mercoledì 7 novembre 2018

Il vortice della libertà









Mi sembra di essere in un vortice che mi attira sempre di più: mi attira verso il raggiungimento di quella libertà che per molto tempo ho inseguito.
Per caso ci si incontra e si diventa amici, ma poi l'amicizia non vive o si sviluppa per caso.
La società sta ripiegandosi in un egoismo, in un qualunquismo sfrenato alla ricerca solo di cose.
La grazia e la disperazione sono molto vicine perché molte volte la disperazione si trasforma in grazia e quando non si recepisce un messaggio della grazia, questo può diventare disperazione.
Qualcuno ci provoca.
E' come il fuoco che brucia, il fuoco che purifica.
Il fuoco che entra dentro può essere un fuoco distruttore come può essere un fuoco purificatore.
Serve un impegno notevole che si sviluppa nel tempo. Accumulando esperienze e interessi, lasciando filtrare quelle qualità che permettono di poter costruire una identificazione individuale significativa. La forza della libertà e la predisposizione alla relazione, nascono dalla certezza verso le proprie capacità.
Il bene dell'io, come il bene comune, è un bene relazionale fatto di scelte definitive e stabili, che mantengano la caratteristica della permanenza, di un impegno di fedeltà e di costruttività.
L'incapacità di permanere nella scelta significa l'incapacità di una effettiva responsabilità.
Illudendosi di essere libero solo perché può continuamente cambiare le sue scelte, l'uomo finisce spesso per essere condizionato dalla mentalità dominante, dal potere enorme del mass-media. In realtà, spesso il potere sceglie lui, e l'uomo non è più protagonista. Solo la coscienza della propria identità rende protagonisti.

43 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: Teatro del fuoco

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  2. Eccellentissimo.
    Sono pienamente d'accordo.
    Anche io sto lavorando in tal senso ♡

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  3. Il Teatro del Fuoco è un festival teatrale di danzatori di fuoco e altri linguaggi artistici che si svolge annualmente, nel periodo estivo, alle Isole Eolie ed a Palermo. Wikipedia

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  4. Si può esprimere la propria libertà in molti modi che non siano necessariamente voltare le spalle a ciò che si è costruito per andare alla ricerca di chissà cosa.
    Però è vero che esiste questa tendenza, l'ho notato anche io. E' come se non riuscissimo ad allinearci fedelmente a ciò che abbiamo scelto, forse chiedendoci sempre se esiste altro.

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    1. Conservare la propria identità in questa società dominata dal potere è difficile. Un mio amico aveva rinunciato alla televisione ritenendola diseducativa. Andò a finire male. Il ragazzo era tagliato fuori da ogni discussione con gli amici. Il suo disagio lo portò a bucarsi.

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    2. Prima di bucarsi avrebbe potuto comprarsi una nuova televisione...visto che gli mancava tanto.

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    3. L'azione autoritaria peggiora la situazione. Solo la convinzione risolve il problema.
      Televisione, sì ma spiegare il buono e il cattivo dell'oggetto.

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  5. Bel post, Gus, positivo e propositivo, per tutti. Buon pomeriggio.
    sinforosa

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  6. Il problema è che i ragazzi di oggi non hanno punti di riferimento familiari e sono facili prede di falsi modelli proprio dati dal potere attraverso i mass media. Siccome non hanno una propria identità non riescono ad essere protagonisti se non in negativo.

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    1. Sì, mancano i punti di riferimento familiari e sociali e il potere ha fatto il suo sporco lavoro distruggendo i Valori di riferimento.

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  7. La vera libertà per me si può raggiungere solo liberandosi da tutti quegli orpelli inutili, materiali o no (per esempio l'ipocrisia), che ci trattengono e non ci permettono di elevarci e di vedere la realtà delle cose.
    La nostra è una società che ci vede come tanti burattini incapaci di pensare, invece non tutti sono così.
    Essere veramente liberi non è facile, comprende sempre un percorso da seguire, un misurarsi con gli altri, una crescita costante fatta di cadute, di rinnovamenti, di certezze che mano a mano di scoprono e si acquisiscono.

    A Sotuknang vorrei dire che è facile generalizzare affermando che sono i giovani a non essere liberi.
    Il problema della schiavitù mentale e spirituale non conosce età.
    Io ho la mia identità: so chi sono, cosa voglio e non ascolto falsi profeti. Soprattutto non mi sento una protagonista né in senso positivo né in senso negativo.
    Io sono io, nella mia semplicità.

    Ciao Gus!

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    1. @ Morgana è giusto il discorso sull'età ma a me dispiace x quello che stiamo propinando ai giovani. Se un adulto segue falsi profeti vuol dire che ha grossi problemi. Penso sia normale non eccezionale avere coscienza della propria identità.

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    2. Morgana andare controcorrente è difficilissimo. Il potere cerca di far crescere male le persone per poi manipolarle a piacimento.
      Ciao.

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    3. Sotuknang, saremo chiamati al banco degli imputati perché non siamo riusciti a formare veri uomini.

