lunedì 17 giugno 2019

Qualcosa di esagerato







Mi convinco che le donne siano completamente fuori tempo. Intendo quelle di questa generazione e ancora qualcuna successiva.  Non sono riuscite scrollarsi di dosso l'ausiliarismo, forse perché è ancestrale e ci vorranno secoli ancora per rimuoverlo. E forse anche perché fanno i figli, procreano, e questa singolarità è un'arma a doppio taglio, non solo socialmente ma proprio biologicamente. Sembrerebbe quasi che la (sovra)struttura sociale agisca come una violazione alla genetica dei ruoli. Come se l'intelligenza dell'Uomo che lo rende capace di organizzarsi e modificare il suo ambiente sia una perla che agisca però solo in superficie, senza riuscire ad intaccare il solido sistema naturale (e darwiniano) per cui le esigenze della Vita rendono inespugnabili i ruoli. Forse l'astrazione ragionata è troppo spinta, per cui cerco di fare qualche esempio. Prendiamo la gestione delle relazioni (umane, perché per esempio quella con gli animali domestici al maschio risulta gratificante se non profittevole): è la donna a farsene carico. Dal ricordare il compleanno di tutto il parentado, proprio e acquisito, al vicinato e ormai anche al lavoro. Dalla visita in ospedale a quella al cimitero. Convenzioni, si potrebbe dire, o spartizione dei ruoli ed è proprio qui che non va più, perché i ruoli non si sono spartiti affatto.  Le donne sono sempre lì, prese dal dovere, dal ruolo atavico, dall'affettività allargata, si tengono la catena al piede da sole, perché questo ruolo (voluto o non voluto) oggi non è neanche più riconosciuto, ed il cinismo conduce a proposte alternative di questo tipo: "chi te lo fa fare? se non ti va, o ti pesa, non farlo". E con questo si sarebbe stabilito, in teoria, un principio di equità che tale non è, ma che è solo uno degli aspetti più raccapriccianti della nuova comunicazione uomo/donna. Ed è per questo che penso che siano obsolete. Nei comportamenti, nei valori, nei progetti e nelle aspettative. Non sono riuscite ad avanzare una proposta di assetto possibile e diverso. Si ostinano a non adeguarsi a questo mondo, ricevendo da questa ostinazione solo sconfitte e risultando pericolosamente conservatrici. Il secolo che vi ha regalato la cittadinanza vi ha anche spiegato per bene (e giustamente) che "l'appartenenza" non è un dogma, nulla e nessuno vi appartiene, né voi appartenete a qualcuno o a qualcosa. Nel frattempo, ancora avvinghiate alle tonnellate di cordoni ombelicali che vi avvolgono e vi nutrono, siete diventate paurosamente obsolete.

46 commenti:

  1. Possible ricerca correlata: phụ nữ đau bụng

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  2. Le parole strane: sindrome dell'intestino irritabile.

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  3. Ogni due giorni una donna viene uccisa dal compagno. I numeri della violenza di genere
    In Italia ogni due giorni una donna viene uccisa. Solo lo scorso anno sono state 120 le vittime ammazzate da un marito, fidanzato o convivente.
    Per capire il fenomeno abbiamo dato uno sguardo ai dati aggiornati, presentati nell’indagine condotta dall'Istat in collaborazione con il Ministero della Giustizia.

    Il fenomeno resta di enormi proporzioni e i numeri parlano chiaro: quasi sette milioni di donne hanno subìto qualche forma di abuso nel corso della loro vita. Dalle violenze domestiche allo stalking, dallo stupro all'insulto verbale, la vita femminile è costellata di violazioni della propria sfera intima e personale. Spesso un tentativo di cancellarne l'identità, di minarne profondamente l’indipendenza e la libertà di scelta.
    Il tragico estremo di tutto questo è rappresentato dal femminicidio, che anche se in leggero calo rispetto agli anni precedenti, dimostra di essere ancora un reato diffuso ed un problema che necessita di una risposta non solo giudiziaria, ma culturale e educativa.

