giovedì 9 novembre 2017

Più in là






Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non sapeva chi era. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così.
Anche le città credono d'essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura.
D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
Nel romanzo "Furia" Salman Rushdie definisce New York una città di mezze verità ed echi che in qualche modo domina la terra. Si può odiare questo dominio oppure si può cerebrarlo, o ancora rassegnarvisi, ma resta un fatto: New York è il plesso culturale della realtà americana, in tutto il suo eclettismo, la sua emotività, la decadenza, l'intelligenza e il potere. Le mezze verità non sono sufficienti perché l'uomo occidentale, malgrado il suo sapere corre il rischio di arrendersi davanti alla questione della verità. New York è la città ideale per chiedere:" Voi cosa state cercando?" e chiedersi: "Io cosa sto cercando?". La curiosità di una domanda allarga la ragione perché dilata l'orizzonte del conoscibile. Il cuore intuisce già che l'orizzonte è più ampio di quanto il mondo oggi affermi. La nostra capacità di indagare le cose con la ragione è ispirata dal presentimento del cuore che esiste qualcosa di più grande. E per questo che l'uomo non raggiunge la felicità qualsiasi cosa ottenga. Come ha scritto Montale nella poesia "Maestrale" rincorre la gioia spingendosi sempre "più in là".

S'è rifatta la calma
nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.
Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
il cammino ripiglia.
Lameggia nella chiarìa
la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.
O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto co' tuoi raccolti diti
protesi in alto, guarda:
sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai:ché tutte le cose  pare sia scritto:
«più in là»



22 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: " Picasso due donne che corrono sulla spiaggia".

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  2. Non mi resta che andare a NY, allora.
    E, ti giuro, volevo davvero andarci, prima o poi **

    Moz-

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  3. Miki, ieri sera ho visto un film con una storia paradossale e si svolge proprio a NY.
    Devi visitarla per comprendere il mondo.

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    1. Ora vado al my Sky e lo ritrovo.

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    2. Il film è: "Fratelli, amori e tanti guai"

      Sorella e fratello formano una coppia affiata, tanto da essere scambiata per fidanzatini. Niente, nessuna trasgressione.
      Un giorno incontrano una ragazza e il fratello la sposa il giorno dopo. Anche la sorella si innamora della ragazza( a sua insaputa è lesbica) e c'è una scena di un bacio saffico. La storia si snoda in questo percorso difficile ma il regista (sapiente ) riesce a togliere il morboso e lo spettatore apprezza la grande leggerezza, tra l'ironico e il sentimentale.

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    3. Heather Graham e Tom Cavanagh in una commedia romantica ambientata a New York. Sam e la sorella Gray vivono assieme a New York, lui e' assistente in sala operatoria, lei lavora nel campo della pubblicita'. Sono talmente affiatati e uniti da sembrare due fidanzati. Ma poi finiscono per innamorarsi della stessa persona, una bella zoologa appena arrivata nella Grande Mela. Forse perche' ha gli stessi loro interessi e le loro stesse passioni. Forse no, ma accade. E a Gray non era mai capitato di innamorarsi di una donna, e come se non bastasse la stessa donna amata da suo fratello.


      La mia recensione è meglio di questa copiata sul web.

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  4. Perché citare Calvino senza nominarlo?

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    1. Calvino si riconosce e non c'è bisogno di nominarlo.

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    2. « Anche le città credono d'essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura.
      D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. »

      (Marco Polo)


      La frase è scritta da Calvino nel romanzo le "Città invisibili" ma è di Marco Polo.

