giovedì 14 dicembre 2017

E' solo un chiarimento






La Scrittura, che fin dalla Genesi è concorde nell’affermare il valore della sessualità e la bellezza – come abbiamo detto – dell’essere maschio e femmina, è anche concorde nell’affermare la bellezza, la singolarità, la “plus-valenza” della verginità per il Regno dei cieli. La novità della verginità cristiana è “per il Regno dei cieli”. Chi vive la via del celibato desidera anzitutto seguire il Signore. La rinuncia “alla moglie” o “al marito” ha la sua motivazione nel seguire il Signore “con cuore indiviso”. Non è quindi solo una necessità data dal servizio apostolico da rendere alla Chiesa (il celibe ha più tempo da dedicare agli altri, ha meno preoccupazioni, ecc.) Il celibe è anzitutto uno che si consacra a Cristo e che intende servirlo con cuore indiviso. La verginità cristiana è una scelta d’amore, all’amore per Dio, come abbiamo detto, e all’amore per i fratelli, gratuito e disinteressato. È per questo che la Chiesa cattolica ha scelto e mantenuto nei secoli la via del celibatario.
Questo è il carisma della verginità.
San Paolo: Prima lettera ai Corinzi, cap.7:
Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo! Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.


41 commenti:

  1. Eccellente. Io sono ampiamente d'accordo. Ci sono due modi di vedere l'essere single come un dono (al servizio di Dio) o come castigo.
    In base a ciò che scegliamo avremo la nostra vita.
    Sposarsi nel Signore se si sente il bisogno è giusto ma l'ossessiva ricerca è ciò che produce il laccio di Satana.

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    1. La vocazione deve essere forte per accollarsi la scelta del celibato. Un prete così, che ha fede e stupore riempie la parrocchia grazie al suo esempio di amore per Cristo. Quando la vocazione cala i fedeli lo capiscono e lasciano la parrocchia. Per questo io penso che senza questa vocazione grande il prete debba lasciare e non trasferito in un'altra città dove seguiterebbe a sbagliare. Spazio a chi ha vocazione vera, anche alle donne.

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  2. Non credo nel celibato dei preti. Non è scritturale.
    Io intendevo nel celibato di ogni cristiano credente, maschio e femmina, che vogliono dedicare la vita a fare la volontà di Dio.

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    1. I preti fanno una promessa di celibato e possono sposarsi solo con l'assenso del Papa che non lo dà. E' qualcosa che somiglia all'imbroglio.
      Il voto di castità possono farlo tutti.

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  3. Nell’enciclica sul “Celibato sacerdotale” Paolo VI ribadì l’esigenza del celibato ecclesiastico, pur ammettendo che “il Nuovo Testamento, nel quale è conservata la dottrina di Cristo e degli Apostoli, non esige il celibato dei ministri sacri . . . Gesù stesso non ha posto questa pregiudiziale nella scelta dei Dodici, come anche gli Apostoli per coloro i quali venivano preposti alle prime comunità cristiane”. (Lettera enciclica “Sacerdotalis Cælibatus” di S.S. Paolo VI sul celibato ecclesiastico, EP, 1967, p. 5) - 1 Cor. 9:5: “Non abbiamo anche noi il diritto di portare con noi una moglie credente come l’hanno gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Pietro?” (Altre versioni qui hanno “Cefa”, nome aramaico di Pietro; vedi Giovanni 1:42. Vedi anche Marco 1:29-31, dove si parla della suocera di Simone, cioè di Pietro). 1 Tim. 3:2: “Il vescovo bisogna che sia . . . marito di una sola donna [“non sposato che una sola volta”, CEI]”. Quindi il celibato obbligatorio NON è evangelico.

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  4. Scusa Gus, ti avevo mandato una mail chiedendoti se il mio blog fa ancora i capricci.
    L'hai ricevuta? Grazie. Cri

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    1. Cris, il mio sistema operativo è windows 10 e il sistema quando arriva una mail la notifica.
      Non ho ricevuto mail da te, forse hai sbagliato l'indirizzo.
      In ogni caso il tuo blog è in regola e non si riscontrano malware.
      Ciao.