    E proprio il femminicidio, l’uccisione di una donna con la quale si hanno legami sentimentali o sessuali, rappresenta la parte preponderante degli omicidi contro il genere femminile. Più dell’82 per cento dei delitti commessi a scapito di una donna, nel nostro paese, sono classificati come femminicidi. Un numero gigantesco: oltre quattro su cinque.


    700 milioni di donne sono state obbligate a sposarsi prima dei 15 anni.
    Il 35% delle donne ha subito violenze sessuali o fisiche da parte del partner o un membro della famiglia.
    In India, a Nuova Delhi, il 92% delle donne ha subito violenze sessuali in pubblico.
    La mutilazione genitale femminile colpisce 200 milioni di donne in 30 paesi, una pratica realizzata prima dei 5 anni di età.
    Quasi 3 miliardi di donne e bambine vivono in paesi in cui lo stupro, all’interno del matrimonio, non è punibile.
    4,5 milioni di donne e bambine sono ridotte a schiave della prostituzione.

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  4. Vi sembra esagerato. Bene, nell'evoluta Svizzera:


    Le donne svizzere hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 1971 e fino al 1985 avevano bisogno del consenso del marito per lavorare o addirittura per aprire un conto in banca. Ancora oggi guadagnano in media il 19% in meno degli uomini e - secondo un recente sondaggio di Amnesty International - il 59% di loro denuncia di avere subito molestie sessuali almeno una volta nella vita. È per chiedere una piena parità di diritti, di stipendio e di rispetto che centinaia di migliaia di svizzere sono scese in piazza in diverse città del Paese. Un'onda viola - questo il colore scelto dalle manifestanti - che ha messo in scena uno sciopero declinato tutto al femminile.

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    1. https://www.ilpost.it/2019/06/15/svizzera-sciopero-donne/

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  5. Il pensiero occidentale, fin dalle sue radici greche, è sempre stato antifemminista, se non, addirittura, violentemente misogino. Le religioni sono anche più violente.

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  6. Noi donne ci prendiamo carico di tutto ma se ne parli con alcuni uomini dicono che è una bugia, che siamo noi quelle avvantaggiate, che il femminicidio non esiste ed è una nostra invenzione.
    Di certi temi io non parlo più perché tanto mi inalbero e basta.

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    1. Certo Sara. Il negazionismo vince sempre. Nemmeno a me viene voglia di farci un post, ma lo sciopero delle donne nell'evoluta Svizzera, per me è stato come un pugno in testa.

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  7. abbastanza complesso come pensiero!

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    1. L'universo maschile dirà che è tutta un'esagerazione.

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  8. Io mi chiedo da sempre come sia possibile sottoporsi a certi ritmi. Bisogna essere efficienti sul lavoro e non rifiutare straordinari o missioni fuori sede, poi bisogna essere madri perfette e non fare perdere ai figli nessuna opportunità , poi bisogna essere mogli sempre seduttive, poi bisogna fare vita sociale , poi bisogna partecipare assiduamente alle attività delle scuole dei figli e seguirli passo passo negli studi dall'asilo all'università in modo da aiutare le povere creature che non sanno fare da sole neanche 1 +1, poi bisogna essere sempre al passo con la moda e setacciare nel tempo libero tutti gli outlet delle varie firme per avere le ultime cose griffate aggiornate, poi bisogna tenersi vive culturalmente con seminari o teatri , poi è indispensabile qualche attività creativa, possibilmente manuale, perché fa tanto bene, poi naturalmente , dalla 21 alle 22 di sera, è assolutamente indispensabile la palestra...Poi ci sono i week-end che sono altro lavoro...... E il lavoro è sempre più " da inventarsi ", "creativo ", senza orari, senza regole , senza garanzie ... Tornare a fare le mamme ? E come si fa a vivere a Milano con uno stipendio solo? Forse bisognerebbe rinunciare al consumismo conducendo una vita diversa , molto diversa...ma ci sono spese fisse come il costo della casa...e bisogna saper persuadere ed educare anche i figli. Per riuscire a fare un cambiamento simile bisogna vivere in un contesto e in un comunità dove anche gli altri la pensano allo stesso modo. Non si può essere soli, se non si è abbastanza forti.

