giovedì 14 novembre 2019

La nebbia del passato








Tutti abbiamo vissuto per un certo periodo della nostra vita in un quartiere.
Nelle sue strade percorse migliaia di volte, nei suoi negozi popolati da personaggi dai tratti singolari che diventano maschere e stereotipi umani, con i quali si scambiano battute e veloci resoconti di vita.
Ci giochiamo nel quartiere e ci facciamo amici e nemici
Attraversiamo, veloci, marciapiedi, salite e discese.
Ci sono i vecchi, nel quartiere: di loro si sente parlare e li si vedono pure. Si fanno visita, si consolano a vicenda, si godono insieme le dolci comodità del pensionamento e delle malattie invalidanti di cui nessuno parla.
Poi ci sono i grandi, gli adulti , i coetanei dei propri genitori, nel quartiere.
Sono sodi nella carne e nello spirito, disciplinano entrate e uscite, dettano la legge e la vìolano quando vogliono, sono forti come gli dei.
Affliggono e consolano, comminano pene e perdonano.
Lo lasciamo il quartiere, spesso.
Per un'altra casa, più bella, più grande, più propria.
A volte si torna per curiosare
I negozianti sono rimasti, almeno molti di essi. Ti chiamano con gli occhi appena attraversi la strada e tradirli, magari per il centro commerciale appena fuori città, diventa un peccato mortale.
Essere salutato e salutare ogni tre metri, ad ogni uscita, è rassicurante nei giorni in cui il mondo appare un deserto pieno solo del mio malessere.
E' inquietante quando l'identità personale diventa un peso da scrollarsi di dosso.
I vecchi sono morti.
Capita di pensare ad essi come a personaggi di una favola, non sono mai realmente esistiti.
I grandi ci sono , li incontri , li saluti, abbassi gli occhi di fronte alla loro distanza dal tuo ricordo, sono più smunti, hanno le guance incavate, i loro occhi splendenti hanno perso un po' di luce. Ma conservano nei modi quella forza trascinante che ti faceva sentire minore, a quel tempo. Quasi ti giustifichi per quel che sei diventato.
Si chiude una finestra, si vede un cartello di "Vendesi", si percorre un marciapiede senza incontrare nessuno, si va dal fruttivendolo e il dottore, il professore, la signora Tina non ci sono mai.
Il quartiere si ristruttura. Impalcature grandi coprono balconi e finestre. Tinte pastello colorano i ricordi.
Al conto mi sono mancate due coppie di coniugi, morti l'uno a distanza dell'altro in un mese.
Una coppia la conoscevo, nel quartiere dell'infanzia.
Lui, panciuto medico di base, aveva il volto e il corpo immersi nella bontà e nell'arrendevolezza.
Lei, bella donna ai suoi tempi, sempre tirata a lucido e imbellettata, aveva i modi decisi della donna che rendeva il marito uno straccio utile solo a soddisfare i suoi capricci.
Hanno faticato in vecchiaia, per morire. Me l'hanno detto, soffermandosi su particolari crudi e strazianti.
Lui non ha potuto resistere, per quanto rimbambito, alla sua assenza e l'ha seguita presto.
Non ne potevo dubitare: quando erano forti entrambi, lei era sempre più tosta di lui.


51 commenti:

  1. Immagine:


    Possibile ricerca correlata: film "mist".

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  2. Io provo una sorta di malinconia non col quartiere, ma col mio palazzo, quello dove erano i miei, e dove piano piano mi si invecchiano tutti, si ammalano e muoiono.. generazioni che si accavallano e sfilano via.. io ci passo circa una volta a settimana e sento il peso degli anni che trasformano pareti e fondamenta, che accavallano ricordi in strati sempre più appesantiti.. una sensazione che a volte è come rassicurante.. altre molto meno..

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  3. Questa descrizione della vita di quartiere la sento molto mia, l'ho vissuta esattamente così. E quando torni dopo tanto tempo è tutto cambiato. Qualche negozio chiuso, tanta gente che non c'è più. I bambini diventati adolescenti, i nonni perduti per strada. Fa male, spesso, soprapporre la vecchia immagine con la nuova.

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  4. È questa la vita: si passa e si va per lasciare posto ad altri che passeranno e se ne andranno e così via.Sul quartiere potrei scrivere un romanzo. Ma non sono un narratore e mi sono limitato a qualche tratteggio.
    Mancano gli incontri con le femmine ed è voluto.

