giovedì, dicembre 08, 2022

L'identità del protagonista

 




Essere protagonisti significa avere la capacità di testimoniare agli altri la possibilità di una vita umana che si realizza oltrepassando i soliti modelli freddi e incomunicabili. Se così non è, essere protagonisti si risolve sempre, in un modo o nell'altro, in una sopraffazione, in una violenza sull'altro: questa sarebbe una definizione di protagonismo del tutto inumana. La via che porta a un diverso modo di pensare il protagonismo umano è quella di consentire agli altri di realizzare fino in fondo la vocazione al proprio destino promuovendo la vita sul piano di una continua partecipazione. Guardare chi è protagonista è guardarci in uno specchio che ci restituisce un'immagine piena di speranza, affrancandoci dall'angoscia e dalla banalità dell'insignificanza quotidiana.
Nel momento in cui uno diventa un'annoiata comparsa la realtà si lascia docilmente colonizzare dall'abitudine, dalle abitudini che l'uomo acquisisce nella vita quotidiana contattando identità diverse. E quasi scompare.
Nel reticolo delle abitudini, la realtà non si realizza, si nasconde, svanisce.
La coscienza non rimane più sveglia e si occupa soltanto di quello che ha davanti, di quello che capta sul momento.
Il tempo si contrae, si divide il suo fluire diventa impercettibile.
La coscienza si spegne e perde la sua identità, e l'essere stesso, l'essere a cui questa coscienza appartiene si nasconde altrettanto, o ancora più della realtà. Il comprimario accetta passivamente ogni violenza, diventa incapace di amare, di proporre e si fa trascinare dagli eventi.
Il comprimario perde la sua libertà di poter scegliere chi e in cosa credere, decidere in piena autonomia e cambiare anche idea. Bisogna essere liberi.
Liberi di esprimere il proprio io senza preoccuparsi troppo delle opinioni altrui e soprattutto senza farsi troppo influenzare dalle stesse.
Solo la nostra identità personale nel tempo rende sensate cose come l’assunzione di responsabilità e ci permette di vivere da protagonisti, e non da spettatori, la nostra vita.


33 commenti:

  1. Immagine;

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  2. È bello essere protagonisti.
    Nel mondo di oggi tutti noi vogliamo il nostro minuto di gloria.

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    1. Per tutta la vita si devono seguire le scelte del proprio io, maturate e scritte nella coscienza, senza aver timore del giudizio degli altri.
      Stefania, il tuo commento era nello spam e per questo la mia risposta è stata tardiva.

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  3. Spesse volte mi sono chiesta se è giusto intromettermi nelle vite altrui cercando di aiutare dove è possibile o se viceversa è fatale perché forse, alcune persone devono vivere così, disperatamente così... con coscienza ho imparato ad ascoltare il mio silenzio riconoscendo la strada giusta per insegnare a loro ad essere padroni del proprio destino:...ho scoperto che dai a piene mani non puoi sbagliare mai.
    Buonanotte gus.
    Niente bacio.

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    1. Intromettersi non è mai giusto, mentre lo è condividere la vita dell'altro aiutandolo ad essere protagonista della propria esistenza.

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    2. Gus è troppo bello e troppo comodo aiutare chi non ha bisogno. Per certe persone condividere è molto difficile, non vogliono nulla e stanno male, sarebbero finite peggio. Non c'è un limite al male, serve una doppia immedesimazione e dare fiducia incondizionata, per questo ho usato il lemma " intromettermi".
      Non ci sono protagonisti nella mia vita, ma si ridona una vita.

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  4. Non vivo la mia vita da protagonista perché nella quotidianità interpreto tanti ruoli. A volte sono una caratterista poi una comparsa e qualche volta un cameo . Cerco di difendermi dalle mazzate che la vita m'infligge e aiuto sempre con un sorriso chi amo.

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    1. Bisogna essere liberi.
      Liberi di esprimere il proprio io senza preoccuparsi troppo delle opinioni altrui e soprattutto senza farsi troppo influenzare dalle stesse.
      Solo la nostra identità personale nel tempo rende sensate cose come l’assunzione di responsabilità e ci permette di vivere da protagonisti, e non da spettatori, la nostra vita.
      Angela, io non posso scrivere un post dove ogni utente vorrebbe svelarmi chi è, mentre io attraverso le ripetute relazioni già so.

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    2. Essere protagonisti della propria vita significa prendere per mano se stessi e iniziare un cammino fatto di scelte autonome, non senza paura. Ma l’importante è agire, non bisogna rimanere fermi perché il tempo passa inesorabilmente e si finisce per essere esistiti non avendo vissuto mai. E soprattutto non bisognare dare peso a ciò che gli altri pensano di noi, i giudizi della gente lasciano il tempo che trovano. Molto spesso coloro che passano il loro tempo a giudicare gli altri non sono protagonisti della loro vita.

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    3. Essere protagonisti è trovare la pace interiore, stabilire un equilibrio psicofisico col cuore e poi senza timore guardare gli occhi dell'immagine che riflettiamo nello specchio... c'è sempre un sospiro a questo punto, bisogna solo allungare la mano e prendersi stretti per "passeggiare" nella realtà.

