mercoledì 25 marzo 2015

L'intuizione creativa

 
 
 

 
 

Al fondo di ogni vera grande cultura umana,

come al fondo di ogni vera opera d'arte

o di ogni vera filosofia, c'è sempre una

intuizione creativa, che si sottopone al rigore di un 

metodo.

Un affronto che dimentichi l'importanza del rigore

è sentimentale, ma una cultura che censuri

programmaticamente l'intuizione originaria è

astratta.

In qualche modo l'inizio dell'atteggiamento culturale

dei cristiani è delineato dalla esortazione di

San Pietro a "rendere ragione della speranza che è in voi".

Questo suppone una interrogazione che parte dal mondo 

e raggiunge il cristiano.

Per "rendere ragione" è necessario

prima di tutto che la speranza sia così evidente

da colpire gli osservatori,

costituire per essi un incontro e costringerli a

domandare.

 

 


30 commenti:

  1. Angelo, quando Gesù ha pianto, piangeva anche il Padre?

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    1. SOPRAtTUTO, ma non lo facEVA vedERE per NASCOndERE la VERITA', in CIELO così come in TERRA.

      Quel MASCALZONE del CIELO ha FATTO piangere TUTTO il CIELO.
      Nella PARAbola del Figliuol PROdigo c'è racchiusa un'altra VERITA' e nel Padre trasPARE una specie di richiesta di PER-DONO, come nel figlio la MISERICORDIA verso il PADRE per non lasciarlo nelle MANI del fratello.

      GUS, gus, perché non riesci a VEDERE queste VERITA'?
      Non le hai mai vissute?

      Perché mi fai domande in POSTi dove non ho comMENTATO e per questo non ricEVO NOTI-FICHE?

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    2. Mi interessava conoscere la tua opinione. Il Mistero della Santissima Trinità a volte mi mette a disagio.

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    3. Gesù piange SU Gerusalemme quando la scORGE.
      Cosa ti TURBA nella SS.TRInETA'?
      Un Figlio non può SUPERARE il Padre con l'aiuto della MADRE?
      Perché i FIGLI che dovrebbero essere il FRUTTO di quell'A-MORE non riESCONO a FARLO riFIORIRE?

      Ti ricordo che SULLA CROCE MUORE il PADRE e non il FIGLIO che viene RIconSEGNATO alla MADRE.

      Tutti i DOGNI svelano quel che non è PIU' MISTER 0, ma la Chiesa lascia ai propri FIGLI la libertà del PERrCORSO.

      OGGI nella TRADIZIONE della MIA TERRA esce la MADONNA NERA in CERCA del FIGLIO che HA DECISO di far piangere LEI e il PADRE!

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  2. Il pensiero di Debord sviluppa essenzialmente i concetti di alienazione e reificazione, già centrali nelle riflessioni di Karl Marx, ma reinterpretati alla luce delle trasformazioni della società europea nel secondo dopoguerra. Lo sviluppo dell'economia nell'età contemporanea, con l'emergere dei nuovi fenomeni sociali del consumismo e della centralità dei mass media, avrebbe segnato infatti una nuova fase nella storia dell'oppressione della società capitalista. La prima fase del dominio dell'economia sulla vita sociale aveva determinato nella definizione di ogni realizzazione umana un’evidente degradazione dell’essere umano. La fase presente dell’occupazione totale della vita sociale da parte dei risultati accumulati dall’economia conduce a uno slittamento generalizzato dell’avere e nell’apparire, da cui ogni avere effettivo deve trarre il suo prestigio immediato e la sua funzione ultima.
    Ciò che aliena l'uomo, ciò che lo allontana dal libero sviluppo delle sue facoltà naturali non è più, come accadeva ai tempi di Marx, l'oppressione diretta del padrone ed il feticismo delle merci, bensì è lo spettacolo, che Debord identifica come un rapporto sociale fra individui mediato dalle immagini.
    Una forma di assoggettamento psicologico totale, in cui ogni singolo individuo è isolato dagli altri ed assiste nella più totale passività alla disgregazione del proprio io.
    Lo spettacolo, di cui i mass media sono solo una delle molte espressioni, è parte fondante della società contemporanea, ed è responsabile della perdita della creatività umana.