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  5. Questo post potrebbe essere un capitolo di un romanzo che attraverso la descrizione minuziosa, in questo caso del quartiere, fa riflettere sul senso vita che scorre inevitabilmente sopra tutto e tutti lasciando il posto a una visuale d'insieme che fa comprendere quanto siamo un puntino, sebbene un puntino indispensabile e inimitabile, nell'universo e nella storia umana. Ciao Gus e complimenti per il post.
    sinforosa

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  6. Grazie Sinforosa.
    Niente romanzo. L'ho già detto, non so suonare la chitarra e nemmeno scrivere bene.
    Ciao.

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  7. Non fare il modesto, Gus, tu scrivi benissimo e questi post in cui parli di sensazioni sulla vita che è soggetta ai cambiamenti, voluti o inesorabili, sono veramente profondi e coinvolgenti.
    Ho abitato a Milano fino ai 19 anni, poi mi sono sposata .
    Una volta, ho avuto la malaugurata idea di tornarci ma era tutto cambiato e mi ha lasciato una grande tristezza.
    Cri

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    1. Cri, le sensazioni che si provano tornando al passato lasciano l'amaro in bocca a quasi tutte le persone.
      Per scrivere un libro bisogna frequentare ambienti culturali adeguati alla complessità della narrazione.
      Grazie per l'apprezzamento.

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    2. Non è vero che non sai scrivere. Tanti tuoi post sono di spessore e per chi conosce da anni il tuo talendo non ha dubbi al merito. Ps Se lo dice anche Sinforosa possiamo crederci.
      Ti aaaadoro gus. 😍❣️
      Buon weekend ☺️

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  8. Che bel post... Sono nostalgica, Gus. 🙂
    ... Come un tuffo nel vuoto dentro un passato che ancora si sente.
    La volontà di trasmettere, nel tempo che passa, è diventa linfa vitale per continuare ancora. Ricordi di tante emozioni e storie che mi appartengono come io a loro...
    Altri frammenti, momenti di vita confusa di volti, immagini e nomi dispersi dal tempo, ma che resteranno nei ricordi del cuore e in quelli di sempre ...e sempre tra un passato che vive e il futuro che resta..
    ❣️

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  9. Il quartiere in cui vivo a Roma non mi dice niente, per me è una cosa estranea, in cui non riesco proprio ad identificarmi. Provo invece una sorta di malinconia ogni qual volta ritorno nel mio paese di origine, paese che mi riporta agli anni della mia infanzia e della mia giovinezza. Ma oggi tutto sembra cambiato e niente è più come prima: le persone che incontro, le case, il paesaggio, i rapporti di amicizia e le atmosfere proprie del luogo. L’identità stessa del paese mi appare stravolta e molte di quelle persone che conoscevo non ci sono più. Tutto questo mi rattrista. Ma questa è la vita.Il grande poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa scriveva: “ Nostalgia ! Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me, per l'angoscia della fuga del tempo e la malattia del mistero della vita. Volti che vedevo abitualmente nelle mie strade abituali: se non li vedo più mi rattristo; eppure non mi sono stati niente, se non il simbolo di tutta la vita. Il vecchio anonimo dalle ghette sporche che mi incrociava quasi sempre alle nove e mezzo del mattino ? Il venditore zoppo dei biglietti della lotteria che mi seccava senza successo ? Il vecchietto tondo e rubizzo, col sigaro in bocca, che sostava sulla porta della tabaccheria ? Il pallido tabaccaio ? Cosa ne sarà di tutti costoro che, solo per averli sempre visti, hanno fatto parte della mia vita ? Domani scomparirò anch'io da Rua da Prata, da Rua dos Douradores, da Rua dos Fanqueiros. Domani anch'io - l'anima che sente e pensa, l'universo che io sono per me stesso - sì, domani anch'io sarò soltanto uno che ha smesso di passare in queste strade, uno che altri evocheranno vagamente con un "che ne sarà stato di lui ?". E tutto quanto ora faccio, quanto ora sento e vivo non sarà niente di più che un passante in meno nella quotidianità delle strade di una città qualsiasi “.

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  10. E' una vera confessione.
    Bravo Pino.
    Ciao.

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  11. Ogni tanto butta fuori il cuore gus. Ma non questo ♥️ Sarebbe ora. E non fraintendermi.

