martedì 12 luglio 2016

Comprendere la nostra vita

 
 


 
 
La prerogativa e il dovere della forma umana è farsi domande altrimenti diventa una vita di animali che mangiano, dormono, si difendono, si accoppiano, si ammalano e muoiono con la sola differenza che gli animali lo fanno per strada e l'uomo in lussuosi appartamenti.
Quando l'assurdo si fa norma e specchio della realtà che ti circonda, è difficile mantenersi integri. Si fa, certo, se si pensa, se si sente, ma si avverte una profondissima e immensa solitudine.
La vera libertà qui, nel mondo materiale non esiste, perché questo contesto non ci appartiene, ci è estraneo perché noi siamo eterni e qui tutto è perituro, anche il ricordo, anche i pensieri, anche la mente (corpo, mente, intelligenza sono vestiti che indossiamo solo per un po’, poi si cambiano).
Il nostro libero arbitrio in definitiva si riduce a due semplici scelte: o segui le leggi Divine o non segui le leggi Divine.
Il resto sono due rotaie che ti sei costruito, due rotaie che dove viaggi pensando di guidare.
Si dovrebbe capire che innanzi tutto si esce dal regno del polveroso dell'assurdo se ciascuno di noi riprende su di sé il mestiere di vivere, il mestiere duro di essere un uomo, quella ricerca del vero senza la quale l'uomo è condannato a una parvenza di incidenza, a una vita spezzata, una vita che non ha senso.



24 commenti:

  1. Ieri mattina all’hospice mentre servivo la colazione ad un paziente terminale, lui stringeva fra le mani un foglio scritto, io gli domandai come avesse passato la notte, lui mi rispose:” non male, ma avevo tanti pensieri e li ho scritti, e se permette qualcuno lo leggo a lei”. Notare che nel nostro codice deontologico, un punto dice che dobbiamo rispettare il credo religioso di ognuno, quindi non parlare mai di religione se non ci viene richiesto dal paziente stesso.
    Il suo pensiero diceva: mi ha svegliato un fragore forte, all’inizio ho avuto paura, ma pensandoci forse tu Dio mi vuoi dire qualcosa perché una luce ha scacciato la notte, forse volevi parlarmi del perdono?
    Ultimamente ti trovo distratto, ti prego Dio non essere distratto con me. Ripiegò il foglio e mi chiese : Lei cosa ne pensa? Io risposi:”Il Signore non è distratto, pensi che conosce quanti capelli che ognuno di noi ha in testa, ci conosce e ama da sempre, forse vuole dare un’opportunità a lei di chiedere qualcosa che ha nel cuore. ….. Lui mi disse ancora, ha volte mi vengono dei dubbi. – E’ normale avere dei dubbi, così può cercare dentro di sé delle risposte, perché Dio parla al suo cuore.
    Fece la sua colazione, ripassai nella sua camera una mezz’ora dopo, dormiva tranquillamente!...aveva fatto la sua preghiera al Signore.
    Ps. La stessa espressione”distratto” la usata una tua commentatrice, nel tuo post precedente, questo mi ha colpito molto.
    Ciao August, buongiorno!
    Dani

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    1. Siamo noi ad essere distratti e ci sfuggono i numerosi segni che il Signore ci invia.
      Sono contento per il tuo impegno. Questo è un modo utile per impiegare il tempo.
      Abbraccio.

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    2. Mi inchino a così tanta dedizione e presenza di spirito d’innanzi alla sofferenza di un essere umano. Prima dei bambini e per lungo tempo ho servito alla mensa della Caritas, tutte le domeniche. Sentivo di portare bene, un po' di luce, un sorriso a chi era affamato d’amore. Avevo fatto molte amicizie, forse perché non ho mai sentito nessuna persona inferiore a me. Tanto che una volta tornando dal sud nella capitale, alla stazione Termini mi sentii sollevare le valigie - pesantissime! A casa mi riempivano di cibarie d’ogni genere -: erano i miei amici che avevano casa alla stazione e che volevano ricambiare in qualche modo le scintille di buon umore donate.
      Finì che banchettammo insieme prima di infilarmi in metropolitana, sotto lo sguardo sconcertato di molti.

