sabato 29 luglio 2017

La donna che legge i romanzi





Quelli che bruciano i libri hanno sempre qualche problema con le donne, perché sanno che i lettori più pericolosi sono le lettrici. Una mostra parigina di qualche anno fa si presentava con questo titolo: Les femmes qui lisent sont dangereuses, «Le donne che leggono sono pericolose». Nella logica dei piromani e dei censori, infatti, i libri imbottiscono di strane idee le teste di chi li legge. E se poi chi li legge è più esposto alle seduzioni della lettura, come appunto si insinua siano le donne, quelle strane idee possono diventare una polveriera ed esplodere.
E così, tra i libri «filosofici», quelli di teoria politica stavano insieme alla pornografia pura o mimetizzata, detta anche letteratura «libertina». Non dobbiamo stupirci, sostiene Darnton, se «Mirabeau, l’uomo che incarna lo spirito dell’89, è al contempo l’autore delle più volgari opere pornografiche e dei più audaci trattati politici del decennio che precede la Rivoluzione». Del resto, lo stesso Voltaire amava dire, con accostamento che parve (e forse pare tuttora, da un fronte opposto) sconveniente, che «le idee sono le mie puttane».
Ma quando quei libri «filosofici» dal fortissimo richiamo erotico cominciarono ad attirare un’ampia clientela femminile, tutto venne messo a soqquadro. I lettori maschi furono per lo più tentati dalla Rivoluzione, che si portava dietro anche una ventata trasgressiva di libertinismo. Le lettrici, invece, furono per lo più tentate dalla ribellione verso il ruolo loro assegnato dalla tradizione e dalla morale corrente.
Una blogger molto famosa, Rosemarie Urquico scrive: “Esci con una ragazza che legge. Esci con una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti. Lei ha problemi di spazio nell’armadio, ma perché ha troppi libri. Esci con una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni. Trova una ragazza che legge. La riconoscerai perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella borsa. È quella che scruta estasiata tra gli scaffali della libreria, e che non trattiene un grido di gioia quando trova il libro che cerca. Se la scopri ad annusare le pagine di un vecchio volume in un negozio di libri di seconda mano, è una Lettrice”.


26 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: make up capelli rossi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai capito l' uomo copione di culturoma che scappa. ??/ah ah poverino.
      Carissimo stasera niente picchi. Gira le mail per fare numero. Per guadagnare tutti devono fare fatica.
      Noi manteniamo i disperati, e i fannulloni di sempre.

      Elimina
    2. Uomo di copiacultura...mi piace. :-)

      Elimina
  2. Ho sempre divorato libri fin da bambina.
    E la cosa più strana é che spesso ci trovo riposte dentro :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E fuori noo? È evidente solo il pensiero.. purtropo

      Elimina
    2. Ciao Pippa.
      Si capisce da come scrivi che hai letto tanto. Con una veloce pennellata descrivi in modo fantastico i tuoi stati d'animo.

      Elimina
  3. La cultura ha poco da dire con la leale e sincera intelligenza. Chi è "idiota" benché culturato lo sarà sempre. Abbiamo, anche nel web dicreti esempi.
    Qualche ignorante ,da parte sua, ha quasi sempre voglia di imparare.
    L' italia è solo un paese di furbi e ladri, di sopravvissuti...forse per questo e altro non si ha più voglia di leggere. Non si vive leggendo.
    Si tratta forse di un problema più sistemico? di una crisi sociale e culturale, prima che economica? No. È certamente legato soprattutto all’abbandono scolastico, all’analfabetismo di ritorno, al fatto che si legga meno al sud ( non a caso) che al nord (vorrà dire qualcosa?). Perche si, anche qui da noi, purtroppo, siamo strapieni di saccenti e arroganti insegnanti, ad esempio, laureati che solo appena aprono la bocca fanno emergere un' ignoranza soprattutto dialettale di fondo. Non sanno parlare l' italiano, manca il metodo nell' insegnamrnto, la tolleranza, soprattutto la voglia di impegnarsi.. Manca l' intelligenza che non di legge sui libri. Io stessa ho avuto pessimi insegnanti, solo l' insegnante di storia e geografia era del nord. Questi sono i risultati di questa futura generazione che si dedica allo smartphone, come unico grande polo atrattivo-ricreativo, passivo, non impegnativo...certamente no.
    Da noi di dice "voglia di lavorare saltami addosso"
    Non esiste alcuna cultura del libro se non nel serio impegno di volere, di imparare. Anche per questo l' Italia è spaccata in due...se pensiamo poi che in molti non hanno poi tanto da fare tutto il giorno se non per farsi corrompere da qualche demente soprattutto per rompere i coglioni a chi vorrebbe leggere post possibilmente scritti da un blogger onesto. Almeno quello.
    Oggi in molti presunti "mangiatori" di libri su internet sono indignati per questa magra povera cultura emergente, proprio perché loro i libri li vendono.