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  5. New York è una città affascinante, soprattutto nei mesi freddi.
    Buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Quello che mi ha colpito di NY è la quantità di gente obesa che incontravo nelle strade.
      Grazie Sinforosa.
      Ciao.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Non ho visto quel film. Sono stata dal dentista mentre desideravo andare a vedere la mostra di fotografie al Broletto di Novara.
    Sgarbi mi aspetterà la prossima settimana. E ti racconto che andrò a NY mentre me ne starò al caldo del mio lettone.
    Le parole povere, quelle che nei giorni s'affaticano,
    le parole inabili a mostrarsi; io le amo tante.
    Dalle mie feste, offro loro dei colori -
    ed esse sorridono, si fanno liete molto a lungo.
    La loro natura che con trepidazione in sè nascosero,
    apertamente torna a vita nuova,
    così che ciascuno può vederla; non ebbero mai accesso a ciò che è musica -
    timide avanzano adesso nel mio canto."
    E' di Rilke! Poteva essere diverso?
    Buonanotte mio caro;sogni sereni e che i tuoi desideri confinino con Dio. Bacio Gus. Lucia

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    1. "Buonanotte mio caro;sogni sereni e che i tuoi desideri confinino con Dio".

      Puoi contarci.
      Bacio Lucia.

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  8. Mai stata a New York e non provo neanche tutto questo desiderio di visitarla. Ho paura che mi sentirei terribilmente fuori posto. Come un pesciolino su un sentiero di montagna.

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    1. E' un'emozione forte.
      Anche io prima di partire pensavo: In fondo sarà una città più grossa"
      Invece è diversa.

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    2. Lo spiega meglio Francesco De Gregori:

      Parliamo di New York. Prima volta da artista, non da viaggiatore.
      «Guardi, ci vengo dal 1976. Che posso dirle che non sia già stato detto? È affascinante, mi cattura il modo di vivere libero, senza che nessuno ti giudichi. E poi c’è un’etica del lavoro, forse purtroppo della competitività, che altrove manca. Camminare a New York è come muoversi su qualcosa di pulsante, di vivo».

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  9. Gus O.

    +Mario Guglielmino
    Grazie.



    Gus O.

    +Maria Piotrowicz
    Ciao.



    Gus O.

    +Patty
    Grazie.



    Gus O.
    +1
    +Francesco Grieco
    Grazie.
    Ciao.


    Gus O.

    +سجاد الأمي
    Grazie.
    Ciao.


    Gus O.

    +Luisa tebano
    Grazie.
    Ciao.


    Gus O.

    +Vincenzo Langella
    Grazie.
    Ciao.


    Gus O.
    +1
    +Francesco Attilio
    Grazie.
    Ciao.



    Gus O.


    +M.LUISA Zaza
    Grazie.
    Ciao.


    Gli amici di google plus

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  10. New York è la città ideale per chiedere:" Voi cosa state cercando?" e chiedersi: "Io cosa sto cercando?".
    Io le stesse domande me le pongo quando vado a Torino al mercato di Porta Palazzo. Mercato multietnico: cinesi, marocchini, neri, italiani, slavi. Cosa cercano, cosa hanno davvero trovato? Non so... Ed io cosa sto cercando andando lì? Oltre i colori di questa gente così lontana dal mio mondo trovo la vera umanità, quella povera che regala anche qualche frutto in più ad un altro povero acquirente (spesso pensionati) perchè sa che il frutto avanzato rimarrà invenduto e rischierà di finire nella pattumeria ed allora perchè non regalarlo?
    New York, da quello che vedo nei vari documentari in TV, non è molto distante da noi. Forse è a Torino, a Roma, a Napoli. La vera essenza delle città è sempre la stessa. Ciao Gus, buon fine settimana

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    1. "Nel romanzo "Furia" Salman Rushdie definisce New York una città di mezze verità ed echi che in qualche modo domina la terra. Si può odiare questo dominio oppure si può cerebrarlo, o ancora rassegnarvisi, ma resta un fatto: New York è il plesso culturale della realtà americana, in tutto il suo eclettismo, la sua emotività, la decadenza, l'intelligenza e il potere. Le mezze verità non sono sufficienti perché l'uomo occidentale, malgrado il suo sapere corre il rischio di arrendersi davanti alla questione della verità. New York è la città ideale per chiedere:" Voi cosa state cercando?" e chiedersi: "Io cosa sto cercando?".

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