elemosina»: perché con l’elemosina si condivide il proprio con gli altri, si dona quello che ognuno «ha dentro».

    Ritorna così il tema dell’apparenza e della verità interiore. I farisei di cui parla Gesù «si credevano buoni perché facevano tutto quello che la legge comandava di fare». Ma la legge «da sola non salva». La legge salva «quando ti porta alla fonte di salvezza, quando prepara il tuo cuore per ricevere la vera salvezza che viene dalla fede».

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È lo stesso concetto, ha chiarito il Papa, che emerge dalla prima lettura della liturgia, tratta dalla lettera nella quale Paolo discute con i Galati (5, 1-6) perché essi «molto attaccati alla legge, hanno avuto paura della fede e sono tornati alle prescrizioni della legge» riguardo alla circoncisione. Parole che ben si adattano anche alla nostra realtà quotidiana, perché la fede, ha sottolineato il vescovo di Roma, «non è soltanto recitare il Credo: tutti noi crediamo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, nella vita eterna...». Ma se la nostra fede è «immobile» e «non operosa», allora «non serve».

      Quello che vale in Cristo Gesù è dunque «la fede che si rende operosa nella carità», Ecco allora che si torna al tema dell’elemosina. Un’elemosina intesa «nel senso più ampio della parola», ovvero «staccarsi dalla dittatura del denaro, dall’idolatria dei soldi» perché «ogni cupidigia ci allontana da Gesù Cristo».

      Per questo, ha spiegato il Papa, in tutta la Bibbia si «parla tanto dell’elemosina, sia quella piccola di ogni giorno», sia «quella più forte». È necessario, però, fare attenzione a due cose: non dobbiamo «far suonare la tromba quando si fanno le elemosine» e non dobbiamo limitarci a donare il superfluo. Occorre, ha detto Francesco, «spogliarsi» e non dare «soltanto quello che avanza». Bisogna fare come quella vecchietta «che ha dato tutto quello che aveva per vivere».

      Chi fa elemosine e fa «suonare la tromba» perché tutti lo sappiano, «non è cristiano». Questo, ha ribadito Francesco, è un agire «farisaico, è ipocrita». E per meglio far comprendere il concetto, il Papa ha raccontato quello che accadde una volta a padre Pedro Arrupe, preposito generale della Compagnia di Gesù dal 1965 al 1983. Nel periodo in cui «era missionario in Giappone», durante un viaggio alla ricerca di offerte per la sua missione, ricevette l’invito da una importante signora che voleva fare una donazione. La donna non lo ricevette in privato, ma volle consegnare la sua busta davanti ai «giornalisti che facevano la fotografia». Faceva cioè «suonare la tromba».

      Padre Arrupe, ha ricordato il Pontefice, raccontò di aver «sofferto una grande umiliazione» e di averla sopportata solo per il bene dei «poveri del Giappone, per la missione». Una volta tornato a casa, aprì la busta e scoprì che in essa «c’erano dieci dollari». Se il cuore non cambia, ha commentato Papa Francesco, l’apparenza non conta nulla. E ha così concluso la sua omelia: «Oggi ci farà bene pensare com’è la mia fede, com’è la mia vita cristiana: è una vita cristiana di cosmesi, di apparenza o è una vita cristiana con la fede operosa nella carità?». Ognuno potrà, «davanti a Dio», fare il suo esame di coscienza. E «ci farà bene farlo».


      Elimina
  4. "ho pensato io a quale idolo nascosto ho nella mia vita, che mi impedisce di amare il Signore?"
    Io lo so: io provo una sorta di superiorità che mi impedisce di amare il prossimo come dovrei e mi fa amare Cristo solo all'80%.
    Ma riuscirò nel mio intento, ce la sto mettendo tutta, anche se sono consapevole che è difficile, molto difficile per me.
    Riguardo a Francesco, hai ragione tu... è inimitabile
    Grazie per aver la pazienza di farmi riflettere
    Ciao Gus

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'accettazione di una dipendenza è il sacrificio più grande che può compiere un uomo.
      Dio sa questo e ne tiene conto.

      Elimina
    2. :-) Grazie e buon fine settimana Gus

      Elimina
  5. Avrei talmente tanto da dire che preferisco trascrivere qui alcune frasi del suo testamento:Il Signore concesse a me, frate Francesco, d'incominciare così a far penitenza: poiché, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia.
    E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d'animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo. E il Signore mi dette tale fede nelle chiese, che io così semplicemente pregavo e dicevo: "Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo".
    Poi il Signore mi dette e mi dà una così grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa Romana, a motivo del loro ordine, che anche se mi facessero persecuzione, voglio ricorrere proprio a loro. E se io avessi tanta sapienza, quanta ne ebbe Salomone, e mi incontrassi in sacerdoti poverelli di questo mondo, nelle parrocchie in cui dimorano, non voglio predicare contro la loro volontà.E questi e tutti gli altri voglio temere, amare e onorare come i miei signori. E non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io riconosco il Figlio di Dio e sono miei signori. E faccio questo perché, dello stesso altissimo Figlio di Dio nient'altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il santissimo sangue che essi ricevono ad essi soli amministrano agli altri. E voglio che questi santissimi misteri sopra tutte le altre cose siano onorati, venerati e collocati in luoghi preziosi.
    E dovunque troverò manoscritti con i nomi santissimi e le parole di lui in luoghi indecenti, voglio raccoglierli, e prego che siano raccolti e collocati in luogo decoroso.
    E dobbiamo onorare e venerare tutti i teologi e coloro che amministrano le santissime parole divine, così come coloro che ci amministrano lo spirito e la vita. E dopo che il Signore mi diede dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò.
    E quelli che venivano per abbracciare questa vita, distribuivano ai poveri tutto quello che potevano avere, ed erano contenti di una sola tonaca, rappezzata dentro e fuori, del cingolo e delle brache. E non volevano avere di più.

    La prima volta che andai ad Assisi, su alle "Carceri" parlai con un frate che mi raccontò che Francesco il poverello dei poveri però usava una scatolina d'oro se trasportava il SS. per i malati. Anche questo è amore, è avere uno sguardo particolare per il Divino.
    Fai bei sogni amico caro. Buonanotte e Bacio. (come vedi io, non cambio!)

    RispondiElimina

la paranoia è un disturbo della personalità