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  8. La grazia e la disperazione sono molto vicine perché molte volte la disperazione si trasforma in grazia e quando non si recepisce un messaggio della grazia, questo può diventare disperazione.
    Qualcuno ci provoca.
    E' come il fuoco che brucia, il fuoco che purifica.

    Non ci crederai ma io mi sento proprio in uno stato di Grazia e non troppo comune,credo.
    Appunto una Grazia male-detta a ciò che sento.
    Si, hai ragione, è un fuoco perpetuo.
    Fortuna che esiste Lui e il cortisone.
    Ps è un provocare continuo, ed è un peccato (di gioia) essere spesso coinvolta nel Suo... differenziare le nostre esistenze.
    È quasi un dono. +-+

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    1. Hai una grande forza morale che ti dona lo stato di Grazia.
      Abbraccio.

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  9. Gus,
    le tue parole arrivano al momento giusto.
    In questi ultimi due giorni infatti sto riflettendo molto sul rapporto che ho con le persone che mi circondano. Questi legami nascono "dalle qualità che permettono di poter costruire una identificazione individuale significativa", qualità che si sviluppano dalle esperienze di vita e sviluppando degli interessi in vari campi.
    Ma questi interessi, sono fondamentali per cementare il legame? Oppure il legame è tale che riesce a coinvolgere l'uno negli interessi dell'altro e viceversa?
    L'identificazione individuale non rischia comunque di essere smorzata in un'amicizia? La vera libertà è seguire i propri interessi, se si cambia non si è più liberi.
    Il rischio è che la piena identificazione individuale significativa porti a una piena solitudine.
    Ma più ci allontaniamo da noi stessi, più diventiamo infelici.

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    1. La realtà si lascia docilmente colonizzare dall'abitudine, dalle abitudini che l'uomo acquisisce nella vita quotidiana contattando identità diverse.
      E quasi scompare.
      Nel reticolo delle abitudini, la realtà non si realizza, si nasconde, svanisce.
      La coscienza non rimane più sveglia e si occupa soltanto di quello che ha davanti, di quello che capta sul momento.
      Il tempo si contrae, si dividee il suo fluire diventa impercettibile.
      La coscienza si spegne e perde la sua identità, e l'essere stesso, l'essere a cui questa coscienza appartiene si nasconde altrettanto, o ancora più della realtà.
      

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  10. La vera libertà è incondizionata, spontanea...ossia non di dovrebbe pensare, Riccardo. Non dovrebbe esistere una "libertà" di scelta. Qui di diventa schiavi.
    Poi, ovviamente, dipende dall'apertura del cuore... o dei propri guadagni. Solitudine? Ma anche no. Io sto bene con me stessa...tu no? Sai, io sono stata abituata a cavarmela da sola da quando avevo meno di quindici anni.
    Ps gus mi sono intromessa, scusa. Gus il rettangolino dove scrivo è piccolo 🙂. Solo il tuo.
    Ora vado in palestra.😘

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    1. Lo scrivere significa comunicare le proprie sensazioni per non ritrovarsi legati a una sedia da corde invisibili.

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  11. Vale comunque la pena di soprav-vivere soffrendo. Oggi, soprattutto, di una sofferenza mai provata che mi lacera. Lei mi manca troppo. So bene che non starò mai meglio. Non vedo grandi orizzonti davanti se non di prendermi finalmente cura... anche di me.
    Vedo questo mondo in conflitto tra il mio essere e poi nel suo infinito dove c'è lei.
    Imparo ancora a selezionare, a promettere, a programmare e cerco di non scoraggiarmi... ma è difficile.
    Nei momenti di confusione e disorientamento, in cui anche i miei pensieri sono stanchi io mi scuoto. Cerco di non stare mai ferma perché davvero il sangue mi bolle. Gli indici infiammatori sono vicino alle stelle. A breve sarò ricoverata.
    Comunque, in ogni momento, mi obbligo a vigilare sempre, a restare ben sveglia, soprattutto al mattino.
    A non rassegnarmi mai al male che vedo, che "sento".
    E sono impotente, disarmata, le mie sono solo speranze quando mi obbligo a trovare sempre qualcosa da fare per non impazzire, e il mio impegno è doppio alla volontà perché mancano le risorse.

    Buona serata. 🤗

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    1. Il gadget dei commenti pasticcia e mi sfugge qualcosa.
      Devi vivere. Questa è la risposta.

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    2. Nel gadget ci sono ma non li trovo nell'interno del post.
      Il gadget segna la data ma non l'ora.
      Stai tranquilla che non ti trascuro.

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  12. C'è la Libertà e la liberta imposta.
    Mi spiego meglio: la Libertà, quella vera, non ha bisogno di dogmi né di qualcuno che spieghi cosa sia o ci guidi verso di essa.
    Tutte le persone che hanno la forza di essere sempre se stesse, che non cedono a false promesse, che non cadono in trappole lusinghiere, che pensano sempre con la propria testa sono già libere.
    Poi ci sono quelle che credono di essere libere e seguono guru modaioli, mass media pretenziosi, persone che fuori sembrano perfette ma dentro sono orribili, sistemi politici soffocanti, falsi dèi.
    Essere liberi è facile?
    No, però ne vale la pena.
    Come cantava Bertoli "e alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti".
    Un grande abbraccio!

