martedì 28 giugno 2016

Dare il giusto nome a un fatto

 
 

 
 
 

Scienza ed etica, scienza e sentimento religioso, sono binomi sempre spinosi. Francamente il discorso è così complesso che è difficile dare un'opinione. Certo fa tristezza vedere come tutto alla fine finisca sempre nel calderone della politica, dove ognuna delle parti cerca sempre di strumentalizzare e tirare acqua al proprio mulino. Ho letto di recente un romanzo interessante che tramite l'intreccio di un thriller ambientato nella Germania del 1780, poneva degli interrogativi simili, senza però dare giudizi assoluti ma molti spunti di riflessione.
L'etica cambia con il tempo. La morale è immutabile.
Le due cose non riescono ad andare di pari passo.
Basta guardare l'ecografia di un embrione di tre mesi per capire che è una vita che sta nascendo. Questa è la verità, ma è scomoda. Una maggioranza ha stabilito che l'embrione non è vita.
Un referendum ha confermato la legge dello stato sull'aborto.
Nessuno può impedire a una donna di portare a termine una gravidanza indesiderata.
Legge e mentalità della donna si impongono alla verità.
Il numero degli aborti annuali è di circa 250.000.
Una volta l'etica sociale considerava normale la schiavitù.
Oggi non è permessa. La mentalità della società si può cambiare ma nessuno si preoccupa di sensibilizzare le donne sulla gravità dell'aborto. Il significato vero dell'aborto.

 



20 commenti:

  1. Sono contenta tu abbia toccato questo problema: La mentalità della società si può cambiare ma nessuno si preoccupa di sensibilizzare le donne sulla gravità dell'aborto. Il significato vero dell'aborto.
    Mi dissocio sul fatto che nessuno sensibilizza le donne sulla gravità dell’aborto.
    L’aborto è uccidere una vita. Sono nate associazioni a sostegno sia a pro-vita, sia a dare informazioni corrette, delle conseguenze, e a prendersi carico delle difficoltà, che molte donne devono affrontare per portare a compimento la vita che pulsa nel loro grembo.
    Potrei elencartene qui all’infinito, ma sono certa che tu già le conosci, la tua è una provocazione, per tenere acceso il pensiero che sempre dobbiamo avere in difesa dei più deboli e indifesi.
    Sempre sulla cresta dell'onda con i tuoi interessanti post!
    Buona serata, e un evviva per la nostra nazionale!!!
    Ciao.
    Dani

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  2. Parlare dell'aborto è molto triste. Evitare di trovarsi in situazioni senza ritorno.
    Grazie Dani.
    Ciao.

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    1. Guarda questa testimonianza:
      http://www.associazionelatorre.com/2014/04/non-esitate-a-condividere-queste-immagini-il-gesto-di-amore-per-il-piccolo-walter/
      Ciao August.
      Buongiorno!
      Dani

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    2. Il miracolo della vita.
      Grazie Dani.

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  3. Parlavo tempo fa con un'amica la quale cercava di farmi capire che fino a tre mesi non ammazzi nessuno abortendo. Io le ho solo detto: bene, se non ammazzi nessuno, che bisogno c'è di abortire?
    Non ha più replicato.

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  4. La prima testimonianza scritta di aborto risale al 1550 a.C. nel Papiro Ebers.
    Estirpare radici profonde è difficile e l'argomento aborto viene ignorato dai media.

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  5. biSOGNErEBBE ANALizzare minOZIOsaMENTE il XV CAPItolo alla PRIMA DEI CORInzi.
    Ma voi potete solo leggere e non capire, se non AVE TE chi VELO sPIEGA.

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  6. Una società che si scandalizza per gli stupri, i femminicidi, le violenze sui minori (e a ragione) e non si scandalizza dell'uccisione di piccoli futuri uomini e donne, anzi approva questo genere di omicidio in virtù del libero arbitrio, che società è?
    sinforosa

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  7. Rosa, ormai anche lo stupro è routine come i femminicidi. Noi tutti compriamo prodotti di Paesi dove il lavoro minorile è istituzionalizzato.
    Ciao.

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  8. Ciao Gus, capirò se tu non vorrai pubblicare il mio commento, ma come tu ben sai non sono ipocrita e dico sempre quello che penso.
    Io "sostengo" la legge pro aborto, certo e' che bisogna vedere caso per caso e che ogni persona se deve farlo lo faccia con coscienza,
    Io ho deciso per me e' per il mio bambino, ora adulto, cioè anche se avevo un marito che voleva che abortissi, sono andata contro di lui e contro altre cose, molto più gravi fatte da lui in seguito per avere quel frugoletto, anche se ero, e sono convinta che l'aborto sia giusto.
    Un abbraccio, e grazie.