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    1. La ragione fa da filtro ai sentimenti. Sono automatismi importanti e non possono essere forzati.

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  12. Mi spiace per te.
    Buon weekend

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  13. Per me i giorni sono tutti uguali.
    Domenica vado da mio figlio per il pranzo e poi insieme a gustarci il saggio di danza di Margherita.

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  14. Io abito da quando sono nata in un quartiere e mi piace molto l'atmosfera di familiarità! Purtroppo con gli anni alcuni negozi hanno chiuso, il palazzo dove abito è stato restaurato, ma i ricordi che ho di questi luoghi sono immutati. Bel post! :)

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    1. Grazie Vanessa. A me sembra strano che qualcuno mi dica che questo qui è un post bello.

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  15. E' un po' come quando torno a casa della mia famiglia e passo prima dalla piazza dove ho lavorato per ben 6 anni.
    Conoscevo tutti, persone, alberi, piastrelle sul pavimento.
    Alcune cose restano uguali, altre sembrano via via più diverse.

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  16. Quando ci tornerai tra 12 anni vedrai che sono scomparse pure le cose che ora sono uguali.
    Il mio post contiene sensazioni di quartieri di 3/4 città. Ho cambiato case e paesi in quantità. Quattro anni a Roma, sulla Nomentana, e ora mi sembra la Vucciria (noto mercato storico di Palermo).

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  17. Alla Vucciria vendevano le sigarette, le grandi marche che tanto desideravo, ma il problema era che il gusto era identico e più brutto della Nazionali senza filtro.

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  18. Il più bel ricordo ce l'ho di quando , dopo la guerra, abitavo con mia nonna al quartiere Rancitelli.
    Si viveva con la porta aperta, ci si conosceva tutti, noi bambini ci divertivamo a giocare insieme sulla strada a campana, acchiapparello, uno, due,tre, stella. A sette anni mio padre ebbe una casa popolare per ferrovieri e io tornai con i miei.
    Gli usci cominciarono a chiudersi, i ragazzi a unirsi in piccole bande mentre mi lasciavo l'infanzia alle spalle.
    Ho nostalgia di quei tempi lontani, cancellati dalle ruspe, dove l'innocenza copriva tante magagne e la gente non aveva chiuso ancora il cuore.
    Ciao Gus. Ti scrivo dall'ospedale dove sono ricoverata da 10 giorni. Non so quando uscirò, un piccolo quartiere, dove s'incontrano storie che ti toccano il cuore.

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    1. Anche io sono nato a Rancitelli e ora guardando una parete vedo scorrere le immagini di gus bambino.
      Resta forte, anche nel dolore.
      Un abbraccio Antonietta.

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  19. Mi fa pensare alla casa della mia infanzia, che non è la stessa da quando me ne sono andata, ma che comunque si porta dentro tanti ricordi... un pochino anche di nostalgia.
    Si dice che le anime gemelle se ne vadano sempre a distanza ravvicinata.
    Ciao Gus

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    1. La nostalgia è un sentimento buono perché ricorda il bello e scaccia il cattivo.
      Ciao Valentina.

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  20. Ero un piccolo paesino, ogni frazione con poche case, adesso, sempre un paese accanto una cittadina. Prima con vero saluto, adesso neanche un segno e i nostri tempi e cambiano. Un ricordo: "Caserma Turba". Tanta gioia Gus.O.

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    1. Il saluto, come il grazie, hanno perso importanza.
      Ciao Francesco.

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  21. Sinceramente non ho mai vissuto in un quartiere, ma ricordo le piccole cittadine che ancora vivo a volte, dove tutto cambia, i volti non esistono, le persone sono quasi scomparse,i negozi chiusi, la malinconia ti assale è inevitabile, malinconia e tristezza si mescolano, ricordo qualche viso ma non lo incontro più ..un deserto , un deserto infinito..nostalgia di altri tempi? Neanche molto lontani...? si, forse si..anzi sicuramente...
    Abbraccio piovoso Gus

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  22. Il tempo che passa fa danni.
    Abbraccio Nella.

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  23. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  24. Non mi pare il caso dal momento che, spesso, non rispondi solo ai miei commenti.

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    1. Il gadget "Commenti recenti" non era più visibile. A volte succede e per farlo funzionare di nuovo basta scrivere un commento.
      Questo è il significato di "Riattivare i commenti".
      Il problema che sollevi è una casualità.

