sabato 16 dicembre 2017

Le minigonne delle borsiste





La società Diritto e Scienza è una scuola di formazione giuridica avanzata "specializzata nella preparazione al concorso di magistratura ordinaria".
A presiedere il comitato scientifico è Francesco Bellomo, direttore della scuola, ex magistrato ordinario ora consigliere di Stato, finito al centro di un presunto scandalo che riguarda la gestione degli allievi della scuola.
Secondo il Fatto Quotidiano, infatti, per non perdere le borse di studio le allieve avrebbero dovuto sottostare ad alcune regole come la "clausola del fidanzato", il "divieto di matrimonio" e "l'obbligo di minigonne". Non solo. Ci sarebbe stato poi anche il vincolo di riservatezza assoluto e altre limitazioni. Per esempio "il direttore scientifico poteva - scrive il Fatto - 'esporre in pubblico la vita personale della borsista inadempiente', durante le lezioni e negli articoli".
Tutto sarebbe partito dall'esposto del padre di una allieva che avrebbe dato il via all'istruttoria. Dopo le indagini il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa ha approvato la destituzione di Bellomo perché il contratto per i borsisti "non rispetta la libertà e la dignità della persona". Ora si attende l'adunanza dei consiglieri per ratificare (o meno) la decisione. Il Consiglio accusa il direttore della scuola di aver "violato il prestigio della magistratura" e lo fa presentando quattro addebiti principali, riassunti in un documento finale che il Fatto riporta oggi in edicola. "Risulta che era il consigliere Bellomo a sottoporre a colloquio gli aspiranti a tale borsa di studio e a selezionarli - si legge - L' accesso alle borse di studio comportava per i borsisti la sottoscrizione di un vero e proprio contratto. Il contratto prevede numerosi impegni dei borsisti nell'interesse della società, tra cui la scrittura di articoli per la rivista Diritto e Scienza, la partecipazione a studi e convegni, la promozione dell' immagine della società". Ma non solo. "È emerso - si legge nel documento - che conteneva una clausola limitativa relativa a matrimonio e fidanzamento: decadenza in caso di matrimonio; fidanzamento consentito solo se il/la fidanzato/a risultasse avere un quoziente intellettuale pari o superiore a un certo standard; competeva al consigliere stabilire se i fidanzati o fidanzate dei o delle borsiste superassero il quoziente minimo necessario per essere fidanzati e/o ammessi/e (ciò appare particolarmente significativo). È stato poi dichiarato che, allegato a tale contratto, vi fosse un documento contenente il cosiddetto dress code, che prevede diversi tipi di abbigliamento dei borsisti a seconda delle occasioni. Per l'abbigliamento femminile si fa anche menzione alla diversa lunghezza della gonna, del tipo di calze e del tipo di trucco".
Degne di nota anche le modalità di valutazione dei candidati alle borse di studio (del valore di 4mila euro) con cui, si legge nell'avviso pubblico di Milano, "il vincitore ha diritto alla frequenza gratuita annuale (da ottobre a giugno) del corso ordinario di preparazione al concorso in magistratura ed all’esame di avvocato organizzato in Milano e può essere chiamato a collaborare con la società nell’attività scientifica e divulgativa (ricerca, pubblicazioni, convegni, etc.)". "Dalla rivista giuridica della società si desumono le modalità e gli strumenti valutativi per attribuire il punteggio che consente di beneficiare delle borse di studio di fascia A e di fascia B - riporta il Fatto - Per quanto riguarda il genere femminile, i criteri di scelta si riassumono in potere/successo; intelligenza; capacità di amare; bellezza; personalità. Per quanto riguarda, invece, i criteri di scelta del genere maschile: bellezza; femminilità; attitudine materna; intelligenza; eleganza". In un caso, inoltre, Bellomo avrebbe chiesto ad una borsista, intenzionata a lasciare il fidanzato per ottenere la borsa di studio di fascia A, di "sottoscrivere un contratto con il quale si impegnava a corrispondergli 100 mila euro se non avesse tenuto fede a questa decisione".
La domanda che mi pongo:
"Quante ragazze uscite da questa prestigiosa scuola di formazione (avendo dato prova di quelle capacità indispensabili per l'esercizio della professione quali l'avere rapporti personali con il professore, o avere il fidanzato ricco, bello) hanno poi superato il concorso e sono poi diventati magistrati?"

