mercoledì 5 maggio 2021

Storia di una tredicenne

 


Daniele scrive: 


La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema.




                           Cronaca di una violenza sessuale



La prima volta che gli inquirenti la sentirono come testimone aveva 13 anni. L’altro giorno, a 22 anni, era di nuovo lì, davanti alla Corte, a raccontare come andò quand’era ragazzina. Lei è la vittima, il reato è violenza sessuale e lo sfondo è Genova.
Per nove anni - nove - le complicazioni del processo sono cresciute assieme a lei in una specie di gioco dell’oca dove un passo avanti non è mai stato definitivo. Ne sono sempre seguiti due indietro, poi uno stop, poi un passaggio dal via, e ancora avanti temendo di retrocedere. E di tanto in tanto il sistema Giustizia ha preteso che lei si presentasse in aula a testimoniare. Anche se lo aveva già fatto altre volte, anche se agli atti c’era una prova audio che lei stessa aveva registrato per incastrare l’autore degli abusi. Niente è sembrato bastare nemmeno nell’ultima tappa della sua storia processuale: l’hanno richiamata di nuovo in aula. E lei, con la pazienza di Giobbe, ha spiegato una volta ancora dettagli che vorrebbe soltanto dimenticare.
Nel 2012, quando a scuola e a casa si accorsero che non era più la stessa, il danno era ormai fatto; il papà di una sua compagna di scuola, si scoprì, aveva a lungo abusato di lei e quella ragazzetta di 13 anni riuscì a registrare un audio nel quale lui, in sostanza, ammetteva gli abusi. In primo grado l’uomo fu condannato per una parte dei reati e assolto per un’altra, così il pubblico ministero fece ricorso per ottenere la condanna piena e ci riuscì. Ma a quel punto fu la difesa a fare ricorso in Cassazione: «C’è un difetto di motivazione», dissero gli avvocati di lui. La Cassazione decise che stavolta avevano ragione loro, il processo tornò in aula e lei fu chiamata di nuovo a testimoniare. Finì che lo condannarono anche stavolta «ma il giudice ha fatto domande suggestive», lamentarono fra le altre cose i legali dell’uomo. Altro ricorso in Cassazione che confermò: domande suggestive. Tutto annullato e ritorno in Corte d’appello.
Solo che, appunto, fra un passo avanti e uno indietro lei è diventata pellegrina delle aule di Giustizia e a 22 anni ha ricevuto un’altra convocazione: presentarsi in aula, prego. Ed eccola lì, di nuovo, a raccontare tutto daccapo. L’hanno condannato (è la terza volta) ma siamo ancora in appello ed è scontato un nuovo ricorso in Cassazione. Quindi nulla è detto, salvo una cosa: lei non ne può più.



Storia letta sul Corsera
Giusi Fasano | 02 maggio 2021

52 commenti:

  1. Una storia agghiacciante che unisce all'orrore che la vittima ha dovuto subire da piccola, l'assurda durata dei processi e lo scandaloso uso di vili cavilli giudiziari per prolungare di fatto la sofferenza della vittima. Un post forte come è giusto che sia, una storia che non può lasciare indifferenti ma non deve solo indignarci bensì attivarci anche attraverso il voto verso chi vorrà punire queste nefandezze più duramente oltre che impedire che banali vizi burocratici di forma ma di poco conto permettano al reo di continuare a sperare ancora gettando la vittima in un sempre maggiore stato di prostrazione

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  2. Il maschilismo ha reso cieca anche la Magistratura che permette l'uso costante di cavilli e menzogne che rendono un processo interminabile.

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  3. Questo è un tema molto delicato di cui le cronache sono zeppe-Buona giornata.

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    1. E' un qualcosa di terribile che stento a crederci.
      Ciao Olga.

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  4. Ho paura di leggere e scrivere su di esso.

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    1. Concordo Irina.
      E' una storia orribile.
      Ciao.

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  5. La sofferenza della donna passa totalmente inosservata. Vite di donne ripetutamente dilaniate dal dolore. E' devastante.

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    1. E non si riesce a trovare una soluzione.
      Ciao Caterina.