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  3. Un allievo non fa che ripetere non

    la stessa risonanza ma un miserabile

    ricalco del pensiero del maestro;

    quando l'allievo non è che un allievo, fosse pure il più grande

    degli allievi,

    non genererà mai nulla.

    Un allievo comincia diventa creativo quando introduce egli stesso

    una risonanza nuova, cioè nella misura in cui non è allievo.

    Non che non si debba avere un maestro, ma uno

    deve discendere dall'altro per le vie normali

    della figliolanza, non per le vie scolastiche della

    discepolanza.

    E' il dramma dei cattolici, dalla più piccola comunità

    fino alla Chiesa.

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    1. Gesù non sceglie i 12 per mandarli al POSTo SUO, ma li sceglie per farsi aiutare in quella ESALTAZIONE dello SPIRITO a discapito della corrotta CARNE.

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  4. Caro amico Gus, già mio compagno di banco alla scuola. Ricordi quando copiavo il tuo compito in classe di francese e tu prendevi 7 e io 8?
    Dopo tanti anni voglio dirtelo. Rileggevo, correggendo qualche tuo errore, senza dirti niente.
    Essì, io ero un creativo. Un creativo imbroglione.

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    1. Il CREAtTIVO è sempre un imbroglione fino a quando non lo si smaschera.
      Tra furbizia e sapienza c'è la stessa differenza tra egoismo e altruismo. Per questo è necessario VINCERE il MONDO che si mantiene ancor adESSO con le LEGGI del più FORTE.

      Come può uno riuscire a correggere un compito che non sapeva fare?

      A chi sei figlio?
      SEI un raccomandato?

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    2. Io ero più bravo, ma distratto, oltre ad essere frettoloso. Non rileggevo il compito per consegnarlo subito al professore. L'amico rileggeva e trovava qualche accento sbagliato.
      Per me creativo è uno che da un concetto riesce a tirare fuori qualcosa di nuovo.

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    3. Io ce l'avrei il nome di un creativo ma meglio che non te lo dico.. ihih..

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  5. Non vado per filosofia. Non pongo domande. Osservo.
    La creatività: non so come esprimermi, ad esempio: se vado al mare, sulla spiaggia cerco tutto ciò che mi può interessare. Un vetro di mare: un pezzo di bottiglia che il mare leviga fino a farlo diventare una pietra "preziosa" che io raccolgo. Ho raccolto un sasso, liscio, levigato, a forma d'uovo: bellissimo. Le cose belle non si possono nascondere. Nella mia 500 blu, sotto al mio sedile, c'era un sasso grosso e pesante, beh, insomma, non poi così tanto, a forma di cuore. L'ho persino usato in un offertorio.....(C'è ancora da qualche parte, forse in cantina)
    Basta altrimenti capiresti che basta una foglia di lavanda a donarmi gioia che poi mi si attacca addosso e vorrei tenerla per sempre, magari nei miei libri.....
    Sai che ci vogliono quattro abbracci al giorno per sopravvivere, otto per vivere e dodici per crescere....tu basta eh , non vorrai crescere ancora, ma io.....Oggi ne ho ricevuto uno: tristezza infinita. Ho chiacchierato troppo e magari ti ho annoiato. Perdono e otto abbracci. Buonanotte Gus.

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  6. rendere ragione alla speranza...
    o meglio: si rende evidente che abbiamo bisogno di una speranza, anche più di una...
    ma nulla accade senza causa?!...e con o senza di una ragione approfondita nella conoscenza dei fatti"...?
    Ciao Gus.

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    1. Leopardi nel "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia", scrive: "Gli astri che girano, le stelle che sono in moto...tutto è in moto: a che pro?". E noi sappiamo la risposta: " Per la Gloria di Dio". Questo significa rendere testimonianza alla Speranza.
      Ciao Silvi.