29 commenti:

  1. E dopo la promozione o la bocciatura cosa succedeva? Una borsista, rivela una ragazza, aveva deciso di lasciare il fidanzato perché ambiva alla fascia A e Bellomo le aveva proposto di “sottoscrivere un contratto con il quale si impegnava a corrispondergli 100 mila euro se non avesse tenuto fede a questa decisione”. Il borsista era costretto a un vincolo di riservatezza assoluto, l’unico referente era Bellomo. E dunque il direttore scientifico poteva “esporre in pubblico la vita personale della borsista inadempiente”, durante le lezioni e negli articoli.
    È accaduto a un’ex allieva e fidanzata di Bellomo. Il relatore Sergio Zeuli “cita alcuni argomenti della vita della donna riportati nelle riviste, gli incontri con il suo fidanzato, i luoghi dove avvenivano questi incontri, anche di natura sessuale, le descrizioni degli incontri e tutta una serie di particolari intimi, sui quali per decenza evita di intrattenersi”.

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  2. Per Palazzo Spada, Bellomo è colpevole pure di aver gestito la società Diritto e Scienza come un amministratore, ben oltre l’incarico di insegnamento, autorizzato dal Consiglio di Stato dal 2009 al 2016. E non solo. Ha tentato di sfruttare la sua posizione di magistrato per ottenere l’accompagnamento coattivo dai carabinieri dell’ex allieva e fidanzata per una “conciliazione” in caserma.

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  3. Tu avresti accettato di fare la borsista?
    Certamente no e quindi anche l'immoralità di quelle donne ha permesso tale schifo.
    Il maschio ha difficoltà a diventare uomo e quindi somiglia sempre di più a una bestia.
    A volte la magistratura puzza.
    Ricordate il Lodo Mondadori?
    Ricordate cosa rispose Previti alla Ariosto che chiedeva come si fa a vincere una causa?
    No?
    Ve lo dico io:
    "Daije 'na borza piena de sordi!"

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  4. Mi sembra incredibile che a qualcuno venga dato tutto questo potere.
    Incredibile quanto schifoso il modo in cui qualcuno questo potere lo adoperi.

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    1. E' normale. Succede in ogni luogo dove un uomo (bestia) ha un minimo di potere. Avrai letto dei produttori di film. Poi ci sono gli Uffici, i Centri commerciali, banche, i bar e altri angoli dove si consumano azioni schifose verso le donne.

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    2. E' normale ma non dovrebbe esserlo. Ed è giusto indignarsi e cercare di contrastare questi bastardi.

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  5. Se esistesse davvero un documento col dress code il sig Bellomo sarebbe nella merda da un bel po'.. occhio alle fake news Gus...

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  6. Questa è Repubblica.it:







    Michele Bellomo, consigliere di Stato

    Più che una scuola per diventare magistrato, quella gestita da Michele Bellomo - il consigliere di Stato a rischio destituzione dopo la denuncia presentata dal padre di una delle sue studentesse - sembrava la setta di Scientology. Con le ragazze, sottoposte a un regolamento che comprendeva anche un dress code fatto di minigonne e tacco 12, che si trovavano in uno stato di "prostrazione psicologica". E che per il timore di vedersi precluso l'accesso in magistratura finivano per accettare tutto quello che veniva loro richiesto.

    Ha evocato anche il film The Master, parzialmente ispirato alla figura del fondatore di Scientology, il sostituto pg della Cassazione Mario Fresa nell'udienza a porte chiuse davanti alla Sezione disciplinare del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, che deve decidere se sospendere dalle funzioni e dallo stipendio e collocare fuori dal ruolo della magistratura Davide Nalin, pm a Rovigo e collaboratore di Bellomo.

    Nalin è accusato di aver fatto da "mediatore" fra Bellomo e la ragazza, il cui padre ha denunciato il consigliere di Stato alla procura di Piacenza: avrebbe usato la sua autorevolezza di magistrato per procurare "indebiti vantaggi", anche di "carattere sessuale", al consigliere di Stato. Bellomo e la studentessa avevano avuto una relazione - ha raccontato la diretta interessata nella sua testimonianza davanti al consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa - e ogni volta che c'era un litigio, come quando lei aveva indugiato nel mandargli una foto intima o a definire il periodo di ferie da passare insieme, interveniva Nalin.

