lunedì, maggio 16, 2022

It's just my reflection

 




Meditare significa situare le cose al loro posto. Ecco allora la grandezza ultima dell'uomo profilarsi all'orizzonte: essa risiede nel riconoscere alle cose il loro 
posto, cioè il loro significato.
Diceva Luigi Giussani: "In una società come la nostra non si può creare qualcosa di nuovo se non con la vita: non c’è struttura né organizzazione o iniziative che tengano. E’ solo una vita diversa e nuova che può rivoluzionare strutture, iniziative, rapporti, insomma tutto". Viviamo in un mondo, in una società che esalta l’autonomia dell’uomo. Se da un lato quest’autonomia è fortemente minacciata dalla negazione dei diritti dell’uomo, dall’altro si esprime come forte domanda sulla soggettività e di rispetto dell’uomo visto nella sua globalità. Non è più sentita la responsabilità individuale, perché ci si appoggia quella collettiva. L’uomo di fatto ha perso la percezione del peccato. E’ indispensabile imparare a convivere con gli altri, essere solidali, assumersi responsabilità comuni per realizzare un progetto umano. Dare il giusto valore a sentimenti che dentro di noi proviamo, i sentimenti sbagliati, che ci inducono ad azioni sbagliate: noia, prepotenza, indifferenza, gelosia, invidia, odio, maldicenza, orgoglio, presunzione. Scoprire dentro di noi la nostra “nudità” e aver voglia di rivestirci di sentimenti buoni e accoglierli con umiltà. Madre Teresa di Calcutta racconta di quando era una giovane suora e s'imbatté in un povero moribondo abbandonato in mezzo alla strada. Lo accolse in casa sua, lo medicò, si prese cura di lui (Pare la parabola del buon Samaritano...ma è storia dei nostri giorni). Poco dopo l'uomo morì, ma prima di morire pronunciò queste parole: "Ho vissuto tutta la vita come un cane e muoio come un re". Cosa aveva visto quell'uomo negli occhi della Santa? Ciò che io non cerco negli occhi del mio prossimo. La vita è anche una splendida lunga confessione! Da quanto tempo non pulisco e rinfresco la stanza della mia anima per farla diventare più ampia e lucente?




23 commenti:

  1. Immagine:

    Arrampicata sportiva regolamentata a livello internazionale dall'International Federation of Sport Climbing.

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  2. Precisazione.
    Nel post ho usato il lemma *peccato* che pur appartenendo alla religione, nel reale significa errore, cioè qualcosa che uno fa e peggiora la sua esistenza.

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  3. Madre Teresa Di Calcutta è una delle persone che ho ammirato di più. Manca è vero, in ognuno di noi l'amore per l'altro, gli anziani vengono disprezzati, chi è diverso viene emarginato deriso, bullizato, le famiglie si spaccano per un eredità, non si ha tempo a parlare con un vicino di casa. E poi quel odio, quel vivere senza valori, la gelosia. Eppure esiste ancora chi vede un barbone dinanzi a una chiesa che non chiede nulla ma tu tiri fuori il panino che hai in borsa e glielo porgi, lui non dice niente perché sarà straniero ma ti sorride e quel gesto tu l'hai fatto davanti ai tuoi figli e d e successo ieri. Magari i tuoi figli non avranno percepito ma nel cuore ti senti felice? Come era felice Madre Teresa. Se l'uomo vuole può dare dei valori alla sua vita il problema che non gli interessa farlo
    Ciao

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    1. Il cristiano è chiamato servo, schiavo di Gesù Cristo perché appartiene totalmente a lui. Questa schiavitù è la più alta realizzazione della libertà di amare perché rende il cristiano simile al suo Signore Gesù che è tutto del Padre e dei fratelli. Il lavoro dello schiavo è insieme dovuto e gratuito perché, sia lui che il suo lavoro, appartengono al Signore. La traduzione: "Siamo servi inutili" non è esatta perché lo schiavo che compie il suo lavoro non è inutile e perché Dio non ha creato nulla di inutile. Il termine greco "achreioi" significa inutili o senza utile, cioè senza guadagno. Ciò significa che i cristiani non fanno il loro lavoro apostolico per guadagno, per un utile personale, ma per dovere e gratuitamente: non per vergognoso interesse, ma spinti dall'amore di Cristo Signore che è morto per tutti. L'apostolato è di sua natura gratuito e rivela la sorgente da cui scaturisce, l'amore gratuito di Dio: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". Per l'apostolo Paolo la ricompensa più alta è predicare gratuitamente il vangelo: "Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo". L'amore vero rende il discepolo completamente libero da altri interessi e lo fa diventare gioiosamente servo come il suo Signore al quale appartiene totalmente.