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  7. Solo la speranza non può dare a noi tutto ciò che ci è stato tolto.
    Ci vogliono energie vitali per un passaggio che io oggi non ho.
    ...tutte le illusioni sono affondate.
    Tanti sono i motivi di preoccupazione, inquietudine, ma solo quando guardo il volto di lei.
    Cosa succederà quando una prospettiva diversa sarà impossibile?
    .... come potrei ancora guardarti in un altra vita che non mi somiglia,
    non presa a prestito e nemmeno garantita... NO!
    No, grazie, non sono più affamata di speranze, ma è l'unica possibilità.....
    la tensione di un cambiamento urla: deve sentirsi forte!
    Sono ancora viva, mi basta!
    Sarà una scelta , solo mia, dare un senso sufficiente ...!

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    1. Tutti noi abbiamo inquietudini, ma all'improvviso arriva una carezza che ti toglie gli affanni. Nel discorso cristiano che incomincia con la parola fede vien fuori un frutto che si chiama speranza, il cui contenuto è la gloria di Dio. Forti di tale speranza diventiamo ripieni di sicurezza.

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  8. ho aperto un altro blog su weebly. riuscirò a commentare qui? E' possibile che quando apro il mio vecchio blog (anche dopo mezzanotte) per togliere i post arriva solo dopo un minuto, ripeto UN solo minuto il solito Macintosh ?

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    1. Qui si può commentare solo con l'account Google.
      Non conosco Macintosh.

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  9. E' un pc che conosce il mio sistema operativo. arriverà anche la'?
    Notte!

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  11. ''Al fondo di ogni vera grande cultura umana,
    come al fondo di ogni vera opera d'arte
    o di ogni vera filosofia, c'è sempre una
    intuizione creativa, che si sottopone al rigore di un
    metodo.''

    Immagino che dipenda da quanto sia rigoroso il metodo. A volte è solo una scusa per giustificare la non creatività. A volte la creatività è solo una scusa per nascondere la mancanza di metodo.

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  12. L'intuizione creativa a volte è già un nuovo metodo che supera il precedente.
    Ciao.

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  13. la speranza senza fede è solo sofferenza se poi non si hanno riscontri... ma credere in un Padre celeste e invocare lo spirito santo ci rende poi testimoni della sua presenza

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  14. Bisogna che diventiamo poveri, ossia certi di alcune grandi cose.
    Il povero è chi è certo di alcune grandi cose, per cui costruisce una cattedrale, anche se vive in una catapecchia, essendo così cento volte più uomo di chi ha come orizzonte ultimo un appartamento confortevole.
    Perché essere poveri è essere certi?
    Perché la certezza implica l'abbandono e il superamento di sé. " Sono piccolo, sono niente, la cosa vera e grande è un'Altra".
    Secondo l'economia la povertà è la mancanza di un reddito, di una proprietà, di un bene.
    Non c'è un automatismo che ti fa passare dalla povertà economica alla Fede, anzi la povertà può incattivirti, spingerti a rubare, oppure prostituirti.
    La teologia dà un concetto diverso alla povertà, cioè l'abbandono e il superamento di sé e la certezza di un Altro. La povertà è un amore non verso se stesso ma diretto a raggiungere un altro. La povertà è un corollario della Speranza. Se non diventi povero (l'abbandono e il superamento di sé) non puoi sperare. La Speranza di un uomo è che la sua Fede giunga a compimento. Ma per sperare devi avere la certezza su una cosa presente. La Speranza come certezza in una cosa futura poggia su tutto il passato cristiano, poggia su tutta la memoria cristiana, poggia su tutta la certezza di quella Presenza che è incominciata duemila anni fa ed è arrivata fino a te. Se non c'è puoi solo dar spazio all'immaginazione.
    "Domani vinco al lotto è divento ricchissimo". Le esigenze del cuore pretendono di essere esaudite. Siccome l'uomo non ha la forza di realizzarle, di raggiungere cioè il traguardo che esse fanno prevedere, l'uomo dà forma a questa pretesa secondo il volto, secondo la consistenza fragile e ultimamente illusoria che si chiama sogno. Il cuore dell'uomo sogna, dà una forma positiva al suo cammino. Ma il sogno del cuore dell'uomo non può sostenere le ragioni di una certezza, della certezza che le esigenze siano esaudite.

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