domenica 22 marzo 2015

Un pensiero di Rino Cammilleri

 
 
 
 

Diceva Petrolini che siamo dei pacchi che l’ostetrico consegna al becchino.
Nel tragitto percorso dai pacchi suddetti la mentalità corrente ha inserito un obbligo cogente che aggrava la situazione: la «vita» deve essere di «qualità», sennò non la vogliamo. La minaccia dell’anticipata consegna al necroforo del pacco di qualità inferiore a quella pattuita non è altro che la forma estrema di quell’infantilismo che ha cominciato a contagiare il pianeta nel Sessantotto.
Ricorda infatti il ricatto sentimentale del bambino capriccioso di fronte al papà: se non fai quello che voglio, non mangio. Sottinteso: mi faccio del male per farti soffrire, giacché so che a me tieni.
Forse non a caso la pratica degli scioperi della fame è una forma di protesta cominciata proprio col Sessantotto. Il problema è di definizioni: cosa vuol dire «qualità della vita»?
So già che i più credono di saper rispondere a questa domanda, ma la questione è più sottile. Ai tempi della filosofia scolastica l’arte della definizione era considerata di somma importanza e necessariamente propedeutica a ogni ragionamento.
Se non ci si metteva preventivamente d’accordo sulle definizioni si rischiava il parlare a vanvera, il dialogo fra sordi, l’equivoco. Infatti, «definire» vuol dire letteralmente «mettere dei confini», «delimitare».
Solo dopo essersi accordati su quel che una cosa è e su quel che non è si può cominciare a dialogare, dibattere, discutere. Invece, la fondamentalissima «qualità della vita» rimane ancora nel vago; tutti credono di sapere in cosa consista ma un’indagine approfondita rivelerebbe una variegata panoplia di opinioni. Certo, se si tratta di un malato senza speranza e che magari soffre atrocemente, allora è facile. Ma, a ben pensarci, un obeso, un povero, uno sfortunato cronico, un brutto, un antipatico si può dire che abbiano una «qualità della vita» tale da renderli contenti?
 
 
 
 

 

 


56 commenti:

  1. Ma c'entra qualcosa Rino Cammilleri con Andrea Camilleri?!

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    1. In questo comMENTO c'è tutto il suo LI'VELLO di conTEniTORE vuoto.

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  2. Brutta notizia oggi. Marilena de Il mio blog in uno zaino se ne è andata. L'ho conosciuta, assieme a mia moglie, nella sua Bologna. Una persona speciale. Spero mi dia un'occhiata da lassù. Anzi no, ne sono certo.

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    1. A che ORA? Ora capisco quel SEGNO, anzi più di UNO.
      Però nel tuo comMENTO trasPARE troppa IRoniA.
      Di certo E' una PERSONA che è riUSCITA a riempire il SUO ZAINO di PIENEZZA di VITA.
      Un'ATRA PERSONA che nel PRIVATO sapeva riCONOSCERMI, come mi riCONOBBE il BISestile.

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    2. Fra, e pensare che giusto l'altro giorno ne parlavi. Ti abbraccio

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    3. Una preghiera per Marilena.
      Giorni fa ho visto il suo blog e i post non erano aggiornati.
      Sorella Morte prima o poi passa per tutti.

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    4. Come sei "gélido" Io non ho presente Marilena. Mi spiace davvero:

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    5. Il cuore soffre ma la ragione mi porta alla riflessione.

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    6. Quale ragione?
      Sputa il rospo!

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    7. Vangelo Gv 12,20-33

      Dal vangelo secondo Giovanni

      In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
      Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
      Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
      Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
      La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

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    8. MELA sPIEGHI a parole tue?

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    9. La Morte è il passaggio obbligato per il ritorno al Padre.
      Non accettare questa verità significa non credere in Dio.

      "Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna".

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    10. Non PROPRIAMENTE si ritorna al Padre. AdDio SI CURA mente!
      Gv 20,17.
      Ma tu non hai ancora di VISO il SIGNORE di questo mondo da un semplice Dio che lavora senza S.O.S.OSTA per VAGLIARCI.
      Essere GELIDI più di CHI lascia questo mondo, ma non questa TERRA, in poche parole quest'ultimo ancora CALDO e non ancora corROTTO nel corpo ... non ti SALVA. Per questo non sopporto i TEOlogi che pensano che rispettando le LEGGI di MOSE' SI ANO salWATER.
      SEI CHIUSO, come un GABINETTO PUBBLICO.
      SPUZZI di arROGANZA.
      Quando farai il preCETTO la QUALUNQUE ... ricordati di questo.
      E mettiti d'a.C.cordo con la PENA.
      LO SAI perché ti dico questo?

