giovedì 18 marzo 2021

La solitude existe

 




Non a caso il solitario risolve (e male) il problema della solitudine come ultima spiaggia, mentre altri sono fin troppo esigenti (Anonimo).
In pochi però si presentano disponibili con tutti (o quasi) soprattutto quando le energie vitali non lo permettono...Soprattutto  quando l'interlocutore  ti travolge.
Io non mi sono mai sentito solo, almeno per ora, perché ho sempre percepito la presenza delle persone a cui voglio bene intorno a me. D'altro canto, al contrario, soprattutto tra i miei amici, mi è capitato di percepire il loro sentirsi soli.
In questo caso penso che sia necessario chiedere ed ascoltare la risposta e far comprendere che, nonostante tutto, una presenza su cui contare c'è.
Tuttavia penso che il più delle volte il sentirsi soli ha a che fare con se stessi e che la soluzione, quindi, possiamo essere proprio noi.
I fatti negativi della vita spengono la capacità di amare. Qualche errore lo facciamo noi e cattiverie arrivano dagli altri.
Riflettere e aspettare che l'affettività si riprenda un po' alla volta. Il problema si risolve con un incontro, quello che il tuo cuore andava cercando. A me è successo così.
Tra l'essere solo e percepire la solitudine c'è una grande differenza. Quando sei solo ti manca una presenza, che può essere la moglie o il marito, una fidanzata o il fidanzato. Ne senti la mancanza e la sofferenza ti può schiacciare, ma passa con il cessare della causa che l'ha provocata.
Sentirsi isolati, invece,  non dipende dell'assenza dell'altro, perché i tuoi affetti li hai accanto a te.
Il sentirsi isolato è una sensazione tremenda. Hai tante persone attorno, anche la moglie e i figli, eppure senti una grande solitudine. Significa che il tuo egoismo è incapace di percepire l'amore degli altri.
Questo sentirsi isolato, secondo Cesare Pavese, si cura in un solo modo, andando verso le persone e "donando" invece di "ricevere". Si tratta di un problema morale prima che sociale e bisogna imparare a lavorare, a esistere, non solo per sé ma anche per qualche altro, per gli altri, per le persone che credi di amare. Finché uno dice "sono solo", sono "estraneo e sconosciuto", "sento il gelo", starà sempre peggio. E’ solo chi vuole esserlo. Per vivere una vita piena e ricca bisogna andare verso gli altri, ascoltare le loro esigenze, i loro desideri e aiutarli a ottenere quello che cercano. 



52 commenti:

  1. Immagini:

    Edward Hopper: la poetica della solitudine.

    RispondiElimina
  2. Io non mi sono mai sentito solo, almeno per ora, perché ho sempre percepito la presenza delle persone a cui voglio bene intorno a me.

    Ecco perché dico sempre che bisogna fare sentire la vicinanza al prossimo, anche con piccoli gesti.
    Perché il prossimo, quando si sente solo, isolato..Ha bisogno di aiuto e può trovarlo nelle persone.
    E d'altro canto non bisogna aver paura di cercare le persone quando si ha questo tipo di bisogno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se le persone che hai vicino ti danno l'affetto, l'affetto che cerchi e ti piace, allontani immediatamente lo spettro della solitudine.
      Purtroppo se uno non dona se stesso diventa difficile essere compresi e si resta nella gabbia della tristezza.

      Elimina
  3. La mia solitudine è incolmabile, inconsolabile, il male peggiore è non amarsi.. così, quando posso, dedico il mio tempo al volontariato. Solo così mi sento in pace con me stessa, eppure, eppure, non è corretta nemmeno questa sensazione di pace.
    "Tutti dovremmo fare del bene punto e basta" Questa è stata la risposta secca della pedagogista alla domanda che ci ha posto del perché ci dedichiamo al volontariato. Tutte avevano risposto perché ci gratifica o qualcosa del genere.
    No! Va bene, allora si deve reprimere il sentimento di pace e andare avanti..Ok.

