venerdì 14 gennaio 2022

Alex Hawke

 


Hawke è un australiano di terza generazione, i nonni fuggirono dalla Grecia durante la Seconda guerra mondiale. Il nonno materno ha combattuto contro i nazisti a Chortiatis, il villaggio della sua famiglia, sulle montagne di Salonicco. È il nipote di un sopravvissuto a un massacro: le truppe tedesche bruciarono 300 case e giustiziarono 146 tra soldati e civili greci. Molti di loro erano bambini. Era il settembre del 1944. La famiglia di Hawke emigrò in Australia in barca. Hawke appartiene all’ala più conservatrice del Partito Liberale. Nonostante la sua storia familiare – scrive El Mundo, che gli dedica un ritratto – con due nonni costretti a fuggire dalla guerra nel suo Paese, Hawke non ha fatto nulla per cambiare la rigida politica di immigrazione nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo, che dal 2013 sono stati trasferiti nei campi di piccole isole del Pacifico, o rinchiusi per anni nei centri di detenzione. Tipo l’Hotel Djokovic, dove il campione ha passato un paio di giorni mentre i familiari lo paragonavano a Gesù Cristo in croce. “L’hanno torturato”, ha detto la mamma. Amnesty International ha ringraziato per i riflettori che di sponda si sono accesi sulle disgraziate condizioni degli altri “ospiti” dell’albergo. All’inizio della sua carriera politica, avviata lavorando come store-manager in un supermercato, s’è imposto alla guida dei giovani del partito nel New South Wales. È diventato deputato nel 2007 e da allora non ha smesso di arrampicarsi sulla piramide. È stato viceministro della Difesa, poi il primo ministro Morrison lo ha nominato ministro dell’Immigrazione lo scorso anno, dopo aver notato il suo “lavoro straordinario” nell’evacuare i cittadini australiani da Kabul quando i talebani hanno preso la capitale afghana. Hawke di fatto è stato promosso ministro dell’Immigrazione a seguito di un rimpasto del governo australiano. È considerato il braccio destro del premier, quello che oggi ha virato le domande scomode su di lui. Come ormai tutti sanno, in qualità di ministro dell’Immigrazione la sezione 133 della legge sulla migrazione australiana gli conferisce il potere eccezionale di ritirare nuovamente il visto a Djokovic. Può farlo se ritiene che il serbo “rappresenti un rischio per la salute, la sicurezza o il buon ordine della comunità australiana”. È una settimana ormai che tiene questa arma puntata sul serbo, senza sparare. Se decidesse di usarla, Djokovic verrebbe espulso, e gli sarebbe vietato l’ingresso in Australia per i prossimi tre anni. I suoi avvocati potrebbero appellarsi e il processo potrebbe trascinarsi per mesi. Hawke è di fatto l’ultima risorsa del governo australiano per riabilitare la sua immagine di Stato integerrimo sconfitto per via giudiziaria, per un vizio di forma, un cavillo. Il suo eventuale intervento eviterebbe il disastro elettorale, ma le attese, i tentennamenti, ne stanno provocando un altro. I media australiani sottolineano che finora non è stata fatta alcuna eccezione: a nessuno è stato permesso di entrare in Australia senza essere vaccinato. La carriera di Hawke è anche avvolta da alcune ombre, e qualche gaffe di troppo su questioni sensibili, come la diversità e l’inclusione sessuale. A cominciare dalla sua posizione contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso: “Il nucleo familiare tradizionale è il fondamento della società”, ha affermato nel 2017 dopo aver votato contro la legalizzazione dell’unione tra omosessuali. Un anno dopo, è stato uno dei più forti sostenitori delle nuove regole che avrebbero consentito alle scuole religiose di espellere gli studenti gay, bisessuali o transgender, arrivando a dire che la “persone di fede” erano sotto attacco. Il caso Djokovic pende dalle sue labbra. E con un tipo così niente è scontato: vincerà la pressione commerciale del primo Slam stagionale o la rivendicazione della fermezza di governo a scopi elettorali?



https://www.dire.it/13-01-2022/698625-ecco-chi-e-alex-hawke-il-ministro-immigrato-australiano-che-ha-in-pugno-djokovic/


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25 commenti:

  1. Per la seconda volta il Governo australiano ha annullato il visto di Novak Djokovic, secondo il ministro dell’Immigrazione Alex Hawke la decisione è stata presa “per motivi di salute e ordine pubblico, in quanto era nell’interesse della popolazione farlo”. Se Djokovic non impugnerà la decisione in tribunale, sarà immediatamente espulso dal Paese. Il numero 1 del mondo avrebbe lasciato l’ufficio degli avvocati, a Melbourne, dopo un brevissimo colloquio alle 10.45 italiane (le 20.45 di Melbourne) ci sarà una nuova udienza davanti al giudice Anthony Kelly, lo stesso che aveva cancellato il primo annullamento del visto.

