martedì 2 marzo 2021

Esperienza e Linguaggio

 




Si impara di più dal linguaggio, dall'esperienza, dalla cultura, oppure dal sogno?
Io penso che si possa e si debba rimanere se stessi, e quindi magari anche essere fuori dal coro, e riuscire ugualmente a far emergere ciò che di bello e originale c’è in ciascuno, anche se in apparenza si muove nel gregge. In realtà siamo governati dalla dittatura del singolo pensiero, in assenza di intelligenza emotiva multifocale, la stessa ripetizione di un modo di pensare ci rende sonnambuli. Penso che ci sia un effetto collaterale su Internet, esattamente la ripetizione del collegato senza ulteriori analisi elimina l'effetto cognitivo per l'evoluzione del pensiero. Tutti intruppati nei soliti giri, incapace di autonomia consapevole, schiavi di chi dirige danze e traffico. Ma c'è chi è fuori dal coro, chi lancia l'esempio, chi tiene blog non allineati, chi riesce addirittura a dare un senso a facebook.. non disperiamo, semmai, invece, impegniamoci affinché le distanze si riducano, anziché rinchiuderci nelle nostre torri d'avorio. Le parole di solito sono evocatrici di significati che rimandano ad esperienze comuni e condivise: Questo è il valore del linguaggio. Se dico: sedia, se dico: dolore e così via tu capisci. Probabilmente capisci qualcosa di approssimativo che rimanda alla tua esperienza e non alla mia, ma ci sono cose che appartengono universalmente alla esperienza umana. Ciascuno di noi pensa a molte cose al di fuori dei propri interessi culturali e professionali perché siamo umani. La stupidità e la pigrizia invece non hanno patria nella mente: chi non vuole pensare lascia che altri lo facciano per lui a proprio rischio e pericolo. Conformarsi non è solo il nostro limite, ma anche la nostra risorsa: la quasi totalità di quello che sappiamo lo abbiamo appreso per imitazione a cominciare dalla lingua che parliamo. Dobbiamo imparare la tolleranza e la pazienza. Le cose che ci disgustano a volte sono le stesse che rifiutiamo di riconoscere in noi stessi. Dobbiamo imparare l'umiltà senza la quale non riusciamo ad amare le altre persone, troppo presi come siamo a volercene sentire superiori... ma qualche volta un po' di malizia sbarazzina o un puntino piccolo piccolo sulla i di passaggio, ammetto che possono liberare una bella sensazione ed un po' di spensieratezza puerile.
La conclusione non arriva tramite le parole ma con trasmissione diretta dovuta a osservazione sensazione ed esperienza. Attraverso le concezioni non si prende la vita..la vita va vissuta e spiegata con esperienze.
Il problema è che i filosofi vogliono pensare solo alla Filosofia, i teologi solo alla Teologia, gli psicologi solo alla Psicologia, i poeti solo alla Poesia, sono scienziati che scoprono cose o pensieri che esistono, spostano la tenda per fare Luce.
Le parole di solito sono evocatrici di significati che rimandano ad esperienze comuni e condivise: Questo è il valore del linguaggio. Se dico: sedia, se dico: dolore e così via tu capisci. Probabilmente capisci qualcosa di approssimativo che rimanda alla tua esperienza e non alla mia, ma ci sono cose che appartengono universalmente alla esperienza umana. Ciascuno di noi pensa a molte cose al di fuori dei propri interessi culturali e professionali perché siamo umani. La stupidità e la pigrizia invece non hanno patria nella mente: chi non vuole pensare lascia che altri lo facciano per lui a proprio rischio e pericolo. Conformarsi non è solo il nostro limite, ma anche la nostra risorsa: la quasi totalità di quello che sappiamo lo abbiamo appreso per imitazione a cominciare dalla lingua che parliamo. Dobbiamo imparare la tolleranza  e la pazienza. Le cose che ci disgustano a volte sono le stesse che rifiutiamo di riconoscere in noi stessi. Dobbiamo imparare l'umiltà senza la quale non riusciamo ad amare le altre persone, troppo presi come siamo a volercene sentire superiori... ma qualche volta un po' di malizia sbarazzina o un puntino piccolo piccolo sulla i di passaggio, ammetto che possono liberare una bella sensazione ed un po' di spensieratezza puerile.




