domenica, maggio 29, 2022

C'era una volta il *Che*

 



Durante la rivoluzione cubana, il Che ha condannato a morte molte persone che non erano mai state imputate e che non hanno avuto la possibilità di difendersi con un avvocato. Il New York Times ha stimato che nei primi due mesi della Rivoluzione cubana, ci sono state circa 528 esecuzioni capitali affidate al plotone d'esecuzione. Il libro nero sul comunismo menziona un totale di 14.000 esecuzioni entro la fine del 1960. Le parole di Che Guevara sono state citate nel 1962 dal direttore di “Revolucion”, Carlos Franqui: "Abbiamo eseguito molte fucilazioni senza sapere se queste persone erano completamente colpevoli. A volte, la rivoluzione non può fermarsi per condurre le indagini". I dissidenti al nuovo regime comunista, non sono stati tollerati.
Che Guevara ha spiegato il suo approccio alla giustizia così: "Non abbiamo bisogno di una prova per l'esecuzione di un uomo. Abbiamo solo bisogno della prova che è necessario giustiziarlo". Che Guevara non ha nascosto il suo disprezzo per le norme giuridiche tradizionali.
Che Guevara ha definito la prova e l'onere della prova come un "arcaico dettaglio borghese" (scimmiottando così le affermazioni dei “giuristi” bolscevichi NDR).
In un discorso davanti alle Nazioni Unite nel dicembre del 1964, Che Guevara ha confermato la reputazione sua reputazione di spietatezza dichiarando: "Sì, abbiamo eseguito, stiamo eseguendo, e continueremo ad eseguire fucilazioni".
Scrive Francesco Agnoli che il mitico Che Guevara fu un ammiratore dello sterminatore Stalin, prima di divenire un seguace entusiasta del più grande massacratore di tutti i tempi, il dittatore cinese Mao Tse Tung. Il Che fu il primo filocomunista e il primo filosovietico, ben prima di Castro, tra i ribelli cubani, e riempì l’isola di manuali e di tecnici russi; fu l’ uomo che durante la crisi dei missili di Cuba del 1962 sperò ardentemente che potesse scoppiare la guerra mondiale tra Usa e URSS, ritenendo che essa avrebbe sconfitto il nemico americano e portato automaticamente la pace e la giustizia sociale ai popoli.
Che Guevara fu un feroce sanguinario. “Era disumano, un uomo senza sentimenti che in realtà voleva fare solo ciò che aveva occupato tutto il suo tempo: la guerra di guerriglia”: così, dopo aver ricordato le fucilazioni indiscriminate ordinate dal Che a la Cabaña, Juanita Castro, la sorella di Fidel, che fu rivoluzionaria al suo fianco per alcuni anni (Juanita Castro, I miei fratelli Fidel e Raùl, Roma, 2010).


38 commenti:

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    1. Perché scrivere un post su Che Guevara.
      Semplice.
      La filosofia di Putin segue la logica cinica del Che.

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  2. Credo che "la filosofia" di Putin segua soltanto la sua logica di prevaricazione e dominio sugli altri ma sicuramente nemmeno il Che era un "santolino" ne ha fatte di tutti i colori - perchè la guerra è quello che loro vogliono, in quanto modo per arrivare dove hanno deciso di arrivare. Un saluto grande e buona domenica Gus

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    1. Putin è più infido. Il Che pensava e vedeva nel comunismo la salvezza del mondo. Putin conosce lo schifo dell'esperienza del socialismo reale.
      Buona festività.

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  3. le ideologie hanno un loro opinabile codice.
    ciao

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  4. Quindi, noi dobbiamo subire la dittatura.

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    1. voi dovete subire - punto :)
      lieto giorno

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    2. Un po' alla volta, come nel film di Liliana Cavani, Il portiere di notte, uno si abitua a subire la violenza e poi non ne può più fare a meno.
      Questo è il problema.
      buon giorno.

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    3. il problema è che diventa una giustificazione.
      buon giorno

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  5. Dunque, non sono un fan patito di Che Guevara non ho una maglietta con la sua faccia stampigliata sopra, sono più appassionato di José Alberto Mujica Cordano detto Pepe o ancora Simon Bolivar o Luis Emilio Recabarren ma il Che va detto era anche un idealista forse non proprio sempre con le idee chiare. Lui a Cuba era convinto che la rivoluzione avrebbe portato a realtà diverse da quelle poi viste con Fidel Castro. I Salvador Allende sono una rarità purtroppo. Non vedo in Putin la stessa dinamica sociopolitica del Che, perchè il primo pensa solo ai suoi interessi e non ha certo nel popolo l'elemento cardine a cui fare riferimento, l'altro invece ha per lo meno sempre preso le parti del popolo, pur con tutte le contraddizioni forse del caso

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  6. Putin ha preso il peggio del Che e ideali opposti.
    Il Che liberare l'uomo dai dittatori, Putin, invece, soggiogare l'uomo alla dittatura delle regole senza anima e senza cuore.
    I comunisti italiani dicevano che Cuba, grazie a castro, era diventata un paradiso, ma non era vero.

