La conclusione non arriva tramite le parole ma con trasmissione diretta dovuta a osservazione sensazione ed esperienza. Attraverso le concezioni non si prende la vita..la vita va vissuta e spiegata con esperienze.
Il problema è che i filosofi vogliono pensare solo alla Filosofia, i Teologi solo alla Teologia, gli Psicologi solo alla Psicologia, i poeti solo alla poesia, sono scienziati che scoprono cose o pensieri che esistono, spostano la tenda per fare Luce.
Il problema è che i filosofi vogliono pensare solo alla Filosofia, i Teologi solo alla Teologia, gli Psicologi solo alla Psicologia, i poeti solo alla poesia, sono scienziati che scoprono cose o pensieri che esistono, spostano la tenda per fare Luce.
Eppure sappiamo tutti che siamo "UNO" con tutto. Solo insieme in piena comunione è Verità di vita Vera, dico Vita del quotidiano, con i pensieri le intuizioni e la vita diviene umana...ma l'umanità nel mondo manca perché ci sono divisioni e non condivisione.
Sempre più nelle chat (o forum o blog, ormai identici) s'incontrano interlocutori sconclusionati e desensibilizzati all'esame della realtà. Mentre chi parla fuori dalla chiacchiera è fuori posto, chi indaga con sottigliezza è impopolare. L'uomo che non affronta argomenti nel profondo vince sempre: pensare stanca.
Nell'epoca “liquida”, tecnologica , astrologica, spiritualistica, credulona nei maghi, ci si affilia e assimila al ribasso, cercando condivise sicurezze, narcosi evasive e surrogati di vita. La monocultura della realtà riprodotta, siano foto, cartoline o testi, detesta la scrittura sciolta, sequenziale e sensata. Il mondo della relazione si sgretola nell'afasia, negli spezzoni di frasi, di parole reticenti e smozzicate portate avanti all'infinito, come pretesto artificioso per far proseguire una comunità che altrimenti avrebbe fine.
Come "lo specchio della vita" di Pellizza da Volpedo. " Come le pecore" E ciò che l’una fa e le altre fanno). Mentre chi parla fuori dalla chiacchiera è fuori posto, chi indaga con sottigliezza è impopolare. Il pittore lo dipinse ai primi anni del Novecento, è passato più di un secolo eppure nulla è cambiato. Il genere umano va avanti per categorie e quei pochi che ragionano con la propria testa sono fuori dal gioco. Riusciremo per davvero a fare 1+1=2 accorciando le distanze che ci dividono?
Nell'epoca “liquida”, tecnologica , astrologica, spiritualistica, credulona nei maghi, ci si affilia e assimila al ribasso, cercando condivise sicurezze, narcosi evasive e surrogati di vita. La monocultura della realtà riprodotta, siano foto, cartoline o testi, detesta la scrittura sciolta, sequenziale e sensata. Il mondo della relazione si sgretola nell'afasia, negli spezzoni di frasi, di parole reticenti e smozzicate portate avanti all'infinito, come pretesto artificioso per far proseguire una comunità che altrimenti avrebbe fine.
Come "lo specchio della vita" di Pellizza da Volpedo. " Come le pecore" E ciò che l’una fa e le altre fanno). Mentre chi parla fuori dalla chiacchiera è fuori posto, chi indaga con sottigliezza è impopolare. Il pittore lo dipinse ai primi anni del Novecento, è passato più di un secolo eppure nulla è cambiato. Il genere umano va avanti per categorie e quei pochi che ragionano con la propria testa sono fuori dal gioco. Riusciremo per davvero a fare 1+1=2 accorciando le distanze che ci dividono?