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    1. Concretamente è l'educazione che modella le bimbe in tenera età e la società a pretendere questi ritmi, altrimenti sei etichettata come una pigra o peggio una non-donna.

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  9. Io lo vedo anche a scuola, e si parla di bambine e bambini piccoli, tre-sei anni e sempre parlando in generale e per sommi capi: le bambine sono "accudenti", "maestrone", un po' "perfidine" "furbacchione" e "invidiosette", mentre i bambini sono più "genuini", "sempliciotti", "creduloni", "diretti".
    Insomma, già di nostro siamo molto ma molto diversi, per andare davvero d'accordo dovremmo valorizzare ciò che di bello c'è nell'altro, diverso da me, e saper minimizzare ciò che di non bello c'è nell'altro e viceversa.
    Sempre di più, invece, ogni confronto si fa affronto scontro e con questi ingredienti non si va da nessuna parte. Grazie Gus per questo bello e complesso post.
    sinforosa

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    1. Le donne sono delle vere "Wonder woman", e lo sono dalla notte dei tempi, quando il primo ominide andava a caccia con la clava e lasciava tutto il lavoro sulle spalle della donna. La società vuole che sia così e sono guai per le donne a non essere efficienti e all'altezza di quanto viene richiesto.

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    2. Molte donne sono costrette a vivere di corsa senza un attimo di respiro. Specialmente i figli prendono molto spazio. Bisogna seguirli nella scuola, nelle frequentazioni, portarli a scuola di sci, nuoto, danza. E' un movimento continuo.
      La società è competitiva e se non ti adegui i ragazzini vengono isolati.

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  10. La ricerca dello scontro/affronto è ossessiva.
    Hai centrato una negatività molto diffusa.
    Ciao.

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  11. Io sono donna e non vedo problemi.

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    1. Il non vedere problemi è la prima causa delle violenze che la donna subisce continuamente.

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  12. Ho l'impressione che tu veda anche quello che non esiste.

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  13. Se ti fa stare meglio credilo pure.
    Ciao.

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  14. Prima di commentare il tuo post, mi predo il tempo necessario per leggerlo con attenzione.
    Ho rimesso il follow, fammi sapere se dovesse scomparire ancora.
    Buona giornata!

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  15. Ciao Gus,
    questa volta hai scritto un post complesso che tocca diverse corde.
    Quella del fimminicidio e della violenza non riguarda solo le donne ma anche gli uomini: le donne sono consapevoli di come vanno le cose, sempre più donne denunciano, si ribellano, lasciano il compagno violento. L'assenza però di interventi efficaci da parte dello Stato, delle forze dell'ordine e anche gli uomini che non cambiano non fa altro che peggiorare le cose.
    Sulla prima parte non mi esprimo.
    Io non sono quel genere di donna, sono contenta di come sono e penso che ogni donna vada bene così com'è, anche quelle "da cordone ombelicale" che in fondo a voi maschi "mammoni" piacciono tanto (in senso generale, ovviamente!).
    Ti abbraccio forte.

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    1. Il maschio e la femmina si completano nell'unione diventando un solo corpo.
      Detesto il maschio che con la prepotenza della forza cerca di rendere schiava la donna. Così facendo non diventerà mai un uomo.
      Abbraccio.

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  16. Sto cercando di capire la questione dell'obsolescenza. Non sono particolarmente sveglio e mi ci vuole un po'.
    In pratica stai dicendo che le donne dovrebbero rilassarsi e smetterla di correre a destra e a sinistra perché il correre a destra e a sinistra è il ruolo che hanno sempre avuto e che è stato imposto loro sia dalla struttura genetica sia socialmente dall'uomo. Giusto?
    A questo punto però non capisco come si aggancia il discorso sulla violenza sulle donne. Lo vedo come un discorso a sé, che non si collega con quello dell'obsolescenza che fai nel post.