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    2. Come non si riesce a trovare una soluzione? Perché tu credi ancora alla giustizia?
      Hai visto il film "gli uomini che odiano le donne"?
      Guardalo. Bel thriller. Rooney Mara meritava l'oscar. È una bravissima attrice, era stata candidata, ma poi ha vinto il buonismo degli ipocriti premiando la solita Meryl Streep, ovviamente interpretando la Thatcher.

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    3. La serie "Millennium" , ho letto anche il libro.
      Lisbeth Salander è una giovane hacker investigatrice dal carattere riservato e sotto interdizione legale, incaricata di indagare su Mikael Blomkvist da parte di Dirch Frode, avvocato della famiglia Vanger. A causa di un malore del suo tutore le viene assegnato un nuovo avvocato, Nils Bjurman, un sadico che sfrutta la sua posizione per estorcerle favori sessuali. Impotente di fronte al suo tiranno viene stuprata, ma organizza una trappola grazie alla quale riesce a ricattarlo, per poi vendicarsi e marchiarlo di infamia con un tatuaggio.
      Ti consiglio di guardarlo stasera.

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    4. Meryl Streep, ovviamente interpretando la Thatcher.
      Non l'ho visto di proposito.

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    5. La serie "Millennium" è su Ski?

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    6. Gesù ha ragione io sono con lui.

      Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4 Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
      5 E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.
      6 Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. 7 Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

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    7. E' un brano dei Vangeli terrificante. Diventare piccolo e puro come un bambino è quasi impossibile.

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    8. Si può interpretato anche così:... Forse quel brano voleva dire di avere la forza e coraggio dell'adulto nel fidarsi del "bambino" che è in noi, inteso come l'affidarsi e fidarsi di sé stessi, della fede di Gesù.

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    9. La fede è Teresa, Francesco. Noi siamo lontani da quella Luce.

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    10. La fede è un dono... Dato a caso.

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    11. Penso a San Francesco. Quello che era e quello che sarebbe diventato. Per me è un Mistero.

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    12. Francesco ha rinunciato a tutto ma non si è fatto mancare nulla. Non dico che è un santo perché io non l'ho conosciuto. Per San Pio e Santa Teresa è un'altra storia per loro ho un affetto sincero.
      Il mistero è ignoranza, gus.
      'notte

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    13. Da un punto di vista storico le circostanze della conversione di San Francesco non sono state chiarite e si hanno notizie solo attraverso le agiografie.
      Questo teologicamente si chiama Mistero.

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    14. «Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Per questo mi chiamo Francesco, come Francesco da Assisi», Così il neo Papa Jorge Mario Bergoglio ha svelato la scelta del suo nome durante una conferenza stampa con 5000 giornalisti. Francesco ovvero, ha spiegato il papa «uomo di povertà, uomo di pace. L'uomo che ama e custodisce il Creato; e noi oggi abbiamo una relazione non tanto buona col Creato...».

      Jorge Mario Bergoglio

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  6. Quasi dieci anni dopo, i giudici della Corte di Cassazione hanno scritto un nuovo capitolo sulla morte di Martina Rossi e dato il via a nuovi dibattimenti, udienze, testimonianze. Il verdetto con cui hanno annullato la sentenza di assoluzione rimette al centro del processo i due 28enni di Castiglion Fibocchi che quel 3 agosto 2011 erano nella stanza 609 dell'hotel Santa Ana di Palma di Maiorca insieme a Martina.

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    1. E di Serena Mollicone? Il padre è morto senza avere giustizia.

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    2. In ogni cosa penso che la giustizia non sia la vendetta e l'ultimo grado è decisivo.

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  7. In materia di donne è proprio ritardo la parola chiave. Lo incontriamo in ogni campo della vita femminile e non è difficile scorgere il nesso tra questo ritardo e la violenza.

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  8. È forte questo post, genera una sorta di smarrimento e rabbia nel riflettere su quelle che sono le istituzioni che non ci difendono e non ci tutelano..una donna che subisce violenza dovrà per tutta la vita combattere contro questa ma anche contro la ruota della giustizia che spesso tarda ad arrivare..situazioni come queste sono fuori da ogni commento e considerazione,un'infanzia rubata ed una vita segnata..
    Ciao gus buona serata

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    1. Si tratta di una storia terrificante perché si evidenziano l'angoscia della ragazzina da 13 a 22 anni ancora legata a un evento terribile, e l'accidia dei magistrati verso un dolore che potrebbe durare all'infinito.
      Ciao Ges.