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    1. Infatti non era tutto rose e fiori a Cuba ed ancora oggi non lo è

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    2. Comunque, prima di castro, Cuba era un bordello.

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  7. Nel 1967 Che Guevara venne assassinato in Bolivia. A confermare la notizia, davanti alle telecamere, fu l'amico Fidel Castro. In un lungo discorso il lìder maximo espose i suoi dubbi sulle notizie false diffuse dall’esercito e dal governo boliviano, ma parlò del valore di combattente rivoluzionario del “Che”.

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  8. Il Che ha commesso tanti errori e anche dei crimini. Per uno che abbraccia le armi è così, il Che non era un pacifista. Era un idealista e combatteva per un mondo migliore, lo faceva nel modo sbagliato perché le armi e la guerra non possono mai portare alla pace. Però combatteva per degli ideali, oggi per cosa si combatte, solo per gli interessi economici.

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    1. Condivido la tua analisi sul Che. La storica t-shirt del Che andava a ruba nei mitici 70/80.
      Dopo iniziò la crisi e il disincanto dei giovani per la politica un po' alla volta divenne totale disinteresse.

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  9. Certo, ma è un ossimoro.
    Uno che afferma: "Abbiamo eseguito molte fucilazioni senza sapere se queste persone erano completamente colpevoli. A volte, la rivoluzione non può fermarsi per condurre le indagini", può essere un idealista?
    Ciao Valeria.

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    1. Lo so che non hai elogiato il Che.
      L'idealismo introduce nel pensiero dell'uomo il concetto di Infinito.

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  10. Che Guevara fu un feroce sanguinario. “Era disumano, un uomo senza sentimenti che in realtà voleva fare solo ciò che aveva occupato tutto il suo tempo: la guerra di guerriglia”: così, dopo aver ricordato le fucilazioni indiscriminate ordinate dal Che a la Cabaña, Juanita Castro, la sorella di Fidel, che fu rivoluzionaria al suo fianco per alcuni anni (Juanita Castro, I miei fratelli Fidel e Raùl, Roma, 2010).

    E' possibile definire Che Guevara un idealista?

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  11. Nel bene e nel male (personalmente non condivido mai l'uso della violenza) il Che è stato e sarà sempre un simbolo di lotta per una società migliore.
    sinforosa

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    1. Che era comunista e la sua lotta in pratica era falsamente vincente, perché eliminava una dittatura e la sostituiva con un 'altra dittatura. Credo alla sincerità di Guevara, ma mi sembra che la sua ideologia non fosse un'ideale di democrazia.

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  12. E' vero due fratelli: Putin e "Che" e ancora continua..... Ciao Gus.

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    1. Uno solo è il vero rivoluzionario. Dopo aver constatato la cattiveria dell'uomo ha detto: "Ama il prossimo tuo come te stesso".
      Tutti gli altri rivoluzionari sono imitazioni tragiche di Barabba.
      Ciao Francesco.

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  13. Finalmente un po' di sana propaganda, Gus!
    Il mondo era leggermente diverso. Batista era un tiranno spelietato, non il tenutario di un bordello, altrimenti una rivoluzione non ci sarebbe stata. L'occidente non si è mai fatto scrupolo ad appoggiare e sovvenzionare personcine come Pinochet o altri militari. Non si è fatta scrupoli e non se li fa nemmeno adesso a bombardare civili che non son civili, ma effetti collaterali. Cuba è stata spinta tra le braccia dell'unione sovietica da una guerra a bassa intensità dichiarata dagli stati uniti. Guerra che è ancora in atto.
    Sono sicuro che il Che non sia un santo, come son sicuro che l'esistenza di un eventuale dio definirebbe Senzadubbiamente questo dio come il maggior responsabile di morti innocenti della storia con malattie e carestie e cataclismi naturali.
    Ma ad ognuno le sue credenze