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    2. Mi torna in mente in mente la canzone dei Maneskin "Torna a casa" .

      Cammino per la mia città dove il vento soffia forte
      Mi son lasciato tutto indietro e il sole all'orizzonte
      Vedo le case, da lontano, hanno chiuso le porte
      Ma per fortuna ho la sua mano e le sue guance rosse
      Lei mi ha raccolto da per terra coperto di spine
      Coi morsi di mille serpenti fermo per le spire......

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  4. Si può lavorare su stessi per migliorare, ma mi chiedo quanto influisca la cattiveria? Possono entrare sentimenti buoni nell’anima di una persona per natura cattiva? Forse tu mi dirai che è possibile con la conversione, ma si può realmente cambiare? Di solito si dice che chi nasce tondo non muore quadro.

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    1. Esistono tante persone cattive che non sanno di esserlo, Credono fermamente di agire nel giusto procurando disagi e dispiaceri. E sono le peggiori. E se tu pensi profondamente di essere nel giusto, la conversione è qualcosa che non ti poni neanche lontanamtente come obiettivo.

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    2. Il modo di vivere può essere ritenuto giusto anche se non lo è.
      Si comincia a sbagliare e fermarsi diventa impossibile.

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  5. La festa liturgica della "conversiti sancti Pauli", che appare già nel VI secolo, è propria della Chiesa latina. Poiché il martirio dell'apostolo delle Genti viene commemorato a giugno, questo cambiamento offre l'opportunità di considerare da vicino la poliedrica figura dell'Apostolo per eccellenza, che scrisse di se stesso: "Io ho lavorato più di tutti gli altri apostoli", ma anche: "io sono il minimo fra gli apostoli, un aborto, indegno anche d'essere chiamato apostolo".
    Adduce egli stesso le credenziali che gli garantiscono il buon diritto di essere considerato apostolo: egli ha visto il Signore, Cristo Risorto, ed è, perciò, testimone della risurrezione; egli pure è stato inviato direttamente da Cristo, come i Dodici: visione, vocazione, missione, tre requisiti che egli possiede, per i quali quel miracolo della grazia avvenuto sulla via di Damasco, dove Cristo lo costringe a una incondizionata capitolazione, sicché egli grida: "Signore, che vuoi che io faccia?". Nelle parole di Cristo è rivelato il segreto della sua anima: "Ti è duro ricalcitrare contro il pungolo". E’ vero che Saulo cercava "in tutte le sinagoghe di costringere i cristiani con minacce a bestemmiare", ma egli lo faceva in buona fede e quando si agisce per amore di Dio, il malinteso non può durare a lungo. Affiora l'inquietudine, cioè "il pungolo" della grazia, il guizzo della luce di verità: "Chi sei tu, Signore?"; "Io sono Gesù che tu perseguiti". Questa mistica irruzione di Cristo nella vita di Paolo è il crisma del suo apostolato e la scintilla che gli svelerà la mirabile verità della inscindibile unità di Cristo con i credenti.
    Questa esperienza di Cristo alle porte di Damasco, che egli paragona con l'esperienza pasquale dei Dodici e con il fulgore della prima luce della creazione, sarà il "leit motiv" della sua predicazione orale e scritta. Le quattordici lettere che ci sono pervenute, ognuna delle quali mette a nudo la sua anima con rapide accensioni, ci fanno intravedere il miracolo della grazia operato sulla via di Damasco, incomprensibile per chi voglia cercarne una spiegazione puramente psicologica, ricorrendo magari all'estasi religiosa o, peggio, all'allucinazione. Paolo trarrà dalla sua esperienza questa consolante conclusione: "Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Appunto per questo ho trovato misericordia. In me specialmente ha voluto Gesù Cristo mostrare tutta la sua longanimità, affinché io sia di esempio per coloro che nella fede in Lui otterranno d'ora innanzi la vita eterna".

    Caterina, si cambia grazie ad un incontro eccezionale, qualcuno che si fa capire e ti svela come si raggiunge la gioia per una coscienza che ha aperto la porta alla Verità.


    Autore: Piero Bargellini

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    1. Se la fede non serve a noi diventiamo presuntuosamente giudici di tutti.
      E’ vero che noi abbiamo un compito missionario per la Chiesa e per la società di oggi, ma è attraverso, passando attraverso il fenomeno della problematica personale, la risposta ad essa, la provocazione fatta ad essa che la missione diventa veramente una proposta sostenibile.

