mercoledì 27 aprile 2016

E' così, anche se spiacevole

 
 

 
 

Si tratta del fallimento educativo della scuola italiana.

A volte ho parlato con ragazzi che frequentano le scuole secondarie.

Noto scetticismo, più o meno larvato o clamoroso. Alcuni sono infastiditi, altri,

forse i più sensibili, mi sembra di vederli nel pieno di una bufera dispersiva.

Svuotati di ogni capacità di slancio.

Forse si fanno studiare un'infinità di cose senza sforzarsi di far comprendere il

senso di quelle cose.

La predominante analiticità dei programmi non aiuta il raggiungimento di

un'effettiva presa di coscienza che possa condurre lo studente ad un'ipotesi

esplicativa unitaria.

E' come prendere un orologio e smontarlo in tanti piccoli ingranaggi.

La sveglia non c'è più e manca una guida che aiuti lo studente a dargli l'idea

sintetica per ricostruirla.

Si studia la storia senza far comprendere le varie manifestazioni degli uomini.

Una successione di date e di guerre. Nemmeno un accenno al modo di vivere

dell'uomo che è cambiato percorrendo millenni di civiltà.

Forse la scuola sarà chiamata in causa perché incapace di formare buoni tecnici,

bravi specialisti e gente competente.

Temo che non la si chiamerà in causa perché non è riuscita a formare veri

uomini. La vita impone giudizi e scelte.

Il giovane le farà. Ma a causa della diserzione educativa della scuola le scelte

non saranno frutto di un’adesione a criteri oggettivi, ma figlie dell’ illogicità

derivante da valutazioni fatte in base a stupidi pregiudizi, visioni anguste e

idiosincrasie o simpatie istintive.

 

 

 



22 commenti:

  1. L'immagine:

    Metafisico, surreale, inquietante, onirico, fantastico, magico. Sono le tessere di un puzzle suggestivo che, una volta composto, rivela la poetica di Max Ernst, in mostra al Metropolitan Museum di New York fino al 10 Luglio. Fugge dalla Germania e sfugge alle convenzioni e alle regole, troppo restrittive, troppo razionali, troppo lucide, per una creatività’ esplosiva ed una genialità’ senza limiti.

    RispondiElimina
  2. Ho una bellissima nipote sedicenne. Oltretutto è anche studiosissima. Ma, pochi baci, poche smancerie mentre io vorrei "strapazzarla di coccole" La mia mente ha chiesto aiuto al Prof. 2.0 Alessandro Davenia, insegna italiano e ha scritto tre libri, uno più bello dell'altro: libri per quindicenni e oltre. "I ragazzi si aspettano sempre gioia dalla vita, non sanno che è la vita ad aspettarsi gioia da loro." Li ho letti.
    "Un giorno, all’ombra di un albero immenso, mi hai chiesto per cosa spendo la mia vita. E io ti ho risposto porgendoti un fiore di campo: Per difendere la bellezza delle cose fragili.
    E perché?
    Perché ciò che è sacro al principio è sempre fragile, come il seme che nascondeva i rami forti e ampi all’ombra dei quali parliamo"
    E' molto poetico. E' sinceramente poetico. I compagni di classe di Elena l'aveva invitato per una lezione e lui aveva accettato che non ha dato il suo benestare è stata la preside. Anche gli adulti a volte non capiscono!!! Ciao Gus. Bacio.

    RispondiElimina
  3. Grazie per il racconto poetico.
    Abbasso la Preside.
    Bacio Lucia.

    RispondiElimina
  4. Concordo con la tua analisi, purtroppo!! La scuola dà nozioni, ma non porta il giovane al ragionamento e questa è una grossa pecca, perchè il giovane di oggi sarà l'uomo di domani....Ciao Stefania

    RispondiElimina
  5. Si diventa insegnanti come sbocco occupazionale e non per una vocazione. Manca una struttura di supporto per l'aggiornamento. Insomma, i ragazzi si annoiano.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si diventa insegnanti......ma tanti sono ancora alunni...i docenti di oggi sono i figli della "Nutella" non hanno rotto il cordone ombelicale.
      Ciao, grazie per lo spunto riflessivo

      Elimina
    2. Grazie a te Cetty per il tuo intelligente commento.
      Ciao.