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    11. La salvezza nostra dipende solo dalla Misericordia di Dio.
      Di Giovanni Battista ,dopo aver detto che è il più grande dei profeti, disse che l'ultimo del Regno dei cieli viene prima di lui.

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    12. apPUNTO! Non ti fa meditare questo modo troppo austero di vita per poter GIU'dicare e non venir A.T.taccato?
      T.V.B.
      cioè Tutto Va Bene.

      cOSA ti sembra questo?
      Gli avrANNO toccato il Ser Pente?

      TUtTI scandalizzi troppo e non sai che proprio in certi INDI-VI-DEI si nasconde sempre il SIGNORE.

      https://www.youtube.com/watch?v=21OMjcTzq4I

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    13. Gesù piange quando gli dicono della morte di Lazzaro. Piange per la sofferenza degli uomini.
      Io ho parlato di cuore, cioè di affettività che ci porta a una condivisione del dolore delle persone che perdono una persona cara.
      La ragione però sa che la morte può anche essere solo un passaggio per la vita vera.

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    14. Non ci SI AMO PROprIO.
      Studia MEGLIO e LEGGI BENE:
      Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei (non lui, vedi come si era posto verso quella malattia che non portava alla morte), si commosse profondamente, si turbò (nel senso che si preoccupò percependo cosa potevano avergli FATTO) e disse: "DOVE l'AVETE POSTo?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!". Gesù scoppiò in pianto (a vedere il SEPOLCRO BEN CHIUSO, che farebbe morire asfisiato anche un moribondo). Dissero allora i Giudei: "Vedi come lo amava!" (in quale modo?). Ma alcuni di loro dissero: "Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?" (in che senso? Di ravVEDERSI da quella MALATTIA?).
      Il di PIU' lo devi cercare tu tra le PAROLE.

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    15. Pietro, prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte.
      Quindi Gesù è a conoscenza di quello che è accaduto a Lazzaro.
      Non piange per Lazzaro ma per la sofferenza umana.

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    16. Non capisco cosa intendi per sofferenza umana.
      Vuoi dire miseria, pochezza ... NON mi vengono altri termini.

      All'ORA non mi venire a dire che la colpa dell'arresto di Gesù è nel tradimento di Giuda. Gesù sapeva già tutto e aiutò anche le guardie a farsi prendere:
      Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: "Chi cercate?". Gli risposero: "Gesù, il Nazareno". Disse loro Gesù: "IO SONO!". Vi era là con loro anche Giuda, il traditore.
      Appena disse "YHWH", indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: "Chi cercate?". Risposero: "Gesù, il Nazareno". Gesù replicò: "Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano".

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    17. E' mai possibile che debba spiegarti la sofferenza umana?

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    18. sFORZATI è semplice.

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    19. Per me è tutto chiaro. Sei tu che devi sforzarti e abbandonare quella tesi strampalata delle lacrime di Gesù. Gesù piange per la sofferenza di Maria e degli amici di Lazzaro che poi è la costante sofferenza di chi subisce la perdita di un affetto caro. Gesù piange perché noi siamo sottoposti a Giudizio, Gesù piange per l'influenza del Male verso di noi. Gesù ci ama tanto che sale sulla Croce per liberarci dal peccato e scende agli Inferi a per liberare le anime imprigionate dal peccato originale.

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    20. 0K, zero killed. Non sei tu a poter cambiare in ME quello che IO ho VISTO, SENTITO e VISSUTO, compresa la dipartita di chi come te voleva nascondere le lacrime ... sentendosi nel GIU'STO'.
      C'è stata anche chi ha OFFeso quella PERSONA trasPARENTE nel VIRTUALE, in cerca di un REALE che non riTROVAVA.
      Serberò nel MIO CUORE tutto queste COSE che mi AVETE DETTO per poterle poi RI-METTER-VELE al MOMENTO FISSATO.

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    21. Angelo, io nascondo le lacrime, è proprio che non riesco a piangere. E poi l'ho fatto anche per i miei figli per dare l'esempio di accettare il dolore per la madre persa.

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    22. "Non sei tu a poter cambiare in ME quello che IO ho VISTO, SENTITO e VISSUTO".

      Praticamente hai visto, sentito e vissuto i momenti della morte di Lazzaro.
      Ti rendi conto della gravità di quello che hai scritto?

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    23. La risposta è andata persa ed è meglio così.
      Non cercarmi.
      Hai profetizzato BENE.

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    24. Angelo, sull'episodio del pianto di Gesù mi sembra che i Vangeli non diano spiegazioni. A questo punto quello che penso io non è un fatto oggettivo, ma soggettivo. Tu hai altre opinioni, come se Qualcuno te lo avesse rivelato, e questo mi sorprende.