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  17. Ogni volta che parlo delle donne e della vita che sono costrette a fare il mio pensiero ha una svolta brusca verso la realtà delle donne che è fatta di violenze. Dal nonno pedofilo allo stupro che spesso rimane impunito.
    La protesta delle donne nella civilissima Svizzera ha messo in moto il deragliamento dell'argomento. La tua osservazione è pertinente.
    Ciao Filippo.

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  18. Leggendo pensavo che molte donne ti si sarebbero magnato vivo, per questo post. Non è accaduto. Forse ci ho letto solo io come una sorta di assenza di speranza, di incapacità femminile di rendersi autonome davvero. Da parte mia credo che il mondo sia ancora infinitamente al maschile, specie nei luoghi e nelle comunità dove il messaggio contrario dovrebbe prendere l'abbrivio (nella Chiesa innanzitutto, quindi). Ma le donne fanno molto, moltissimo, rispetto all'ignoranza e all'imbecillità maschile che continua a considerarle figurine/ombrellino, da sfoggiare alle riunioni aziendali per i loro tacchi e le tette rifatte, anziché per le capacità imprenditoriali. Che tante poi si prestino, poi, è un altro discorso.

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    1. Franco, non c'è l'assenza di speranza ma la stizza del ritardo di una palese pari dignità.
      Per l'ennesima volta esterno la rabbia verso la Svizzera dove la donna era trattata come una schiava.
      Che dire poi del congedo di maternità, previsto per legge solo dal 2005.E il salario inferiore del 20% a quello dato ai maschi?

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  19. Spesso, troppo spesso, le donne assumono atteggiamenti auto-distruttivi: per esempio si sottomettono al mito del "multi-tasking", tanto per dirla in forma modaiola, e se ne vantano, dicono di voler dimostrare così la loro superiorità. In pratica si incollano da sole la croce e la portano per tutti, cercando di rimanere perfette, perché anche questo ci vuole, no?
    Però, praticamente, non sento mai nessuno dire "chi te lo fa fare?", oppure "perché non ti dimetti da una parte degli inummerevoli impegni oltre il necessario che ti assumi?"
    La società italiana poi non è pensata per alleggerire la vita delle donne in generale e neanche delle maratonete: dove sono le strutture e i servizi?
    Mi fece sbalordire la Fornero quando disse che l'età pensionabile doveva essere uguale per uomini e donne perché questo è un'espressione di parità...ma da quale pianeta disperso parlava? di sicuro la sua non sarà stata un'esperienza di vita comune, forse avrebbe dovuto/dovrebbe rendersene conto e tacere.

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    1. Mi permetto di aggiungere che non fu solo la Fornero a dire che l'età pensionabile doveva essere uguale per uomini e donne ma anche i radicali nella persona di Emma Bonino.
      Donne, due donne... lascio a voi le conclusioni
      Abbraccio siempre

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    2. Anche la Fornero probabilmente era una donna.

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    3. Appunto:due donne che "vanno" contro le donne, donne sfigurate forse perché non si loro hanno le cameriere... Chissà... 😂 😂 😂

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    4. Lo Smart impazzisce per il caldo.. 😂 😂 😂
      "forse perché loro hanno le cameriere"...

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  20. Intanto il programma pensionistico del nuovo governo penalizza ulteriormente le donne perché spostare sulla sola anzianità contributiva la soglia di accesso al pensionamento significherebbe escludere una gran parte di lavoratrici che non ce la farà mai a raggiungere 41 anni di attività.
    Franco, ha commentato dicendo: "Leggendo pensavo che molte donne ti si sarebbero magnato vivo, per questo post. Non è accaduto. Forse ci ho letto solo io come una sorta di assenza di speranza, di incapacità femminile di rendersi autonome davvero". In fondo è vero e tu lo confermi: "Praticamente, non sento mai nessuno dire "chi te lo fa fare?", oppure "perché non ti dimetti da una parte degli innumerevoli impegni oltre il necessario che ti assumi?"

