sabato 21 maggio 2016

Per non restare emarginati

 
 
 

 
 
 

Succede che nel rapporto di coppia il marito non riesce a capire la moglie, ed è una situazione reciproca.

Così nel lavoro, nei rapporti sociali, in politica, nei conventi, nelle osterie e anche negli spazi virtuali.

C'è una crisi di disponibilità. Ognuno si sente vittima dell'incomprensione dell'altro, ma non mette mai veramente in discussione se stesso, tranne con una generica affermazione più o meno di questo tipo: "Forse anch'io avrò le mie colpe, però....".

Questo comportamento, assunto un po' da tutti, crea una serie di situazioni a catena che si possono rimuovere solo con atti concreti di buona volontà, non con generici discorsi.

Se ognuno di noi aspetterà, seduto in un angolo, che gli altri vengano incontro alle sue esigenze, sicuramente noi rimarremo ai margini della vita e tagliati fuori da ogni colloquio.

La volontà di capire, di sentire e vivere il problema degli altri, il nostro prossimo, ci toglie dall'isolamento, spezza il guscio del nostro egoismo, ci fa scoprire amici, e non dovunque gente che ci vuole male o che ci fa del male.

 





18 commenti:

  1. L'apertura verso gli altri e la capacità di fare autocritica dovrebbero aiutare a superare queste situazioni, ma bisogna imparare a farlo, e questo non è sempre facile...Ciao, Stefania

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  2. Non è mai cosi semplice. Ma che ci si debba lavorare, è fuor di dubbio..

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    1. Ci vuole tempo e soprattutto pazienza.

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  3. Ogni cosa che è importante impone inizialmente sacrifici, ma dopo si sta veramente bene con gli altri. L'apertura mentale è prima un fatto concettuale, poi è seguito da azioni concrete
    Ciao Stefania.

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    1. Ogni cosa importante impone sacrifici,Gesù ci da un grande insegnamento, nella lettera agli Ebrei (Eb 5,8) "Egli imparò l'obbedienza dalle cose che patì" L'ardore che ci metti nelle persone, nelle cose, occorre fatica, pazienza, sofferenza, desiderio e donazione.
      Buona domenica, nella gioia!
      Dani

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  4. nessuno di noi ammetterà di avere una colpa ,forse qualcuno più sensibile ne ammetterà una minima parte ....
    tutti siamo arroccati sulla nostra RAGIONE d'intenti ....
    chi ci scrollerà è un bel dilemma.
    E con tale quesito ti auguro una buona domenica

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  5. Eppure l'uomo d'oggi mentre nega qualsiasi colpa nello stesso tempo è schiacciato da sensi di colpa.
    Buona domenica Cettina.

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  6. La ricetta, secondo me, è imparare ad ascoltare. Se c'è ascolto c'è conoscenza, se c'è conoscenza c'è comprensione ed empatia, se c'è empatia si può andare lontano, insieme.
    Ciao ciao
    sinforosa

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  7. Ascolto e comprensione dell'altro vanno a braccetto ma non è mai semplice l'applicazione.
    Ciao sinfoRosa.

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  8. Conoscendo le scritture si possono comprendere queste contraddizioni.
    Per questo entrambi devono frequentare la santa messa domenicale e sentire le scritture quotidiane.
    Senza Dio nessuna coppia si può salvare.

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    1. Vero, Angelo, ma i con Dio sono pochi.

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    2. Spesso uno si e l'altro no. Oppure uno sta con un Dio e l'altro con un altro. Pur pregando nella stessa chiesa, allo stesso banco e davanti lo stesso crocifisso.
      E quando accade è ancor peggio che uno stia dentro e l'altro attenda fuori. E ne conosco di coppie così...

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    3. Quando DIcO DIO mi riFERISCO ad UNO DEI TRE.
      Ma se non si SA con QUALE DEI tre STARE ... son ca'VOLI AMARE!

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  9. Franco, stare con Dio significa imitare Cristo e osservare i Comandamenti, quindi è difficilissimo.

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    1. SI, il FIGLIO ha il PADRE e la MADRE in UNA CARNE "SOLA".

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  10. Ma non impossibile. Due capi son forti per fare una corda ma, la terza (Dio) ci darà la robustezza perfetta.

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    1. Irrobustire il debole non è semplice.

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  11. Buonanotte Gus arriverò domani ora è tardi, ma l'argomento è molto interessante. Grazie ancora Bacio

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