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  6. Madre Teresa non meditava. Agiva. Qui si medita troppo. Valeria agisce, non medita. A pensarci troppo sulle cose si rischia la stasi contemplativa. Paradiso, Inferno, Comandamenti, Liturgie.. siamo distratti da mille ammenicoli e lasciamo il povero in strada. Tutti.

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    1. Certo, agiva, ma la mattina prima di uscire pregava quattro ore.
      Dalla preghiera scaturisce il desiderio di fare.

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    2. I muoversi contorto è quello che disturba. Uno dice che la Russia ha ragione solo perché teme che Putin chiuda i rubinetti del metano. Non è così. La Russia ha torto perché ha invaso una Nazione con pieno diritto di fare delle scelte. La Russia ha massacrato i civili, stuprato tantissime donne da 14 anni in su.

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    3. L’uomo già per sua natura è egoista e menefreghista, però prima riusciva a porre dei limiti al suo egoismo. Oggi con la caduta di tutti i valori umani e con il trionfo del capitalismo, l’uomo concentra tutte le attenzioni su se stesso. Non contano più gli altri nella sua visione della vita. Per quanto tempo andremo avanti così, non so, ma stiamo andando sempre peggio, questo è certo.

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  7. Scusa Gus, io non prego quasi mai, ma voglio bene a Dio perché faccio che posso per aiutare, ma concretamente, il prossimo come ha fatto Lui. E non mi sembra di peccare così tanto. Gus, le preghiere non fanno miracoli. Si deve avere il coraggio e l' empatia di agire, di aiutare nel modo giusto... Si devono creare situazioni favorevoli dove non puoi sbagliare perché un fallimento vorrebbe dire donare illusioni ad una persona già in grave difficoltà. Io non sono soddisfatta quando prego, ma solo quando riesco a fare qualcosa di positivo, dinamico.
    Eppure ci è stato detto che non si deve nemmeno provare soddisfazioni perché così alimentiamo il nostro ego...🙄 ma pensa un po'. Tutti bocciati al corso di volontariato ( durato un anno) sul tema " perché siamo volontari"
    Si deve fare, punto. E' un dovere, dovrebbe essere un dovere per tutti. 🤗

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    1. Non sta a me valutare la tua fede.
      L'ho detto tante volte. Io cerco di essere aderente ai Comandamenti e leggere, meditando, la vita di Cristo descritta nei Vangeli.
      La preghiera è un parlare con Dio che sicuramente ascolta.

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  8. * faccio quello che posso.

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    1. Certo, ognuno di noi fa quello che arriva a fare.

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    2. Eh, senza nemmeno dire " almeno la mia vita è servita a qualcuno". È un peccato...cavolo. non puoi essere felice della felicità di un altro....mica scherzano quelli li

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  9. Solo Lui può ed è sempre pronto a soccorrerci

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    1. Riceviamo molti soccorsi, ma non riusciamo a capirli. Ne sono certo.
      Ciao Simona.

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  10. Cambiare... sì se mi volto indietro sono forse cambiato anche se direi che è stato più un processo di evoluzione. Le domande che ti e ci poni sono importanti, profonde, ma presuppongono forse un certo livello di fede e quindi se non lo si ha rispondere è complicato. Agire e pregare, in teoria i due aspetti sono entrambi fondamentali, ma pregare come? Dicendo un Padre Nostro distrattamente per mettersi in pace con la propria coscienza oppure parlando con Dio senza dire una preghiera specifica, ma raccontandogli la giornata trascorsa e poi se necessario chiedendo aiuto più che per se stesso per gli altri. Quanto alla tua ultima domanda, non so rispondere, io credo di farlo non dico ogni giorno ma almeno tre volte alla settimana sì ma lo dico io quindi posso in questo caso specifico, non avere quell'obiettività che di solito mi caratterizza. Mi fermo qui anche perchè non so nemmeno quanto abbia avuto il diritto di esprimere il mio pensiero visto che un uomo di fede sicuramente ha risposte più alte., giuste, ispirate. Spero mi perdonerai, e lo dico senza ironia, se non sono stato all'altezza del tuo posto.

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  11. La preghiera è una domanda sul tuo modo di vivere in generale e nel giorno trascorso. Io chiedo l'aiuto per avere la forza di seguire i suggerimenti del Padre nostro.
    Fare la volontà di Dio è accettare le inevitabili circostanze della vita e il loro mistero di bene.

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