    Mipiace andare in vacanza, gus, mare e montagna in primis. Mi piace soprattutto andare da sola. Spesso in qualche hotel era capitato di essere l'unica persona sola. A pranzo e a cena erano tutti accompagnati, io no. Molte coppiette mi guardavano,ma soprattutto io guardavo loro incuriosita e loro erano i primi ad abbassare lo sguardo. Mi piace osservare, e spesso notavo la freddezza e il fastidio di coppia, insofferenza.. quasi fossero diventati estranei. Notavo anche l'amore e sorridevo al saluto augurando a loro amore per sempre.
    La rompipalle della pedagogista avrebbe detto che sono una persona egoista, che dovrei.. donarmi. Ma io mi dono, è tutta la vita he mi dono, ma in me prevale una grande emozione di libertà.
    In fondo anche Gesù era un uomo solo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bisogna capire di cosa ha bisogno un altro e allora il dono diventa efficace. Generalmente io noto un malessere generale. E' brutto vedere le persone che stanno insieme, ma sono distratte, perché non si amano.

      Elimina
  4. Ecco hai afferrato il cuore (strano) del mio dare. É il come ci si dona alla persone. Perché sai qualche soggetto arido di sentimenti potrebbe travisare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bisogna capire l'altro, altrimenti è tutto inutile.
      Se vuoi cancellare i commenti di Minnnie devi entrare con l'account Google collegato a quel nome. Se l'account è diverso non puoi cancellare perché il sistema non ti riconosce.

      Elimina
  5. Ho sentito sulla "pelle" questo post..faccio parte di quelle persone che si sente spesso sola, ma non discosto da quelle che hanno "percezione di solitudine"..però non sono una persona egoista anzi forse troppo buona per questo colleziono delusioni? In tanti, troppi, momenti della mia vita mi sono sentita sola, hai ragione, era sempre per mancanza di una figura, di una costante..poi c'è questo sentirsi isolati che crea un vuoto immenso dentro..non è mancanza di apertura, è il "mondo" cosi distante..l'ho cercata tanto una risposta, anche dentro di me..e poi fondamentalmente dono sempre, non chiedo mai nulla in cambio, eppure è come se ti prosciugano..ti resta sempre un "nulla" tra le mani..le persone amate poi sono sempre la delusione piu grande.
    Buongiorno gus, buona giornata

    RispondiElimina
  6. La prima regola è non aspettarsi il ritorno d'affetto.
    Essere sicuri che il buono dato potrebbe dare ottimi frutti nel futuro.
    Ciao Ges.

    RispondiElimina
  7. Puoi eliminare o contrassegnare come spam un commento pubblicato:

    Accedi a Blogger.
    In alto a sinistra, seleziona un blog.
    Dal menu a sinistra, fai clic su Commenti.
    Dal menu a discesa in alto, seleziona Pubblicati.
    Per spostare il commento nella cartella Spam, fai clic su Elimina, Rimuovi o Spam sotto al commento.
    Suggerimento: per gestire i commenti nella cartella Spam, fai clic su Commenti . Dal menu a discesa in alto, fai clic su Spam.

    I commenti contrassegnati automaticamente come spam vengono spostati in questa cartella. Se vuoi che un commento venga mostrato nel blog, fai clic su Non spam.
    Stroxo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se veramente hai dimenticato la password puoi entrare con l'indirizzo email e segnalare dimenticato la pass.
      Ti vanti per il fatto che metti la faccia e poi decidi di cancellare commenti che risalgono a un post che ho scritto diversi giorni. E nemmeno lo spieghi. Vergognati.

      Elimina
    2. E’ la vita che scorre, domani la luna lascerà il posto all’alba, ed un altro giorno nascerà. Trovo interessante la pratica del lasciare fluire i pensieri. La tradizione monastica li considera come provenienti dall'esterno, come impossibili da controllare e li paragona al vento. Tale paragone viene usato soprattutto per combattere i pensieri cattivi (paure, angosce e altre forme di tentazioni), in quanto afferma che non se ne è responsabili.

      Elimina
    3. Vai trovando l'inesistente pagliuzza negli occhi degli altri e non t'accordi della trave che hai nei tuoi occhi.

