venerdì 29 luglio 2016

La Madre di Dio

 
 
 


 
Nelle nozze di Cana, quando il vino è finito e avrebbe guastato la festa, Maria chiede al Figlio il miracolo. Gesù risponde che non è ancora il tempo,  ma la Madonna dice "Fate quello che vi ordina". Ecco, noi non possiamo immaginare lo sguardo  del Figlio che si incrocia con quello della Madre che legge il sì. Capite, ora, di che sguardo parlo?  Tanto per comprendere quello che sto scrivendo: tra i cinque sensi che permettono all'uomo  l'accesso alla realtà, il senso della vista è  quello più oggettivo e  più personale. Lo sguardo si rivela al mondo delle cose e degli uomini e, nello sguardo questo mondo viene accolto. E' antichissima, la si ritrova già in Platone ed è sepolta nella coscienza collettiva, l'osservazione che la pupilla ( l'intimo del nostro occhio) ha questo nome ( piccola fanciulla) in quasi tutte le lingue perché chi ci guarda vede riflessa in questa nostra intimità la sua propria immagine. L'essere umano è dunque per l'altro uomo lo specchio più naturale, più rivelatorio, più intimo e vivo. Abbracciare con lo sguardo è un vero atto dell'uomo-Dio, appartiene alla reciprocità dello sguardo, a  guardarsi a vicenda come avviene nelle scene di chiamate al Giordano: "Egli vide che lo seguivano...Venite e vedete, ed essi andarono insieme e videro, "Gesù fissò lo sguardo su di lui e disse: "Tu sei Simone".
Quando Gesù vide venire Natanaele disse: "Guarda,  ti ho visto sotto il fico....vedrai qualcosa di ancora più grande".
L'espressione " Vedere Dio", dunque mantiene tutto il suo valore nel Vecchio Testamento,  ma acquista certamente maggior rilevanza  nel Nuovo Testamento.



13 commenti:

  1. Le nozze di Cana è un dipinto di Paolo Caliari detto il Veronese del 1563, custodito al Louvre di Parigi.

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  2. E' LUI che ti inSEGNA c'OME scORGErLO in OGNI PROSSIMO.
    Giovanni non li CHI AMA miracoli ma SEGNI.

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  3. La mattina, esci pulito da casa, e incontri Cristo nella prima persona che vedi.

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  4. E’ un brano bellissimo questo delle “Nozze di Cana”
    Il significato escatologico dà una connotazione diversa da come potrebbe sembrare dal titolo.
    Ma leggendolo via via si delinea bene che il protagonista è Gesù.” Sua Madre” E non Maria, si accorge che
    “Non hanno vino”. E se non vi è vino, come si potranno celebrare le nozze con la gioia necessaria alla festa?
    Dopo la risposta di Gesù, ecco che Maria da madre si fa discepola che ascolta, obbedisce al figlio e chiede agli altri di fare lo stesso: “Tutto quello che vi dirà, fatelo”. La madre, divenuta discepola, chiede che siano riservati a Gesù ascolto e obbedienza, nient’altro.
    La madre di Gesù è presenza, sta qui all’“inizio dei segni”, come sarà presenza, starà, alla fine dei segni, presso la croce. Proprio in quanto madre di Gesù, presente a quell’ora. Quando sarà versato il sangue dell’alleanza. "Il vino della gioia".
    Buongiorno August, dormito bene?
    Un sorriso per te.
    Dani

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  5. Sembra quasi che Maria non lo abbia sentito parlare. Va diritta dai servi e gli dice: "Fate quello che Egli vi dirà". Gesù nulla nega alla Madre. Non lo fa, perché non può, proprio Lui, disobbedire al quarto Comandamento: "Onora il padre e la madre", non lo fa perché immenso è l'amore che lo lega alla Mamma. Lo fa perché Maria ha detto sì all'Angelo, accettando tutte le conseguenze di quel "Sì", a quando lo accompagnerà fin sotto la croce, a quando, con Giovanni, Le verrà affidata l'intera umanità!

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  6. Che donna Maria! La perfezione!
    La Madre dei credenti!
    Ciaooooo
    Dani

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  7. Si arriva al Padre solo grazie al Figlio, ma la Madre ci aiuta molto.
    Ciao Dani.

