sabato 31 maggio 2014

Un viso più “vero”br /le donne (star) contro il bisturi

Un viso più “vero”br /le donne (star) contro il bisturi





Da una parte il volto splendido, ma ingessato e terreo di Nicole Kidman, 47 anni a giugno, quasi bloccata nella sua bravura da un eccesso di chirurgie preventive. Dall’altra, a contrasto, la faccia più segnata di alcune sue coetanee come lei star internazionali e come lei colte dall’obiettivo nella luce impietosa delle passerelle: Kate Blanchett, 45 anni, splendente nelle sue rughe guizzanti, Monica Bellucci, un volto che non nasconde i segni della vita e della sofferenza, e dichiara al Corriere: «Non voglio essere una donna di 30 o 20 anni, ho rispetto per me e per la femminilità. A settembre compirò 50 anni, sarà l’unico compleanno che celebrerò». Infine Juliette Binoche, che i 50 li ha appena celebrati, e che non solo esibisce qualche superba zampa di gallina, ma consegna, sempre al Corriere un piccolo manifesto sulle età della donna: «Ogni età ha i suoi doni. Bisogna accoglierli con curiosità. Più si invecchia, più bisogna osare».

giovedì 29 maggio 2014

Luce Irigaray: Il mistero di Mariabr /Lei ascoltava il respiro del cuore





Ho conosciuto Luce Irigaray solo pochi mesi fa. Era il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione per noi moderni, ma già primo giorno della primavera per il calendario solare (equinozio di primavera). Data non casuale, scelta dall’autrice, per la presentazione in Italia del suo nuovo libro Il mistero di Maria. Sono rimasta stregata e commossa da questa saggia donna, filosofa di ottantaquattro anni, che non prende l’aereo «per non inquinare il cielo» e che rifiuta le riprese delle televisioni perché «Chi è interessato ad ascoltare viene qua, d’altronde io sono venuta da Parigi in treno per essere con voi. No?».
Filosofa, pensatrice, oggi direttrice del CNRS. Attiva e prolifera fin dagli anni ’70, autrice come prima opera del saggio Speculum (sua tesi di laurea) opera fondamentale per il ribaltamento del punto di vista da cui erano viste fino allora (ma forse ancora oggi) le donne. Lo speculum si oppone allo specchio, che per Freud definisce la donna e la sua sessualità, donna specchio dell’uomo. Lo specchio piatto, riflette senza contrasto l’immagine dell’uomo, il sesso della donna come specchio si plasma, si adatta al sesso maschile che quindi le dà forma. Luce Irigaray in quell’opera parlò di speculum, che sì è accolto nell’intimità della donna, ma non riflette in nessun modo l’immagine dell’uomo, che così non si ritrova, non si riconosce e si perde. Fu un lavoro che le valse l’espulsione dall’università di Vincennes e la rottura professionale con Lacan, ma non l’interruzione del suo pensiero e delle sue opere.

martedì 27 maggio 2014

La conoscenza della mosca

 
 
 
 
 
 
 
Nella fede la ragione è impegnata in modo molto
più ricco e potente che in tutti gli altri modi. 
Perché tutti gli altri modi sono parziali, riguardano un tipo di 
oggetto: un uomo che sappia tutto sulla mosca e faccia 
sulla mosca un librone di 1500 pagine descrivendo tutte 
le possibili qualità di mosche, premio Nobel per la scienza, 
e di sua moglie non capisce un'acca, e i suoi figli lo odiano
tanto li tratta male, è un pover'uomo, non un premio Nobel, 
perché sua moglie e i suoi figli hanno bisogno di una ragione 
naturalmente completa e in pace: lui è acutissimo
in un segmento della realtà, un segmento, tra l'altro,
sufficientemente piccolo della realtà, che è la mosca,
il fenomeno mosca: su questo sa tutto, ma non sa 
niente del suo destino né della situazione altrui. 
E' un povero disgraziato, pur essendo un Premio Nobel.
 


sabato 24 maggio 2014

Il Papa benedice una sposa incinta. Era ora



Su questo articolo ho letto un commento che mi
ha riappacificato con il mondo:


"Io vedo celebrare moltissimi matrimoni con spose incinte, e non ci trovo nulla di straordinario in questa foto. Ci si sposa per riparare ad un “errore” e salvaguardare un bambino senza colpe e non da ora, ma da sempre, perchè Dio è magnanimo e perdona sempre. Per chi ci crede, ovviamente, difatti sono altrettanto numerose le coppie che non sono mai andate in Chiesa in vita loro e ci si sposano solo per mettersi l’abito costoso e fare invidia ai parenti. Grande ipocrisia, forse tutta italiana".