      Elimina
  6. Sono molto vere le tue riflessioni e belli anche i commenti dei tuoi followers...da genitore anch'io ho visto tante cose che non andavano tra maestri o professori quando mio figlio studiava ....ma anche tanti ragazzi che non vedevano l'ora di alzarsi da quei banchi ... che non trovavano alcun interesse ...ma altrettanti molto volenterosi ...mio figlio non ha mai avuto problemi nello studio e ha avuto capacità e anche fortuna nel saper cogliere cose giuste per lui ... ma che peccato per tutti quei ragazzi che si perdono per strada ...quanto tempo sciupato ...Servirebbero più persone come Te....per chi vuole ascoltare però ... Io non ho potuto studiare .... ma cerco di assorbire qua e là ...è un po tardi ...ma farò quel che posso ....buona giornata e un sorriso Gus !!!

    RispondiElimina
  7. I ragazzi non si sentono valorizzati, prima vanno malvolentieri alla scuola, poi cominciano le assenze e gli incontri con brutte compagnie.
    Grazie Giusi.
    Ciao.

    RispondiElimina
  8. I giovani oggi vivono bombardati dalla cultura dell’immagine, dall’appagamento dei propri piaceri, senza rispettare gli altri e se stessi.
    La conoscenza offerta dalla scuola da loro viene considerata di scarso rilievo dal momento che non prevede una gratificazione immediata, e di scarso rilievo, visto che non fornisce strumenti per un ascesi sociale e neppure per un accesso a un semplice impiego. Questo è per loro demotivante. Se si aggiunge poi che non è stato insegnato loro lo spirito di sacrificio, di allenamento alla pazienza… loro vogliono –tutto –subito.I docenti,sono anche educatori, per cui l’istruzione non dovrebbe essere una mera distribuzione del sapere. Docente e alunno devono giungere a una reciproca comprensione, e favorire l’incontro per l’instaurazione di legami, veri,per farne uomini e donne capaci di affrontare il futuro.
    Ho letto un giornale pochi giorni fa, che una proff, durante le ore di lezione faceva lo spogliarello, tra le risate dei ragazzi, ripresa anche dal cellulare. Mi domando, dove sta la responsabilità di questi insegnanti, di cosa poi? Per fortuna di queste persone ce ne sono poche!
    Buongiorno August, e serena continuazione di giornata!
    Dani

    RispondiElimina
  9. Mi spiace, ma non sono d'accordo con questa analisi, Gus. Non perchè non rifletta alcuni difetti verissimi della scuola di oggi che sono stati confermati anche da vari commenti, ma perchè l'analisi è incompleta. Non trovo giusto generalizzare così buttando tutto a mare, perchè la realtà della scuola - grazie al cielo - NON è solo questa!!!
    Ho insegnato per 36 anni in un istituto superiore e parlo per esperienza. Non lo faccio per difendere me o la categoria o per amore di campanile, credimi; se ricominciassi ad insegnare lo farei per certi aspetti diversamente e riconosco le pecche che anch'io ho avuto.
    Ma, accanto ad una scuola che vuole sfornare solo tecnici senza formare prima di tutto persone, che frammenta i contenuti privandoli di senso - e riconosco che è grave! - ti assicuro che ce n'è un'altra dove l'attenzione a trasmettere agli allievi non solo nozioni, ma prima di tutto valori, è grande.
    Potrei citare - come Lucia ha fatto - Alessandro D'Avenia, ma accanto a lui conosco tante altre persone dal nome più oscuro che lavorano con passione ed onestà e che si adoperano per trasmettere con l'esempio certi valori. E che attraverso le discipline insegnate cercano di educare sollecitando una domanda di senso.
    Certo, il panorama è vario e articolato anche fra i ragazzi: ma non tutti sono così delusi e demotivati come si pensa. Accade anche ciò che scrivi: non si sentono valorizzati, vanno a cuola malvolentieri, poi abbandonano e finiscono male. Ma la realtà non è solo questa, ed esistono ancora studenti che nella scuola non trovano solo un'area di parcheggio, ma un luogo dove mettersi in gioco e crescere. Motivo per cui non mi sembra giusto generalizzare come hai fatto nel post.
    Grazie e scusa la lunghezza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Annamaria.
      Io ho parlato della scuola nel suo complesso. So benissimo che ci sono insegnanti preparati e alunni che studiano seriamente. Mia moglie insegnava Ragioneria al Tito Acerbo di Pescara e lo facevo con grande amore per i ragazzi che considerava come suoi figli.
      Ciao.