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  2. Secondo Alex Hawke, Djokovic giocando l'Australian Open avrebbe messo a rischio la salute degli australiani.
    Il ministro dell'immigrazione ha annullato il visto non subito, ma solo a ridosso dell'inizio del Grande Slam previsto nella notte tra domenica e lunedì.
    Il giudice giudice Anthony Kelly dovrebbe decidere entro sabato sulla richiesta degli avvocati di "Nole" per partecipare al Torneo.

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  3. Djokovic ha dichiarato di aver contratto il Covid il 16 dicembre 2021 e di essere guarito acquisendo immunità di anticorpi per sei mese e quindi impossibilitato a sottoporsi a vaccinazione.

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  4. In Australia non c'è l'obbligo di vaccinazione.

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  5. Non so più a chi credere ma anche se,soprattutto all'inizio della storia ho pensato pure io che avesse fatto il furbo,ora non lo credo più e soprattutto mi pare di assistere ad un curioso braccio di ferro tra la Federazione del torneo, il governo australiano e Novak o meglio direi un tiro alla fune nel quale il governo australiano lotta da solo contro gli altri 2 contendenti alleati. Credi che che Noledebba giocare perché cmq vuole colmare suo comportamento far capire l'assurdità di certi obblighi e redrizioni

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  6. Per obblighi intendo sia quello vsvvobsle che però anche a mev pareva che nella terra dei canguri non ci fosse,nche quello del green pass

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    1. Djokovic ha sempre affermato che preferisce non essere vaccinato.
      Parla di scelta personale, senza entrare nel merito.
      Djokovic: “Vaccino obbligatorio? Io non lo faccio in ogni caso”
      Djokovic si è da sempre mostrato scettico nei confronti del vaccino contro il Covid-19 e si era messo di traverso in merito all'obbligo vaccinale. "La libertà di scelta è essenziale per tutti, che sia io o qualcun altro. Non importa se si tratta di vaccinazioni o qualsiasi altra cosa nella vita. Dovresti avere la libertà di scegliere, di decidere cosa vuoi fare. In questo caso particolare, cosa vuoi mettere nel tuo corpo. Sono sempre stato un sostenitore di questo e sempre un sostenitore della libertà di scelta, e lo sosterrò sempre perché la libertà è essenziale per, direi, una vita felice e prospera", questo il suo pensiero.

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  7. Rispetto verso tutti, sì, ma anche coerenza verso le scelte fatte e quindi se non vuoi vaccinarti ok, ma non puoi pretendere di "fare tutto ciò che vuoi" anche se sei un mito.
    sinforosa

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  8. L'Australia ha stabilito che per entrare nel suo territorio bisogna essere vaccinati o dimostrare di non poterlo fare.
    Ebbene, lui ha prodotto un dichiarazione medica che attesta che Djokovic si è ammalato di Covid il 16 dicembre 2021. Può vaccinarsi solo dopo sei mesi dalla guarigione.
    E' una questione legale. Niente di più niente di meno.
    Secondo Alex Hawke, Djokovic giocando l'Australian Open avrebbe messo a rischio la salute degli australiani. Mi sembra un'evidente forzatura irragionevole. Inoltre il ministro dell'Immigrazione poteva farlo già da diversi giorni. Ha trascinato la questione con la speranza di impedire il ricorso da parte degli avvocati di Djokovic.
    Sinforosa, il Grande Slam inizia tra notte di domenica e lunedì.

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    1. Non è vero che bisogna aspettare sei mesi dalla guarigione. Si può fare serenamente prima, anzi, è meglio.

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    2. Quando fare la prima dose dopo la guarigione dal Covid
      Chi ha contratto il Covid senza aver ricevuto neanche una dose di vaccino deve farselo somministrare entro un anno dalla guarigione. Dal giorno della negativizzazione, perciò, c'è un anno di tempo per adeguarsi, ma non per forza bisogna aspettarlo tutto, anche perché la protezione scende e soprattutto la variante Omicron ha un alto tasso di reinfezione sui guariti. Poi, dopo la prima dose, è previsto un booster dopo almeno quattro mesi.

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    3. Franco, dici cose inesatte.
      Nole si è ammalato il 16 dicembre 2021.