    RispondiElimina
  4. Si ha sempre paura dell'emancipazione, lo è stato, e in certi luoghi lo è ancora, per le donne, lo è per i popoli che non hanno accesso alla cultura, lo è per tutti quei poveri diavoli sparsi a ogni latitudine che nel momento in cui dovessero rialzare la testa e prendere consapevolezza non si farebbero più sfruttare-usare-derubare. No, no, meglio non mettere in circolo idee che potrebbero alimentare grilli per la testa.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La donna protagonista spaventa il Potere perché teme che da oggetto possa diventare soggetto della società.
      Ciao Sinforosa.

      Elimina
  5. È che troppe volte qualcuno si immedesima della protagonista, del libro e cambia personalità ogni qualvolta...
    Si chiama personalità borderline...

    RispondiElimina
  6. Daria Bignardi mi sta sul c**** ma ha detto una cosa che mi piace parecchio e su cui, nemmeno a dirlo, mi trovo d'accordo:

    Le donne che leggono sono pericolose... Perché non si annoiano mai, qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga, se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s'innamorano di un altro libro, di un'altra storia, e ti abbandonano. Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c'è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita, se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa seminerà il terrore.

    RispondiElimina
  7. E' necessario ridimensionare la dignità. Una parola desueta, oggi. Come idealismo e altruismo. Esiste soltanto l'egoismo più sfrenato che porta ad accettare per due caramelle umiliazioni di ogni genere. Il bastone e la carota, l'approvazione e la stima di persone che non valgono nulla.
    Prostituzione dell'anima, molto peggio che quella del corpo.
    Triste, ma esistono ancora persone degne, a volte più vicine, di quanto si possa pensare.
    La differenza tra una collettività ed un formicaio è che, nel primo caso, quando ad uno, ed uno solo, viene schiacciato un alluce è ammissibile che l'eco del dolore risuoni da una sola voce. E che il resto partecipi al conforto.
    Nel caso della personalità l'eco delle voci dovrebbe produrre un tuono.
    E infine una rivolta verso il “peso”.
    Ma, in tal caso, nessun eco riecheggia. Siamo nell'inferno dei viventi alla Calvino?

    RispondiElimina
  8. Delle "Città Invisibili" Italo Calvino scrive:
    L’inferno dei viventi è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
    Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
    Vale la pena leggere Calvino perché proprio lui, che ha una capacità di scrittura e che spesso sembra quasi compiacersi della propria intelligenza, fa capire che scrivere non è un atto che basta a se stesso, ma ha bisogno del rapporto con l'altro.
    La letteratura ci commuove perché ci richiama il bisogno della verità, ma non ci fornisce la verità, perché essa è fuori, dove la vita accade.


    

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottimo commento. Tutti copiano maaa qualche volta scrivi di tuo. Chissà mai che ne esca qualcosa...
      La tua lettura non ti ha insegnato a scrivere qualcosa di bello? Pensa che qualche volta è successo pure a me.

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  9. Solo per la cronaca, ti dirò che leggo quando ho tempo. Ciò che vedo e ri-leggo nella vita di ogni giorno mi basta e avanza e soprattutto mi stanca.
    Leggere per me non ha la stessa importanza che respirare. Magari fosse cosi, anzi, spesso e volentieri mentre leggo mi deconcentro, mi perdo, ma nella vita reale cerco di essere, nel possibile, sempre attiva e presente. Per quanto umile sono una persona pratica, dai libri mi prendo solo ciò che mi serve. preferirei capire e comprendere attentamente piuttosto se leggere serva effettivamente a qualcosa. A uno scopo nobile, ad esempio... e non certo per passare le giornate.
    Esistono pure i..compulsivi come se leggere sia una corsa contro il tempo e spesso paradossalmente proprio per non pensare a quello che siamo. Sarebbe piu' difficile: nessuna libreria può appropriarsi della propria vita...ma nemmeno viceversa.
    Certo che fuori di noi la vita accade, accade comunque.
    Eppure noto in questi contesti un' ansia infelice da ...prestazione, leggere tanto non giustifica una difficoltà di adattamento e un totale rifiuto a ciò che non piace. Lavorare ad esempio. Molti libri non insegnano ma sognano, fanno sognare. Cogliere il senso di ciò che si legge autenticamente vive nel significato di ogni frase, spesso sofferta, ma è soprattutto e solo meditata da chi l' ha scritta.