      Elimina
  10. Ho letto nel Corriere della Sera:


    Le chiamano «ragazze doccia» e sono adolescenti, in genere di famiglie benestanti, che si prostituiscono nei bagni delle scuole in cambio di oggetti. Il fenomeno è stato scoperto dall’equipe del prof. Luca Bernardo, direttore del reparto di pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano.
    Secondo il dossier le ragazzine hanno tra i 14 e i 16 anni, vengono perlopiù da scuole private. «Abbiamo individuato per ora otto ragazze ma ci risulta che il fenomeno sia molto più esteso – spiega – Le chiamano ragazze-doccia perché così come ci si fa la doccia tutti i giorni, loro quotidianamente fanno sesso. I maschietti–clienti vengono scelti in base a ciò che possono dare in cambio alle ragazze. Durante le lezioni delle prime ore sui telefonini gira il menù con prestazioni, richieste e orari per gli appuntamenti nei bagni, dove avvengono i rapporti sessuali. Le ragazze offrono le loro prestazioni anche a più persone. Per loro è una specie di gioco, un gioco molto pericoloso nel quale pensano di dominare e irretire i loro clienti. Finora abbiamo accertato i otto casi, sette di ragazze di “famiglia bene” del centro di Milano e una invece proveniente dalla periferia. Le scuole coinvolte nel “giro” sono prevalentemente istituti privati.


    Ciao Dani.


    RispondiElimina
  11. Sai August, conosco tantissimi insegnanti delle scuole secondaria di 1° grado, e scuola secondaria di 2° grado medie superiori, tutti concordano sul fatto di non collaborazione con i genitori, cioè nei colloqui, i genitori non accettano notizie che non siano positive riguardo i propri figli, rispondono: che non sono compresi. che a casa il loro comportamento è irreprensibile, quindi gli insegnanti mentono. Dove sta la verità? Io sono mamma di tre figli, ormai adulti, ma anch'io ho fatto la trafila, dei colloqui con i proff. Vi assicuro che quando lamentavano qualche mancanza, non ho mai difeso, ma ho voluto capire dialogando con loro, e le cose si sono risolte perché se c'è collaborazione scuola-famiglia, si risolve, perché c'è unità di intenti.
    Premetto che i miei figli frequentavano le scuole negli anni '85,95-'98.
    Poi per carità ognuno può raccontare la propria esperienza...
    Abbraccio.
    Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'amore dei genitori verso i figli a volte è irragionevole e pur di non accettare una realtà spiacevole mentono a loro stessi. Chiaramente peggiorano la situazione.
      Un abbraccio Dani.

      Elimina
  12. Nella mia famiglia di insegnanti ce ne sono....e altrochè se ce ne sono e stranamente leggendo i commenti di cui sopra, posso dire che sono o erano persone di cui vado fiera. Ancora questa mattina ho incontrato una signora che mi chiedeva come stava una delle mie cognate.....Ah una così....me la saluti tanto e le dica che la ricorderò sempre!" Esempio: Elena, timida, vive nell'ansia che possa fare una brutta figura e che venga derisa dai compagni o dai prof. 3°ç liceo. (Il padre non ha sposato mia figlia anzi se n'è proprio andato e lei...) Dicevo di Elena che ha cambiato liceo perchè aveva una pro. di fisica che l'apostrofava così: xxxxx alza il c... e chiudi la porta" (era al primo banco) Quest'anno va a scuola serena...più serena
    Che dire? Tornerò a concludere. Intanto leggerò i vostri commenti. Buonpomeriggio a tutti a Gus un bacio di saluto!!

    RispondiElimina
  13. E' tardi e non ricordo più di cosa...di cosa...volevoparlare...vorrei precisare, comunque che la cultura di oggi è molto particolare: le ragazze sono capaci di parlare per ore di come sono i jeans che si indossano al momento, di chi sposa chi (attori) e i ragazzi di moto, di auto e di calciatori....
    Come può la loro mente trovare posto per la cultura se sono presi da questi pensieri così intriganti.....anche i prof.... debbono spiegare in fretta non hanno tempo per approfondire, per guardare negli occhi chi hanno davanti e che aspettano di conoscere il mondo in cui vivono o meglio ancora i testi classici che sono fondamentali della nostra civiltà. I prof, parlano credendo di insegnare ah, sono molto capaci ad ammonire. D'altra parte con quello che guadagnano???!!!.....Oh sì certo ci sono le eccezioni.....
    Abbattiamo gli idoli, almeno in casa non diamo corda alle opinioni dominanti!
    Tutti, figli e proff debbono sapere che la religione non è una spina nel fianco, ma la promessa di quietare le nostre e loro soprattutto, coscienze e li richiama ai veri valori.
    Ho straparlato? scusate. Ero passata per salutarvi, augurare a tutti la buonanotte e a Gus il mio bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco perché ho dormito bene!
      Bacio Lucia.

      Elimina