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    2. Come si è comportata Lisbeth con il suo stupratore non è semplice.
      Ma non bisogna demoralizzarsi.. Bastano due persone es. il padre e il fratello di una ragazzina stuprata e prendere il delinquente di notte legarlo al letto e poi fare quello che ha fatto alla ragazzina. L'unica cosa è che... l'oggetto rimane per tutta la notte e se vive da solo peggio per lui. Lisbeth poi con la macchina dei tatuaggi gli ha scritto sulla pancia: "porco".

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    3. Non è questo che risolve un problema.

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    4. No, ma si può creare un precedente che può servire per il futuro di tutte noi. Dei bambini.
      Se ti avessero violentato tua figlia a 13 anni cosa avresti fatto? Avresti aspettato 10 anni per avere giustizia? Non credo.
      Hai visto il film?
      No gus, non sperare nella giustizia perché non è uguale per tutti. E non lo sarà mai. Anzi..

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    5. Parlo concettualmente perché per conoscere una realtà devi viverla.
      La prima cosa è dare te stesso per aiutare la piccola a superare il trauma. Il pedofilo è atteso dall'ergastolo. Avvocato super e un sacco di soldi per farlo impegnare al massimo.

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    6. L'ergastolo oramai non lo danno nemmeno agli assassini. Non dire sciocchezze.

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    7. Le pene blande nei confronti di aggressioni alla donna, violenze fisiche e psicologiche, stupro, pedofilia e femminicidio, secondo il mio punto di vista, favoriscono la violenza.

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    8. Perfetto, vedi che mi segui? ...lo stupratore sadico di Lisbeth l'ha passata brutta. Con la scritta "porco" sulla pancia e con quello che ha subito gli è passata la voglia di stuprare. Si è adattato ai filmetti pornografici, ma Lisbeth, essendo un hacker gli ha proibito di guardare anche quelli. ☺️
      Gettarlo negli abissi del mare con un cappio al collo sarebbe anche troppo bello.
      Poi possiamo anche perdonare poverino.
      Ciao Gus.

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    9. https://tg24.sky.it/spettacolo/serie-tv/2020/05/27/lisbeth-salander-serie-tv
      Si vede

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    10. A produrla sarà Amazon, e il titolo sarà The Girl With The Dragon Tattoo. Lo show, però, non sarà l’ennesimo adattamento, bensì qualcosa di completamente originale. La geniale e un po’ (un bel po’!) disagiata Lisbeth, infatti, si muoverà nel mondo di oggi in un setting completamente nuovo, con nuove storie e nuovi personaggi.



      Io non ho Prime e su Sky non c'è.

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    11. Infatti è diventata così perché ha subito troppi stupri da bambina. E del suo avvocato-tutore con il ruolo che esercitava che ne pensi? Lui non era un... disagiato? E no... 😁 Lui era laureato. E di queste persone che bisogna prenderle a distanza.

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    12. Non ho visto il film.

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    13. Però di lei sapevi
      La geniale e un po’ (un bel po’!) disagiata Lisbeth..
      Non hai visto cosa ha fatto a lei? Eppure lui era un privilegiato...

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    14. Bene, qui chiudiamo il post.

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  9. Storie terribili che la lentezza e l'inettitudine burocratica non aiutano affatto a far sparire.

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    1. Una riforma del diritto penale è possibile, mentre una società dove il maschio è il padrone è difficile cambiarla. I padroni non si muovono per perdere il potere.

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  10. Storie di un'ordinaria e triste società machista e genderista che non ha rispetto per niente e nessuno e inneggia solo alla violenza.
    Speriamo venga approvato il ddl Zan, al fine di proteggere chiunque sia stato o sarà vittima di una violenza e di punire i responsabili con pene davvero efficaci.
    Ti abbraccio.

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    1. Sono favorevole all'inasprimento delle pene e alla riforma del diritto processuale.
      Un abbraccio Francesca.

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  11. buona giornata Gus!

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  12. Spesso succede proprio così: la tutela della vittima passa in secondo piano, come se questa fosse soltanto un semplice attore del processo.

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  13. Purtroppo è un'anomalia frequente.

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