    RispondiElimina
  10. Premesso che la lettura è una mia grande passione e premesso che la donna intelligente incute "paura" e non solo perchè legge, ti lascio questi spezzoni di pensieri che ho messo come descrizione al mio blog di libri:
    “Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso e mi ricordano che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via.” ~ Francesco Petrarca

    «Quanto delle nostre radici viene dai libri che abbiamo letti? Tutto, molto, poco e niente: a seconda dell’ambiente in cui siamo nati, della temperatura del nostro sangue, del labirinto che la sorte ci ha assegnato » (La ricerca delle radici di Primo Levi)

    Ti auguro di cuore una bellissima domenica ◕‿◕

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Farfalla.
      Mandami un temporale.
      Ciao.

      Elimina
    2. Se potessi lo farei ben volentieri...
      Per la cronaca noi dalla disperazione dovuta al caldo siamo tornati al Nord, in montagna sui 1000 metri, non fa molto fresco ma il caldo è più sopportabile.
      Da che ricordo non c'è stata mai un'estate così calda!
      Dolce notte a te, a domani

      Elimina
  11. Nella mia vita non ho viaggiato molto, all’infuori della mia Italia, che è bellissima, ma ho letto molto.
    Ho viaggiato leggendo libri, immaginato i luoghi, descritti negli avvenimenti, e la mia fantasia correva da un luogo all’altro. Un libro non è solo occupare del tempo, ma un modo per alimentare la mente.
    Un allenamento per leggere le persone.
    Non ho più la casa grande ora, perché ridimensionata per far spazio ai frutti del nostro “albero”. Ma abbiamo una libreria molto, molto vasta che non abbiamo voluto ridimensionare, quindi : libri dappertutto, in ogni dove. Perché ognuno di noi asseconda il proprio spirito. Quindi: saggistica, romanzi, letteratura,autobiografie, vita di santi, filosofia, teologia,poesia, fino a raccolta di “Topolino”, quando i miei “frutti” erano piccini.
    Io credo che non si debba aver paura di una donna che legge molto, ma sicuramente è una rassicurante compagna di vita.
    Grazie August
    Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La persona che ha cultura è sempre difficilmente manipolabile, e questo al Potere non piace.
      Ciao Dani.

      Elimina
  12. Io non ho cultura eppure non mi pare proprio di essere manipolabile, anzi, non sono vittima del potere soprattutto quello che gira nel web. Sei infantile Gus, di risposte molto chiare, concrete, coerenti e sincere ne hai avute in abbondanza...e non sai dare una risposta. Peggio per te e per quelli come te.

    RispondiElimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  14. Nella casa natia i libri scarseggiavano e non era possibile chiedere a mio padre i soldi per comperarne uno. Le cose importanti erano altre: il vitto, principalmente....
    Per comperarmi un libro risparmiavo sul biglietto del tram che mi avrebbe portato a scuola prima e al lavoro poi: andavo a piedi e di conseguenza mi alzavo presto. Il primo fu: "Il libro della giungla: Kipling. Poi Cucciolo di Clarence Brown: la storia di un bimbo e di un cerbiatto, Sedicianni e poi iniziarono i Cronin che finii di completare , da sposata. Nel frattempo oh i gialli Mondadori.......
    Se un libro mi piace sono capace di rileggerlo più volte finchè divento padrona di quel cantare restando però sempre me stessa magari più ricca di vocaboli.
    Spero che tu, Gus, abbia trascorso una bella serena domenica. Anch'io. Ora sto aspettando che rientri mio figlio dal mare. E' partito tardi nella speranza di trovare poco traffico. Spero arrivi presto. Il sonno bussa già ai miei occhi.
    Augurandoti una fresca settimana, mi allontano per rifugiarmi alla finestra e vederlo arrivare.....il mio figliuolo! Buonanotte Gus.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lucia, grazie per l'interessamento nei miei riguardi.
      Buona giornata, caldissima.
      Bacio.

      Elimina