Mi disturba, invece, tantissimo :

"Era ora"


Come se Papa Francesco avesse stravolto il cristianesimo
che soprattutto è "Perdono"
 
 
 
 

giovedì 22 maggio 2014

Sapersi fidare è genialità






Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
E' un proverbio stupido, contrario a quanto
c'è di più evidente.
La capacità di fidarsi è propria dell'uomo
grande e adulto,
dell'uomo che ha conosciuto molte cose,
che ha riflettuto su tutto: egli sa immediatamente
quando l'altro gli parla se deve dubitare
o se l'altro parla schiettamente.
Quanto uno è più ricco di umanità,
quanto più uno è critico di se stesso,
è cosciente dei limiti del suo andare umano,
è cosciente della sua realtà, tanto più
che sa quando e come fidarsi.
Sapersi fidare: questa è genialità.
Non sapersi fidare: questo è un errore
che commettono tutti, anche il marito
verso la moglie, anche la madre verso il figlio,
il figlio verso i genitori.
E questo è all'origine di tanti dissesti.
Istintivamente e naturalmente sono
uno che si fida. Ma perché questo
avvenga anche razionalmente l'altro
mi deve assomigliare, cioè devo
riconoscere in lui le mie stesse modalità,
non necessariamente negli
atteggiamenti comportamentali.
E' chiaro che le brutte esperienze
sono un deterrente che creano
una sovrastruttura diffidente.
Ma se volessi solo interrogare il mio
istinto direi che mi fido, fin troppo.
Credo nel potenziale buono di tutti.
Spesso capita di fidarsi di chi
non si dovrebbe e non fidarsi di
chi invece lo meriterebbe.
La fiducia dipende da cosa ti aspetti
dagli altri, dipende da cosa desideri,
dipende da cosa stai vivendo in
un particolare momento,
da cosa "ti serve" dentro.
Certo non fidarsi è più facile.
E' come se ci mettesse
al sicuro da possibili delusioni








mercoledì 21 maggio 2014

Piccole virtù




Non è colui che inizia, ma colui che persevererà fino alla fine dell'opera intrappresa che sarà salvato ( S. Giovanni Cassiano)
Una sucessione di piccole volontà fa un grosso risultato (Baudelaire)

E' importante persistere nella difficoltà. La qualità di colui che persevera non sempre è una virtù, perchè si può perseverare nel male. Nella vita normale, la perseveranza, associata al bene, è più preziosa di tante promesse che talvolta finiscono per scoraggiarci.
La pazienza è nipote della perseveranza e talvolta ci aiuta a sopportare la fatica di una lunga giornata senza stancarci.
Ricordate la pazienza dei contadini? arare, dissossare, seminare e..sperare in un buon raccolto.
Umile, la pazienza è una "piccola virtù", ad esempio pensate agli ammalati che silenziosamente aspettano che il dolore passi; sofferenze fisiche o morali, sopportate senza lamentarsi per non far soffrire chi sta accanto.
Pensiamo alla pazienza di Maria alla Sua perseveranza nell'attesa di conoscere il volto di Gesù e  il Suo vivere nel silenzio per non turbare Giuseppe!.
Anche per noi mamme di tempi un po' lontani,l'attesa era paziente e  la prima cosa che chiedevamo quando il nostro bimbo vedeva la luce e finalmente sentivamo la sua voce era "E' sano?, ha tutto? sta bene?" Non c'era  l'ecografia che oggi in un momento ci informa di come il nostro bimbo cresce.