49 commenti:

  1. Immagine:

    E' di Renè Magritte, pittore surrealista belga.
    Il surrealismo cerca oltre la parola e l'esperienza, qualcosa di straordinario, irrazionale, che può regalarci solo il sogno.

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  2. "Dobbiamo imparare la tolleranza e la pazienza. Le cose che ci disgustano a volte sono le stesse che rifiutiamo di riconoscere in noi stessi".
    Si riallaccia un po' al discorso del tuo post precedente.

    Se una persona non si accetta e non si ama di quell'amore genuino che la porta ad accettare i propri limiti e le proprie risorse (questo lo si raggiunge con la consapevolezza di ciò che si è), difficilmente potrà instaurare rapporti equilibrati, sereni, di vero e libero confronto.
    Non si può dare ciò che prima non si possiede, in ogni ambito, purtroppo.
    sinforosa

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    1. Accettarsi è un atto di grande umiltà e favorisce il rispetto verso l'interlocutore.
      Purtroppo il lemma umiltà è stato eliminato dai dizionari.
      Ciao Sinforosa.

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    2. In ogni caso io ho posto una domanda: "Si arriva alla conoscenza con la parola o attraverso l'esperienza?

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    3. Un interrogativo che nasce dal motto di Paola:

      "Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere".

      Questo perché spesso la parola è falsa, è una menzogna.
      L'esperienza è un evento vissuto, certo, ma deve essere meditato.

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    4. La conosci. E' stata a casa tua.

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    5. Gli animali agiscono per istinto, mentre noi abbiamo la ragione, quindi le nostre colpe sono centuplicate.

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    6. La ragione può averla un folle o un genio.."la ragione del genio folle". Può essere tutto o niente. E' una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Ma la nostra società non è civile, non è "umana". Ciò che ci distingue è solo la ragione, ma del cuore. Anche l'esperienza la vive il cuore, sono lì che vivono i ricordi. L'esperienza insegna che se il cuore si ammala muori, si muore... o si vive da morti

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    7. E' tutto il contrario. L'affettività propone e la ragione dice si solo se è qualcosa di buono.

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    8. L'affettivita' non è il cuore. Al cuore non si comanda.
      Il cuore non potrà mai fare del male, ma la mente può uccidere.
      Ma è inutile discutere.

      Gli perdono tutto, perché ho amato.» Eleonora Duse. Era lunedì di Pasqua del 1924, Eleonora Duse si spegneva, ... È la morte migliore..nonostante tutto.

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    9. Il cuore appartiene alla teologia:

      La libertà è innanzitutto capacità di una percezione che nasca dal di dentro, determinata da qualcosa che suscita l'interesse dell'io: quel complesso di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto originale dell'io, la struttura dell'umana natura. Tale percezione istituisce un paragone tra ciò in cui l'io s’imbatte e ciò che lo costituisce originariamente. E' questo paragone che dà all'uomo la possibilità di cercare la soddisfazione. La percezione che coinvolge l'io è l'inizio della liberazione, perché è l'inizio della ricerca di un modo di rapporto con la realtà che soddisfi, cioè corrisponda, risponda a ciò che pre-occupa l'io, a ciò che teologicamente si chiama cuore.
      Luigi Giussani.

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    10. Quello che tu chiami cuore è solo l'istinto, una componente dell'affettività.
      E l'istinto va dal donare all'assassinio.

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    11. All’età di 66 anni la Duse muore di tubercolosi e alla notizia lo scrittore avrebbe esclamato: “È morta quella che non meritai!». Si sa, che la morte rende più buoni. Eleonora, prima di spegnersi a proposito del suo Gabriele, avrebbe scritto invece: «Gli perdono di avermi sfruttata, rovinata, umiliata. Gli perdono tutto, perché ho amato!». Perché è noto anche che in amore le donne sanno essere più barbariche, sorprendenti e invasive dell’uomo.
      Grande donna, io non l'avrei mai sopportato. È morta in "croce" quasi come Gesù. Però ha amato. Non tutti ovviamente.
      Notte.