      Poi però ho provato col volontariato in un reparto di oncologia per l’infanzia: e non ce l’ho fatta. Non sono forte, il dolore mi distruggeva l’anima; rimproveravo Dio ogni due per tre. Sono scappata via, come una codarda.

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    3. Regina, ci sono cose che siamo pronti a fare ed altre che non ci riescono. Bisogna aver pazienza e non demoralizzarci. Io sono riuscito ad assistere malati terminali di AIDS dopo averci provato 2/3 volte. Dio chiama con modalità diverse e noi non siamo in grado di comprenderle.
      Ciao.

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  2. Il vero dramma della Chiesa che ama definirsi moderna è il tentativo di correggere lo stupore dell'evento di Cristo con delle regole.
    E' una mirabile frase di Giovanni Paolo I.
    L'irruzione di qualcosa d'imprevedibile e di imprevisto desta innanzitutto stupore.
    E lo stupore è l'inizio di un rispetto, di un'attenzione umile.
    Come un bambino posto di fronte a una situazione nuova: in lui istintivamente si desta un senso di stupore.
    Chi si sottrae allo stupore dell'avvenimento si fa inevitabilmente schiavo di regole.
    Questo spiega molto bene la caratteristica del soggetto umano creato dalla mentalità moderna.
    Un grumo di segmenti, di particelle e di brandelli.
    Ognuno di questi brandelli sussiste e procede perché segue delle regole: le regole dell'ufficio, della famiglia, le regole anche dell'andare in parrocchia.



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  3. Oggi, come notò Pascal, “nessuno sa più restare solo chiuso nella propria stanza”. Per momenti meditativi che rielaborino fantasie, percezioni, impressioni, ecc. Per revisionare la propria visione del mondo da cui discende il nostro gioire e soffrire che ci rendono vitali, per conoscere i propri modi conoscitivo-emozionali , per ridefinire e affinare quelli comunicativo-relazionali strumento essenziale della vita. Domina un parlare automatico e prevedibile e le questioni serie sono tabù. Non svendiamoci con tediosi affabulatori privi di humour e lievità e ci siano care le persone con cui è possibile sintonizzarci anche per un fugace incontro. Si teme il giudizio o di ammettere la nostra fragilità e il bisogno dell’altro. Una condivisione di emozioni e sentimenti pur avventurosa sarebbe vincente per una consapevolezza non elusa con evasioni e disimpegno.

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  4. "Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?"
    Mi sembra che questa frase esprima meglio di qualsiasi altra la vera questione davanti alla quale si trova ciascuno di noi, in questi tempi in modo particolare.
    E siccome l'abbiamo sentita tante volte, il rischio è che
    soprassediamo subito, considerandola un po' esagerata, una frase
    di Gesù che, tutto sommato, non ci riguarda, come dire: "Ma cosa c'entra
    propriamente con noi? Potrà valere per gli altri, miscredenti o agnostici.
    Ma perché noi?"
    E in questo modo archiviamo la questione prima di cominciare.
    Ma un richiamo ci indica che non ci conviene compiere
    questo tipo di ragionamento. Ha detto Benedetto XVI: "Capita ormai
    non di rado che i cristiani si diano maggiori preoccupazioni per
    le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno,
    continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio
    del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non
    è più tale, ma spesso viene perfino negato.
    Nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario,
    oggi non sembra più essere così in grandi settori della società,
    a motivo di una grande crisi di fede che ha toccato molte persone.
    Questa crisi sta provocando effetti sempre più palesi che
    rischiano così di diventare un deserto inospitale.

