venerdì 11 agosto 2017

Il cammino della poesia


Quello che noi spesso dimentichiamo è che la poesia nacque come epica, per semplificare possiamo chiamarla la poesia delle gesta ed aveva una particolare funzione ,doveva svolgere una funzione educativa, doveva comunicare ed esprimere. Era inammissibile una poesia non utile, non direttamente produttiva di qualcosa e per produzione intendo proprio la produzione di senso. Questo problema nasce già con i lirici greci che però pur sovvertendo in parte i canoni tradizionali e dando luogo alla poesia dei sentimenti continuano a percorrere la strada dell’utilità. Sono i lirici latini che presentano la seconda cesura, la poesia lirica si distacca definitivamente da quella epica non solo per i temi ma anche perché abbandona ogni scopo comunicativo o finalistico. Da quel momento in poi irrompe tutto e si perde il patto (che era stato sotteso nella poesia epica) e rimane un nuovo modo di fare poesia . Il poeta non deve indagare né verità , né deve darci una interpretazione di verità , non deve essere sottomesso all'oggetto, non deve più parlare della morte (oggetto) per renderla fatto universale. Deve accovacciarsi come meglio crede sull'oggetto, il poeta copre l'oggetto non lo scopre qui che la soggettività diventa prevalente, aperta la poesia al lirismo e liberato il poeta da ogni condizione di finalismo comunicativo è ovvio che il soggetto diventa oggetto della poesia.  Non è più la morte che viene raccontata ma è il poeta che è e sente morte ad essere oggetto della poesia. Ecco perché non riuscirà con molta difficoltà a trovare qualcosa che risponda al suo canone.
In questa assenza di patto però non possiamo vedere solo una perdita, a mio parere c'è anche una conquista appare sul palcoscenico umano la possibilità di infinite verità soggettive tessere non più quadri, pezzi isolati non più affreschi unitari, ma il loro valore rimane comunque straordinario perché ci permette di vedere e di rintracciare l’umanità attraverso dei frammenti infinitesimali spesso diversi per canone e per scelta linguistica che non ci raccontano più la morte ma le mille morti. Da una poesia non si può scorgere il mondo se non per frammenti rattoppati da gli occhi degli altri, il lettore di poesia deve essere umile ,non si deve aspettare niente, non deve cercare né verità né insegnamento, né illuminazione, né spiegazione del mondo, deve solo farsi prestare per un istante gli occhi di un altro stupendosi per la coincidenza identica del vedere insieme, nel vedere stupendosi ancora di più nel vedere il mai visto.

27 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: odissea omero.

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  2. Vero il lettore di una poesia deve essere umile per far sì che le emozioni, le sensazioni dell'altro (il poeta) entrino dentro di noi per farci assaporare il suo mondo. Mi vengono in mente Leopardi, Elio Fiore, o semplicemente l'Ave Maria. Ciao Gus buon fine settimana a te

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    1. Ah dimenticavo i poemi epici tipo Iliade e Odissea non godono della mia simpatia, mi dispiace. Riciao

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    2. Grazie Farfalla.
      Ciao.

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  3. Il poeta indossa una maschera e con quella racconta un poco di sè attraverso i suoi versi, il lettore deve riuscire a togliere quella maschera e scoprire l' anima del poeta.
    Buona serata.
    sinforosa

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  4. Si dice che l'uomo prima di parlare abbia cantato, che prima di scriver prosa abbia fatto poesia.
    La poesia è una espressione artistica personale , intima, sono versi che l’uomo, canta su ciò che lo affascina o su ciò che contempla, può essere la vita oppure la morte. La poesia è sogno e realtà, è raccontare qualcosa , mettendo a fuoco, ciò di cui hai paura. Primo Levi nella sua poesia “Se questo è un uomo”,
    sollecita i lettori a riflettere sullo sterminio dei lager nazisti. Ogni poesia ha più valore perché è potenzialmente eterna. Leopardi aveva una sua visione sulla vita, vita fragile, minata dal suo stato di salute, e un’attesa per un futuro migliore: “Tutti gli uomini sono accomunati nello stesso destino, che è quello di vivere un'esistenza caratterizzata dal fatto che "è funesto a chi nasce il dì natale", che l'unico piacere che l'uomo prova è figlio dell'affanno passato, che il piacere comunque non si vive mai nel presente ma o lo si è vissuto nel passato o lo si vivrà nel futuro”. Ho citato Leopardi e Primo levi, ma tanti sono che danno attraverso le loro liriche un insegnamento al mondo, e allargano la visuale della società.
    Serata serena.
    Dani

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    1. Sì Daniela.
      Io ho parlato delle diverse manifestazioni della poesia.
      Ciao.