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    4. Non è sicuramente protagonista l'uomo spinto dal desiderio feroce di imporsi ed imporre la propria visione delle cose.

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    5. Angela, io non posso scrivere un post dove ogni utente vorrebbe svelarmi chi è, mentre io attraverso le ripetute relazioni già so.
      Spiegati meglio non credo di aver totalmente compreso.

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    6. Tu sei protagonista perché hai fatto innamorare un uomo, dici quello che pensi e non temi giudizi degli altri. Inoltre, ti sei inserita socialmente in un lavoro che dà la speranza ai deboli di udito di sentire di nuovo.
      Sei una grande donna.

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    7. Mi hai regalato parole bellissime, che in questo momento mi sono di grande conforto. Grazie.

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  5. Per me essere protagonisti significa lavorare a un progetto su di sé per guadagnarsi "quel" determinato posto in "quel" determinato tempo. Ho imparato che occorre molto lavoro. Tempi assai lunghi. Le maggiori soddisfazioni sono tutte sul lungo termine.

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    1. In effetti lavorare su sé stessi significa crearsi un'identità forte capace di raggiungere un obiettivo. Sì, occorre molto lavoro.
      Durante questo percorso il problema non è cadere, ma non essere capace di rialzarsi.

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  6. io sono piccola dentro, non potrei essere una protagonista, io agisco con il cuore e uso il volontariato, volontariato non va d'accordo con protagonismo.... ma ti assicuro che un gesto spontaneo nato dal cuore senza un progetto solo per un sorriso di un altro da molto di più e io non sono protagonista ....tu mi vedi protagonista di qualcosa? no Gus io non lo sono Buona giornata

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  7. Quasi tutti quelli che dicono di non essere protagonisti, in realtà lo sono. È normale perché il protagonista è sempre una persona modesta che ha sempre il desiderio di dare di più. Sei una persona magnifica.

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    1. Daniele, non c'è spam.

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    2. Essere libero si traduce poi in sostanza nel fare le proprie scelte senza alcun condizionamento o costrizione ed io questo faccio e me ne prendo anche le conseguenze di questo sfrontato coraggio ma non sono e non mi sento protagonista. Protagonista è colui che riesce a convincere non influenzare e tanto meno soggiogare, tanti individui cambiando così le cose se non perfino il mondo intero. Scusa ero convinto di averlo pubblicato ma invece è evidente che non l'ho fatto convinto di averlo già postato

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    3. Chi occupa una posizione di primo piano guidando uno schieramento politico o sindacale, oppure un movimento culturale si chiama leader.
      Il protagonista è una persona che ha una chiara identità fatta di scelte e valutazioni che esprime liberamente e si inserisce nelle aggregazioni sociali dando il suo contributo per un buon funzionamento della famiglia, della scuola, del lavoro.

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  9. Essere protagonisti significa avere il coraggio di agire e di prendere decisioni, anche facendo qualcosa di originale. Se ci si focalizza soltanto sugli altri si perde di vista il proprio io, o si finisce per non far niente o per imitare gli altri.

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    1. Se la persona non socializza nella famiglia, nella scuola e in altre aggregazioni sociali non partecipa alla vita attiva.

      L'io è quel complesso di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto originale dell'uomo, la struttura dell'umana natura. Nel nostro io interagiscono la ragione e l'affettività. Il blocco di questa attività di interscambio causa la dissociazione dell'io.
      Perdere di vista l'io è molto pericoloso.

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  10. Consapevolezza del proprio essere e senso di responsabilità dovrebbero sempre andare a braccetto. Buona serata. P.s. ti seguo come 'Mari da solcare'

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    1. Sì, grazie. Sono contento che tu mi segua.

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  11. se io sono una persona magnifica ne approfitto per farti un elenco delle persone che in questo blog per me lo sono....Inizio da te Gus, poi il mio amico Franco, poi Maria, senza dubbio Caterina, e il mio amico Daniele, poi ci saranno gli altri che ti hanno scritto ma che non conosco....ma quelli che ho citato hanno un cuore così grande, ma così grande che non mi hanno mai lasciata sola, in silenzio, una frase, una parola eppure anche loro hanno avuto i loro dolori. Io vorrei avervi tutti a cena la Vigilia di Natale per ringraziarvi

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    1. Ognuno di noi ha pregi e difetti.

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    2. P.S.

      Maria chi è?
      A Natale, da Brescia, viene Lisa. La vigilia andiamo tutti alla messa di mezzanotte.

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  12. Nella vita non bisogna farsi condizionare e avere sempre una propria opinione, io spesso mi trovo in minoranza, ma porto avanti le mie idee.
    Saluti a presto.

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    1. Siamo nati e non conoscevamo niente. Con il tempo si è formata la nostra personalità grazie agli insegnamenti e agli incontri che abbiamo fatto. Fino al giorno della nostra morte avremo tante occasioni per imparare ancora. Cerchiamo di cogliere tutte le occasioni per sapere sempre di più.

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  13. Essere protagonisti significa affermare se stessi, come hai scritto tu, senza sopraffare e calpestare il prossimo. Specie quando confrontiamo le nostre idee con quelle del prossimo. Perdiamo la nostra identità, invece, quando ci facciamo coinvolgere nel conformismo di una società che impone delle regole spesso superflue.

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