giovedì 7 aprile 2016

Quello che dobbiamo essere

 
 
 


 
Bisogna che diventiamo poveri, ossia certi di alcune grandi cose.
Il povero è chi è certo di alcune grandi cose, per cui costruisce una cattedrale anche se vive in una catapecchia, essendo così cento volte più uomo di chi ha come orizzonte ultimo un appartamento confortevole.
Perché essere poveri è essere certi?
Perché la certezza implica l'abbandono e il superamento di sé.
" Sono piccolo, sono niente, la cosa vera e grande è un'Altra".
Secondo l'economia la povertà è la mancanza di un reddito, di una proprietà, di un bene.
Non c'è un automatismo che ti fa passare dalla povertà economica alla Fede, anzi la povertà può incattivirti, spingerti a rubare, oppure prostituirti.
La teologia dà un concetto diverso alla povertà, cioè l'abbandono e il superamento di sé e la certezza di un Altro.
La povertà è un amore non verso se stesso ma diretto a raggiungere un altro.
La povertà è un corollario della Speranza. Se non diventi povero ( l'abbandono e il superamento di sé) non puoi sperare. La Speranza di un uomo è che la sua Fede giunga a compimento. Ma per sperare devi avere la certezza su una cosa presente.
La Speranza come certezza in una cosa futura poggia su tutto il passato cristiano, poggia su tutta la memoria cristiana, poggia su tutta la certezza di quella Presenza che è incominciata duemila anni fa ed è arrivata fino a te. Se non c'è, puoi solo dar spazio all'immaginazione.
"Domani vinco al lotto è divento ricchissimo".
Le esigenze del cuore pretendono di essere esaudite. Siccome l'uomo non ha la forza di realizzarle, di raggiungere cioè il traguardo che esse fanno prevedere, l'uomo dà forma a questa pretesa secondo il volto, secondo la consistenza fragile e ultimamente illusoria che si chiama sogno. Il cuore dell'uomo sogna, dà una forma positiva al suo cammino. Ma il sogno del cuore dell'uomo non può sostenere le ragioni di una certezza, della certezza che le esigenze siano esaudite.
 
 
 
 



25 commenti:

  1. La povertà spirituale è l’umiltà. Riguarda l’Essere, riconoscere di essere creature di Dio: In Lui viviamo, ed esistiamo(At 17,28) Ricercare Dio con cuore umile riconoscere che seppur conosciamo molto, non deve per essere per noi un vanto, ma un’opportunità per scegliere la libertà non solo dalle cose, ma anche dai pensieri, affidarci completamente a Dio. Permettere a Dio di guidare la nostra vita. Spogliarci del nostro egoismo e permettere che Dio viva in noi.
    Non è per nulla facile, ma è una scelta di fede, invocandola da Dio ogni giorno nella preghiera, a poco a poco la nostra vita comincerà a diventare luce.
    Ciao August, buongiorno!
    Dani

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  2. Chiedo scusa a priori per questo mio commento, ma sarebbe interessante chiedere ad uno dei tanti disperati che attraversano il mediterraneo, o anche semplicemente ad un italiano che vive in auto o in qualche fabbrica abbandonata ( non ci sono solo gli extracomunitari) cosa ne pensano della povertà. Se interessa loro di più risolvere la povertà economica o la povertà di spirito. E mentre ci siamo chiedere anche un parere a quel simpaticone di Bertone.
    Credo che la tua risposta stia nell'immagine che hai pubblicato. Difficile parlare di Dio ad una mensa dei poveri, molto difficile anzi direi che è un argomento improponibile e inopportuno. Mai andato in una di queste mense? Facile parlare di Cristo quando si ha la pancia piena, risposta che ti danno molto frequentemente i commensali tra cui molti italiani.
    Ciao Gus buon proseguimento di giornata <3

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    1. La povertà di spirito ti fa accettare anche la povertà economica.
      Ciao Anna.