    In un'occasione il pm di Rovigo le avrebbe prospettato che se non fosse stata accondiscendente a queste richieste avrebbe commesso reati che le avrebbero impedito la partecipazione al concorso in magistratura. "Non ho mai minacciato quella ragazza, tentavo soltanto di mettere pace tra due persone a cui ero legato da un rapporto di amicizia", si è difeso Nalin davanti al Csm minimizzando anche il suo ruolo nella Scuola: aveva studiato lì anni addietro e ci era tornato per prepararsi al concorso per la Corte dei conti.

    Nessun ruolo da docente, dunque: si limitava a scrivere per la rivista del corso. Ma il caso che ha fatto finire Bellomo nella bufera non sembra isolato: altre quattro-cinque ragazze, tutte borsiste del corso 'Diritto e scienza', ha riferito in aula Fresa, hanno testimoniato nel procedimento disciplinare a carico di Bellomo. Tutte hanno avuto con lui una relazione. E quando tentavano di troncare, entrava in gioco Nalin: come "sensale di relazioni sessuali" e con il compito di "riportare le ragazze all'ovile". Un comportamento "incompatibile" con le funzioni di magistrato.

    Non

    ci sono elementi per la sospensione, ha sostenuto invece il difensore di Nalin, il magistrato in pensione Franco Morozzo Della Rocca: al di là della mancanza di riscontri alle dichiarazioni delle studentesse, i fatti contestati sarebbero avvenuti a Bari e a Piacenza e dunque non c'è ragione perché il pm non possa più svolgere le sue funzioni a Rovigo. La decisione della sezione disciplinare dovrebbe arrivare entro lunedì 18 dicembre.

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    1. Sicuramente questo Bellomo sarà un porco, ma non c'è uno straccio di prova "documentata". Non è così pirla. Purtroppo..

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    2. Praticamente questi contratti li ha lui?
      In ogni caso sarà la Magistratura a decidere su Bellomo e se le testimonianze sono attendibili.
      Nel sito c'erano diverse immagini di ragazze con minigonne inguinali. Ora per accedere a queste foto serve la password.

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  7. Home Tematiche Speciali Files24 WebDoc Data Journalism Video Foto Blog politica economia spettacolo tendenze tech cultura sport italia mondo people salute itinerari food motori scienza ITALIA Imponeva alle sue allieve tacchi e minigonne, magistrato nei guai Aperta indagine disciplinare nei confronti di Francesco Bellomo, direttore di una scuola di formazione per magistrati Tweet 12 dicembre 2017Anche la procura di Bari punta a fare chiarezza sul caso del giudice del Consiglio di Stato Francesco Bellomo, che avrebbe obbligato le allieve della sua scuola privata di formazione per magistrati, "Diritto e Scienza", a presentarsi ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e trucco marcato, pretendendo anche che non fossero sposate. Un caso che nasce dalla denuncia presentata alla Procura di Piacenza dal padre di una ragazza a fine 2016, azione che ha provocato l'avvio di un provvedimento disciplinare nei confronti del consigliere che ora vede scendere in campo anche la procura di Bari con un'indagine conoscitiva - per ora un fascicolo "modello 45", cioè senza ipotesi di reato né indagati - proprio per accertare eventuali condotte illecite commesse anche nel capoluogo pugliese. Bellomo, infatti, è di origini baresi. E la scuola da lui diretta ha sedi a Milano, Roma e Bari. La vicenda, tra l'altro, ha finito col coinvolgere anche un pm, Davide Nalin, che alla procura di Rovigo si occupa di reati a sfondo sessuale e contro le donne, collaboratore di Bellomo, su cui pende la richiesta del Pg della Cassazione di sospensione cautelare dalla funzione e dallo stipendio, mentre è già fissata per venerdì l'udienza cautelare nella sezione disciplinare del Csm che lo riguarda. L'intera vicenda ha molti aspetti ancora da approfondire, per lo meno sul piano penale, mentre ben più definiti appaiono i profili disciplinari. Non è un caso se per Bellomo, cui è stato vietato di svolgere attivit di docenza, è già partita il 27 ottobre, deliberata dal Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, la richiesta di destituzione, ossia la sanzione più dura fra quelle previste e praticamente mai applicata nella storia repubblicana. Ora, dopo la stesura di un parere della prima commissione, si dovrà esprimere l'adunanza generale. La conclusione dell'iter, che ha visto anche nel corso degli scorsi mesi l'audizione di tutte le parti coinvolte, compresa la ragazza e il padre che ha sporto denuncia, è " imminente", assicura la giustizia amministrativa. Tempi troppo lunghi? Va detto che il presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ha ricevuto il 23 gennaio 2017 gli atti relativi alla vicenda, "per il successivo inoltro alla procura della Repubblica di Roma", ed ha esercitato l'azione disciplinare, di cui titolare, il successivo 2 febbraio, quindi 10 giorni dopo. I tempi successivi sono in parte dettati dalla legge e dalle procedure e sono stati "i più rapidi consentiti", assicurano gli organi della giustizia amministrativa. "Mia figlia sta cercando di tornare a una vita normale", dice intanto il padre della ragazza piacentina che ha denunciato vessazioni e minacce durante il corso per aspiranti magistrati. L'uomo riferisce che la ragazza - laureata alla Cattolica di Piacenza - ora sta meglio ma "questa odissea le ha distrutto la vita. Ha ripreso a mangiare e a studiare, ma è ancora in cura dagli psicologi". Ripete che la figlia "E’ stata sotto ricatto per troppo tempo attraverso il contratto che come borsista doveva firmare per mantenere la borsa di studio". Bellomo avrebbe cercato, dopo aver appreso della denuncia, di arrivare a una conciliazione con la ragazza. I carabinieri "sono venuti più volte, chiedevano a mia figlia di firmare un atto di conciliazione. Sono venuti a maggio, e poi a ottobre, ma lei era in ospedale", conclude. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/bellomo-magistrato-allieve-costretta-tacchi-minigonna-a089e701-bcd1-4006-bac3-604c626770c5.html