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    25. Chi ti ha detto di correggere il TIRO? Lo sai che IO SONO un provocatore fino a dichiarare CHI OSPITO e chissà un GIORNO conFONDERMI con LUI. Io non temo i vostri GIU'diZII, anzi sono qui per questo. Per farvi notare le vostre CONTRAdDIZIONI.
      Stai A.T.TENTO che anche se fossi un PAZZO, ti ricordo che sono sempre un A.T.TREzzo nelle SUE MANI. E per quanto io possa decidere lo lascio FARE e dire, per poi GODERNE le conseguenze.
      Potrei dire ANCHE che ho VISTO, SENTITO e VISSUTO qualcosa di SIMILE,masai con gli ANGELI non sai mai distinguere tra sogno o realtà.
      Chiedo il vostro aiuto per questo che VIVE in me da oltre un decennio ora MAI.
      Comunque non mi tiro indietro ed esagero, visto che TU hai voluto correggere il TIRO nei miei confronti.
      Basterebbe conoscere a BRACCIO le scritture e i FATTI che le hanno conPOSTe per capire CHI dovete A.S.PETTARE. Ciò E' coLUI che VIENE sempre come è VENUTO per poi ritornare in CIELO.
      Tu sai perché nel presepe c'è il bue? L'asino di GIU'-SEPPE si potrebbe inTUire, ma il BUE? (non una mucca o un toro) Dov'è scritto?

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    26. Ho corretto il tiro perché il pianto di Gesù, il motivo del pianto di Gesù, non è scritto nei Vangeli e quindi la mia è un'opinione che vale meno della tua che è sorretta da questa affermazione: "Ho visto, sentito e vissuto".

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    27. Giovanni 11

      1 Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2 Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3 Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».
      4 All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5 Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. 6 Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8 I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». 9 Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». 11 Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo». 12 Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s'è addormentato, guarirà». 13 Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15 e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». 16 Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
      17 Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia 19 e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. 20 Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22 Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». 27 Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
      28 Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29 Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31 Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». 32 Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33 Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: 34 «Dove l'avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35 Gesù scoppiò in pianto.

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    28. Però rimane la TUA OFFesa in quella PAROLA "GRAVITA'". La convertiamo in A.T.TRAZIONE terrestre?

      Gesù PIANGE quando capisce che lo hanno sePELLIto ... ancora VIVO?
      Perché non ne parlano gli altri evanGELIsti?

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    29. Ho riportato il brano del Vangelo di Giovanni. Mi fermo su quello che ho letto senza aggiungere una mia opinione. Non ho letto che Lazzaro è stato seppellito vivo e non so perché non ne parlano gli altri evangelisti.
      Prendo atto, senza commentare, delle tue deduzioni.

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  3. Ho trovato Camilleri che non può essere Cammilleri.

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  4. Franco. Ho ritrovato l'autore:

    http://www.rinocammilleri.com/2003/12/qualita-della-vita/

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  5. Ma a quale ANDREA ti riFERISCI?
    Al fratello di PETRO?

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    1. L'Andrea di Montalbano. L'altro non lo conosco.

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    2. Il Rino Cammilleri del romanzo IO E IL DIAVOLO sulla Vita di Sant'Antonio da Padova?

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  6. "La qualità della vita"? Non leggo il link che hai messo, perchè per me la qualità della vita è la vita stessa così come si presenta, così come la viviamo.
    Altrimenti come posso sognare di camminare sulle strade di Gerusalemme, donare a Gesù il mio giogo che Lui purificherà e farà feconda ogni gioia.

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    1. Il link si legge ma è inutile perché altro non è che il post.

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  7. 36 Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». 37 Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».
    38 Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. 39 Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». 40 Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43 E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
    45 Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. 46 Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. 47 Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. 48 Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». 49 Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla 50 e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». 51 Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione 52 e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. 53 Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
    54 Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli.
    55 Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 56 Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?». 57 Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché essi potessero prenderlo.

