venerdì 30 novembre 2012

Ogni cosa mi è stata data dal Padre mio

La mente ed il cuore dell'uomo non sono mai adeguati
ai passi che Dio fa verso di lui. La stessa soprannaturale
bontà che fa assumere al mistero di Dio, forma di servo
e figura d'uomo (san Paolo) in Cristo e nella Chiesa,
proporziona anche lo spirito e la sensibilità
dell'uomo a queste meraviglie, altrimenti esse
rimarrebbero come luce per un cieco o parole
per un sordo, come per i nostri orecchi gli
ultrasuoni, che sono come il silenzio.
Anche l'incontro con la Chiesa, che è la
comunità cristiana dell'ambiente in cui si trova è
grazia, è un dono di Dio.
Ed occorre la grazia anche per intendere il richiamo
di coloro che ne fanno parte e di chi guida
e per impegnarsi a verificare questo richiamo e
per aderire ed essere fedeli alla loro proposta.




giovedì 29 novembre 2012

Un dramma che accade quasi furtivo

 


Nell'esperienza cristiana, anzi massimamente in essa,
appare chiaro come in un'autentica esperienza sia impegnata
l'autocoscienza e la capacità di critica dell'uomo,
come una autentica esperienza sia ben lontana
dall'identificarsi con una impressione avuta
o dal ridursi ad una ripercussione sentimentale.
E' in questa verifica che nell'esperienza cristiana il mistero
della iniziativa divina valorizza essenzialmente
la ragione dell'uomo.
Ed è in questa verifica che si dimostra
l'umana libertà
perché la registrazione e il riconoscimento della corrispondenza
esaltante tra il mistero presente e il proprio dinamismo
di uomo non possono avvenire se non nella misura
in cui è presente e viva quella accettazione della propria
fondamentale dipendenza, del proprio essenziale "essere fatti",
nella quale consiste la semplicità,
la "purità" di cuore, la povertà dello spirito.
Tutto il dramma della libertà è in questa
"povertà dello spirito".
Tutto il dramma della libertà è in questa
"povertà di spirito": ed è dramma tanto profondo da accadere
quasi furtivo.


 
 



mercoledì 28 novembre 2012

Ha il volto bruno, i capelli castani scuri

 


Ai politici manca l'empatia con la gente, e sono senza vergogna.. vedi che non vogliono rinunciare ai vitalizi, mentre tanta gente non ha per mangiare. E' solo un problema di soldi. Del resto le paghe se le fanno loro no? Qui, più che ingordigia mi sembra un'abbuffata continua senza fine.


martedì 27 novembre 2012

Sviluppare una fiducia, un amore in sé

 
 
L'affettuosità di una madre per un figlio non è un pensiero. Si esprime attraverso una realtà biologica, ma è tutta quanta determinata dalla passione per il futuro e per la prospettiva di quel bambino. E' la prospettiva dell'uomo destinato alla felicità che permette alla madre un rapporto umano col suo bambino e lo investe di tenerezza. E questa si stabilizza, come eredità del rapporto con il padre e la madre, nella tenerezza verso di sé del bambino che cresce. Quando ciò non accade il bambino cresce estraneo a se stesso e annaspa alla ricerca di una identità. Situazione ormai sempre più normale.
I primissimi tempi dell'infanzia sono determinanti per la salute psicologica del bambino e ci si attiene alle teorie della Melanie Klein e di quelle dell'attaccamento di John Bowlby . Nel primo anno la madre deve essere gratificante, sensibile, protettiva, per un attaccamento sicuro, propedeutico all'adattamento sociale. Le prime relazioni di fiducia ed empatia suscitano i futuri valori di aiuto e accoglienza.
A me sembra importante che il bambino sviluppi una fiducia, un amore in sé, perché se uno non si accetta non potrà nemmeno amare gli altri.
Ma l'amore di sé e la fiducia se la costruisce se lo aiutano le figure genitoriali che ha intorno, non necessariamente i genitori biologici.
Molto si decide già nei primi sei mesi di vita, e il resto durante l'infanzia, tramite sempre le figure adulte di riferimento.
Chi accudisce un neonato ha una responsabilità enorme: a seconda di come lo tratta, di come lo riconosce o lo disconosce costruisce i legami affettivi successivi di quel bambino e poi dell'adulto.
 