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  5. Scusa Gus, se voi non pubblicare il mio commento.
    Secondo me tu hai capito benissimo cosa volevo intendere io, e non solo io, nell'affermazione che il mio Qualcuno era "distratto"...era distratto perché ha cose ben piu importanti da fare e non distrarsi che "guardare" una peccatrice come me, che tante volte lo ha anche insultato...
    Io sono sicura, lo sento e credo che il mio Qualcuno, anche "distraendosi" dalle mie "magagne" e' sempre con me, mi e' vicino...nel bene e nel male...specialmente nel male, perché dal male che uno ha sopportato, vissuto ed anche soccombendo...mi ha fatto trovare una me, che non conoscevo, e io di dolori, di reparti di medicina e oncologia ne ho, e ne frequento abbastanza. Tanto che la mia vita, e non dirò cosa faccio, e' tutta all'insegna della sofferenza....
    Ti saluto Gus e ti abbraccio, credo che tu abbia capito perfettamente.
    Sono solo una che non segue le "regole" della Chiesa ma per questo non Amo il mio Qualcuno....

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  6. Ma per questo non e' che non amo il mio Qualcuno
    Ho sbagliato nello scrivere, troppo di getto scrivo, il mio cuore mi dice cosi.

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  7. Il Qualcuno che molti chiamano Dio è solo Mistero e si manifesta. L'uomo percepisce la sua Presenza se non ha preconcetti. La mia sensazione è che il Qualcuno ami particolarmente chi ha l'umiltà di definirsi "peccatrice".
    Un abbraccio Fiorella.

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  8. A domani con serenità. Buonanotte Gus.

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  9. L'uomo d'oggi non si pone domande, non segue leggi non gli interessa sapere di come Dio si comporta con lui.Sarebbe tutto migliore se seguissimo l'esempio di come Dio fa con noi?. Fin dall’inizio,Dio,avendo creato l'uomo libero, non ha potuto evitare di permettergli di comportarsi come voleva. «Dio ha avuto la pazienza di dirci “fate da voi”». E cosa ha fatto l’uomo? «La torre di Babele.In una società come questa non si può creare qualcosa di nuovo se non con una testimonianza di vita vera, diversa. È solo una vita diversa e nuova, dentro la vita sociale, che si può rivoluzionare strutture, iniziative, rapporti, insomma tutto.

    Sono giornate frammezzate da serenità e stanchezza. Al termine dell'ultimo temporale (mezz'ora fa) un uccellino ha ripreso la sua melodia. L'ho registrato e così lo posso riascoltare quando voglio. Questo è un momento di vita gioioso.
    Se sorridete, sarò contenta: è per questo che ve l'ho raccontato. Buonaserata Gus. Bacio.

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  10. Dio deve perdonare e per farlo noi dobbiamo sbagliare.
    Elementare Watson.
    Bacio Lucia.

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  11. Se non riESCI a disTINGUE Dio dal Padre che è nei Cieli ... rimarrai sempre SOTTO il LORO GIOGO.

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  12. Dal giogo si capisce con chi parli.
    Non esiste luogo dove non sia Dio.

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    1. Bella RIS...posta!
      Ma tu conosci i DUE GIOGHI e c'OME FUNZIONEno?

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    2. Conosco e spero sempre in un cambiamento.

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    3. Ho capito ... non sai c'OME funzionano.

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    4. Effettivamente, no. Il fatto è che scrivono e io non pubblico e nemmeno leggo. Basta il nick.

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    5. Quel dio è molto riconoscibile.

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  13. Se dovessi provare a "dipingere" la "presenza" di Dio - per come io Lo vivo -, nel mentre canticchierei i versi di questa canzone, che mi regala un'inspiegabile ed immensa felicità ogni volta che la ascolto:

    Tu che sei parte di me
    e lasci fuochi, piccole tracce
    per riportarmi a casa
    Tu che sei parte di me
    Ultima luce, ultima insegna accesa...

    E ogni nuova paura
    alza il fumo negli occhi
    e le parole cominciano male
    E ti riuscissi a dire,
    riuscissi a spiegare
    È solo pelle che inizia a cambiare
    Fuori... c'è una vita intera,
    vuoi perderti?...

    Tu che sei parte di me
    e sciogli i nodi, le resistenze,
    le mie mani chiuse
    Tu che sei parte di me
    e porti sogni e mi fai sorprese
    Tu che sei parte di me...

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    1. Raffigura BENE il rapporto tra ANIMA e SPIRITO.

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  14. Gianna Nannini. Conosco.

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