lunedì 25 settembre 2017

Non si rispetta l'infanzia






Stiamo perdendo di vista una generazione di bambini. Li stiamo derubando della loro vita. Se vogliamo offrire loro una nuova opportunità, dobbiamo far fronte comune e impegnarci per porre fine alla schiavitù infantile, la piaga del nostro tempo. Insieme possiamo farcela. Apriamo gli occhi.
Se useremo i mercati come leva virtuosa, dunque, otterremo un cambiamento in tempi assai più rapidi. I governi possono impiegare anni per approvare le leggi, e addirittura di più per farle rispettare, mentre le multinazionali sono in grado di garantire con molta più celerità che i fornitori non commettano violazioni dei diritti umani, con effetti tangibili a livello globale e risvolti positivi sulla vita di milioni di persone.
E’ indispensabile  non comprare prodotti di Paesi che praticano il lavoro minorile.
Mentre leggete questo articolo, 5,5 milioni di bambini in tutto il mondo perdono la loro infanzia nella schiavitù. Vengono picchiati, sottoposti ad abusi, spesso a violenze sessuali. Costretti a lavorare in bordelli, miniere, fabbriche di mattoni, pescherecci, alberghi. O in abitazioni private come domestici. In molti casi diventano soldati, spose-bambine o spacciatori di droga
La schiavitù infantile è all’apice della sua diffusione. Ogni giorno si vendono sul mercato nero bambini di appena cinque anni a prezzi più bassi dei capi di bestiame. Una volta caduti nelle mani dei nuovi padroni, sono costretti a lavorare anche 20 ore al giorno. Le bambine sono particolarmente a rischio, perché più vulnerabili allo sfruttamento sessuale, una delle forme di schiavitù più redditizie.
Secondo l’ultimo rapporto di Ecpat Italia (organizzazione che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini) salta fuori che gli italiani sono ai primi posti come clienti di bambini fatti prostituire in Paesi del Terzo Mondo.
Lo dicono tutti: italiani brava gente.

20 commenti:

  1. Secondo i dati dell'ILO, nel mondo 74 milioni di bambini sono impiegati in varie forme di lavoro pericoloso, come il lavoro in miniera, a contatto con sostanze chimiche e pesticidi agricoli o con macchinari pericolosi.

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  2. È sconcertante. Dico solo questo, per quanto non serva a nulla.

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    1. I governi che rispettano l'infanzia dovrebbero protestare con gli schiavisti.

      Le aree principalmente interessate dal lavoro minorile sono i Paesi in via di sviluppo quali: Asia, Europa dell'Est, Africa e America del Sud, ma soprattutto Colombia, Pakistan e Brasile. Non sono però esclusi dal fenomeno Stati Uniti ed Europa. Pur essendo presente in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo si presentano determinate condizioni che favoriscono questo fenomeno. Il lavoro infantile si presenta dunque anche in regioni ricche di risorse e con un'economia florida, in cui però il reddito pro capite è molto basso e vi è un numero consistente di persone in stato di sottosviluppo e di Paesi dove, ad esempio nel settore dell'agricoltura, solo un'élite controlla buona parte dei fondi coltivabili.


      Wikipedia

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    2. Ti ringrazio per questa nota da Wikipedia perché mi chiedevo come noi consumatori possiamo agire in minima parte sulla questione, ma mi pare difficile come immaginavo. Questo comunque si collega alla questione dell'altro post: non interessa più a nessuno la sorte delle nuove generazioni.

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    3. Pier, nel mio ultimo commento ,dove c'è qui che è un link ,si possono trovare parecchi suggerimenti.

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  3. Non sapevo che la situazione fosse tanto nera, lo scopro ora leggendoti. Ero a conoscenza della schiavitù minorile, ovviamente, ma non pensavo che l'allarme giungesse a questi livelli. Grazie per averne parlato.

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    1. La schiavitù minorile permette la diminuzione del costo dei prodotti e questo fa comodo a molti paesi.

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  4. È una delle piaghe di questa nostra società, senza parlare dei bambini vittime del commercio di organi, di bambine abortite perché femmine, di bambine vendute e fatte sposare a uomini che hanno quattro volte la loro età.
    sinforosa

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    1. Il cittadino è destinato ad assistere impotente allo scempio politico.
      Ciao Sinforosa.

