giovedì 5 maggio 2016

Riconoscere il bello e il buono













La semplicità si coniuga con un pensiero originario, che prende le mosse dal


punto di partenza. Quindi dal cuore, dal sentimento, dall'origine del sentirsi


profondamente in essere. Il sentire non è spiegabile, è un vuoto irrazionale


capace di riempirsi di immaterica realtà. Perciò a volte quando anche tutto


intorno è nero noi vediamo la fiammella.


E' arduo per molti riuscire ad avere un pensiero semplice. Pensare con
 

semplicità. Sì, una cosa che solo i bambini piccoli (età prescolare) sanno fare,

 

poi, noi li educhiamo al ragionamento, distruggendo il pensare veloce, fatto di
 


leggerezza.
 

La semplicità si coniuga con una grande pulizia interiore.



Una coscienza che sa riconoscere il bello e accettarlo.



Trovare i difetti è un espediente per non aderire mai.



La semplicità è cogliere il molteplice in ciò che è normale e sopravvalutarlo.



Quando qualcosa piace ha tutti i pregi del mondo, quando non piace non c'è


magia che possa fartela apprezzare.



In pochi sanno cogliere la genuinità nelle persone e nelle cose, l'artificio invece


lo colgono tutti.







12 commenti:

  1. Dobbiamo imparare a cercare i difetti dentro di noi, prima di quelli fuori di noi. Un sano esame di coscienza alla fine di ogni giorno e necessario per rimanere sulla strada che il Signore ci indica.
    Una sorte di bussola morale, che quando siamo confusi, insicuri, l’ago magnetico ci indica la rotta sicura.
    Parlando di purezza di cuore di semplicità dei piccoli, S. Teresa del Bambino Gesù dice che, all'età di quattro anni, dopo esserle morta la madre, tutte le sere chiedeva alla sorella Paolina che la metteva a letto: "Sono stata buona, oggi? Il Signore è contento di me? E gli Angeli, mi voleranno intorno?" Ecco un significativo indizio di esame di coscienza. E Caterina da Siena suggeriva :"Entra nella cella del conoscimento di te"? I santi ci aiutano nel cammino tortuoso della sequela di Cristo
    Buona giornata August!
    Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi pongo spesso questa domanda:

      "Sono stata buono, oggi? Il Signore sarà contento di me?".


      Abbraccio Dani.

      Elimina
  2. Amo la semplicità, peccato per chi non l'apprezza.
    Belle parole Gus, da mettere in pratica. Bacio.

    RispondiElimina
  3. Matteo 6:22, 23
    La lampada del corpo è l’occhio. Se, dunque, il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà illuminato; 23 ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà tenebre. Se in realtà la luce che è in te è tenebre, come sono grandi tali tenebre!

    RispondiElimina
  4. San Giuseppe ha vissuto come tutti: Nei Vangeli non c'è una parola sua, non c'è niente, niente: più povera di così una figura non può essere. E in questa povertà trovi tutto: la bontà, la bellezza, semplicità e amore vero. Una dedizione a Dio che non ha bisogno di porsi domande.

    Gesù disse a Francesco: "Vai e ripara la mia casa"
    A San Giuseppe io chiedo di riparare il mio cuore!!!
    Buonanotte e bacio Gus.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi dobbiamo capire che la Madre di Dio non poteva non avere accanto che un uomo eccezionale.
      Bacio Lucia.

      Elimina
  5. come mi piace l'idea di praticare leggerezza...

    RispondiElimina
  6. Te la auguro Alice.
    Ciao.

    RispondiElimina
  7. Che artificio sarebbe senno'? Ars est celare artem.. lo diceva Aristotele.. mica Cippalippa su Facebook.. l'artificio obnubila..
    guarda Francesco come disquisisce amabilmente di accoglienza senza un aprire un convento che è uno.

    RispondiElimina
  8. Non avrà i soldi per gestire un convento con gli immigrati.

    RispondiElimina

la paranoia è un disturbo della personalità