lunedì 26 giugno 2017

Quando la filosofia studia la politica





Hannah Arendt. Mi interessa molto la discussione su violenza e potere, due termini quasi sempre associati tanto che è diventato un luogo comune affermarne la intrinseca connessione.
Non so se ho capito bene quello che la Arendt sostiene, ma mi sembra che operi un rovesciamento di questo postulato sostenendo appunto che la violenza è solo uno strumento.
La Arendt nota come ci sia sempre stata una generale riluttanza ad occuparsi della violenza in sé, difatti esiste un consenso generalizzato fra i politologi sulla affermazione che la violenza è "la più flagrante manifestazione del potere" e Max Weber ha definito lo stato come "il dominio degli uomini sugli uomini basato sui mezzi di una violenza legittima o quanto meno ritenuta legittima".
E considera strano questo consenso a meno di non rifarsi alla valutazione data da Marx dello Stato come strumento di oppressione nella mani della classe dominante.
E' opportuno a questo punto definire cosa intendiamo per potere altrimenti non ci si capisce niente.
La Arendt dice che noi non distinguiamo fra parole chiave come "potere", " potenza" ," forza", " autorità", e "violenza".
Le quali invece rispondono a proprietà diverse ed usarle come sinonimi ( a proposito) falsa la prospettiva storica e determina una sorta di cecità rispetto alla realtà a cui fanno riferimento.
In sostanza tutti i termini enumerati sopra finiscono per identificare un'unica cosa e cioè "i mezzi attraverso i quali l'uomo domina sull'uomo".
La Arendt fa una distinzione sostanziale tra tutti quei termini:
potere = alla capacità umana di agire di concerto.
Non è mai una proprietà individuale, ma di un gruppo e continua ad esistere finché il gruppo resta unito;
potenza: indica invece una proprietà al singolare, che può essere relativa ad un oggetto o ad una persona e appartiene alle sue caratteristiche individuali. Si può realizzare in rapporto ad altre cose o persone, ma non dipende da loro;
forza: che viene usato spesso come sinonimo di violenza deve essere riservata solo alle "forze della natura" o " la forza delle circostanze", cioè per indicare forze sprigionate da fenomeni naturali o sociali;
autorità: è un termine secondo la Arendt che viene più spesso usato a sproposito e la sua specificità è "il riconoscimento indiscusso da parte di coloro cui si chiede di obbedire" in assenza di qualsiasi coercizione o persuasione;
violenza: si distingue per il suo carattere strumentale ed è quella che più si avvicina alla forza individuale poiché " gli strumenti di violenza sono creati allo scopo di moltiplicare la forza naturale finché, nell'ultimo stadio del loro sviluppo, possano prenderne il suo posto.
Il potere dunque è caratterizzato dall'agire insieme ed ha quindi a che fare con la politica.
Si può legittimamente parlare di politica e di potere soltanto in presenza di una pluralità di individui che agiscono insieme.
Dove non esiste la pluralità e l'agire comune in uno spazio pubblico e libero ( in assenza di questi due presupposti si riduce alla pura naturalità) si configurano regimi autoritari in cui impera la violenza e non si può parlare né di potere né di politica.


21 commenti:


  1. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.





    Hannah Arendt (Hannover, 14 ottobre 1906 – New York, 4 dicembre 1975) è stata una filosofa, storica e scrittrice tedesca naturalizzata statunitense. La privazione dei diritti civili e la persecuzione subìte in Germania a partire dal 1933 a causa delle sue origini ebraiche, unitamente alla sua breve carcerazione, contribuirono a far maturare in lei la decisione di emigrare. Il regime nazista le ritirò la cittadinanza nel 1937; Hannah Arendt rimase quindi apolide fino al 1951, anno in cui ottenne la cittadinanza statunitense.
    Lavorò come giornalista e docente di scuola superiore e pubblicò opere importanti di filosofia politica. Rifiutò sempre di essere categorizzata come filosofa, preferì che la sua opera fosse descritta come teoria politica invece che come filosofia politica.