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  5. Mhh... questo tuo discorso mi fa pensare a Nietsche.. ma non voglio divagare. Il poeta è un singolo che si fa portavoce di sentimenti o emozioni in cui tutti possono ritrovarsi. Devo lerò dire che preferivo l'epica

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  6. Io nutro serie perplessità su chi vuole, o tenta di, definire la poesia. La poesia rappresenta un'analisi esclusivamente soggettiva. Il poeta non vuole raccontare nulla, non racconta nulla neanche a se stesso, un attimo dopo aver scritto dei versi, questi non sono più suoi, non rappresentano neanche l'ombra di ciò che li ha ispirati, voler per forza verificarne senso e significato è qualcosa di pleonastico, arrogante ed inutile. Il poeta forgia appena grimaldelli, e questi servono a scardinare cuori altrui, non a capire il perché li abbia creati.
    Ognuno può, o meno, trarne beneficio. Si risparmi la fatica di capire da dove giunge la meraviglia. Un po' come con Dio. Godiamo senza troppe domande inutili.

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    1. Io non ho definito la poesia, ma solo esaminato i suoi cambiamenti.
      Dirò di più. Oggi la poesia è nei testi delle canzoni:

      Guccini, De Gregori, Capossela, Vecchioni, Battisti, De Andrè, Graziani, Battiato, Fossati.

      “Incontro” di Francesco Guccini

      E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei, la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.

      Il sole che calava già rosseggiava la città
      già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
      come un istante “dejà vu”, ombra della gioventù, ci circondava la nebbia…

      Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
      dieci anni da narrare l’uno all’altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
      “cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
      ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via”.
      E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia…

      E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
      per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
      I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
      il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
      la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste…

      Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
      ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri film:
      come in un libro scritto male, lui s’era ucciso per Natale,
      ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
      povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto…

      E pensavo dondolato dal vagone “cara amica il tempo prende il tempo dà…
      noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa…
      restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
      le luci nel buio di case intraviste da un treno:
      siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno… ”.

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    2. La poesia è dappertutto, anche quando ti fermi a margine del traffico convulso per guardare meglio un tramonto che tracima via. Poesia è un punto di vista. Certo quello più delicato. Peccato per chi ne è sprovvisto, o peggio, se ne vergogna.

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    3. Durante l'età arcaica in Grecia fiorì una vasta produzione di narrazioni epiche, oggi totalmente perdute perché tramandate oralmente. Esse raccontavano vicende riguardanti le imprese straordinarie, leggendarie o storiche, di un eroe o di un popolo, costituirono la materia a cui attinse Omero per la composizione dei suoi poemi. Fra l'VIII-VII secolo a.C. si sviluppò anche un'epica didascalica, di cui un esempio è il poema Opere e giorni di Esiodo, dedicato al lavoro umano e ai temi dell'onestà e della giustizia. Dopo il periodo classico, il genere epico conobbe nuova fortuna in epoche ellenistiche con le Argonautiche di Apollonio Rodio (ca 295-215 a.C). e in età imperiale con le Dionisiache di Nonno di Panopoli (V sec. a.C.).

      Tu parli di poesia come espressione soggettiva, io penso a un'espressione artistica che dura per sempre fino alla fine del mondo. Per esempio l'Infinito di Leopardi.
      Con tutto il rispetto quella che scrivi tu mentre bloccato dal traffico guardi il tramonto, al massimo arriva alla tangenziale.

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  7. Gus, io concordo profondamente con Franco...è inutile fare esempi con autori ed artisti di altre epoche. Anche l'espressione soggettiva dura per sempre e può essere altamente artistica...
    Inoltre molto sbagliato per me è ispirarsi a qualcuno, dovrebbe sempre essere personale per risultare vera.
    Ovviamente è una mia umile opinione.
    Ciao Gus.