 Pazienza e perseverare una sola cosa quando nell'ultima domenica di settembre, partecipiamo a un Pellegrinaggio per chiedere a Maria di proteggerci nel nuovo anno che si avvicina. Io  non sono più giovane e le mie gambe....da  due anni non vi partecipo, ma il mio cuore è con loro, i miei amici, allora penso a questo camminare dietro la croce di Gesù e a quando finalmente arriveranno al Santuario di Re, felici di ascoltare la Messa che li attende e  la pace  sarà nei loro cuori. La pazienza è nell'andare sempre, senza fermarsi, o fermarsi appena un attimo. La strada non è mai piana, Si cammina sotto il sole (difficilmente piove) e l'asfalto caldo ti fa sudare, e curve a non finere ad ogni svolta credi di essere arrivata...invece. Si cammina preoccupati solo di andare avanti e malgrado la stanchezza tutte le  voci si uniscono nel cantare il Rosario. 
Arrivati è bello guardarsi per darci e ricevere un sorriso, incantati dalla bellezza della natura che con pazienza si prepara a ricevere le giornate d'autunno.
Tutto questo ci accade  perchè non siamo mai soli, perchè il cammino  non è infruttuoso. Ogni giorno   Lui ci sorprende
se con pazienza e perseveranza sappiamo lavorare, soffrire, fondare e abituare a tutto questo le generazioni dei giovani che stanno crescendo.


martedì 20 maggio 2014

Il cristianesimo non è un fatto storico del passato

 
 
 
 
 
 Il Signore è la Presenza! E' la Presenza più importante per me, se io ho il dono della vita, se cerco di diventare migliore, se mi sento una piccola parte di tutta l'umanità, se amo, è perché lui mi accoglie colmo di misericordia e mi dona per primo il suo amore.
 





domenica 18 maggio 2014

Cosa resta dopo la morte di un amico? Non c’è più il dolorebr /Mettiamo foto su Fb e dimentichiamo

Cosa resta dopo la morte di un amico? Non c’è più il dolorebr /Mettiamo foto su Fb e dimentichiamo








Negli ultimi otto mesi già due amici di neanche trent’anni hanno deciso di togliersi la vita. Entrambe le volte mi sono chiesta se avrei potuto fare qualcosa per evitarlo, se siamo davvero la generazione dei “Selfie”, troppo concentrati su noi stessi per accorgerci delle vite degli altri.
Eppure proprio le vite degli altri sembrano essere al centro del nostro mondo. Le spiamo, le osserviamo continuamente su Facebook e Instagram. Guardiamo le loro foto, sappiamo cosa stanno facendo in ogni istante.
Ma che cosa possiamo capire davvero da quegli scatti, in realtà così studiati e selezionati tra tanti?


giovedì 15 maggio 2014

Gesù fissò lo lo sguardo su di lui

 
 
 

 
 
 
 
L'adultera, la samaritana al pozzo di Giacobbe hanno conosciuto quello sguardo che una volta accolto ti purifica dentro.

lunedì 12 maggio 2014

L'umile Amore





 





Fratelli, non temete il peccato degli uomini, amate l'uomo anche nel suo peccato, perchè questa immagine dell'amore di Dio è anche il culmine dell'amore sopra la terra.
Amate tutta la creazione divina, nel suo insieme e in ogni granello di sabbia. Amate ogni fogliuzza, ogni raggio di sole!
Amate gli animali, le piante, amate ogni cosa!
Se amerete tutte le cose, coglierete in esse il mistero di Dio.(Fèdor M. Dostoevskij)
Se lo percepite una prima volta, comincerete a conoscerlo senza posa, ogni giorno di più, sempre più profondamente.
Amate particolarmente i bambini, perché anch'essi sono senza peccato, come gli Angeli, e vivono per la nostra tenerezza, per la purificazione dei nostri cuori.
Il Signore manifesta una evidente simpatia e predilezione per i bambini, ne apprezza la purezza e la semplicità di cuore, li addita per questo ad esempio e modello per tutti coloro che vogliono entrare nel suo regno. Quando vengono presentati a lui perché li accarezzasse egli volentieri adempie quel compito paterno e materno verso di loro. Per questo Gesù spiega ai discepoli i motivi della sua gioia nell'accoglierli e benedirli. Gli apostoli pensando che i bambini infastidissero Gesù, invece, li allontanavano bruscamente e "Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva". È bella questa scena che ci rivela la squisita sensibilità di Cristo e la sua tenerezza. Dobbiamo dedurre, che, come dice un motto popolare, noi ci roviniamo sul crescere; perdiamo quelle belle doti proprie dell'infanzia nello Spirito e, illusi di una migliore razionalità, complichiamo un po' tutto, anche le verità di Dio. Nonostante questo ci è ancora consentito di recuperare, almeno in parte, quello stato di purezza infantile, che è la salvezza della nostra vita spirituale.
Ricordate l'umiltà di San Francesco e di come amava tutte le Creature? Egli chiedeva persino perdono agli uccelli.....
Chi mai di noi pensa di domandar perdono agli uccelli? Potrebbe sembrare follia, ma ogni animale intorno a noi, ogni fiore, ogni albero sono parte della Creazione che il Signore ci ha donato, pregandoci di continuare la Sua opera!
Ricordiamo che noi viviamo pellegrini sulla terra e se Gesù non fosse quel viandante che si affianca a noi nel cammino per spiegarci la strada, ci perderemmo, smarriremmo il senso del bello, del vero, del giusto.
Pensiamo: quando il cielo è spento dalle nuvole la superficie del lago è piatta e metallica; quando brilla il sole, essa si trasforma in uno specchio in cui si riflettono le tinte del cielo e della terra.
Così è la nostra vita se ci allontaniamo da Cristo.
 Lui è il nostro sole che illumina tutto donandoci l'Amore che  fa vibrare  il nostro cuore colorando  ogni cosa come la gioia, il dolore e la passione  .