 
 


lunedì 26 novembre 2012

L'insopprimibile desiderio della Verità



E' inutile nascondersi.
Con acuta conoscenza della
realtà umana,
sant'Agostino ha messo
in evidenza come l'uomo
si muova spontaneamente, e
non per costrizione, quando si trova in relazione con ciò che
 lo attrae e suscita in lui il desiderio.
Domandandosi, allora, che cosa possa
 muovere l'uomo nell'intimo,
esclama:
" Che cosa desidera l'anima più
ardentemente della verità?". Ogni uomo, infatti, porta in sé
l'insopprimibile desiderio della verità,
ultima e definitiva.
Qualsiasi uomo sente la necessità di elevarsi
 dall'oggi, dalla finitezza del quotidiano
ed anelare allo straordinario, all'infinito.
 Senza questa ricerca dell'oltre si annasperebbe
disperatamente nell'ovvietà dell'incertezza,
 nel relativismo puro, nella finitezza di un tramonto.
L'attesa dell'alba custodisce la speranza
 della sopportazione del finito.
Custodiamo in noi un'ispirazione intima
 che ci liberi dal disagio dato dall'incompiutezza,
 la tendenza a ricercare habitat per l'anima
 più che per il corpo.
Non si possono percorrere diverse strade
 per elevarsi dalla finitezza.
 La Verità risiede laddove si incontra
una Presenza viva che risponda
 alle esigenze del nostro
Cuore.
















 

sabato 24 novembre 2012

Si chiama esigenza di infinito o brama di verità



 
 
 
Nel suo romanzo "Furia" Salman Rushdie definisce
New York una città di mezze verità ed echi che in qualche modo domina la terra.
Si può odiare questo dominio oppure si può cerebrarlo, o ancora rassegnarvisi, ma resta un fatto: New York è il plesso culturale della realtà americana, in tutto il suo eclettismo, la sua emotività, la decadenza, l'intelligenza e il potere.
 
 
 


venerdì 23 novembre 2012

Il cristianesimo che vive delle elemosine

La vita di oggi è il carpe diem:
 estrarre il maggior piacere possibile
 da una realtà la cui materialità
 è praticamente concepita come esauriente.
 Con una contraddizione, però,
che si documenta drammaticamente
 nella solitudine e nel lamento.
 In tale contesto umano e culturale
 il cristianesimo rischia di sopravvivere
 solo come schema. Come nelle case di certi
 paesi d'Oriente c'è un angolo per
gli antenati ormai privo di significato operativo,
analogamente da noi sopravvive una struttura
  organizzata di devozione religiosa che,
 tollerata come risposta a chi sente
una esigenza religiosa, non può
che esprimersi in modo sostanzialmente
 ininfluente nella vita degli uomini.
Tanto che, come ha scritto Feuerbach,
i testimoni del cristianesimo moderno
ci appaiono testimoni di una mancanza,
perché tale cristianesimo sembra vivere
delle elemosine di secoli ormai trascorsi.





giovedì 22 novembre 2012

La fede che riscalda il cuore dell'uomo semplice

La  Madonna sta apparendo da 30 anni richiamando alla fede semplice,  quella dei veggenti che dicono che da loro nessuno mai ha pensato di chiedere a Dio il perché della guerra, della fame, della miseria, di qualsiasi cosa per cui fosse lecito chiedere 'perchè'.
Se il Signore permette, loro accettano, ringraziano e pregano, cercando di fare sempre il meglio, di capire solo come continuare a seguire Gesù.
Ho conosciuto parecchie persone  di quella fede autentica  e il fenomeno che esiste nella Chiesa italiana è tipico solo da noi.  Solo da noi tutti si credono santi, profeti, maestri e giudici. Gli altri, quelli che cercano davvero Gesù, pensano solo a individuare i propri peccati per amarLo come si deve. Ecco, volevo solo dire che nelle persone che ho conosciuto, con quella fede lì, si vede.
Anche se tacciono, si vede.
E si sente.
C'è un detto che dice che la fede è come il vento, non si vede, ma si sente.



 



mercoledì 21 novembre 2012

Un feudo all'aria condizionata


La nostra società può essere definita come un feudo all’aria condizionata. Il nostro cervello accoglie il “nuovo”, il tecnologico come miglioria. Ma, finché si parlava di lavatrice questa tecnologia aveva la funzione di sollevare la fatica soprattutto femminile, e potrei citare mille altri esempi innovativi volti al “buono”. Ma la tecnologia è andata ben oltre, una volta scoperto che certi mezzi, specialmente legati alla comunicazione, sono tecniche di controllo sociale,  quindi logiche di potere.
La tecnologia offre possibilità e limitazioni. Ma il suo uso, quando prevale, si sostituisce alle nostre funzioni “non tecnologiche”. Come dire che senza numero  memorizzato sul cellulare noi non siamo in grado di imparare a memoria il numero – o meglio, sappiamo ancora farlo ma siamo disabituati dal farlo, e così il leggere pagina per pagina un libro. Perché farlo se internet ti dà la sintesi immediata? Il problema è che internet dà potere. Di conoscenza spicciola, di relazioni spicciole, di velocità idiota. Ma pur sempre una forma di potere. Da schiavi,  ma pur sempre una forma di “protagonismo”.
Il danno di queste relazioni orizzontali e virtuali è quello di dimenticare le emozioni, le percezioni tattili, olfattive, sensoriali, emotive liquefacendole sull’altare dello schermo.
E creando una potenza immaginaria ed illusoria tutta volta alla distrazione e alle interruzioni cognitive.  E così siamo in-formati ma non formati, digeriamo pillole di fatterelli ma non sappiamo più contestualizzarli in una analisi più generale. Sappiamo tutto sul particolare ma nulla del generale.   



