mercoledì 25 maggio 2016

Alla ricerca della felicità vera

 

 
 
 
 
 
 
Il grido proprio dell'uomo è domanda di felicità.
In questo grido sta la radice, il seme della creatività.
Il soffocamento del grido della felicità equivale
allo spegnimento della scintilla dell'inventiva.
Oggi c'è la tecnica, come applicazione della scienza,
la quale dice un'infinità di piccole verità in funzione
 di una grande menzogna.
 
Quando non c'erano né jet né missili, Leopardi
poteva immaginare:
 
Forse s'avess'io l'ale
da volar su le nubi,
e noverar le stelle ad una ad una,
o come il tuono errar di giogo in giogo,
più felice sarei, dolce mia greggia,
più felice sarei, candida luna.
 
Oggi che l'uomo che va con i missili a contar le stelle
ad una ad una, non credo sia di un granello più felice.
La felicità è qualcosa d'altro.
 
 


9 commenti:

  1. Ciao Gus. Avevo sentito Padre Cantalamessa parlare della felicità e ho provato a cercare l'episodio che avevo ascoltato e l'ho trovato. Eccolo:
    Trovandomi nei luoghi pucciniani, mi torna in mente il ricordo di un sabato santo speciale.
    Ero a Gerusalemme per realizzare una serie di puntate del programma “Le ragioni della speranza” che va in onda su Rai Uno ogni sabato sera. Ero nella Basilica del Santo Sepolcro a commentare il vangelo della domenica di Pasqua. Mi tornarono in mente le parole dell’aria della Turandot di Puccini: “Tramontate o stelle, all’alba vincerò”. Mi sembrò che nessuno avrebbe potuto pronunciare queste parole con più ragione di Cristo, alla vigilia della sua risurrezione. Chiesi alla regista di terminare la puntata facendo riascoltare quell’aria. In quel contesto, essa faceva venire i brividi. Le parole non cantavano più una vittoria immaginaria, ma una vittoria reale, storica, non di un innamorato, ma di tutta l’umanità.
    Un mio ricordo di felicità: il treno costeggiava il mare, stavamo arrivando a Trieste, là il faro, il castello di Miramare e io piansi. Di felicità. Il mio papà se ne accorse e mi coccolò con tenere parole e bacetti. La Bellezza se penetra l'anima diventa struggimento, insomma non lo so spiegare, so che mi sconvolge dal piacere che provo pensando a Dio Creatore e a Suo Figlio amato.
    Non mi posso accontentare di una bellezza banale, ma è necessario cercare la Bellezza stessa, la Bellezza infinita; così trovo Cristo, in Cristo la vera bellezza, la strada della vita, la vera gioia. La vera felicità che colora il mondo parlando di pace, e ci dice shalom, basta guerre, basta prepotenze, basta al male che turba ogni uomo. Buonanotte Gus. Bacio.

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  2. La felicità per me è stare lontano dal peccato e vicino a Dio.
    Bacio Lucia.

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    1. Gesù ci ha insegnato a pregare: «Abbà, Padre!», sia la nostra preghiera.
      Ci ha chiamati a credere all’amore,sì, è il nostro papà, perché dobbiamo temere?
      La vera felicità è questa.
      Fai una buona notte!
      Dani

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    2. Grazie Dani.
      Buona giornata.

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  3. La felicità è difficile da spiegare. Cambia da individuo ad individuo.
    Può essere per esempio avere fiducia, nonostante le difficoltà. Essere sereni negli avvenimenti della vita.
    Senza inseguire l'impossibile, accontentandosi di ciò che si ha e gioiendo quando arriva qualcosa di meglio.
    Buona giornata Gus, ciao.

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  4. Sì, amare quello che si ha.
    Ciao Pia.

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  5. Senza dubbio l'esplorazione delle stelle rendeva felice Margherita Hack, ma ognuno ha la propria stella da proteggere.
    Giunta a questa età, dico che l'unica felicità la si trova attraverso l'armonia che si raggiunge con i propri cari.
    Cristiana

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    1. Simpatica Margherita. A 90 anni pretendeva il rinnovo della patente guida. Non l'hanno fatto facendola diventare infelice.
      L'armonia con i propri cari è una bella cosa.
      Ciao Cri.

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  6. Una giornata così....da ricordare come sempre, è arrivata la notte: vado nel lettone non so se dormirò. Spero di sì. Domani la bella, verdissima Milano e la mia mamma. Buonanotte mio caro: buona giornata per domani. Bacio Lucia

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