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    2. Farò leggere questo tuo post e commento domenica alla mensa dei poveri poi ti dirò quello che mi dicono. Le loro frasi le trascriverò su un pezzo di carta per ricordarmene e trascrivertele parola per parola. Buon fine settimana a te Gus

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    3. I poveri possono avere la fede, oppure non averla. Per esempio in Ucraina sono cristiani ortodossi e sono tutti credenti, e sono anche poveri.
      Ciao Anna.

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    4. "Guardo la mia vita, la mia giornata, e mi accorgo che ogni giorno Dio si incarica di seminare piccoli semi di preghiera in me: un pensiero buono, un brivido di gioia, uno sguardo ad una persona, a un crocifisso sulla parete, una gentilezza inattesa da uno sconosciuto, la bellezza del creato o l'eco di un canto, il silenzio di una notte d'inverno... Tutte piccolissime cose, a cui basta poco per rispondere: un battito del cuore, un brivido, un pensiero, una carezza nell'intimità con Dio"
      Un pensiero che ha trovato su FB (non ho capito bene chi lo abbia scritto), ho pensato a te e te la regalo di vero cuore. Abbraccio con l'augurio di una bellissima giornata a te Gus

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    5. Il regalo è bello. No9n frequento FB.
      Grazie Anna.

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  3. Sicuramente parli della povertà di spirito ,che si ottiene ergendosi sopra ciò che di materiale esiste ,spogliandosi di ogni condizionamento e vivendo liberi di ogni sovrastruttura.
    Ciao

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    1. La povertà di spirito è la rinuncia agli egoismi e l'affidarsi a Dio.
      Ciao Cettina.

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    3. I beati in Spirito sono pochi. Gli altri sono credenti e non hanno questa beatitudine. Peccano di più e possono essere anche permalosi. Io non sono permaloso, ma quando uno scrive di proposito corbellerie preferisco non leggerle. Per questo metto la moderazione nel blog. Tu puoi scrivere ma a scegliere se pubblicare o meno sono io.
      Ciao.

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  4. "La povertà di spirito è la rinuncia" La povertà quella materiale, quella che s'intravvede alle periferie delle città e che per conoscerla bisogna recarcivisi. Camminando tra quelle baraccopoli, ci sono , anche a Novara, Il tuo cuore ti fa abbassare lo sguardo per non soffrire e poi tornando a casa
    guardando a ciò che abbiamo, ringraziare il Signore per tanta abbondanza!.
    Allora partecipare con Dio alla costruzione della mia anima è l'unico modo per sperimentare la serenità. Ho imparato a dare un nome ad un aumento di stipensio di Paolo, al lavoro di Pamela che dal 1° di gennaio finalmente insegna sostituendo una signora in maternità; la chiamo Provvidenza.
    Affidarsi alla Provvidenza. Affidarsi alle braccia di Dio. Con un sorriso, ricordo quando Paolo andò a ritirare l'esito della mia terza gravidanza: ritirò la busta e l'aprì a casa appoggiandosi alla porta: "positivo" Era Enrico che arrivava con il suo cestino che la Provvidenza gli aveva regalato.
    Sono anche andata alla mensa dei frati qui a Novara, la mensa dei poveri per aiutare a servire. In Parrocchia era ormai un rito a Capodanno con la mia amica Marisa fare le cuoche e anche le cameriere.
    Povere in Spirito? Portare all'altare le mani vuote per offrire al Signore la mia poca umiltà? Vedi Gus come la mia vita è ricca?
    Buonanotte e sogni d'oro: Ti ricordi Gus che siamo in tempo di Pasqua e al posto dell'Angelus si dice il Regina Coeli? Lo sapevo. Bacio grande.

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    1. Parli sempre soggettivamente, cioè ti riferisci a particolari, persone e fatti, mai in generale fuori del tuo limitato orticello.

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    1. Io parlo di teologia per capire perché il mondo gira in un certo modo. Non mi stupisco di quello che accade. Personalmente abbraccio le parole di Kant: "Il cielo stellato sopra di me e la morale dentro di me".

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  8. Silvana: rileggendo ho notato il mio errore: Poveri in spirito. Grazie per la precisazione. Buona serata anche a te.

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