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  8. Poesia, poesia, e mi prende la mano....La poesia è negli occhi, è nel cuore di chi sa guardare, sa amare....Nella Creazione tutto è poesia.
    Mio padre era poesia, quella poesia che non conosce le parole per essere espressa ma che fa scendere le lacrime per la gioia di un sorriso. Il bimbo che allunga le braccine per essere afferrato dalla madre e gorgheggiando le canta il suo amore....è poesia!
    Guardo una rosa che sboccia, un piccolo bocciolo tenero che è venuto a ringraziarmi per aver bagnato le sue radici, per averlo curato per me è la poesia del reale.
    Avevo 15-16 anni quando mio padre mi portò a vedere la grande Fracci ballare con il grande Nureyev "Il lago dei cigni"
    Ecco l'incontro tra musica, bellezza e poesia. Ancora oggi ho un fremito sano al ricordo....
    E tu lo sai quanto io ami la poesia. E so che anche tu la scopri nei posti più impensati. Grazie amico caro. Buon pomeriggio arriverò ad augurarti buona domenica? Non lo so, ma il mio augurio sarà nell'aria che respiri.....bacio.

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  9. Bellissimo Lucia, le tue sono parole e pensieri sublimi.
    Bravissima! Ciao.

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    1. Pia, parla di poesia come metafora. Io mi riferisco a un'attività letteraria concreta.
      Ciao.

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    2. La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, con il significato di "creazione") è una forma d'arte che crea, con la scelta e l'accostamento di parole secondo particolari leggi metriche (che non possono essere ignorate dall'autore), un componimento fatto di frasi dette versi, in cui il significato semantico si lega al suono musicale dei fonemi. La poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere concetti e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa, in cui le parole non sottostanno alla metrica.
      Poiché la lingua nella poesia ha una doppia funzione di vettore sia di significato sia di suono e di contenuto sia informativo sia emotivo, la sintassi e l'ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è funzionale (non solo estetico) ai fini della comunicazione sia particolare sia complessiva.
      A questi due aspetti della poesia si aggiunge un terzo, cioè quando una poesia, anziché essere letta direttamente, è ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo e il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo la dimensione teatrale della dizione e della recitazione. Nel mondo antico e in altre culture anche odierne poesia e musica sono spesso unite, come accade anche nei Kunstlieder tedeschi, poesie d'autore sotto forma di canzone di musiche d'autore.
      Queste strette commistioni fra significato e suono rendono estremamente difficile tradurre una poesia in lingue diverse dall'originale, perché il suono e il ritmo originali vanno irrimediabilmente persi e devono essere sostituiti da un adattamento nella nuova lingua, che in genere è solo un'approssimazione dell'originale.

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  10. Con i sentimenti di cui ho scritto sopra, ho scritto delle frasi,a mio sentire,poetiche. Alcune le ho fatte leggere a un prof d'italiano....non le ha bocciate,anzi. Mi ha suggerito di studiare la "metrica"perchè il "resto" c'era!
    Mi ha regalato due libri per poter studiare.....No,troppe difficoltà in fondo io sono già contenta così. Non pretendo di iniziare qualcosa che è più grande di me....
    Ciao Gus
    Qualche volta anche tu hai commentato piacevolmente.....

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    1. Bene. Studia la metrica e potresti riuscire a scrivere poesie come Leopardi.
      Io ho parlato di poesia vera. E' scritto in questo topic.
      Ciao.

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  11. Solo come Leopardi? Eh, beh allora????.....
    Scherzi a parte l'ho già detto che è difficile....e io sono io molto molto piccola....piccina come una.....Dai scherzavo è già tanto quello che ho scritto....Baci buona domenica.

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  12. L'augurio è che domani festa dell'Assunta tu possa trascorrere una giornata serena e magari non tanto calda. Nelle previsioni ho visto belle nuvole bianche sulla tua città e da noi sole. Il mal di testa che ho però mi suggerisce tempo bagnato.....Bacio Gus. Anche ai bimbi!

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  13. Ieri ho incontrato la poesia in una Milano quasi deserta, con tantissimo verde e negli occhi della mia mamma!
    Ricordi che avevo mostrato un post con la "casa-bosco"? Beh ora il verde è cresciuto e quasi non si vede la struttura della casa! Ariciao e aribacio Gus.

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  14. Buona giornata di festa, Maria intercede per noi!
    Un abbraccio.
    Dani

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  15. Urca a Gus nemmeno la Madonna salita il cielo lo commuove. Nemmeno un commento. Si sapeva che era, è un grande cristiano... Ma a gettoni, ovviamente.

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  16. Sono contenta che tu sia in vacanza e goderti la presenza dei tuoi cari. "...e vide che tutto era molto bello"...è anche il tuo pensiero?
    Buonagiornata mio caro amico un abbraccione a tutti, se ti va, altrimenti solo per te. Arrivederci. Bacio Gus

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