venerdì 26 maggio 2017

Credere in se stessi





L'affettuosità di una madre per un figlio non è un pensiero. Si esprime attraverso una realtà biologica, ma è tutta quanta determinata dalla passione per il futuro e per la prospettiva di quel bambino. E' la prospettiva dell'uomo destinato alla felicità che permette alla madre un rapporto umano col suo bambino e lo investe di tenerezza. E questa si stabilizza, come eredità del rapporto con il padre e la madre, nella tenerezza verso di sé del bambino che cresce. Quando ciò non accade il bambino cresce estraneo a se stesso e annaspa alla ricerca di una identità. Situazione ormai sempre più normale.
I primissimi tempi dell'infanzia sono determinanti per la salute psicologica del bambino e ci si attiene alle teorie della Melanie Klein e di quelle dell'attaccamento di John Bowlby . Nel primo anno la madre deve essere gratificante, sensibile, protettiva, per un attaccamento sicuro, propedeutico all'adattamento sociale. Le prime relazioni di fiducia ed empatia suscitano i futuri valori di aiuto e accoglienza.
A me sembra importante che il bambino sviluppi una fiducia, un amore in sé, perché se uno non si accetta non potrà nemmeno amare gli altri.
Ma l'amore di sé e la fiducia se la costruisce se lo aiutano le figure genitoriali che ha intorno, non necessariamente i genitori biologici.
Molto si decide già nei primi sei mesi di vita, e il resto durante l'infanzia, tramite sempre le figure adulte di riferimento.
Chi accudisce un neonato ha una responsabilità enorme: a seconda di come lo tratta, di come lo riconosce o lo disconosce costruisce i legami affettivi successivi di quel bambino e poi dell'adulto.
Mi ricordo che c'era uno psicologo infantile che diceva che il bimbo doveva leggere e vedere il "brillio negli occhi della mamma quando questa lo guardava".. tutte cose che un piccolo fino ai 6 mesi percepisce anche senza razionalità di cui non è ancora dotato.
Vera anche l'importanza dei primi 6 mesi per riuscire a definire se stessi come corpi estranei e quindi anche psichicamente autonomi rispetto al corpo originario della mamma a cui prima era fuso in un tutto unico.
L'allattamento al seno dice la Klein e il distacco da quello è il momento in cui il bimbo deve cominciare a percepire che è un'entità a sé e che deve farcela da solo a voler vivere.




15 commenti:

  1. Articolo bello e puntuale. Concordo in tutto. I primi mesi, i primi anni sono determinanti per tutta la vita futura.
    Ciao Gus.
    sinforosa

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    1. Grazie sinforosa. Sei un'amica gentilissima.
      Ciao.

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  2. Eccomi qui, felice di venire a trovare l'autore di una emozione, lasciata cadere sul pavimento di una casa che è sola e silenziosa come la tua. E' lì che debbo rispondere per continuare per seguire una logica applicata alle parole.
    Buon WE

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    1. Ti vedo con piacere. Vivere il silenzio è per me una gioia.
      Sì, la logica delle parole qui rimbalza di stanza in stanza.
      Il mio fine settimana è la visita a mio figlio per il pranzo, ma domani.

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  3. Ho letto . Grazie. Come vedi arrivo la notte, quando tutto è silenzio, il caldo del giorno si è trasformato in una brezza leggera...un uccello non ha ancora sonno e mi fa compagnia. E i pensieri diventano insicurezza...ciò che nella luce canta la gioia di essere madre, a quest'ora e, dopo nella preghiera, il domani diventa improvvisamente incertezza e domanda di serenità. Domani sarò con i miei figli e i miei nipoti. Tutta la mia famiglia. So che mi basta guardarli per essere felice. Osserverò i loro occhi, sentirò le loro voci. Mi ripeterò nel cuore: eccoli. Sono con me. Poi ritornerà il silenzio di passi che iniziano un diverso cammino: il loro. E andrò alla Messa. Buona domenica nel Signore che ti auguro in serenità. Bacio Gus.

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    1. Mia sorella Nella è tornata alla casa del Padre.
      Bacio Lucia.

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    2. Posso condividere il tuo dolore? La sua sofferenza è finita, ora lei sa. Nel giorno in cui Gesù ascende al cielo,vi è la speranza di un cielo nuovo. Pregherò per lei e per te.
      Un abbraccio grande, la serenità ce la può dare solo Lui.
      Dani

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    3. Nella per me più che una sorella è stata una madre.
      Ha fatto cose grandi. Io sono sereno ma stordito.
      Grazie Dani.
      Un abbraccio.

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    4. Se si vive davvero il cristianesimo in questo mondo non c'è pace ...ed è visibile a tutti

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    5. stordito

      [part. pass. di stordire]. - ■ agg. 1. a. [che ha perso i sensi] ≈ tramortito. ↔ rinvenuto. b. (estens.) [che ha perso in parte la capacità di agire e di reagire] ≈ confuso, disorientato, frastornato, (fam.) fuori fase, inebetito, intontito, intronato,...e tu sei sereno? Comprendi la serenità con ciò che provi? Forse sei ancora inconsapevole. Purtroppo il peggio arriverà dopo. Abbi fede...aiuta.
      Ps tua sorella era la signora che avevi dimenticato? O era il fratello più grande? Non ricordo.

      Signora, riposi in pace... almeno lei. Se si vuce davvero il cristianesimo non c'è piu' pace in questo mondo. Solo speranza..
      o illusione, ma spero di no
      Condoglianze

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  4. Una madre tiene un vinculo mágico con su hijo/a. Abrazos!!

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  5. Mio caro Gus. E' un dolore che aspettavi e che non volevi che arrivasse. Ora c'è il silenzio di parole che solo il tuo cuore conosce e che il mio vorrebbe sussurrarti abbracciandoti. Nella è in salvo. Ricorda il suo tenero amore per te. Ora è il tempo della preghiera per noi che restiamo storditi....So che per misteriose vie, Nella, farà più bello e più buono (speriamo) il mondo. Questa certezza che sento in me, riscatta tutto il dolore dell'universo. C'incontreremo questa sera nel Santo Rosario. Ciao Gus caro. Bacio tenero.

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