      5 gennaio: Djokovic arriva all'aeroporto Tullamarine di Melbourne.

      Quando doveva vaccinarsi?

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    4. Prima di partire. Se vuoi fare un Torneo mondiale. Se non te ne stai a casa. Come te, come me.

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    5. Giusto. Se non accetta la vaccinazione non giocherà più a tennis.

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  9. Io posso dire che non sto dalla parte nè di Djokovic nè del governo australiano? Tutto quello a cui stiamo assistendo è un'inutile tarantella. Non sto con Nole, lui ha fatto la sua scelta e si deve prendere le conseguenze delle scelte che fa, e quello che stiamo vedendo (ed è la cosa peggiore) è che, ovunque non solo in Italia, esistono cittadini di serie A e citadini di serie B. Praticamente il mondo non si divide tra bianchi e neri, ma tra ricchi e poveri. Se non si fosse trattato di un grande campione del tennis, ma di un pinco pallino qualunque, questi sarebbe stato espulso immediatamente senza fare alcuna notizia e oggi non saremmo qui a parlarne. Credo che questa sia la cosa più grave dell'intera vicenda.

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    1. Caterina ha espresso esaustivamente l'esatto mio pensiero su questa faccenda ridicola. Null'altro da aggiungere.

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    2. Djokovic è nato povero. Si allenava nelle piscine dismesse di Belgrado.
      Pratica uno sport che ti permette di guadagnare tanto solo vincendo. Certamente non è ai livelli di un Verstappen o di Hamilton e di tantissimi calciatori. La sua fondazione, che ha come Ceo la moglie, aiuta a piene mani i bambini poveri della Serbia.
      Lui paga la mancata vaccinazione per motivi politici perché il suo ingresso in Australia è regolare. Il Governo di questa nazione ha già perso un procedimento giudiziario che annullava il visto d'ingresso in Australia.
      Qui la storia doveva finire, ma non è stato così. Il Ministro dell'Immigrazione conta più di una sentenza di un tribunale. Può espellere dall'Australia una persona, in barba al potere giurisdizionale, per motivi di salute pubblica. Insomma, Nole è l'untore da cacciare a calci in culo. Ho citato Alex Hawke, un tipo che che avrebbe consentito alle scuole religiose di espellere gli studenti gay, bisessuali o transgender, arrivando a dire che le “persone di fede” erano sotto attacco. Djokovic non può essere giudicato da questo signore che inventa motivazioni inesistenti e scavalca la decisione di un giudice.
      Io mi schiero con Djokovic come avvocato difensore e super tifoso del giocatore di tennis più forte di tutti i tempo, ma sinceramente penso che quello che hai scritto corrisponda alla verità.

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    3. Caterina, questa risposta riguarda il tuo commento. Per qualche errore di battitura ho cancellato e riscritto il mio pensiero.

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    4. Franco, sono d'accordo su quello che hai scritto su questa vicenda così assurda da coinvolgere la Corte Suprema dell'Australia che dovrebbe pronunciarsi nella notte tra domenica e lunedì.

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  10. Buona serata ! Non ne so abbastanza per esprimere un giudizio. Allora aspetterò lunedì. Baci

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    1. I tre più forti del tennis sono Djoker, Federer e Nadal.
      L'ultimo, il mancino di Manacor, porta il tuo cognome. Il nome è Rafael.
      Bacio.

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  11. L'accusa verso Djokovic è assurda:

    La presenza di Djokovic in Australia "può favorire il sentimento anti-vaccinazione", ha affermato il ministro dell’immigrazione Alex Hawke, giustificando il suo uso di ampi poteri esecutivi per revocare il visto al numero 1 del mondo. Non solo Djokovic potrebbe incoraggiare le persone a violare le regole sanitarie, ha detto Hawke, ma la sua presenza potrebbe portare a "disordini civili". Gli avvocati di Djokovic sostengono che il governo "non ha citato alcuna prova".

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  12. Hawke non ha capito che la giustizia si basa sui reati e non su supposizioni assurde.
    Se la gente è stupida la colpa non è di Djokovic.
    Io sono suo tifoso ma ho fatto tre vaccinazioni. Nole è un tennista e non un virologo. A me non interessano le sue scelte di vita.
    Dopo quello che hanno fatto alla Voracova c'è da aspettarsi di tutto.
    Una sentenza politica sarebbe vergognosa.

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    1. L'Australia non è certamente uno stato democratico perché il Governo può annullare una decisione presa dalla Magistratura.

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