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  2. Ho imparato qualcosa.
    Grazie.
    sinfiorosa

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    1. Sinforosa, tu sei una persona squisita e hai grande sensibilità.
      Ciao.

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  3. Ha fotografato la realtà con teorizzazioni di grande spessore.
    Per lei il Potere amministra in nome e per il bene dei cittadini. Quando il Potere vacilla si forma un buco dove si infila la Violenza che è fine a se stessa e non ha la capacità di evolversi in Potere.

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  4. Abbiamo moltissimi criteri per distinguere, in ogni scienza, ciò che vale in un certo campo e ciò che non vale ma, asserisce Heidegger in Essere e tempo, si è perso invece il senso complessivo di che cosa chiamiamo "è"; abbiamo dimenticato il senso di questo termine perché abbiamo ridotto l'essere all'oggettività. Ma allora, se identifichiamo l'essere con ciò che è oggettivamente dato e verificabile ne consegue, prima di tutto, che non possiamo più pensare alla nostra esistenza in termini di essere, perché non siamo mai un tutto già dato, siamo fatti di ricordi del passato, di esistenza nel presente e soprattutto di proiezioni verso il futuro, tutte cose che dal punto di vista della datità verificata non sono nulla.
    Se non possiamo più parlare dell'essere dell'uomo, perché il nostro modello di essere è quello della datità oggettiva, ciò non ha solo delle conseguenze conoscitive preoccupanti, ma ha soprattutto conseguenze morali, politiche e sociali drammatiche. Predisponiamo cioè l'essere dell'uomo a diventare oggettività manipolabile nell'organizzazione totale della società.

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  5. E' questione di dignità. Spalleggiare chi ti ha deriso non ti fa onore. Ti chiudi la porta da sola. Vergogna.

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  6. Credo non si possa fare a meno di relativizzare. Specie quando si parla di violenza, potere, politica. Siamo dominati da un sistema politico ridicolo, violento, ignorante ed elitario. Eppure mangiamo, teniamo il blog, andiamo a spasso e crediamo di poter filosofeggiare.
    In realtà siamo sotto scacco. Certo non con le catene.
    Per ora.

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    1. Gingi, sai leggere?

      "Siamo dominati da un sistema politico ridicolo, violento, ignorante ed elitario".

      Ci sono aggettivi e rabbia.

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  7. Non si amministra per il bene dei cittadini e per questo la Violenza spadroneggia. Ma non con tutti. Un popolo merdoso che vota in favore del nano e del razzista Salvini.

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  8. Quando la filosofia studia la politica...chiudo la bocca e apro le orecchie per ascoltarvi e imparare. Qui uso necessariamente gli occhi.
    Grazie e buonaserata Gus. Bacio.

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    1. Sai già tanto avendo vissuto il reale. La tua umiltà cozza con le nobildonne siciliane che si relazionano con vecchi commenti di vecchissimi post. Da mettersi a piangere.
      Bacio Lucia.

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    2. Sei una Strega insolente ;)

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  9. Mi stai trattando male la Gingi? ;)

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    1. No. Non vuol capire la differenza tra gioco e verità.
      Io le voglio bene.

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  10. A Gingi non si può più scrivere... come si fa a far parte del suo "team"?

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    1. Si può scrivere. Ha solo l'opzione di moderazione.

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  11. Mi hai ricordato la lezione della mia prof di liceo sulla banalità del male...
    Buon martedì, Tua

    P.

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    1. La banalità del Male della Arendt l'ho letto almeno 5 volte. Non si finisce mai di imparare.
      Ciao Pippa.

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  12. Scusa c'era un refuso sul commento precedente... Te lo riscrivo..

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  13. Mi hai ricordato la lezione della mia prof di liceo sulla banalità del male...

    Buon martedì, Gus
    P.

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