giovedì, maggio 26, 2022

Esiste un punto d'arrivo (Kafka)



 

Ragionevole è chi sottomette la ragione all'esperienza. Ma cos'è la ragione? Oggi, infatti, è come se si fosse smarrito il concetto di ragione, così che la speranza si riduce al sogno vago di un futuro avvertito allontanarsi sempre di più da un presente che non soddisfa. Su tutto sembra prevalere l'immagine tragica dell'ultimo uomo che insieme alla sua donna osserva declinare il sole per l'ultimo tramonto della storia, così come la fissa Giosuè Carducci in una sua poesia "Su Monte Mario". Noi, invece, non possiamo rassegnarci che tutto finisca nel nulla, il nichilismo. La natura stessa della ragione grida: "Esiste un significato!", ciò che anche Kafka afferma: "Esiste un punto di arrivo". L'obliterazione dell'idea di ragione come apertura positiva al reale mi desta molta preoccupazione. L'esperienza, invece, causa una sincera attenzione ai bisogni veri dell'uomo. La ragione come libertà ridotta a puro parere, opinione e istintiva, snerva nell'uomo la creatività e lo rende schiavo dell'istinto, cioè ultimamente del potere, che in ogni epoca fissa regole e valori a seconda delle sue convenienze personali. Il mio punto di arrivo non è certamente il cinismo appassionato della cultura laica che fa considerare il mondo come un grande gioco, talvolta tragico, sempre venato di un sorriso amaro. Nessuno può generare se non è stato generato.
Disse una volta il premio Nobel per la medicina Alexis Carrel: "Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità". Osservo le vie, le persone, le chiese, i bar, le osterie, le ormai fatiscenti sezioni di partito. Ma dopo l'osservazione, appunto, viene il ragionamento, il giudizio, la sintesi.
Nello snervante comodo della vita moderna la massima delle regole che danno consistenza alla vita si è spappolata. La maggior parte delle fatiche che imponeva il mondo cosmico sono scomparse e con esse è scomparso anche lo sforzo creativo della personalità...La frontiera del bene e del male è svanita, la divisione regna ovunque".
Per Giussani si conosce solo ciò di cui si fa esperienza, ma l’esistenza del Mistero (che per Kant è una pura idea della ragione, un passaggio indebito dal fenomeno a qualcosa di oltre) per Giussani è una conoscenza “implicata” nella stessa esperienza: “Che la ragione – scrive Giussani nel Senso religioso – si senta ‘forzata’ a cercare altri princìpi, tale ‘costrizione’ è implicata nell’esperienza, è un fattore dell’esperienza stessa: negare questo passaggio è contro l’esperienza, è rinnegare qualcosa implicato in essa”.


38 commenti:

  1. Immagine:

    Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto Kafka.

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  2. Franza Kafka, la bambina e la bambola. Una storia vera

    Passeggiando per il parco Steglitz, a Berlino, lo scrittore boemo incontrò una bambina, Elsi, che piangeva disperata: aveva perduto la sua bambola preferita. Colpito dalla sua disperazione, riuscì a trovare un espediente dolcissimo, inventando una storia per spiegare la sparizione, lasciando a tutti noi una indimenticabile quanto veritiera lezione di vita: “Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’amore tornerà in un altro modo”.

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  3. splendido articolo, ma che pessimista Kafka.Menomale che con la bimba è stato più tenero e accorto.

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  4. Grazie Cristiana.
    Kafka è una delle maggiori figure della letteratura del XX secolo e importante esponente del modernismo, del surrealismo e del realismo magico.

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  5. Kafka geniale. I suoi racconti un mito del surreale e del fantastico. E di certo il punto d'arrivo che immaginava non ha nulla a che vedere coi nostri.

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    1. Kafka attraverso il surreale e il fantastico, in effetti spiega la realtà.
      Si, è geniale e inimitabile.

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  6. Concordo con Franco, il punto di arrivo di Kafka non coincide con quello della nostra società. Anzi, mi chiedo, la nostra società oggi ha un punto d'arrivo? A me sembra piuttosto che ci sia un grande smarrimento, tutti travolti dal niente, non c'è osservazione, non c'è ragione. Discorso generalizzato, ci sono le dovute eccezioni, per fortuna.