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    12. L'affettività è un aspetto delle funzioni psichiche, che definisce lo spettro di sentimenti ed emozioni negative e positive dell'uomo in risposta all'ambiente in cui vive e alle relazioni sociali di cui si circonda, in particolare di quelle familiari e amicali, caratterizzate da un'intimità e un legame più intensi. Wikipedia
      Il cuore è l'amore, l'innamorarsi disinteressatamente. Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

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    13. La prima parte della definizione dell'affettività è corretta.
      Che il cuore sia l'amore è una banalità alla Susanna Tamaro.

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    14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    15. Ho messo la moderazione perché sono io a decidere quello che si deve pubblicare.
      Il tuo modo di argomentare è sempre OT e diventa sempre ossessiva.
      Non cerchi di conoscere, ma solo di aver ragione.

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  3. Interessante la dittatura del singolo pensiero. Oggi attribuisco un significato preciso a questa affermazione: singolo pensiero è quello di chi non si evolve nel suo modo di pensare, non si arricchisce confrontandosi sulle idee con gli altri.
    Oggi è tutto un "bianco" o "nero", non c'è mai una via di mezzo che invece spesso è la via migliore. Anche perché ogni cosa ha mille sfumature. E' chiaro che una sedia, facendo il tuo esempio, è una sedia. Ma ci sono cose che non possono essere inquadrate con certezza.

    Sulla tua domanda, "Si arriva alla conoscenza con la parola o attraverso l'esperienza?".

    In linea di massima, con l'esperienza. Ma lì dove non abbiamo esperienza diretta, allora le parole servono a trasmetterci un'esperienza. Dobbiamo selezionare con attenzione la fonte da cui traiamo le parole. Scegliere più una fonte. Poi attraverso la ragione, fare una sintesi. Ecco la conoscenza.
    Poi la conoscenza si perfeziona e si migliora con un costante confronto, tornando all'inizio del mio commento.

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  4. A me la parola fa pensare ai nostri politici, e la cosa mi disturba assai.
    Sì, l'esperienza è qualcosa che hai vissuto, ma bisogna che tu l'analizzi con spirito critico e onesto.
    La mostra società ha perso tutti i valori perché il singolo pensiero è quello del Potere che considera l'uomo un numero, un numero che deve, però, consumare, per non essere considerato un peso.

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    1. I politici.
      Certo i tempi sono cambiati. Ce lo vedete Renzi in visita da Obama e Michelle con il paltò che gli ha prestato Orlando? Certo Palazzo Chigi si è affrettato a rispondere alle polemiche asserendo che esiste una legge che prevede che il presidente del consiglio debba servirsi dei mezzi a sua disposizione comprendenti anche aerei ed elicotteri di Stato ma siamo sicuri che si guadagni tempo a percorrere 300 km in elicottero a spese dei contribuenti piuttosto che con la Frecciarossa?

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  5. Ho letto che il Covid-19 ha ricevuto una medaglia d'oro per il risparmio sulle pensioni. Questi sanguisuga con la loro morte fanno risparmiare il 16% delle pensioni erogate dallo Stato.

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  6. Io credo alla parola, alla discussione, al convivere di emozioni, alla storia che crea esperienza, che ti fa sbagliare, che ti fa uscire fuori strada e ti fa chiedere scusa.
    Non credo alle certezze, a chi sa tutto, a chi impone strade sicure, a chi vuole insegnarti per forza.
    La conoscenza non finisce mai, ha ragione Riky.

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    1. L'unico insegnamento accettabile è l'esempio. Le certezze riguardano l'amore in tutte le sue sfaccettature, il dubbio crea imbarazzi perché la vita è fatta di scelte chiare. Come conoscenza siamo neonati presuntuosi.

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  7. Una sola vita non basta Gus per fare e sperimentare tutto quello che non solo desideriamo, ma di cui siamo capaci. La verità è solo questa.

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    1. Ciao Sfinge. Ho sentito molto la tua mancanza.
      Desiderio e capacità non può andare oltre quello che abbiamo.
      I sogni devono avere una base solida , una spinta a credere in noi.

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    2. Come "lo specchio della vita" di Pellizza da Volpedo. " Come le pecore" E ciò che l’una fa e le altre fanno. Mentre chi parla fuori dalla chiacchiera è fuori posto, chi indaga con sottigliezza è impopolare. Il pittore lo dipinse ai primi anni del Novecento, è passato più di un secolo eppure nulla è cambiato. Il genere umano va avanti per categorie e quei pochi che ragionano con la propria testa sono fuori dal gioco. Riusciremo per davvero a fare 1+1=2 accorciando le distanze che ci dividono?