      P.S.

      Ora ti scrivo io così controlli il mio indirizzo.

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    2. Infatti se uno volesse scriverti come fa??

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    3. Ora ti scrivo e così hai l'indirizzo mail.
      Cristiana l'aveva.

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  5. L'astensione sessuale è un valore che non mi appartiene. Anzi, non ho mai creduto che fosse un valore, quanto più una scelta, condivisibile o meno.
    Personalmente non sono mai riuscita a comprendere coloro che rinunciano ad una parte così importante del proprio essere, a prescindere dalle ragioni che li spingono a farlo. Tuttavia, nella vita non si può comprendere tutto.
    Baci.

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  6. L'atto sessuale secondo la dottrina cattolica è ammesso solo nel matrimonio. Negli altri casi diventa "Non commettere atti impuri". L'atto sessuale è un piacere egoistico se non ha la benedizione sacramentale del matrimonio. Generalmente i Comandamenti individuano in un atto l'errore che teologicamente viene chiamato "peccato".
    In pratica può succedere che la coppia finisca per lasciarsi e quindi non si sposa.
    Resta solo l'atto fisico finalizzato solo al piacere materiale e di questa terra.
    Dama è una spiegazione teologica. Io sono stato coerente a quanto chiesto dal Signore, ma capisco le tue perplessità.
    Il binomio amore-sesso non dovrebbe essere un peccato. In ogni caso il matrimonio lo estingue.
    Forse è una precauzione per chi cambia fidanzato ogni anno e alla fine avrà fatto sesso con 50/60 persone.
    Insomma, Dio è un furbacchione: prevenire è meglio che curare.
    Spero tanto che tu mi comprenda e riconosca il bene che ti voglio.

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    1. In prospettiva cristiana, la sessualità non è un bene di consumo o una fonte di gratificazione fine a se stessa. La sessualità è il linguaggio dell'amore e questo linguaggio può essere più o meno veritiero, più o meno menzognero. Una unione sessuale si colloca nella luce della verità quando l'unione dei corpi simboleggia e compie l'unione delle esistenze e, quindi, esprime una relazione di totale coinvolgimento, di reciproca conoscenza, di corresponsabilità, di condivisione. Unirsi fisicamente al di fuori di questo contesto umano denso e impegnativo banalizza la sessualità, la appiattisce sulla genitalità e la svuota del suo significato più autentico, rendendola una «parola» vuota e superficiale, anche se momentaneamente esaltante. Uno dei punti fermi della morale cattolica in tema di sessualità è che l'unione sessuale trova il suo contesto appropriato soltanto nel matrimonio perché solo nel matrimonio, inteso come progetto globale di vita, la sessualità può esprimere le due dimensioni fondamentali dell'amore coniugale, la comunione e la fecondità.
      Sotto questo punto di vista bisogna distinguere «i rapporti occasionali con chi capita» dai rapporti intimi tra fidanzati che siano onestamente impegnati nel loro itinerario verso il matrimonio. I fidanzati sono orientati verso la pienezza della vita a due e, quindi, il loro desiderio di intimità sessuale non può essere giudicato l'effetto di una semplice pulsione istintiva, né rappresenta sempre un semplice «esperimento», ma può rispondere al comprensibile bisogno di esprimere nel linguaggio del corpo la ricchezza di un'esperienza che nessuna parola detta potrà mai contenere. Tuttavia, proprio per il fatto che sono ancora fidanzati, essi stessi dimostrano che - per circostanze diverse, interne o esterne alla coppia - il loro cammino verso il matrimonio non è ancora giunto a pienezza. Sarebbe offensivo dire che i rapporti prematrimoniali tra fidanzati siano da equipararsi al mordi e fuggi del sesso occasionale, ma non si può neppure dire che i rapporti sessuali tra fidanzati possano essere assimilati ai rapporti tra sposati. Si tratta di rapporti «prematuri» (Persona Humana, n. 7) che si pongono - è vero - all'interno di un percorso che è orientato a raggiungere la pienezza e la stabilità della vita coniugale, ma che non ha ancora maturato tale pienezza e stabilità del patto.
      Per questo, motivo nella morale cattolica, i rapporti prematrimoniali non sono solo sconsigliati, ma sono proprio esclusi. Qualcuno potrà concludere che, a livello pratico, la Chiesa non distingue tra rapporti occasionali e rapporti prematrimoniali, ma - come ho cercato di mostrare - il giudizio morale nelle due situazioni è molto diverso. La proposta pastorale per due fidanzati è di accordarsi con i tempi e le dinamiche della loro preparazione al matrimonio, crescendo nella giusta intimità e riservando alla vita coniugale l'espressione fisicamente ed emotivamente più completa del loro amore.