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  5. Direi che non c'è nulla di nuovo sul fronte mondiale e ancor peggio su quello italiano. Io continuo a pensare e a dire che il problema di tutta la sporcizia che circonda il mondo è sempre dovuto all'essere umano e finchè esso esisterà, esisterà sempre la lordura.

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    1. Sì, tutto seguita nella sporcizia tranquillamente e ognuno di noi bada al proprio orticello.
      Ciao Farfalla.

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  6. Nello sfruttamento minorile sono coinvolte anche alcune multinazionali, di bevande note, cioccolato e sigarette, basterebbe per dare un contributo personale non comperare questi prodotti, esistono delle liste.
    Diverse associazioni si stanno occupando di questa piaga dello sfruttamento minorile, in primis l’UNICEF.
    Ognuno nel suo piccolo può contribuire, basta un po’ di buona volontà.
    Ciao August,serena notte.
    Dani

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  7. Sono tanti gli errori che si fanno con i giovani...
    C'erano un tempo e ci sono ora, solo in maniera diversa.
    I tempi cambiano e tutto sembra peggiorare.
    Abbraccio caro Gus.

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    1. Pia, nessuno parla dei problemi dei giovani.

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  8. Che brutto mondo, quello in cui viviamo

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    1. Manca l'Amore e quindi il rispetto degli altri.

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  9. Sotto i nostri occhi si consuma ogni giorno la schiavitù dei bambini occidentali (che dovrebbero avere tutto, e non stringono nulla)...dipendono da troppe cose, sono lasciati a loro stessi davanti a schermi che confondono, inducono, creano bisogni inesistenti...
    E io mi rammarico quando al ristorante vedo creature assenti, escluse dai discorsi, totalmente immerse in un mondo "altro", messe a tacere dai genitori che non saprebbero altrimenti gestirli.
    Mi pare una tragedia. E nessuno fa nulla.
    Questo non toglie che di tutti i bambini (vicini e lontani) dovremmo farci pensiero e carico.

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    1. Non è giusto che i genitori temano quasi più facilmente oltre i 14-15 anni, ma ormai sempre di più anche prima, di proporre con decisione ai figli le idee fondamentali.
      Tanto meno è giusto che si astengano dal darle per malinteso concetto di libertà, che contrasta profondamente con l'esigenza di una precisa ipotesi nella vita dei figli.
      Il qualunquismo in famiglia è spessissimo nell'anima di un giovane radice di uno scetticismo ancora più tenace a strapparsi che l'influenza della deleteria della nostra società attraverso i Media.
      Perché è così difficile credere all’influenza dei media su bambini e adolescenti? A chiederselo è Victor Strasburger, pediatra alla University of New Mexico School of Medicine di Albuquerque e coautore di un articolo pubblicato sulla rubrica “Pediatrics Perspectives” della rivista Pediatrics. «L'autore della sparatoria alla Navy Yard di Washington, che lo scorso settembre ha ucciso 12 persone, passava fino a 16 ore al giorno giocando a videogiochi violenti come Call of Duty» esordisce il ricercatore.
      A nulla varrebbe aver dato la vita senza aiutare instancabilmente i figli a riconoscere il senso totale di essa.
      Cosa vuol dire oggi educare? E chi educa? In che cosa si impegnano le nuove generazioni? Per il momento che occupa nella cronologia di ogni vita, in tutti i tempi la gioventù ha presentato un certo spettacolo di crisi. Se oggi si parla in modo particolare di crisi dei giovani non è dunque un fatto nuovo. La sua particolarità piuttosto deve essere ricercata in una crisi dell'educazione, dei fattori educativi. Crisi dunque di educatori?
      Sono contento che tu abbia commentato nel mio blog.
      Quando vengo nel tuo mi trovo in questa situazione descritta da Pirandello:
      "E come possiamo intenderci se nelle parole che io dico indico metto il senso o il valore delle cose che sono dentro di me; mentre chi ascolta, inevitabilmente, le assume col senso e il valore che hanno per sé del mondo che egli ha dentro?".

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