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    1. Esiste ancora quella di vecchiaia con 20 anni e 67 anni di età, sempre con il metodo contributivo
      Oppure quella anticipata...
      Cmq la si metta le donne saranno sempre penalizzate.
      Concludo. Le donne quando hanno votato per questo governo, il cervello dove lo avevano? Non oso immaginarlo

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    2. Il governo reazionario punisce i più deboli.

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    3. La donna deve lavorare fino all'ultimo respiro.

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    4. E la donna lo farà. E' orgogliosa.
      Sto seguendo i mondiali di calcio femminili. Le azzurre si stanno comportando bene.
      Qualche anima buona si è reso conto che le dimensioni di un campo di calcio sono adatte agli uomini che in porta mettono un calciatore alto almeno 190 centimetri. La proposta è stata di ridimensionare il campo di gioco e abbassare l'altezza delle porte perché una ragazza alta un metro e novanta non è facile trovarla.
      La risposta delle donne è stata: "Di questa proposta non vogliamo nemmeno parlarne". Vedi, la donna ha la Fornero nel sangue. E' obsoleta.

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    5. Vedi caro amico, ai miei tempi di giovane donna facevo le famose lotte femministe per avere la parità con l'uomo. Per parità intendo avere lo stesso stipendio dell'uomo, la stessa possibilità di carriera dell'uomo, avere rispetto, avere un aiuto domestico, insomma donna e uomo dovevano essere sullo stesso piano della bilancia.
      Oggi questa mentalità femminista è stata ribaltata. La donna oltre a volere assomigliare all'uomo, spesso anche nei suoi comportamenti più brutali, vuole dimostrare di esserne superiore e qui scatta lo sbaglio delle nuove generazioni che non si rendono conto che stanno semplicemente ribaltando i ruoli. Ed allora si mettono a fare mille cose tutte insieme, (dice bene la tua commentatrice Sabina il "multi-tasking) corrono come indemoniate per riuscire a fare tutto, combinando molto poco e tirandosi la zappa sui piedi da sole. E l'uomo sta a guardare...Poi quando si stufa di sentirsi disminuito, va fuori di melone e ammazza la compagna. Spesso cerca un pretesto per giustificarsi, dice che la colpa è della donna ecc ecc ecc...
      A questo punto io mi chiedo: perchè non si torna ai propri ruoli, rispettandoLi e rispettandoCi?
      Abbraccio siempre

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    6. La storia difficilmente torna indietro. Il femminismo appartiene a un determinato periodo storico culminato con le vittorie divorzio-aborto. Ora sono ingabbiate in un ruolo a tutto campo che impedisce e soffoca le qualità migliori, intuito, sensibilità e intelligenza. Certo, Sabina ha capito tutto.

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  21. purtroppo accettiamo questa evidente copertura credendoci libere da ogni condizionamento direi quasi preistorico.
    Ed invece eccoci qui, sempre larvatamente ma pesantemente sottomesse a preistorici ruoli che ci vedono confinate nelle solite diversità.
    Cambierà qualcosa...molti dubbi...si scalfisce l'apparenza ma non la sostanza.
    Buona notte caro Gus

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    1. Il cambiamento ci sarà, ma i tempi saranno lunghi.
      Abbraccio Nella.

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    2. Nella metamorfosi positiva la crisalide si trasforma in farfalla, nella metamorfosi di Kafka la farfalla si trasforma in bruco, un verme.
      Applicato all'uomo la metamorfosi lo trasforma in scarafaggio. Questa visione di Kafka viene attribuita alla cattiveria del padre e come metafora si riferisce al mondo intero. Per me tutto era già in lui.
      Ne "Il Processo" troviamo il gusto per il magico ed il misterioso che appartiene alle tradizioni di Praga, l’incubo della persecuzione tipici delle comunità ebraiche in un contesto cristiano; le tendenze al fantastico e all’irrazionale della Germania romantica. Ma sono le sue ossessioni, le terribili inquietudine e le angosce soggettive a fare di Kafka il più grande scrittore del nostro secolo.

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    3. Kafka è O.T.
      Ma non per me.

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