      Cara Dama ho riportato il parere di un teologo, del resto anche io ho attestati sul mio essere teologo.
      Forse spiego meglio io, anche se l'altro ha un linguaggio più raffinato.
      Questo signore è padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale.

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  7. E' una delle ragioni per cui non vado d'accordo con la religione cattolica. Per me non sono atti impuri. Ed è ora di finirla di rendere tutto peccato. E' il nostro corpo, siamo fatti di carne e di sangue. Se avessimo dovuto essere asessuati ci avrebbero fatti di aria pura, privi di un corpo materiale che ricerca anche il piacere. Un atto egoistico? sicuramente. Ma non vedo perché il piacere debba essere tacciato per impuro a meno che non venga vissuto all'interno del matrimonio. Se esiste un modo per essere più vicini a chi si ama, sinceramente io non lo conosco. E si può amare anche senza averlo proclamato di fronte ad un prete.

    Gus, l'affetto non c'entra nulla :) si può essere in disaccordo senza intaccarlo minimamente. Per me è così, te lo assicuro.

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    1. Ti ringrazio Dama.

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    2. Come ha fatto rilevare Alahambra la dizione "Atti impuri" è stata cancellata e il comandamento riguarda l'adulterio.
      La proposta pastorale per due fidanzati è di accordarsi con i tempi e le dinamiche della loro preparazione al matrimonio, crescendo nella giusta intimità e riservando alla vita coniugale l'espressione fisicamente ed emotivamente più completa del loro amore.
      III. L'amore degli sposi
      2360 La sessualità è ordinata all'amore coniugale dell'uomo e della donna. Nel matrimonio l'intimità corporale degli sposi diventa un segno e un pegno della comunione spirituale. Tra i battezzati, i legami del matrimonio sono santificati dal sacramento.
      2361 « La sessualità, mediante la quale l'uomo e la donna si donano l'uno all'altra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda l'intimo nucleo della persona umana come tale. Essa si realizza in modo veramente umano solo se è parte integrante dell'amore con cui l'uomo e la donna si impegnano totalmente l'uno verso l'altra fino alla morte »

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  8. Il Comandamento è non commettere adulterio.
    Questo degli atti impuri è una mistificazione dovuta a traduzioni successive e necessità di imbrigliamento.
    Versioni antiche e, grazie al cielo, sorpassate.

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    1. Ciao Ambra.
      L'adulterio è l'atto sessuale di un coniuge compiuto con un'altra/altro.

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    2. So cos'è l'adulterio. Quello che sto dicendo è che il comandamento "non commettere atti impuri" non esiste.
      Il Comandamento che esiste è "non commettere adulterio".
      E non mi chiamo Ambra.

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    3. Ambra, non si tratta di versioni antiche ma del Catechismo della Chiesa Cattolica:


      IL SESTO COMANDAMENTO:
      NON COMMETTERE ATTI IMPURI
      Che cos'è la virtù della castità?
      La castità è quella virtù che esprime la positiva integrazione della sessualità nella persona, e conseguentemente l'unità interiore dell'uomo nel suo essere corporeo e spirituale. è strettamente dipendente dalla virtù cardinale della temperanza, che mira a sottomettere alla ragione le passioni e gli appetiti della sensibilità umana.

      Quali sono i principali peccati gravemente contrari alla castità?
      Sono la ricerca solitaria del piacere sessuale, i rapporti prematrimoniali o extramatrimoniali, le pratiche omosessuali, la pornografia.