      Elimina
    4. https://unremarkableness56.rssing.com/chan-26771186/all_p16.html
      è un aggregatore che copia i miei post e inserisce anche pubblicità.
      Una sanguisuga inutile.

      Elimina
    5. Vergognarmi io? ����
      Certo che mi vanto di cambiare immagine e nick, proprio come fanno molti bloggers, la differenza sta solo che molti di loro hanno anche tanto buon tempo per creare pure i blog. Io no.
      Si, io ci ho messo la
      faccia, le facce, ma a tempo tempo determinato, tu non lo fai, io si, punto! Se a qualcuno interesso, e non credo, di copiare la mia immagine a scopo di lucro ha tutto il tempo, ti pare gus? e lo sai benissimo.
      E sai altrettanto bene che puoi cancellare tutto tu dalla tua bacheca. Perché non lo fai?
      Sai quanto commenti avevo completamente eliminato io nella bacheca del mio blog? Molti erano finiti nello spam.
      Caro Gus, la vergogna sono ben altre. Dovresti conoscerla meglio di me.

      Elimina
    6. Io non scrivo i blog per cancellare i tuoi commenti, non uno ma 10/20. Per me il blog non è un giocattolo. Chi ci scrive deve saperlo. E poi eliminare quelli che hanno una faccia che non ti piace più.

      Elimina
  8. Forse ci si sente soli perchè non è facile comunicare a chi ci sta vicino i nostri stati d'animo, si ha paura, secodo me, di non essere compresi.
    Il dipinto che hai scelto per il post ha attirato la mia attenzione, chi è l'autore?
    buon pomeriggio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A volte è complicato comunicare con tutti, ma bisogna farlo.

      Edward Hopper: la poetica della solitudine.


      Ciao Roberta.

      Elimina
    2. La quotidianità fa parte della vita di ognuno di noi, ed è il luogo dove in fondo ci rifugiamo, quando ci sentiamo più fragili, e la solitudine diventa insostenibile.
      Ma nel silenzio ci si ritrova, si ritrova quella dimensione dove puoi accarezzare i tuoi pensieri, i pensieri che diventano presenze, presenze così importanti da arrivare a scaldare il cuore.

      Elimina
    3. Eh no, non devi dimenticare l'autore del dipinto eh. Che senso avrebbe il tuo blog? Cribbio.

      Elimina
    4. Il post ha il senso di unire le persone.

      Elimina
  9. Il sentirsi soli, non quindi l'esserlo davvero, può anche nascere da una insoddisfazione personale ed esistenziale. Il fatto di avere una moglie non vuol dire che magari uno sia felice e quindi si sia pentito e si trova ancora legato con chi non vorrebbe più vedere neanche in cartolina. Oppure avere spesso un lavoro che non si ama può essere la l'elemento scatenante di tensioni che poi si riverberano in famiglia.

    "LA SVOLTA"

    Ho una moglie
    Un figlio oramai adolescente
    Un lavoro
    Ma qualcosa mi soffoca
    Avverto come un laccio intorno al collo.

    Vero, volevo fare il pittore
    Poi mio padre mi ha spinto a studiare
    Una facoltà legata all'attività della sua società.

    Qualcosa ha fatto scattare una molla
    Forse mia moglie che non sento più
    Come la donna della mia vita
    Sempre che poi abbia davvero mai creduto che lo fosse

    Lei è buona
    Ma non è la mia anima gemella
    È la mogliettina dolce, affettuosa
    E perfetta
    Per chi è inquadrato in un lavoro fisso
    O d'ufficio come A.D. della società di mio padre.

    Sono tre mesi
    Che ho ripreso in mano i pennelli
    E realizzo emozioni e rabbia su tela

    Sfondo nero
    Righe rosso sangue
    Impronte gialle della mia mano
    E la scritta AIUTO in lingua celtica.

    Sono passati altre tre mesi
    La situazione dentro me peggiora
    Sono infelice
    Ma ho capito che io posso
    Cambiare le cose.