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    1. Esiste un punto d'arrivo, ma nessuna via; ciò che chiamiamo via non è che la nostra esitazione.
      Gli uomini diventano cattivi e colpevoli perché parlano e agiscono senza figurarsi l'effetto delle loro parole e delle loro azioni. Sono sonnambuli, non malvagi.

      Franz Kafka

      Il punto di arrivo di Kafka rappresenta la nostra realtà, quindi coincide con il comportamento umano.

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  7. Forse è vero che tutto quello che ami verrà perduto e questo te lo confermo ma poi arriva l'amore secondo me sotto una forma nuova. Grazie di avermi dedicato un pensiero di Kafka. Buona giornata

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    1. Tu sei come la bambina che Kafka cerca di consolare.

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    2. grazie è un pensiero molto bello

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    3. Era il 1924, Kafka sarebbe morto quell’anno stesso. E’ la sua compagna Dora Diamant a raccontare il celebre episodio della bimba che aveva perso la bambola e che fu consolata dal grande scrittore attraverso un dolcissimo espediente.

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  8. A Kafka sono associate visioni opprimenti di un chiuso mondo di colpa, di un uomo prigioniero di prospettive inquietanti e di paradossi angosciosi e insolubili: infatti le più famose opere di Kafka, il romanzo Il processo, i racconti la metamorfosi, Il verdetto, nella colonia penale , narrano di colpe innominate e innominabili, di punizioni, di terribili esecuzioni; tanto che l’aggettivo *kafkiano* viene usato oggi, anche da chi Kafka non l’ha mai letto, ad indicare una situazione assurda, allucinante, angosciosa e incomprensibile a un tempo.

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  9. L'argomento di questo post è il confronto tra esperienza e ragione, ma i commenti sono tutti dedicati a Kafka, perché lo scrittore boemo riesce sempre a calamitare il pensiero dell'uomo che vive una realtà piena di contraddizioni piena di incubi.

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  10. Kafka fa parte del mondo negativo, ma come si fa a non apprezzare la sua arte straordinaria che dimostra nel descriverlo?
    *Che cosa faremo in queste giornate di inizio
    estate, che ora vengono così presto?
    Stamane il cielo era grigio, ma se si va alla finestra ora,
    si è sorpresi e si appoggia la guancia
    alla maniglia della finestra.
    Sotto si vede la luce del sole, che in verità è
    sulla faccia della fanciulla ingenua, che cammina
    così e si volta indietro, e nel medesimo istante
    si vede l'ombra dell'uomo che le viene appresso
    rapidamente. Poi l'uomo è già passato e
    l'ombra della bambina è tutta chiara*.

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  11. Un autore che amo molto, tuttavia sono convinta che tutto ciò che amiamo ci sarà restituito e in un modo che neanche noi possiamo immaginare. Ciao Gus.
    sinforosa

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    1. L'intuizione di Kafka è la nostra grande Speranza.
      Ciao sinforosa.

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    2. La crisi della cultura è causata dalla mancanza dell'osservazione. Se uno non si sofferma a guardare una rosa, come potrà mai descriverla?
      E' il fenomeno dell'anoressia dell'osservazione.

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    3. Si, la rosa..Avevo scritto un post " rosabianca", non so se ricordi. Io ricordo benissimo che tempo fa mi ero fermata a guardare due rose e le avevo fotografate. Erano entrambe cresciute nello stesso fusto spinoso...la rosa bianca era quasi appassita mentre quella di color rosa era ancora bella.
      ...Forse Kafka aveva pensieri negativi, ma nemmeno "rosabianca" non è passata inosservata, non è stata capita ma compresa. L' intuito è anche sensibilità.
      Avevo scritto la mia osservazione:
      "L' esistenza sorride a molti e ride di altri...come la fortuna"
      Non credo che nulla, o quasi, viene ridato.

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    4. Il problema è generale. L'uomo rimane ancorato al vecchio e rifiuta di crescere.

