martedì 17 ottobre 2017

Stavo proprio bene








C'era una grande luna ieri sera, un po' offuscata da vapori di umidità.
E un grande silenzio.
IL palazzo dove abito è pressoché deserto, tutti scappati via, e non so dove.
Nessuna finestra accesa, nessuna presenza che si indovina dietro le tende degli appartamenti di fronte.
Le ragazze del primo piano dopo una giornata di studio sono uscite anch’esse.
Un po' mi manca la loro musica suonata a tutto volume, De Gregori, Dalla, Edith Piaf e Charles Trenet e le canzoni stupende di Jacques Brel.
E le telefonate chilometriche che la ragazza del pianterreno puntualmente inizia verso mezzanotte, sedendosi sul davanzale della finestra e intrattenendo l'intero condominio sui fatti suoi.
Voci, presenze, vite di cui non so niente scomparse in un giorno e solo qualche traccia, una bottiglia di detersivo sul davanzale del bagno, uno strofinaccio dimenticato ad asciugare sul filo di ferro attaccato al balcone ne testimonia l'esistenza.
Serata di malinconie, forse, dove "l'inferno degli altri" piano piano si trasforma in presenza rassicurante, nel tranquillo farsi della quotidianità, che scandisce ogni giorno e dà l'illusione di essere al riparo.
Però è bello questo silenzio dimenticato ,anche se si mescola ad una certa inquietudine uguale a quella che può prendere quando ci si ritrova senza esserci preparati davanti ad uno specchio. E non ci si riconosce.
Ma sono io quello?

12 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: Guardians At the Gate

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  2. Hai dipinto un quadro con poche frasi. Complimenti Gus, a presto😊

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  3. Stavo per scrivere lo stesso commento di Sheherazade. Hai dipinto un quadro. A volte hai questa capacità (o dovrei dire, ce l'hai sempre) di far entrare chi ti legge nel posto in cui vuoi tu. Una dote rarissima.

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    1. Ci sono momenti in cui si provano emozioni e io cerco di condividerle con chi mi legge.

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    2. Fallo ogni volta che vuoi/puoi. A noi piace leggerti.

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  4. Mi è sembrato di essere lì, esattamente come hai descritto

    P.

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    1. E ascoltavi " Non, je ne regrette rien " di Edith Piaf.

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  5. A volte il silenzio diventa pesante da sopportare e il brusio di chi ci vive attorno ci dà sentore di vita, di essere immersi nel fluire della vita che scorre. È una sensazione che col passare degli anni vivo spessissimo.
    Bel post. Ciao.
    sinforosa

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    1. Grazie.
      Ciao maestra Sinforosa.

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  6. Molto bello Gus.
    Il silenzio ci è amico. Ciao e serena serata.

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    1. Lo so Pia, anche a te piace il silenzio
      Ciao.

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