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  8. Credo sia importante andare oltre noi stessi. Non specchiarci nelle parole e passare dal semplice sentire all'ascoltare il nostro prossimo. Buona serata a te caro Gus.

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    1. L'ascolto è indispensabile per avviarsi verso la conoscenza, camminando insieme al nostro vissuto, agli incontri fatti e alle parole che hanno aperto la vista verso spazi più ampi.
      Vada per un Salutone amico Fabio.

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    2. Si può avere anche un orientamento ma l'importante è essere sempre dei "cani sciolti", avere autonomia di pensiero e non allinearsi mai per partito preso.

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  9. Boa tarde tenho aprendido com tudo o que você escreve, principalmente com a cultura da Itália.

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  10. La "vecchietta" non voleva mai morire perché non finiva mai di imparare..si impara più dall'esperienza, questa permette crescita e conoscenza, e dà gli strumenti giusti per l'uso della parola..ragione e razionalità forse ci rendono sterili di emozioni quindi si ai sogni ed alla follia..
    Buona serata gus

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    1. Ges, un'analisi magnifica. La stavo aspettando.
      La Casina è un ristorante raffinato.
      Io già lo so. Tutte le traiettorie portano lì.

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    2. Lo meriti. Sarai in buona compagnia.

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  11. Alla tua prima domanda mi verrebbe da rispondere subito con l'esperienza. Ma si può ottenere esperienza senza linguaggio e cultura?

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    1. E la risposta sarebbe giusta. Come supporto penso all'intelligenza.

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  12. Sono quelle le cose a cui punto, quelle che appartengono universalmente all'esperienza umana , come le definisci di tu.

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    1. Non si può entrare nel cuore di un evento senza viverlo.
      Questo fenomeno si chiama esperienza.
      Ciao Roberta.

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  13. Hola Gus, es muy lindo llegar a tu espacio y encontrar este tipo de entradas tan llenas de vida, sobre todo en momentos tan rutinarios y encerrados. Saludos.

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    1. Primavera d’intorno
      Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
      sì che a mirarla intenerisce il core.
      Odi greggi belar, muggire armenti;
      gli altri augelli, contenti, a gara insieme,
      per lo libero ciel fan mille giri,
      pur festeggiando il loro tempo migliore.


      G. Leopardi
      Tratto da “Il passero solitario”

      Ciao Irina.

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    2. Весна вокруг
      Он сияет в воздухе и радуется в полях,
      так что при взгляде на него ядро ​​смягчается.
      Ненавижу стада белар, рев стада;
      другие Аугелли, счастливые, соревнуются вместе,
      бесплатно ciel fan тысяча оборотов,
      во время празднования своего лучшего времени.

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  15. Per rispondere alla tua domanda, o almeno molto umilmente provarci, secondo me si impara dall'esperienza ma si può anche comprendere, se dotati di particolare sensibilità, attraverso la parola la quale può evocare nell'altro una piacevole sensazione di reciproca complicità e compatibilità di intenti o almeno un senso di conforto dettato dal sentire che anche altri oltre a lui hanno provato quel sentimento, qualunque natura esso abbia, o che cmq hanno la sensibilità di avvertire tutte le sfumature anche se magari, non lo hanno mai vissuto.

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    1. Per Rossana la conoscenza della persona che l'ama è più profonda ricevendo un bacio pieno di passione da Cirano,

      ........................oppure...........................

      ..................ascoltando queste parole?...............



      Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
      ma in questa vita oggi non trovo più la strada
      non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
      tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo
      dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
      dove non soffriremo e tutto sarà giusto
      non ridere, ti prego, di queste mie parole
      io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole
      ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
      ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
      perché oramai lo sento, non ho sofferto invano
      se mi ami come sono per sempre tuo, per sempre tuo,
      per sempre tuo,

      Cirano

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  16. Si impara di più dal linguaggio, dall'esperienza, dalla cultura, oppure dal sogno?

    Analizzando la domanda mi inquieta quel "di più"...come se stessimo qui a **quantificare la validità dell'esperienza,della cultura e del sogno separandole non di meno che dal linguaggio !



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    1. A me inquieta la risposta di chi non ha compreso la domanda.
      Io non voglio separare, ma valutare l'impatto sulla realtà.

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