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  12. In un tempo di linguaggio povero, stereotipato quello che viene messo in crisi è proprio la capacità di ascolto e di dialogo, la possibilità di capire; il parlare assume sempre più la struttura di un monologo e di un monologo povero in quanto non sufficientemente dotato di parole che riescano ad esprimere le proprie esperienze, i propri sentimenti i propri conflitti, la possibilità di mettersi in discussione.

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  13. Io penso non sia soltanto l'ascolto, sempre importante, ma anche la lettura e il guardare con occhi aperti, il fare esperienze, perché il linguaggio ha sempre anche una motivazione e trovare emozioni anche oltre la parola aiuta paradossalmente la parola.

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    1. Non solo è in crisi il linguaggio, ma la nostra stessa capacità di ragionare. E’ in atto una sorta di mutazione antropologica che dissolve la peculiarità propria degli esseri umani, che è quella di pensare. E questo grazie alla moderna tecnologia che si avvia a sostituire il pensiero umano con un pensiero artificiale. I più esposti a questa deriva sono i giovani, ipnotizzati dai loro smartphone e sempre immersi in scambi virtuali con un altrove saturo di immagini e messaggi visivi. Il pensiero richiede tempi lenti, riflessione, attenzione, caratteristiche queste che sembrano sparite dai tempi che viviamo.

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  14. Punto d'arrivo... potrei iniziare a dire che al punto d'arrivo è importante come ci giungi, con quali esperienze, quale maturità quale cuore e se volessimo toccare l'oriente, se il tuo punto d'arrivo non sia altro che un nuovo punto di partenza ossia una reincarnazione, se alcune cose non le hai comprese o come mi scrissi tu, parlando dei tibetani sul mio blog e so bene in quale circostanza, se andando davanti a Buddha non eri pentito di alcuni tuoi errori o peccati. Detto questo il punto d'arrivo può essere raggiunto coltivando la speranza, però Kafka nel sostenere ciò predica bene e razzola (leggasi scrive opere) male, penso alla sua opera "La metamorfosi" per es. Punto d'arrivo che è solo tuo non può essere per forza di cose un punto d'arrivo socialmente riconosciuto ed apprezzato da altri. In una mia vecchissima poesia "La Terrazza" scrivo che un giorno come epitaffio avrei desiderato "Vincente come uomo, fallito per la società" Ecco forse il mio punto d'arrivo potrebbe proprio essere quello. Mannaggia a te ma guarda un po' che cosa mi tiri fuori...Ma un post sul calcio mai eh 😆.Scherzo adoro i tuoi post.

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    1. Grazie.
      Non mi fiderei tanto del punto d'arrivo di Kafka.
      Esiste un punto d'arrivo, ma nessuna via; ciò che chiamiamo via non è che la nostra esitazione.

      Franz Kafka

      La vettura si avvicina a una fermata e una ragazza è pronta a scendere.
      E' vestita di nero, le pieghe della gonna si muovono appena, ha la camicetta attillata con un colletto di trina bianca dalle maglie minuscole.
      Ha il volto bruno, i capelli castani scuri e piccoli ciuffi disordinati sulla tempia destra. Io non posso nemmeno giustificare perché mi trovi su questa piattaforma, perché mi aggrappi a questa maniglia e mi faccia trasportare da questa vettura,perché la gente si scansi davanti alla vettura o cammini imperterrita, o si riposi davanti alle vetrine.
      Del resto nessuno me lo chiede, ma ciò non ha importanza.

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    2. Si è vero ultimamente sei pesante con i post.

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  15. Perché questa linguetta fuori?

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  16. Faccina che si lecca i baffi. Io li odio, anche la barba.

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  17. Gus, ti leggo e anche pensierini........ 🙏

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  18. Potremo dire quando siamo arrivati?
    Buona serata 😘

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    1. Io penso di essere arrivato. Faccio solo un po' di chiacchiere prima di salutare.
      buona notte😏

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    2. Ci vorrebbe un post sul Milan.

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  19. mi rassegno benissimo :)
    proprio perché esistono tanti significati.
    buon giorno

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