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  8. http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_dicembre_14/bellomo-provo-baciarmi-dovevo-perdere-5-chili-fare-punturine-4febacbe-e107-11e7-acec-8b1cf54b0d3e.shtml

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  9. Anche la procura di Bari punta a fare chiarezza sul caso del giudice del Consiglio di Stato Francesco Bellomo, che avrebbe obbligato le allieve della sua scuola privata di formazione per magistrati, "Diritto e Scienza", a presentarsi ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e trucco marcato, pretendendo anche che non fossero sposate.

    Un caso che nasce dalla denuncia presentata alla procura di Piacenza dal padre di una ragazza a fine 2016, azione che ha provocato l'avvio di un provvedimento disciplinare nei confronti del consigliere che ora vede scendere in campo anche la procura di Bari con un'indagine conoscitiva - per ora un fascicolo "modello 45", cioè senza ipotesi di reato né indagati - proprio per accertare eventuali condotte illecite commesse anche nel capoluogo pugliese. Bellomo, infatti, è di origini baresi. E la scuola da lui diretta ha sedi a Milano, Roma e Bari.

    La vicenda, tra l'altro, ha finito col coinvolgere anche un pm, Davide Nalin, che alla procura di Rovigo si occupa di reati a sfondo sessuale e contro le donne, collaboratore di Bellomo, su cui pende la richiesta del Pg della Cassazione di sospensione cautelare dalla funzione e dallo stipendio, mentre è già fissata per venerdì l'udienza cautelare nella sezione disciplinare del Csm che lo riguarda.

    L'intera vicenda ha molti aspetti ancora da approfondire, per lo meno sul piano penale, mentre ben più definiti appaiono i profili disciplinari. Non è un caso se per Bellomo, cui è stato vietato di svolgere attività di docenza, è già partita il 27 ottobre, deliberata dal Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, la richiesta di destituzione, ossia la sanzione più dura fra quelle previste e praticamente mai applicata nella storia repubblicana.

    Ora, dopo la stesura di un parere della prima commissione, si dovrà esprimere l'adunanza generale. La conclusione dell'iter, che ha visto anche nel corso degli scorsi mesi l'audizione di tutte le parti coinvolte, compresa la ragazza e il padre che ha sporto denuncia, "è imminente", assicura la giustizia amministrativa. Tempi troppo lunghi? Va detto che il presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ha ricevuto il 23 gennaio 2017 gli atti relativi alla vicenda, "per il successivo inoltro alla procura della Repubblica di Roma", ed ha esercitato l'azione disciplinare, di cui è titolare, il successivo 2 febbraio, quindi 10 giorni dopo. I tempi successivi sono in parte dettati dalla legge e dalle procedure e sono stati "i più rapidi consentiti", assicurano gli organi della giustizia amministrativa.

