venerdì, gennaio 28, 2022

Una evidente apatia

 


I giovani oggi non hanno futuro (almeno nel nostro Paese) non hanno speranze, non hanno neanche il sacro fuoco legato al desiderio di cambiare le cose perché sono già scafati e rassegnati soprattutto al fatto che le cose non possano cambiare. Molti di questi giovani provano rabbia, frustrazione, insicurezze e molti altri si adeguano alla società attuale vivacchiando, lasciandosi sedurre prima e convincere definitivamente poi, che la felicità è avere tutto e subito. La voglia di autenticità viene frustrata irrimediabilmente. Io credo che ai ragazzi vada restituito un po' di tempo. Un po' di tempo per riflettere, per pensare a se stessi, per capire gli altri. Oggi i ragazzi non hanno tempo. Devono fare tutto: studiare, sport, una disciplina (musica, danza). Colpa anche dei genitori che li devono esibire "come trofei". Restituiamo ai giovani il tempo. Diamo il tempo di crescere, ai ragazzi, diamo il tempo di maturare. Poi tutto giusto sul fatto che la nostra società sia troppo individualista (infatti il giovane oggi deve fare tutto...deve fare tutto lui, scuola, calcio, musica) e affetta da consumismo a volte sfrenato. La realtà virtuale apre nuove strade alla creatività e all’educazione, rimettendo anche in discussione le forme tradizionali di comunicazione, con serie implicazioni antropologiche. La città moderna è relativista: tutto è legittimo, e possiamo cadere nella tentazione di credere che, per non discriminare, per includere tutti, a volte dobbiamo relativizzare la Verità. Ma questo non è giusto. Dobbiamo smettere di nascondere il dolore delle nostre perdite e assumerci la responsabilità dei nostri crimini, della nostra apatia e delle nostre bugie, perché soltanto attraverso una riconciliazione riparatrice saremo uomini nuovi e, in questo modo, non avremo più paura di noi stessi. Aggiungerei che manca anche l’attesa, sembra una sciocchezza ma in realtà il saper attendere favorisce l’immaginazione, la fantasia, l’introspezione, la riflessione, la speranza. Oggigiorno, abituati fin da piccoli a veder realizzato immediatamente ogni più piccolo desiderio/richiesta, non ci si allena a questo bellissimo e utile stato dell’animo. Saper attendere è una di quelle qualità che stanno scomparendo fra le nuove generazioni, peccato. A ognuno le proprie responsabilità. I giovani di oggi non conoscono la vera dignità personale, quel filo sottile, troppo psicologico, troppo dipendente e non si ritrovano più, fanno fatica ad aggrapparsi alle responsabilità per ottenere la fiducia nelle proprie decisioni, nelle proprie capacità... in loro vive la paura di questo mondo instabile. Credere in se stessi è amarsi con coraggio affrontando il futuro che nemmeno il "potere" potrebbe distruggere guadagnando così un valore aggiunto.

31 commenti:

  1. Immagine:

    Possible ricerca correlata: sin motivacion en la vida.

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  2. A loro difesa occorre dire che quello di oggi è un mondo difficile e in special modo la vita l0 è nostro paese. Tanti dei nostri ragazzi emigrano alla ricerca di un lavoro e di un futuro più certo e definibile. Un saluto e un abbraccio Gus.

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    1. Il problema è che si disinteressano della vita dell'Italia, in particolare non si vedono ragazzi impegnati in politica o nel sindacato.
      Sono completamente assenti.

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    2. Non impegnarsi in questa politica, nota di merito.

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    3. L'impegno consiste proprio nel partecipare per cambiare.

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    4. Per cambiare questi guitti dobbiamo NON votarli in massa. Astensione totale: tutti a casa. E' l'unica.

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    5. L'astensione è già alta e non è un sintomo buono di democrazia.
      Le liste dei parti ci sono. Non puoi impedire che i candidati e i parenti si votano indisturbati.

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  3. Concordo su tutto quello che hai scritto. Hai detto una cosa giustissima, ai giovani manca il tempo. Vogliono tutto e subito senza capire di cosa hanno veramente bisogno. Non hanno più il tempo di sognare, di porsi obiettivi. Ottengono subito quello che vogliono e paradossalmente sono sempre insoddisfatti.

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    1. A me preoccupa il mancato impegno nella politica. Non conoscono i partiti e molti non vanno nemmeno a votare.
      Sono sfiduciati e quindi incapaci di un cambiamento sociale, politico ed economico.

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  4. I giovani in Italia sono troppo viziati ,sono troppo attaccati alla bella vita e ai soldi.

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    1. Viziati, quelli che se lo possono permettere.
      Anche il consumo di droghe pesanti è in aumento.

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    3. Troppo spazio ai figli rovinano i ragazzi.