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  13. La forza della libertà e la predisposizione alla relazione, nascono dalla certezza verso le proprie capacità.
    Mi ha colpito questa frase soprattutto "la predisposizione alla relazione
    Parlo con tutti e dopo aver scambiato poche parole sento il profumo dell'amicizia. Con coloro che considero veri amici dono tutto il mio cuore. Sottolineato VERI AMICI.Tu sei un mio vero amico anche se non ci conosciamo.Ti auguro un buon pranzo e anch'io vado verso la cucina. Bacio

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  14. "Solo la coscienza della propria identità rende protagonisti"
    Mai parole furono più giuste e vere.

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    1. Per questo dobbiamo difenderci da chi vuol renderci schiavi.

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  15. La mia libertà finisce dove comincia la tua.
    Ci sono troppi schiavi e troppi "padroni" a questo mondo.

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    1. Non esiste più autorità, esiste, invece, uno sterminato potere. Tutti ne hanno. Il ministro, l'industriale, l'impiegato della posta, il ladro, il giudice e il banchiere. L'immagine televisiva, il libro che finge di non avere scopo, la musica ripetuta fino all'ossessione, il disco o il vestito amato dai ragazzi di quindici anni.
      Il Potere non ha un volto riconoscibile: è anonimo, vuoto, gelatinoso, vischioso, e aderisce a coloro che lo desiderano e anche a coloro che non lo amano.
      Se tutti hanno potere, nessuno lo afferra. Così è lui che ci possiede, senza che noi lo sappiamo.
      Poche epoche come la nostra sono state così schiave della soggezione e del fascino del potere.
      Never, forse la libertà nemmeno inizia.

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  16. @Gus. O
    Mi dispiace aver letto del tuo amico ma non credo sia stata la mancanza della televisione e il disagio di non essere aggiornato sui programmi più trendy a spingerlo verso la droga, aveva secondo me dei problemi più profondi alle spalle che lo hanno schiacciato e nella droga purtroppo pensava di trovare un aiuto per riuscire a risolverli.
    Poi capisco che andare controcorrente sia difficilissimo ma se uno non ci prova non cambierà mai niente.
    Ti abbraccio!

    @Sokutnang
    Io sento spesso dire agli adulti che sono dispiaciuti per quello che ci lasceranno, per il fatto che non sono più dei riferimento validi, che hanno poco tempo da dedicare a noi ragazzi… ma piuttosto che dispiacervi perché non provate a rimediare adesso agli errori del passato?
    Siete ancora in tempo per darci una mano a diventare persone positive che non sono dipendenti solo dai social media e cose simili.
    Questo in generale, poi se vogliamo scendere nel particolare allora posso dire che per fortuna esistono anche molti giovani come me che hanno valori sani e una famiglia solida alle spalle e che invece di perdersi fra i social media e basta dedicano il loro tempo in attività di volontariato.

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    1. Nel mio piccolo lo faccio eccome ma il vero problema sono le famiglie che delegano l'educazione dei figli e non assumono responsabilità. Quando i figli tornano a casa basta guardarli per capire se sono fatti o ubriachi mica bisogna essere Sherlock Holmes? Invece i genitori d'oggi vogliono essere eterni Peter Pan e tornano a casa peggio dei figli. Naturalmente è un discorso in generale mai pensato che tutti i ragazzi non hanno valori. Ne conosco tantissimi, sono loro la speranza per il futuro. Fa piacere leggere che una ragazza apprezza la propria famiglia non è una cosa scontata oggi.

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    2. Morgana, il disagio giovanile è molto frequente e le cause sono svariate. Il televisore è una metafora dell'errore che si commette imponendo, rinunciando a convincere.
      Abbraccio.

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    3. Sotu, i genitori sono gli ultimi a capire che il figlio è "fatto"
      perché tendono a sopravvalutare il loro "gioiello".
      Uno che conoscevo aveva qualche sospetto e cominciò a parlarmi di certi fatti e insisteva. Sono stato costretto a dirgli: "Ma si deve bucare in tua presenza per essere sicuro del problema?".

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    4. Purtroppo è proprio così.

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    5. Un altro guardava le pupille della figlia. Sempre dilatate a casa sua ho trovato i flaconcini con l'atropina.

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  17. Mara, ho messo più parole da riportare e va meglio.
    'notte
    bacio.

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  18. Siamo condizionati nostro malgrado. Nelle scelte, nelle etiche, nelle amicizie, sul lavoro. Difficile mantenere una linea, insegnare comportamenti, fornire esempi coerenti e saggi, non ci riusciamo con noi...figuriamoci con gli altri.. ma l'esempio rimane la cartina tornasole più valida, a mio avviso.
    La coscienza della propria identità rischia di essere un'illusione.

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