lunedì, ottobre 03, 2016

Il cammino filosofico

 
 
 


 
 
 
La filosofia - affermano Deleuze e Guattari - è creazione di concetti che il filosofo non possiederà mai, ma di cui sarà l'amico. Non ci si interroga dunque sulla filosofia per assegnarle un ruolo o delle competenze, ma per mostrare come ogni domanda sulla filosofia sia una domanda posta alla filosofia, e come quest'ultima sia una ricerca in continuo divenire negli atti stessi che la instaurano. Da qui il tono paradossale di questo libro, il cui aspetto saliente è la vena pedagogica dei suoi autori, il loro procedere per 'exempla' fingendo di mimare, fin dal titolo, il linguaggio dei manuali a uso universale. Da qui anche la folla di volti, di nomi e di eventi suscitata da questo libro. Chi è ad esempio il pedagogo che ci viene incontro fin dal titolo, come l'ombra eterna e il doppio del filosofo? Deleuze e Guattari si inoltrano nell'impresa impossibile di insegnare una filosofia 'da fare'. Dove ciò che viene chiamato 'discussione' non è confronto su un problema, ma il problema stesso in divenire, in movimento. E il filosofo si configura esclusivamente come l'involucro del suo principale personaggio concettuale e di tutti gli altri, che sono gli intercessori, i veri soggetti della filosofia. Il personaggio concettuale è dunque, al tempo stesso, ciò che precede e ciò che 'succede' al filosofo, in altre parole: il suo orizzonte


7 commenti:

  1. Guatteri cerca di separare l'alienazione mentale da quella sociale. lo sapete che Guatteri considera Freud un mero romanziere e non l'inventore della psicoanalisi?

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  2. Le idee dei due filosofi sono particolari.
    Non è la follia a dover essere ricondotta all'ordine, ma l'insieme degli ambiti sociali che devono essere interpretati anche in funzione della singolarità del folle e permettere il suo inserimento nella società senza subire traumi.

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  3. Spencer da quel che ricordo dei tempi scolastici non diceva che la filosofia partiva da un concetto qualunque, per allargarsi in proposizioni sempre più ampie fino a diventare universale, verità?
    E per fare ciò è necessario un filosofo che diventa un tramite. (vedi Socrate)
    Sempre se io abbia capito il tuo post. Ciao

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  4. E' un tentativo di personalizzazione della Filosofia.
    Deleuze e Guattari si inoltrano nell'impresa impossibile di insegnare una filosofia "da fare". Dove ciò che viene chiamato "discussione" non è confronto su un problema, ma il problema stesso in movimento.

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  5. Se vuoi capire di più devi tentare di leggere questo libro:

    "Rocco Ronchi, Deleuze. Credere nel reale, Feltrinelli, pp. 137, euro 14,00".

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    1. Prendo nota e lo cerco nei prossimi giorni in biblio. Grazie ancora e buona serata

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