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    1. E veniamo alla celebre intervista rilasciata a Pansa del Corriere della Sera pochi giorni prima delle elezioni del 20 giugno 1976. La dichiarazione sulla Nato era tesa a persuadere l’elettorato moderato per tentare il sorpasso sulla Dc? Anche. Ma il modo in cui Berlinguer pose la questione non era contingente. Al giornalista che gli chiedeva se non temesse che Mosca gli facesse fare la fine di Dubcek replicava: «Noi siamo in un’altra area del mondo… non esiste la minima possibilità che la nostra via al socialismo possa essere ostacolata o condizionata dall’Urss». L’Italia non apparteneva al Patto di Varsavia e dunque si potevano escludere atti militari sovietici. Continuava Berlinguer: «Io voglio che l’Italia non esca dal Patto Atlantico “anche” per questo, e non solo perché la nostra uscita sconvolgerebbe l’equilibrio internazionale. Mi sento più sicuro stando di qua», sapendo però che se «all’Est, forse, vorrebbero che noi costruissimo il socialismo come piace a loro», in Occidente «alcuni non vorrebbero neppure lasciarci cominciare a farlo, anche nella libertà». Era quindi chiaro che gli Usa continuavano a essere un nemico delle sinistre e della democrazia, come il Cile aveva dimostrato.
      I Vangeli sono storia. Dio si è fatto uomo, è venuto sulla terra ed è stato ammazzato.
      Questa è la dimostrazione chiara del *libero arbitrio*
      I delitti della Chiesa e dell'Occidente non li ha sicuramente confezionati Dio.
      Ho parlato del Che e spiegato il concetto di idealismo.
      Storia e filosofia. Nessuna propaganda.
      Un saluto.

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    2. Semplificazioni assolutamente eccessive per un mondo in guerra come quello di allora. E anche adesso del resto dove fino all'altro ieri l'occidente incensato Putin e fino ad oggi, ma anche domani lo finanzia. Solo per i schei, tanti schei, ma solo schei.
      E libero arbitrio usato alla bisogna, magari con una spruzzatina di imperscrutabilità dei disegni divini. Vangeli sono storia solo per chi crede, che mi sta pure bene è assolutamente lecito, purché non mi si venga a vendere le fedi varie come verità assolute. Ci credi? Benissimo, ma lascia la libertà agli altri di farlo o meno.
      Bambini che muoiono di malattie o carestie o catastrofi non centrano nulla con il libero arbitrio. È evidente, ma è evidente solo a chi vuole.
      E mi fermo qui che tanto sai già e io diventerei oltre modo offensivo.
      Saluti

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    3. Alberto, io sono cattolico e parlo di un Dio che non interferisce sulla volontà dell'uomo di aderire o meno alla sua proposta di vita.
      Ora, uno che non crede in questo Dio non può nemmeno accusarlo delle carestie, guerre e malattie, dato che non esiste.
      Non ci sono elementi per interrompere rispetto per le idee diverse.
      Ciao.

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    4. Ma per i miracoli sii?
      Buona notte 😘

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    5. Leggendo i Vangeli ho avuto la certezza che il miracolo più grande, da cui i discepoli erano colpiti tutti i giorni, non era quello delle gambe raddrizzate, della pelle mondata, della vista riacquistata. Il miracolo più grande era quello di uno sguardo rivelatore dell'umano cui non ci si poteva sottrarre.

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    6. Cosa darei per poterlo vedere anch' io. Anche per una volta sola.

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  14. Gus, ti ho lasciato un commento e sarà finito in spam, ultimamente succede. Ciao

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    1. Ho trovato il commento e ho risposto. Lo trovi leggendo tutti i commenti.

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  15. Gus sono io a cosa mi hai FATTO? Io non baro mai

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  16. “Spogliati tutta” di Ernesto Che Guevara

    Spogliati
    Spogliati tutta,
    mostrami serena le rughe
    le tue piaghe,
    non temere
    anch’io sono ferito
    spaventato dalla vita.
    Strappa con rabbia
    i veli adornanti
    e le maschere di ghiaccio
    che occultano lividi,
    mostrati fiera
    nei tuoi lineamenti.
    Quando sarai spoglia
    come un albero d’autunno,
    quando sarai nuda
    ed indifesa come un bambino,
    ti mostrerò le mie ricchezze
    nascoste in un forziere di vetro .
    Solo allora ti donerò sincero
    tutta la mia fragilità
    le mie insicurezze
    le paure ancestrali
    le impurità nascoste,
    ti porgerò poi con amore,
    sopra un vassoio di rose bianche
    -la verginità della mia anima-


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  17. Io cedo il passo volentieri...Cammino senza meta nemmeno questo sole caldo così bello, penetra, non riesce a spalancare le finestre socchiuse . Forse sei Tu che chiudi, che mi manchi, Tu con quel tuo tanto da fare così simile al mio impigrirmi, malessere di una comune fratellanza, figli di anime in disordine.

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