lunedì 11 aprile 2016

Alla ricerca dell'Io perduto

 
 
 

 
 
 

L'Io di una persona ha meccanismi antagonisti alle necessità disposte dall'esercizio del potere. Il desiderio intimo di ogni essere umano è vivere di cuore, di animo, di calore, di scambio. Ma dato che il potere è esercitato da esseri umani la dissociazione conseguente innesca un meccanismo che vuole spersonalizzati  (anche se in maniera opposta) sia i detentori del potere sia i poveri fruitori. E così tutti ci ritroviamo privati della nostra intima libertà.
Nel tentativo di aggrapparsi ad un sistema ideologico che funzioni come ancora di sicurezza l'uomo delega inerme il proprio stanco consenso a chi ha più salvagenti da offrire.
Accade anche un'altra cosa. L'accesso al potere sembra vicino, tangibile (B. passa come uno che si è magicamente e semplicemente fatto da sé) così da indurre una visione piramidale distorta in cui l'esercizio del potere avviene esercitando pressione su quello più debole, sul basso.  E così l'italiano lo esercita sullo straniero, il maschio sulla femmina,  l'adulto sul minore e così via degradando.
Insomma, esercito, dunque sono.
Il Potere che ci circonda, come un leone ruggente alla ricerca di chi divorare, tenta di ridurre la persona. Questo è oggi il programma del potere.  Per raggiungere l’obiettivo prefissato il potere cerca  il consenso della persona. Per ottenerlo è però necessario che la persona non conosca se stessa. Tutto lo sforzo del potere si concentra nel ridurre e soffocare i desideri costitutivi dell'io attraverso una opportuna atrofizzazione, che provoca realmente un eunuchismo. Il potere cerca di tagliare alla radice la possibilità dei desideri, atrofizzarne la sorgente, ridurli, dando all'uomo l'osso su cui farlo rodere.



12 commenti:

  1. Nell'ultima frase della tua tesi hai concentrato il significato della tua dissertazione. Sono concorde e non ho niente da aggiungere.
    Buon lunedì

    RispondiElimina
  2. Immagino quanta gente non conosca se stessa e la cosa mi preoccupa assai.
    Amico mio a quando un post di filosofia? Magari privatamente su google+ dove posso godermelo in santa pace?
    Sono esigente lo so, ma che ci vuoi fare' Prendere o lasciare dice il mio profilo
    Bacio al quadrato con l'augurio di una bellissima serata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anna, questo è un post di filosofia.
      Ciao.

      Elimina
    2. A me piace quando citi qualche filosofo che io vado a rivedere sui libri di casa o si internet oppure nella biblioteca del mio paesello dove trovo quasi niente ma in compenso ci sono tutti i romanzi di Pavese e Fenoglio ;-) vivendo nelle Langhe. Abbraccio

      Elimina
    3. Io adoro Kant:

      La Critica della ragion pratica risponde all'interrogativo sulle possibilità della conoscenza e ne stabilisce l'ambito. Ma l'uomo non solo conosce, ma anche agisce, ed è sul suo comportamento che si rende necessaria un'altra sfera di indagine filosofica che stabilisca delle norme di comportamento: questa è la critica della ragion pratica (CRP). Ne deriva che il sapere filosofico kantiano si articola attorno a due punti fondamentali: il fatto della scienza e quello della morale. Le dottrine etiche tradizionali stabilivano il fondamento delle norme etiche sulla conoscenza, sulla volontà di Dio, sul sentimento, ecc.; in Kant, invece, la norma morale è frutto della decisione immediata dell'uomo. La morale, infatti, nonostante derivi dalla conoscenza, nasce dalla condizione dell'uomo che produce le norme di comportamento al di fuori della causalità deterministica del mondo sensibile. Non si tratta quindi di ragione empirica, condizionata dai fenomeni, ma di ragione incondizionata, che nell’assoluta libertà stabilisce le norme di comportamento. L'uomo è concepito come soggetto morale che agisce con libera volontà. La ragione pratica riesce anche a dare consistenza a quelle idee trascendentali che la ragione teoretica riconosceva solo come apparenze problematiche.
      La ragione è qui detta "pratica" perché non riguarda più la mera conoscenza ma l'azione o, almeno, la conoscenza per l'azione, cioè i principi a priori della vita morale.

      Ciao Anna.

      Elimina
    4. L'ho copiato su Google+ nella raccolta Filosofia. Grazie Gus

      Elimina
  3. Il potere è subdolo ti porta là, dove tu credi di voler andare, soprattutto se dentro hai il vuoto, s’insinua, e occupa la tua anima, la tua mente e le tue azioni.
    Il mio spazio è occupato d’Amore Grande.
    Ciao August, oggi una giornata ricca di emozioni .
    Buona cena e serena serata!
    Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ben detto Dani.
      Sono contento per le tue emozioni.
      Ciao.

      Elimina
  4. Alla ricerca dell'IO perduto: un libro di Franco Nembrini. Un personaggio che non annoia mai ma riscuote tutta l'attenzione che c'è in me. E' padre di ben 4 figli e spiega Dante con una passione, come allo stesso modo parla di Giussani. Ma tu non ti riferisci a Nembrini. Della filosofia non so raccontare e tanto meno discutere.
    Il mio Io s'è perso quando la Parola di un Altro ha preso il suo posto. Buon pomeriggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nembrini non è un filosofo ma è una bella persona.

      Elimina
  5. Lo so che non è un filosofo.....E' venuto spesso in parrocchia per parlare ai genitori di cosa pensano i giovani d'oggi. Ho scantonato il post e ne ho spiegato il motivo......

    RispondiElimina

la paranoia è un disturbo della personalità