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    4. http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm
      L SESTO COMANDAMENTO

      « Non commettere adulterio » (Es 20,14).217

      « Avete inteso che fu detto: "Non commettere adulterio"; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore » (Mt 5,27-28).

      Ora se vuoi continuiamo a discutre ma il significato a me pare cristallino. Compreso cosa dice il sesto comandamento.

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    5. E ribadisco nel dubbio: non si fa menzione di atti impuri che sono sì stati nel Catechismo ma che sono frutto di errate traduzioni e di volontà di sottomissione cieca.
      Per fortuna siamo andati oltre e le cose che sostieni sono antiche e, come dicevo altrove, solo un elenco di prassi e regole. Dottrina che non serve a niente se non a reprimere. Siamo andati oltre, abbiamo superato e ripeto, grazie al cielo, quella fase.

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    6. Ambra, non cambia niente:


      III. L'amore degli sposi
      2360 La sessualità è ordinata all'amore coniugale dell'uomo e della donna. Nel matrimonio l'intimità corporale degli sposi diventa un segno e un pegno della comunione spirituale. Tra i battezzati, i legami del matrimonio sono santificati dal sacramento.
      2361 « La sessualità, mediante la quale l'uomo e la donna si donano l'uno all'altra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda l'intimo nucleo della persona umana come tale. Essa si realizza in modo veramente umano solo se è parte integrante dell'amore con cui l'uomo e la donna si impegnano totalmente l'uno verso l'altra fino alla morte »: 240

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  9. Caro Gus, riconosco la grande difficoltà che chiunque ha nel comprendere questo immenso comandamento.
    È strano, solo da poco tempo ho forse compreso appieno il tutto ma non dico di più perché è qualcosa di profondamente interiore.
    Comunque in poche parole ecco cosa ho compreso ed ora ne sono molto convinta, ovviamente potrei sbagliarmi.
    La purezza dell'uomo o della donna non differisce. Essa è insita in noi e non ci rendiamo conto che non è questione di adulterio, molto grave per la cristianità, ma di rispetto del nostro corpo, tempio di Dio e grave offesa nei suoi confronti, per non parlare della mancanza di rispetto, in termine umano, verso noi stessi.
    Non è grave il piacere indotto da soli ma come offesa, se abbiamo fede, sentiamo che è peccato e vogliamo in tutti i modi astenerci da ciò ma è difficile ed a volte, magari, non è neanche peccato...tutto dipende dai perché accada ciò. Siamo umani e fallaci, purtroppo...
    Comunque, credo e so che non è un peccato grave e che tutto è visto e giudicato da Dio e non dall'uomo, Lui conosce i veri motivi. Ecco perché tutto porta anche al non giudicare...
    Ma noi se possiamo dobbiamo evitare perché offende e ci offende. La scelta sta a noi ed alla nostra riconoscenza al peccato.
    Ti abbraccio e grazie, scusa la lunghezza. Ciao.

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    1. Nella risposta a Ambre è spiegato che la sessualità è cosa buona solo nel matrimonio sacramentale.
      Abbraccio.

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    2. Non ho capito, quindi cosa pensi su ciò che ho scritto. Non cedo di aver fatto cenno al matrimonio sacramentale. Semplicemente perché questo è per me ovvio.

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    3. Credo e non cedo...pardon

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    4. Pia, la sessualità in ogni sua forma è accettata e benedetta solo nel matrimonio.
      Fuori da questa unione sacramentale diventa peccato perché è fine s se stessa, cioè piacere egoistico.
      Sulla gravità del peccato non posso dire niente. E' solo nel sacramento della Riconciliazione che il confessore può entrare nel merito. Il connubio pentimento-assoluzione porta al perdono del peccato. Anche la reiterazione dei peccati è valutata dal Confessore.

      Riguarda all'adultera , "Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va' e non peccare più».

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    5. Sì, Gus ora capisco e concordo. Grazie.
      Non dimentichiamo che il confessore nell'esercizio della sua professione è infine investito di Spirito Santo, quindi Dio. Ciao.