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    1. «Slegatelo e lasciatelo andare».
      Poi perché i GIU'DEI erano venuti da Maria e non da Lazzaro o da Marta?
      Perché decidono di uccidere Gesù e di ritentare con Lazzaro?
      La VERITA' non posso dirTELA qui sFACCIAtaMENTE. Non ti sento pronto.
      Gv 12,10

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  8. Libero di rimanere nel mistero, come chi preferisce l'adorazione eucaristica invece di assistere la madre malata.
    Chi ha avuto il VERO incontro con il CROCIFISSO VIVENTE non si a.C.conTEnta di filosofeggiare, più o meno, con parole e terne.
    La malattia di chi aveva avuto mariti ma non proprio era una normalità per i Romani e non avrebbero mai messo a morte uno come tanti ... ancora adESSO.
    Per questo temevano che i romani, sapendo quello che avevano fatto su Lazzaro, per funzione della LEGGE, li avrebbero puniti distruggendo il Tempio. Che poi hanno fatto in un'epoca dopo.
    Anche per far mettere a morte Gesù usarono due VERITA'. Una per convincere i romani che era un individuo pericoloso per Roma e l'altra per convincere chi si era invaghito del suo modo di fare.
    C'è molta ipocrisia in questa MATERia corruttibile e che SPUZZA di giudizi di parte e MAI approfondendo la MALATTIA a vantaggio del malato.
    Vabbè, TUTTO questo non serve CONOSCERE se poi UNO si sente forte nel suo cammino. La VERITA' è che si comincia a VEDERE le COSE del MONDO in una prospettiva diVERSA quando senti quelle PIAGHE su di te.

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    1. http://www.laparola.net/testo.php?versioni%5B%5D=Commentario&riferimento=Giovanni11

      Ho letto il commento al Vangelo di Giovanni. Ci sono spiegazioni che possono definirsi accettabili.

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    2. Chi decide l'a.C.cett'ABILITA' di qualcosa che nel riportarlo alla LUCE a fatti compiuti potrebbe essere stato inQUInato da tanto amore per CHI non è pronto a CONOSCERE la VERITA'.
      Ci sono studi che dimostrano che Maria di Magdala è la stessa di Betania, ma TELO riDICO ... non serve ad acquisire PIU' FEDE ma a PROVARE in cosa veramente crediamo ... anche senza un Dio.
      Per riconoscerlo VERO DIO, quel GESU', lo si deve INNAnziTUTTO riconoscerlo VERO UOMO.
      Ma dovera il discepolo maschio SOTTO la croce in Gv 19,25?

      Caro AMICO MIO, per amore si arriva a disubbidire LO SPOSO SPIRITUALE, anche nel ritornare a vestirsi da donna per essere vicina a CHI AMAVA da subito IN SPIRITO e non nella CARNE. Bisogna conoscere TUTTA la STORIA in quella CASA in Betania.
      La stizza di Marta che rimproverava CHI decideva a modo suo se fare il MASCHIO di CASA per non lavorare da schiave O fare il puttanone ... con il compiacimento degli ANZIANI Farisei che messi diFRONTE alla VERITA' non se la sentirono di lapidarla quando comincio a smettere di seguire gli istinti carnali ma quella PARTE MIGLIORE che il CRISTO viene a FARCI conoscere. La VERA VITA che non teme la MORTE della CARNE ma quella dello SPIRITO.

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    3. Al fondo di ogni vera grande cultura umana,
      come al fondo di ogni vera opera d'arte
      o di ogni vera filosofia, c'è sempre una
      intuizione creativa, che si sottopone al rigore di un
      metodo.
      L'accettabilità è sottoposto al rigore di un metodo.

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    4. S.O.S.tiTUiREI:
      "Al fondo" con "Nel PRO-fondo";
      "cultura" con "esperienza";
      ELiMINE-REI "opera d'arte" (trova un altro TER-MINE);
      "filosofia" ci può stare se PARA-GOgNATA al PEN-SIERO;
      al POSTo di "intuizione creativa" ci metteREI: "proSPETTIva REALizzativa";
      Il RESTO, cioè l'AZIONE, può andare ma sempre perFEZIONAndo il MEtodo e di conseguenza il RIGORE.

      Un po' come quando si dà una BOTTA alla BOTTE e una al CERCHIO.

      Ma è un PAR ERE MIO, non tuo.

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    5. Soprattutto cambiare cultura con esperienza rappresenta bene il tuo mondo.

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    6. Sono un CAFONE e conosco BENE la TERRA.
      La CULTURA UMANA dovrebbe essere FIGLIA dell'ESPERIENZA A.T.traVERSO la STORIA, ma da buon CONTAdino di dico: "Tu pensa alla CUL-TUrA e al CULmio ci pensa d'IO".

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    7. Una cultura senza agganci con esperienze di vita è tremendamente arida.

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  9. 'Diceva Petrolini che siamo dei pacchi che l’ostetrico consegna al becchino'
    E non c'è neanche scritto "maneggiare con cura" oppure "fragile".
    Cristiana

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    1. Nel tragitto percorso dai pacchi suddetti la mentalità corrente ha inserito un obbligo cogente che aggrava la situazione: la «vita» deve essere di «qualità», sennò non la vogliamo.
      Ciao Cristiana.

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la paranoia è un disturbo della personalità