venerdì 9 maggio 2014

Una coscienza dettata da Cristo

 
 
 
 
 
 
 
Con Gesù la scoperta della persona entra nel mondo:
 Egli è il messaggero, dice Giussani, della dipendenza
 unica e totale del singolo uomo dal Padre,
il grande educatore della religiosità.
Essa è l’atteggiamento più conveniente all’uomo,
quello che fa scoprire la preghiera,
la coscienza della dipendenza costitutiva da Dio,
quella dipendenza continua che riguarda
ogni istante e ogni sfumatura del nostro agire.
In questo modo l’esistenza si realizza
come dialogo con la grande presenza,
con l’Essere che è amore,
che dona se stesso continuamente.
Ogni uomo ha la propria coscienza.
Il non credente si ispira all'etica,
alle mode, al proprio istinto che ha leggi cattive.
 Il ricatto, la menzogna.
Il credente ha una coscienza già scritta
 e segue con la grazia dell'umiltà Gesù.


martedì 6 maggio 2014

Leggere è pericoloso, specie per le donnebr /Censura e roghi, dal ’700 a internet

Leggere è pericoloso, specie per le donnebr /Censura e roghi, dal ’700 a internet


 
 
 
«La donna capace di leggere non solo è in grado di conquistarsi uno spazio di libertà personale. Crea anche una propria immagine del mondo che non deve necessariamente coincidere con quella legata alla sua estrazione sociale e neppure con quella dell’uomo».
 


domenica 4 maggio 2014

Ciò che dà luce al cuore





Il Vangelo di oggi narrava dei Discepoli di Emmaus. Noi siamo i discepoli che nel cammino della vita, stanchi e affaticati, delusi, incontriamo Gesù. Ma non ce ne accorgiamo. I nostri occhi non sono ancora abituati alla Sua luce. Non vediamo. Non crediamo. Ancora non riusciamo a sentire la fame di Dio. Non siamo ancora "svezzati" e quando sentiremo questa "fame" scopriremo che abbiamo tanto bisogno di Dio che di cibo.
Scopriremo che avremo bisogno di credere, quindi di fede, come dell'amore. E, allora, forse quel poco che sentiremo nel cuore non ci basta: vorremo di più.
Quando, finalmente, si sente Dio nascosto in fondo al cuore, si è presi dall'entusiasmo, ci si sente ricchi dell'amore che crea, che genera gioia.
Si scopre che dietro il male c'è il bene, che dietro le nubi il dolce sole brilla ancora. E questa sicurezza è la fede.

sabato 3 maggio 2014

Belén e quelle petizioni (contro)br /che non ti fanno prendere posizione

Belén e quelle petizioni (contro)br /che non ti fanno prendere posizione



Siamo un popolo di santi e chiacchieroni? Alziamo polveroni sul perché e per come la Belen di turno continui a lavorare e riscuotere successi ma restiamo acciambellati in poltrona quando si parla di diritti






giovedì 1 maggio 2014

Un pensierfo per i tanti disoccupati

 
 
 
 
 
 
 
Sarà un Primo Maggio "caratterizzato dal lavoro che non c'è, soprattutto per i giovani". "E' la festa della disoccupazione più del lavoro". Parla così la leader Cgil, Susanna Camusso, alla vigilia della festa dei lavoratori, accennando ai dati diffusi oggi dall'Istat con i dati di marzo con un tasso di disoccupazione al 12,7%. "Non si parla di uscita dalla crisi se non si inverte significativamente il dato della disoccupazione".