lunedì 21 maggio 2018

La nostra società è ingiusta








Si parla spesso di ingiustizie, ma il mondo seguita a camminare sempre verso una direzione sbagliata,
cioè privilegiare chi è già avvantaggiato. 
Ognuno potrebbe, teoricamente, avere quel che merita se vivessimo in una società giusta, solidale, egualitaria, organizzata per riconoscere ed attribuire i meriti in base alla capacità o agli sforzi fatti.
Non mi pare che il ritratto di una società competitiva come la nostra assegni in base a meritocrazia, poiché i “meriti” premiati sono la concorrenza, il risultato ottenuto a qualsiasi prezzo e con qualsiasi mezzo. Chi parte già avvantaggiato per stato sociale conserva sempre questo privilegio iniziale. Questo è un approccio liberale e individualista. Quindi X, portatore di uno stato economico più favorevole rispetto a Y, manterrà sempre questa rendita di posizione non già secondo meriti ma in base agli accessi consentiti.
Una società giusta è invece quella che tende ad essere egualitaria, cioè una società nella quale si tende a ridistribuire, tra tutti coloro che fanno parte di una certa comunità, le risorse disponibili, realizzando (tendendo a realizzare) una sostanziale eguaglianza.


18 commenti:

  1. Immagine:

    Fra i nomi più chiacchierati di questo 2018 c’è sicuramente quello di Francesca Michielin, uscita lo scorso gennaio col suo terzo album, 2640.

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  2. Eh lo so, quella è utopia. Una forma di gustizia che non c'è mai stata. però ogni tanto anche la gente X precipita, e diventa peggio della Y :)

    Moz-

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    1. Miki, sono eccezioni che confermano la regola.
      Per esempio, uno stralunato come Lapo Agnelli, senza quel cognome, al massimo sarebbe arrivato a fare l'arrotino.

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    2. Questo è un discorso razzista verso gli arrotini, pensi facciano un lavoro da scemi? Vorrei vedere te.. io, di certo, non sono capace.

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    3. Parliamo di meritocrazia. Ci sono lavori che la gente che vive in una società opulenta non vuol fare.

      Lapo per guadagnare 10/20 euro al giorno ,senza eredità sarebbe costretto a farlo.

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  3. Ha ragione Miki, una società giusta è purtroppo utopia. Non sono d'accordo sul discorso di Lapo: nel senso che magari, in un contesto diverso, avrebbe sviluppato delle doti che invece, cresciuto nella bambagia e nell'agio, non ha sviluppato.

    Poi il mondo dei ricchi ha tutte le sue logiche :D

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    1. Riky, l'utopia è qualcosa che abbiamo inventato per sfruttare chi è povero.

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  4. La ricchezza non è una colpa. Chi parte avvantaggiato, beato lui. Io di certo non li invidio e non li guardo male.

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    1. Certo Sara, la ricchezza non è una colpa, ma il problema è che non è nemmeno un merito.
      Se fossi capo del Governo farei una bella tosatura con un'imposta di successione corposa con il 50% in favore della disoccupazione.
      Chissà se il Movimento 5Stelle avrà pensato a questa nuova entrata da destinare al finanziamento del reddito di cittadinanza.

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    2. L'Italia è uno dei Paesi dove, dopo la crisi economica dell'ultimo decennio, la disuguaglianza sociale è più aumentata e dove la concentrazione di ricchezza verso l'alto è diventata più evidente. Lo scrive l'Ocse nel rapporto 'The Role and Design of net wealth taxes', spiegando quindi che uno dei modi per ridurre più velocemente i divari di ricchezza è l'imposizione della tassa patrimoniale.

      L'Ocse esamina l'utilizzo della patrimoniale nei Paesi membri ed evidenzia tutti i pro e i contro della tassa. I risultati indicano che, in generale, la necessità di adottare "una tassa sulla ricchezza netta" è minima nei Paesi dove sono applicate su larga scala le tasse sui redditi e sui capitali personali, comprese le imposte sulle plusvalenze, e dove le tasse di successione sono ben disegnate. Al contrario, potrebbe funzionare ed essere utile dove la tassa di successione non esiste e dove le imposte sui redditi sono particolarmente basse.

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  5. Sarebbe bello ma... La vera giustizia non è e non sarà mai di questo mondo. Ciao Gus e buona continuazione di giornata.
    sinforosa

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    1. Lo so, Annamaria, ma combattere le ingiustizie è possibile.

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    2. La famiglia è il modello di una società giusta, la famiglia è il luogo dove le relazioni si basano sulla solidarietà e sulla gratuità e non sulle competizioni, e sulla sopraffazione.
      Così in un discorso asseriva Papa Francesco in uno dei paesi da lui visitato, per ridefinire il volto di una società “ giusta” basata sulle relazioni umane, a partire dall'esperienza della vita familiare.

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  6. Vorresti una società giusta ed egualitaria dove perfino i principali portavoce del messaggio Unico di società giusta ed egualitaria, quello di Cristo, se la vivono bellamente alla faccia dei poveri? Hai mai sentito parlare di "esempio"?

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  7. L'esempio l'ha dato Cristo e ci ha lasciato lo Spirito Santo, cioè Dio dentro di noi. E noi?
    Preferiamo una scopata sicura qui più di una vita eterna tutta da verificare.

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