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    4. Personalmente non sono molto fiduciosa.I giovani di oggi sono molto superficiali e poco sensibili. "Le nuove generazioni non sono certo una garanzia per il futuro, sono svogliati, pigri, vuoti di ideali e privi di valori"....a parte qualche eccezione.
      Io ho avuto un educazione rigidissima...senza se e senza ma. Doveva essere così, punto. Sono grata ai miei genitori che ho sempre rispettato e amato malgrado tutto
      Come volontaria ho notato che nelle famiglie in difficoltà spesso i figli sono molto più responsabili e collaborativi...

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  5. Riflessioni interessanti. Sottoscrivo in particolare quella di restituire ai ragazzi il dono del tempo 'lungo', della capacità di riflettere e meditare...

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    1. Il tutto e subito azzera l'attesa e guasta la gioia.

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  6. Ben detto.
    Notte Gus 🤍

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  7. Perché pensi che non ci sia futuro per i giovani in Italia? Credo che la gioventù russa abbia un futuro felice. Devi solo studiare sodo e lavorare sodo.

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    1. II giovani amano Putin?

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    2. Si perché capiscono poco. Hanno solo l' immagine di lui dell' uomo a cavallo a torso nudo.
      È amico di berlusconi e come lui le donne sono intese come mero oggetto e non come forza politica, e le allusioni sessuali sono ormai le protagoniste assolute della propaganda putiniana.

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    3. Detesto quando non rispondi. Se hai paura non fare domande.

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    4. Paura di cosa?
      Ognuno vive la propria realtà.
      La mia colf è Ucraina e dice che Dio ha fatto nascere Putin per dimostrare che il diavolo esiste.

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    5. Vero, anche le badanti di mia mamma quando parlavano di lui tremavano dalla rabbia.

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  8. Conosco giovani che lavorano in fabbrica per aiutare la madre che è in difficoltà economica, conosco giovani che lavorano in fabbrica anche la domenica per pagarsi le rate di una macchina di seconda mano, conosco giovani che non fanno più attività fisica perchè studiano tutto il giorno...ho conosciuto un ragazzo del tempo di mio figlio che non faceva niente ed è morto in un garage per droga. Se un ragazzo vuole lavorare il lavoro lo trova...se la famiglia gli permette di stare a casa a far niente è colpa della famiglia. Conosco ragazzi che hanno fatto l'alberghiero e poi non lavorano i festivi...conosco ragazzi che si sono laureati lavorando la domenica e pagandosi le spese universitarie. Si vede subito se un ragazzo ha voglia di lavorare o è molle. Le ditte assumono gente attiva.Ciao

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  9. Non tutti i giovani sono demotivati.
    I ragazzi educai bene, soprattutto al sacrificio, si impegnano per migliorare la società.
    Ciao Valeria.

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  10. .. bene. Vedo che cominciamo a capirci.

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  11. Che ci sia questa realtà in Italia, ma forse un po' dappertutto, è vero, però ci sono anche molti giovani che hanno la testa sulle spalle e che fin da ragazzi hanno progettato il loro futuro con studi e impegno, che non si sono lasciati "corrompere" dal tutto e subito, dalle mode, dalle droghe e dall'alcol, dalle superficialità che il mondo di oggi, qui in occidente, dilaga in ogni dove, giovani che con progettualità stanno crescendo e mettendo le basi per un futuro migliore per loro e per chi verrà dopo. Insomma tutto dipende dalle famiglie che hanno avuto, per cui se molti giovani sono come li hai descritti la colpa non è certo loro, ma di famiglie che a loro volta non hanno saputo comprendere i tempi ed esserne all'altezza.
    Conosco famiglie che con stipendi da dipendenti non si sono mai fatte mancare soldi per parrucchieri, cinema, teatri, viaggi, vacanze, estetiste, aperitivi, tecnologia sempre più all'avanguardia, insomma "il bel vivere secondo le mode di oggi" e magari il tutto facendo debiti su debiti, ma convinti che a tutto questo non si poteva rinunciare per essere famiglie in.
    Probabilmente se avessero riflettuto e investito quei soldi, e sono davvero tanti se moltiplicati per gli anni, per dare ai figli esempi di vita e istruzioni ad hoc, oggi ci sarebbero molti più giovani appagati che apatici e inconcludenti.
    Ciao Gus.
    sinforosa

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    1. Il fatto è che noi conosciamo personalmente solo bravi ragazzi, ma la realtà è un'altra.
      Secondo i dati ufficiali relativi al 2018, si parla di 880mila ragazzi che hanno dichiarato di aver fatto uso di sostanze illegali, pari ad 1 ragazzo su 3 tra quelli che vanno a scuola tra i 15 ed i 19 anni. Ma gli operatori sul campo spiegano che il fenomeno è in continuo aumento e l'età si è abbassata sempre più arrivando a coinvolgere quelli che sono in realtà poco più che dei bambini ed hanno tra gli 11 e i 14 anni.

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