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  25. Il mio cell ha segnalato virus nell'altro tuo blog.
    Sorridi gus, apprezzo con ironia tutto ciò che sei. 😂🤣😁
    ❣️

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    1. Segnalazione su precipizio.blogspot.com
      Il sito web è sicuro!
      Il sito web è sicuro secondo la nostra banca dati. Puoi utilizzare AdGuard se desideri comunque bloccare pubblicità su questo sito web.

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  26. Risposte
    1. AdGuard blocca la pubblicità in tutti i siti e nello stesso tempo distrugge malware e virus.
      Nel mio blog non c'è spazio per la menzogna.

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  27. Tutto quello che c'è da sapere sugli adware
    Come avviene l'attacco. Durante la navigazione online con il browser fidato, a un certo punto si assiste all'assalto di finestre pubblicitarie che compaiono all'improvviso, scorrono dai lati della schermata o spuntano in altro modo interrompendo e reindirizzando l'attività. Nonostante i tentativi di chiusura, le finestre continuano a comparire.

    Questo fastidioso fenomeno è opera degli adware, abbreviazione di "advertising supported software" (software sovvenzionato da pubblicità). Ciò che attira gli adware verso i PC o i dispositivi mobili è il denaro, nello specifico, il guadagno generato da pubblicità non richiesta. Ecco una breve panoramica sugli adware che aiuta a comprenderne la natura e a scoprire come si infiltrano, cosa cercano di fare, come eliminarli e cosa fare in futuro per evitarne l'attacco.

    Cos'è l'adware?
    L'Adware è un software indesiderato progettato per lanciare messaggi pubblicitari sullo schermo, spesso all'interno di un browser web. Alcuni professionisti della sicurezza li considerano i precursori del moderno PUP (programma potenzialmente indesiderato). Gli adware si avvalgono in genere di un metodo subdolo, mascherandosi da componenti legittimi o causando il trasferimento su un altro programma al fine di provocarne con l'inganno l'installazione su PC, tablet o dispositivo mobile.

    Ottimo gus 🙃
    Notte serena 🙏

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    1. Dovevi esaminare l'AdGuard e non l'Adware.
      Io ho installato l'estensione di Edge AdGuard-AdBlocker da almeno 5 anni. Fornisce anche l'IP del sito che ti contatta. Con me chi campa con le cazzate e la pubblicità non ha spazio.

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    2. Sarei io quella che campa con le cazzate?

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    3. Gus, ti ho fatto una domanda.

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  28. Che strano ho provato l'Adware e non mi da l'accesso. Mi dice sempre di provare più tardi

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    1. Adware

      L'adware è un tipo di malware che bombarda l'utente con innumerevoli finestre pop-up che potrebbero danneggiare il dispositivo.
      Devi installare l'AdGuard/Ad Blocker

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  29. Ho provato a scaricare. Mi dice che l'app è sconosciuta e potrei perdere tutti i dati. Dovrei farlo manualmente.

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  30. Risposte
    1. https://www.google.com/search?q=adguard+adblocker+per+microsoft+edge&ie=&oe=

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  31. Abitando in un Comune non particolarmente grande, le differenze dalla città le respiro.
    Da noi non ci sono centri commerciali e ci sono ancora alcuni degli stessi negozi di quando ero bambino.
    Vero che sta cambiando la popolazione del mio Comune: i giovani vanno via e cresce il numero degli stranieri.
    Ma tutto sommato il "paese" è sempre lo stesso.
    La città invece cambia, lo vedo in estate durante i miei brevi soggiorni a Pesaro.
    Comunque sì, capisco il sentimento di nostalgia.
    Lo proviamo tutti perché i luoghi in cui passiamo e che abbiamo vissuto in passato evocano tutti i nostri ricordi.

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    1. Il tempo che passa crea malesseri e rifugiarsi nella nostalgia del passato è un'autodifesa.

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  32. Ammetto di non sentire la mancanza del quartiere dove abitavo da bambina. Sono dell'idea che le cose, le persone, le situazioni, non sono eterne: quelle che ti seguono negli anni sono ciò che contano davvero, il resto ha seguito il suo ciclo ed è finito quindi tornare, avere rimpianti, chiedersi cos'è cambiato è solo una perdita di tempo e di energia per noi.
    Ti abbraccio.

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    1. Le reazioni sono soggettive.
      Un abbraccio Francesca.

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