    "Mia figlia sta cercando di tornare a una vita normale", dice intanto il padre della ragazza piacentina che ha denunciato vessazioni e minacce durante il corso per aspiranti magistrati. L'uomo riferisce che la ragazza - laureata alla Cattolica di Piacenza - ora sta meglio ma "questa odissea le ha distrutto la vita. Ha ripreso a mangiare e a studiare, ma è ancora in cura dagli psicologi".

    Ripete che la figlia "è stata sotto ricatto per troppo tempo attraverso il contratto che come borsista doveva firmare per mantenere la borsa di studio".

    Bellomo avrebbe cercato, dopo aver appreso della denuncia, di arrivare a una conciliazione con la ragazza. I carabinieri "sono venuti più volte, chiedevano a mia figlia di firmare un atto di conciliazione. Sono venuti a maggio, e poi a ottobre, ma lei era in ospedale", conclude.

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  10. Non ho capito questo: " i criteri di scelta del genere maschile: [...] femminilità; attitudine materna;"
    Che centra femminilità e attitudine materna in un maschietto?

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    1. E le altre fanciulle con relativi genitori dove sono stati finora?

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    2. Farfalla non so dove hai letto quel centra (c'entra)

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    3. Lo sai che in Italia molti stupri non vengono nemmeno denunciati?
      Dopo che ha parlato quel padre si sono accodati in tanti.

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    4. Gus O.16/12/17, 18:57 mi hai fatto ridere con quel c'entra. Comunque l'ho letto in fondo al tuo post quando scrivi dei criteri di scelta: "Per quanto riguarda il genere femminile, i criteri di scelta si riassumono in potere/successo; intelligenza; capacità di amare; bellezza; personalità. Per quanto riguarda, invece, i criteri di scelta del genere maschile: bellezza; femminilità; attitudine materna; intelligenza; eleganza".

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    5. Ora vado a controllare.

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    6. C'è quel "femminilità" e "attitudine materna" nei criteri di scelta del genere maschile che non capisco. Abbi pazienza
      Abbraccio

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    7. Sono parole di Bellomo. Mi sembrano strane.
      Lui si definito un tipo creativo come Einstein.
      Purtroppo invede di dedicarsi alla relatività
      il tipetto ha scelte più prosaiche.

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    8. Anche a me sembrano strane. Grazie per avermi chiarito. Chissà cosa ne penserebbe Einstein di lui... Buon fine settimana

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  11. "Se esistesse davvero un documento col dress code il sig Bellomo sarebbe nella merda da un bel po'.. occhio alle fake news Gus..."

    Franco Battaglia, anche altri nel mio blog scrivono cose strane, e le tollero, ma tu sei una persona seria e non puoi avanzare sospetti di fake news quando la Magistratura si sta occupando del fatto, o meglio del misfatto.

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    1. Ripeto: non voglio difendere questo maialino.. ma bisogna portare prove serie.. di fantomatici "contratti" non c'è traccia...

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    2. L'intera vicenda ha molti aspetti ancora da approfondire, per lo meno sul piano penale, mentre ben più definiti appaiono i profili disciplinari. Non è un caso se per Bellomo, cui è stato vietato di svolgere attività di docenza, è già partita il 27 ottobre, deliberata dal Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, la richiesta di destituzione, ossia la sanzione più dura fra quelle previste e praticamente mai applicata nella storia repubblicana. Ora, dopo la stesura di un parere della prima commissione, si dovrà esprimere l'adunanza generale.

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    3. Le regole della scuola
      Per entrare a far parte di Diritto e Scienza, infatti, secondo l'istruttoria condotta dal Consiglio, bisognava sottostare ad alcune clausole limitative: matrimonio vietato, fidanzamento era consentito solo "se il/la fidanzato/a risultasse avere un quoziente intellettuale pari o superiore a un certo standard" (a deciderlo era lo stesso Bellomo), e poi minigonne obbligatorie, un dress code per ogni occasione e la richiesta di un trucco marcato.

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  13. Destituito per aver leso il prestigio della magistratura. Alla decisione, che ha avuto il consenso pressoché unanime dell'adunanza generale del Consiglio di Stato, mancano soltanto il via libera del Consiglio di presidenza (convocato per venerdì 12 gennaio) e poi la firma del presidente della Repubblica. Bellomo si difende: "Ingiustizia è fatta". Ma la strada è segnata: per il consigliere finito nella bufera per i corsi per aspiranti magistrati conditi da avances, dress-code, minigonne e "contratto", si profila la rimozione dai ranghi della magistratura amministrativa, la terza nella storia e in ogni caso la prima per vicende di questo genere.

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