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    6. Scusa è meglio dire funzione...

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    7. Per questo penso che credere in Cristo non sia sufficiente. Solo la Chiesa può perdonare i nostri peccati che per la complessità della loro natura non sono compresi da chi li commette.

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    8. C'è un passo del Vangelo in cui Cristo dice ai discepoli (simbolo dei confessori) che tutto quello che loro perdonano sarà perdonato. Se non ci sono imbrogli è la Chiesa che rimette i peccati.
      Ma solo il Padre illuminando il confessore di Spirito Santo rende credibile le parole del Figlio. Ci sono confessori che imbarazzano le ragazze con domande oscene.
      Allora cosa credere?
      Dobbiamo credere che l'uomo che si pente veramente dei peccati e accede ala Sacramento della Riconciliazione è perdonato a prescindere da quello che dirà il confessore.
      Perché Dio che conosce anche il numero dei capelli che hai in testa legge nel tuo cuore e nella mente.
      Il linguaggio e la simbologia delle scritture e i Vangeli di Cristo io, nel piccolo, li conosco. E' chiaro che posso sbagliare e quindi le mie sono solo opinioni.
      Per aprire un blog devi scegliere un sistema operativo e seguire le istruzioni di Google ponendo la domanda nel motore di ricerca. Ma tu hai già un blog.

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  10. Parole sacrosante, Gus, se i sacerdoti fossero sposati, giustamente, avrebbero più a cuore la propria famiglia che la comunità, questo è già verificabile nelle chiese dove i pastori, i sacerdoti... si sposano. Difficilmente antepongono la comunità alla famiglia, tant'è vero che i figli dei "pastori" non conducono la medesima vita dei figli
    di coloro che frequentano la chiesa in questione, ma conducono una vita priviliegiata.
    sinforosa

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    1. La famiglia è il nucleo del cattolicesimo. La cosa più importante.
      Dedicarsi completamente ad essa contrata l'esercizio del sacerdozio.
      Ciao Sinforosa.

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  11. Una vita di castità non fa per me, sorry :)

    Moz-

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    1. Solo Francesco dopo aver peccato molto visse in castità.
      Nessuno è casto nel senso radicale del lemma.
      Capisci anche tu che scopare per placare la spinta del picco ormonale ingannando una donna con accenni all'amore è una cattiveria.

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  12. Non credo che per "servire il Signore" la castità distolga. Credo piuttosto il contrario, visto che la mancanza di sesso può portare al pensarci sempre e visto anche quanti casi di pedofilia ci sono tra i preti.

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    1. E' statisticamente provato che gli adulteri e i pedofili sono sposati.
      Il vero problema è la fede. Se è solo un fuoco di paglia la castità va a farsi fottere.
      Ciao.

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  13. Argomento alquanto controverso la questione del celibato nella chiesa.
    Spesso ci porta a decidere per toglierlo, per togliere molte infamie che si celano nascoste nell'ambito nell'ambiente religioso, ma il ragionamento che tu fai ricordandoci le parole di San Paolo non fanno una piega,.
    La distrazione e i doveri di una famiglia comune, tolgono attenzione a quello che deve essere dedicata al Signore, inevitabilmente e anche naturalemente.
    La questione è molto delicata , ma dal punto di vista strettamente religioso questa decisione è giusta.
    Un abbraccio serale

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    1. Un prete con carisma, pulito dentro, è meglio di 1000 sporcaccioni.
      Abbraccio Nella.

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  14. Ciao August, sono passata per salutarti,so che in questo periodo sono molto latitante, perdonami, ti leggo, come sempre post molto interessanti, ma non ho la forza fisica di soffermarmi per rispondere. Metto tutte le mie forze per riuscire a compiere tutte quelle azioni e impegni che in questo periodo sono importanti per la vita comunitaria e di fraternita, altro non riesco a fare, per i miei acciacchi.
    Ti abbraccio
    Dani

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    1. Grazie di aver scritto. Non ti sentivo da parecchio e mi preoccupavo.
      Non stancarti.
      Abbraccio.

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