    Lascio il lavoro nella società di mio padre
    Che comunque non è solo essendoci mio fratello
    Felicissimo di aver avuto un avanzamento di carriera
    E poi la svolta
    La sorpresa che non ti aspetti.

    Parlo con mia moglie
    Le spiego le ragioni delle mie dimissioni
    Le dico che voglio dipingere
    Che in questi mesi ho realizzato un sito web
    Ed ho anche venduto bene alcuni miei quadri

    Le parlo delle ragioni della mia insofferenza
    Di questi mesi
    E le dico che non ho intenzione di tornare indietro
    E che se vuole che ci si lasci lo capisco
    Lei di certo non sarebbe stata disposta a vivere
    Con un artista e con un reddito meno sostanzioso
    Di quello prodotto lavorando con mio padre.

    Lei mi guarda
    Sorride felice
    I suoi occhi si inumidiscono
    E mi dice: "Finalmente! Io non osavo dirtelo
    Ma mi faceva male vederti soffrire
    A vederti accontentare tuo padre
    Non amando quello che facevi"

    Io resto sbalordito
    E con gli occhi increduli
    Le chiedo "Perchè non me l'hai mai detto?"

    Lei mi risponde che mi amava lo stesso
    Che pensava che fosse quello che volevo
    O che non me la sentissi di fare il passo
    Di staccarmi da quella cappa soffocante.

    Guardo mio figlio
    Lui sorride
    E mi dice "Non è mai tardi per inseguire i propri sogni"

    Ho un figlio più maturo di me.

    E così
    Oggi sono felice
    Faccio quello che amo
    A volte guadagno bene
    A volte meno
    Ma sono comunque sereno.

    Io e mia moglie
    Stiamo vivendo il periodo più bello di sempre
    Mio figlio è in perfetta armonia con se stesso.

    Ci voleva solo coraggio
    Per cancellare quel mantello soffocante
    E vivere una vita
    La mia vita.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Daniele.
      Sei un amico di grande bravura e sensibilità.

      Elimina
  10. "E' solo chi vuole esserlo". E questo mi sembra base indiscutibile. Possiamo essere soli tra mille persone, se vogliamo chiuderci, se vogliamo dannarci, se vogliamo fustigarci. Credo non basti mai avere vicino chi ti vuole dare, se non siamo in grado di ricevere, di aprirci, di comunicare.
    Deve esistere opportunità di scambio, uno sfregamento di emozioni, un mondo da esplorare. Bisogna essere disponibili al non rimanere soli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sono caratteri complessi e timorosi di ricevere qualche critica.
      Entrare dentro queste persone è difficilissimo, anche per il fatto che hanno deciso di rimanere soli, non amandosi.

      Elimina
  11. Ha saputo spiegare con parole sagge Daniele. Grazie a lui e a te, Gus. Buona serata.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Sinforosa. Non tutti hanno bravura o fortuna per capire che la vita siamo noi a costruircela.

      Elimina
  12. Ti ameresti tu se soffri tutti i giorni? E da anni? La mia non è una scelta di egoismo, anzi. Perché dovrei coinvolgere altre persone? Preferisco sparire perché nessuno può fare nulla. Ti ho già detto che per gratificare l'amico che mi è vicino ho bevuto litri di malva al giorno (che schifo),eppure I valori infiammatori erano un poco più alti, pure la camomilla che mi prepara con tenerezza la signora delle pulizie mi fa incazzare. E se non sto attenta quanto mi propongono gli antinfiammatori per le mie emicranie rischio pure di farmi partire un trombo. Mai assume antinfiammatori, diminuiscono l'effetto dell'anticoagulante... Evvaiii. Non parliamo di terapie sbagliate, diagnosi sbagliate ecc ecc. All'ultimo ricovero ho detto al medico di sistemare quell'aggeggio della pressione che non andava bene. Io sento quando si alza la pressione e avevo il mio portato da casa (costoso, perfetto, monitorato) beh, almeno uno dei pochi che umilmente ha ammesso. Mi chiedo se controllano i sarurimetri, l'holter pressorio anche quello sbagliato. Gli errori delle terapie giornaliere è di prassi. Spesso anche quelle di laboratorio. Mi viene l'ansia quando entro in ospedale. Che vergogna.
    Questa è davvero la vera solitudine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mia madre e Bruna sono state ammazzate dai medici.
      Siamo uno dei Paesi con mortalità da Covid più alta.
      In Italia si va avanti per raccomandazioni o per baronie.

      Elimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La solitudine colpisce tutti e non bisogna fare le graduatorie. Per chi vince non ci sono né soldi, né una coppa.

      Elimina
  14. Vero, solo Ronaldo può segnare un gol rischiando di spaccare la testa al portiere. Così si vince un campionato,e così si perde in Europa dignitosamentemeritando di vincere con mezza squadra. Ecco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ronaldo è uno dei giocatori più corretti. La gamba tesa è stato un gesto istintivo.

      Elimina
    2. Ma il gol andava annullato. Vero franco?

      Elimina
    3. Sei già annebbiata di prima mattina.
      I gol sono regolari.
      L'intervento a gamba tesa sul portiere poteva essere punito con il cartellino rosso e quindi CR7 espulso.
      Franco ha un blog. Perché vieni a fare casino nel mio blog che ha come argomento in questo post la solitudine.

      Elimina
  15. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non conosco Ronaldo uomo e non so se è afflitto da solitudine.

      Elimina
  16. Boa tarde Gus, acho que essa pandemia, veio para nos mostrar os amigos de verdade e que nos deixaram sós.

    RispondiElimina
  17. La pandemia è solitudine.
    Ciao Luiz.

    RispondiElimina
  18. Ciao Gus caro. Ieri ho ricevuto la seconda dose di vaccino.Sono stata fortunata.Oggi una leggera influenza. Non ne parlo più.

    Tema: la solitudine che diventa sofferenza.
    La società, purtroppo giudica una persona sofferente come debole, incapace di reagire
    . Giudicare il dolore altrui ci fa sentire superiori?Siccome non lo siamo smettiamola e impariamo a vivere il presente come se fosse una sfida alle avversità.
    Buona giornata Gus Ti penso tanto come se tu fossi qui con me. Vedi? non siamo soli. Bacio

    RispondiElimina
  19. Anche io ti voglio bene.
    Bacio Lucia.

    RispondiElimina
  20. Anche io sento la vicinanza delle persone che amo e che mi amano e per questo motivo so di non essere mai sola.
    La solitudine comunque in sé non mi dispiace (forse proprio per il motivo di cui sopra); spesso la cerco e la rincorro :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando la solitudine è una scelta per riflettere, meditare, capire chi siamo, e soprattutto dove stiamo andando, io credo che sia la benvenuta.

      Elimina
  21. A volte apprezzo essere sola, in special modo quando scrivo o leggo, del resto amo la compagnia. Ciao Gus, una dolce primavera colma di cose belle e interessanti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Restare in compagnia di noi stessi è un'esigenza comune a molte persone.
      Ciao Vivì.

      Elimina
  22. Buongiorno gus abbiamo gia parlato piu sopra di questo post..stamattina vorrei dirti altro..ci sono momenti in cui viviamo situazioni particolari legate al nostro sentirci soli, forse "persi"..il blog può essere una valvola di sfogo, scrivere sicuramente lo è..il riscontro di lettura spesso poi fa riflettere, tante riflessioni quietano la mente..sono felice che leggi ciò che scrivo..faccio tesoro dei tuoi commenti..Buona domenica😊

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me piace leggere i tuoi post perché parlano di un tua problematica esistenziale, sono scritti molto bene, e soprattutto leggo in quanto ho simpatia verso di te.

      Elimina
  23. Hai sottolineato una differenza importantissima. Succede sempre più spesso, infatti, che molta gente si senta "sola" nonostante sia apparentemente circondata da tanta altra gente...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molte volte le persone che stanno insieme a te nutrono indifferenza e tu percepisci la solitudine affettiva.

      Elimina