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  8. «Vi erano là sei giare di pietra. Gesù disse: riempite d'acqua le giare. E le riempirono fino all'orlo». Io che cosa posso portare al Signore? Solo acqua, nient'altro che acqua. Eppure la vuole tutta. Ho solo qualche amore, forse povero, o senza luce, ma non importa, le nozze di Cana dicono che l'amore umano è il luogo privilegiato dell'evangelizzazione, un luogo di miracoli. Al centro della fede è posta infatti la stessa cosa che è al centro della vita dell'uomo: l'amore. Per questo la fede durerà quanto durerà l'uomo. Per questo quando le sei giare di pietra della mia umanità saranno offerte a lui, colme fino all'orlo di tutto ciò che è umano, sarà lui a mutare questa semplice acqua nel migliore dei vini. Lui, lo sposo sognato da Isaia (Is 62,5), l'autore dell'amore.A Cana Maria è icona del volto gratuito di un Dio che ha a cuore la felicità degli uomini più ancora che la loro fedeltà: nulla hanno fatto gli sposi per meritare il miracolo, ma Dio interviene, indifferente ai meriti (unico merito è la povertà, il finire del vino).Il Dio in cui io credo è il Dio delle nozze di Cana, il Dio della festa, del gioioso amore danzante, un Dio felice che sta dalla parte del vino, che ama il profumo di Betania (Gv 12, 1-4), che fa dell'amore il luogo in cui germogliano miracoli, "un rabbi esperto in banchetti" (E. Bianchi), un allietatore di poveri, un Dio felice che dà il piacere di esistere e di credere.
    Cana è la vicenda perenne dell'umanità, è la relazione tra Dio e ogni uomo come una dedizione sponsale, amorosa e reciproca, esclusiva e gelosa, per sempre. Ma sempre minacciata: il vino viene a mancare, sulla terra l'amore finisce, è così poco, così a rischio, così raro. Sembra legge a tutte le esperienze umane la diminuzione, il venir meno, il tramontare. E invece no. Chi si sposa non si rassegna a questa legge, Dio non si rassegna, Maria a Cana non si rassegna, e sente, come legge fondamentale di speranza, che le cose possono andare dal piccolo al grande, dal debole al forte, dall'acqua al vino. Con lei, ogni credente sa che è possibile ripartire. La strada è segnata dalle sue parole: «Fate quello che vi dirà». Sono le sue ultime parole nel Vangelo. Le prime e le ultime rivolte a noi uomini. Ha parlato con gli angeli, con Elisabetta, con il figlio; ma questo è il suo testamento agli uomini, legge carissima per ogni figlio. «Fate le sue parole. Fate il Vangelo». Non solo ascoltatelo o annunciatelo, ma fatelo, rendetelo vita e gesto. E si riempiranno le anfore vuote della vostra vita.Buonanotte e Bacio.

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  9. Le nozze di Cana racchiudono tutti i vangeli. Tante sfaccettature che si affacciano ogni volta che mediti su questo episodio che è l'inizio del cambiamento di Gesù in Cristo. Cara Lucia ho letto e apprezzato il tuo commento. Condivido.
    Bacio Lucia.

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  10. Sì Antonietta e dove sta il tuo tesoro, lì è il tuo amore.
    Ciao.

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  11. Oggi pomeriggio, io e la nonna abbiamo portato i pargoli nella villa comunale del paese: all'ingresso, un gruppo di evangelisti faceva un "comizio" sul palco, e cantava, tanto... Diceva più o meno quello che tu hai scritto nel post, Gus... E poi tante altre cose sul senso di colpa per i peccati, la maniera di liberarsene e via dicendo... E quelli che parlavano al microfono, avevano veramente la voce ed il tono di chi ha "guardato" ed ha fatto propria la verità; allora ho pensato di chiederti (rimembrando precedente post sul preconcetto ed essendo la prima volta che assisto ad una simile dimostrazione pubblica): la verità che ho sentito ed ho visto cantare oggi, è la stessa verità di Dostoevskij?...

    Una serena e buona nottata

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  12. Generalmente dicono quelle cose che hanno in comune con la Chiesa Cattolica e tacciono sulle questioni di grande importanza per portare dalla loro parte gli sprovveduti.
    C'è chi crede che la Chiesa fondata da Cristo è quella Cattolica e chi lo nega.
    Gli evangelisti hanno affermato le parole di Cristo? «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Quando parla di Cristo Dostoevskij si riferisce a queste parole.
    Ciao Regina.

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