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  9. In fondo l'aborto è un ovulo fecondato da uno spermatozoo che viene distrutto. Una volta si sapeva solo questo, ma ora con le ecografie si vede che a tre mesi c'è un bambino con tutti gli organi. Certo, se lo togli dall'utero della madre non può che morire, ma se lo lasci lì diventerà un neonato. E' una questione non di cuore ma di ragione. Come può affermarsi che impedire che il feto diventi un bambino è un diritto della donna? Si può dire solo grazie a una legge, espressione di una maggioranza, ma irragionevolmente disumana.
    Io e mia moglie abbiamo vissuto questa esperienza. Quando Bruna aspettava il nostro secondo figlio il ginecologo riscontrò che l'utero di mia moglie era fibromatoso e con il crescere del bambino si sarebbe gonfiato e con molte probabilità subito dopo il parto, riducendosi immediatamente, poteva verificarsi un'emorragia fatale. Io e Bruna ci siamo guardati negli occhi che dicevano sì. Ora io chiamo Giuseppe fonte della mia gioia.

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  10. Hai toccato un argomento molto scottante ,ma non bisogna giudicare.
    Buon pomeriggio

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  11. Si chiama giudizio di valore. Si valuta il fatto e non la persona. E' un atto d'amore.

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  12. Cettina, Il non giudicare nessuno vuol dire accogliere tutti.
    Senza identificare il non giudicare con la parola accogliere,
    ci sarebbe un equivoco perché, quanto a giudicare, dobbiamo giudicare.
    Ma non possiamo giudicare la persona, la persona viene accolta, giudichiamo un atto: "un atto così è sbagliato".
    Dicendo "tu hai compiuto un atto sbagliato", perché per giudicare la persona entrano infiniti fattori a noi sconosciuti.
    Certo, il mondo giudica la persona perché fissa la perfezione
    in valori che costituiscono il tornaconto per sé, e ha interesse, quindi, a eliminare le persone che cadono sotto i segmenti di giudizio in cui fissa la perfezione.

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  13. Prima di avere i miei bambini, riuscivo a discutere di aborto; dopo non ci sono più riuscita. Prima di avere i miei bambini dicevo, no no, io faró tutto quello che c'è da fare e se alla amniocentesi verrà fuori che vi sono cose strane, valuteró la soluzione adatta: dopo il test di gravidanza e in entrambi i casi (33 e 36 anni) non ne ho neppure voluto sentire di esami pre-natali; e inorridivo quando negli studi ginecologici mi imbattevo in quelle donne in sosta per farsi bucare la pancia e desiderose di figli perfetti: come se la perfezione fisica fosse un assolutismo imprenscindibile da qualsiasi altro fattore.

    Una volta chiesi ad una: ma se, poniamo, tuo figlio nasce sano, anzi, sanissimo, e poi a tre anni ha un incidente e perde alcune delle sue capacità cognitive, tu che fai, lo butti via?

    E lei: no... ma che c'entra... è già nato...

    Mi è scesa giù una tristezza che quasi piangevo. Ma avevo il pancione e gli ormoni ballerini, nessuno ci ha fatto caso. In verità, nessuno presta caso più a quanto possa essere aberrante il lavorio di selezione accanita che l'uomo ha messo in atto già da un pezzo.

    Quel magone non mi ha mai più mollato. Ogni giorno guardo i miei bambini e mi sento graziata da un miracolo infinito: li bacio e dico loro, ma da dove venite, come ho fatto senza di voi prima... Poi il pensiero corre a tutti quei genitori che lottano per la salute dei loro figli o a quelli che se ne sono sbarazzati ancora prima che nascessero, e personalmente mi sento in una terra di mezzo, come una dai poteri straordinari che vede e che sente cose che pochi altri riescono a scorgere.

    Tuttavia, se la legge per l'aborto puó frenare tutti quegli sciacalli che da tempo immemore lucrano su una vita che ha deciso di ucciderne un'altra, allora ben venga: prima sconfiggiamo l'aborto clandestino e dopo si puó tentare di illuminare gli animi sul vero senso della vita lottando contro l'aborto legale: una battaglia alla luce del sole è forse meno impervia di quella combattuta nel cuore della notte.

    Serena nottata,

    Regina

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  14. Leggo solo ora il tuo commento. Peccato, se lo avessi fatto ieri sera prima di addormentarmi la notte sarebbe stata sicuramente serena.
    Ciao Regina.

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    1. Ti serve per stanotte

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    2. Ho passato una brutta notte. Tre risvegli con passeggiate nel balcone per rinfrescarmi.

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