 


 





martedì 20 novembre 2012

Alla ricerca di una conoscenza dal volto umano

 




La scienza indaga "come" l'embrione determini il successivo effetto, mettiamo il feto. Non indaga per quale fine lo determini, ovvero del perché lo determini. In altre parole, la scienza si occupa della vita, di come essa si determini, e non di quale sia il fine della vita: la scienza si occupa di determinismo, non di finalismo.



lunedì 19 novembre 2012

Tutto è fatto per una dimora eterna

Nella lettera ai Corinzi scrive San Paolo: "Sì, tutto è fatto
per una dimora eterna,
non costruita da mani d'uomo, nei cieli".
La dimora eterna non indica innanzitutto una dimensione
spaziale e temporale e quindi un "altrove".
Eterno vuol dire radicalmente diverso da quello
che vedi e tocchi con le mani e con gli occhi adesso, ma
come il livello definitivo di ciò che vedi e tocchi, presente
ma alto, più profondo.
L'Eterno è la verità dell'apparente. Il cielo è la profondità
della terra, delle cose.
Dice ancora san Paolo che noi vogliamo raggiungere
quello che veramente siamo, ma vorremmo che questo
corpo celeste coincidesse con quello che tocchiamo,
senza dovercene spogliare, vorremmo cioè che l'eterno
entrasse nella vita senza il passaggio della morte.
Vorremmo che la verità, l'eternità, penetrasse
il rapporto affettivo senza la mortificazione dell'istinto,
che il possesso fosse pieno senza la strettoia del distacco:
 vorremmo cioè che fosse abolita la croce.
Perciò bestemmiava il Carducci: "Cruciato martire
tu cruci il mondo".



 


venerdì 16 novembre 2012

Il ragionamento si sviluppa solo dall'osservazione

Il significato del rapporto osservazione-ragionamento è molto semplice.
Dalle informazioni dei media che mi arrivano dalle televisioni e dai giornali si può inziare a ragionare, per esempio, sulla politica che si è allontanata dalla gente.
Ma l'esattezza delle mie riflessioni dipendono solo da una conoscenza precisa delfenomeno.
Entro nella sede di un partito politico importante. Vedo una scrivania piena di polvere, fotografie ingiallite, i pavimenti sporchi, le pareti dalla vernice scolorita, una serranda sfasciata. La mia impressione è che nel partito le persone vanno di rado. Per successive approssimazioni deduco che la realtà mi prospetta un distacco serio della gente dalla politica. Ora posso cominciare ad analizzare il fenomeno e pormi i perché. La base di partenza è un'osservazione.
Newton, conversando con un suo amico, ricordava quando per la prima volta la nozione di forza di gravità si formò nella sua mente. Fu causato dalla caduta di una mela, mentre sedeva in contemplazione. Si domandò perché la mela cade sempre perpendicolarmente al terreno. Pensò perché non cadeva a lato o verso l'alto ma sempre verso il centro della terra.
E' cominciò a ragionarci sopra.
l'osservazione certa e difficile da mistificare.




mercoledì 14 novembre 2012

La certezza della fede è una grazia




Io sono riconoscente a chi mi ha aiutato a far crescere questo seme,le persone cho ho incontrato che il Signore ha messo sul mio cammino, che mi hanno fatto crescere,e capire che la fede non è una panacea, ma come dice San Paolo è un "combattimento".
In effetti serve una buona dose di coraggio per conservare la propria fede contro tutto e contro tutti.
Ci vuole coraggio per continuare a pregare e rivolgersi a Dio, quando non si riesce neppure ad urlare la propria sofferenza. Talvolta bisogna cercare risposte alle proprie domande , interrogare i testi delle Sacre Scritture,alla ricerca di qualcosa che possa esserti d'aiuto. E questo qualcosa spesso può trasformarsi in qualcuno!



 



martedì 13 novembre 2012

Cristo è la risposta alla profezia ebraica

Nel libro della  Sapienza , al primo capitolo, si legge:
" Dio non ha creato la morte e non gode della rovina dei viventi.
Egli ha infatti creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo
sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano
sulla terra, perché la giustizia è immortale".
Ebbene, senza Cristo questa frase è una menzogna.
Senza Cristo nessuna frase è più menzognera di questa,
di fronte a tutta l'impressionante vergogna della vita
che diventa male, peccato, rovina, di fronte all'urto malvagio
della contraddizione che finisce per distruggere ogni cosa,
precipitandola nel gorgo della morte. Al tempo stesso non c'è nessuna
frase che esprima e incontri più immediatamente
di questa la natura del cuore dell'uomo, le sue esigenze
costitutive.
Il cuore umano non è fatto per la rovina, ma per
l'esistenza e per la positività. Il bello, il giusto,
l'amoroso, il felice sono l'oggetto costitutivo
dell'aspirazione che definisce il cuore.
Ma se Cristo non fosse venuto non ci sarebbe menzogna
più grande di quella affermazione, tanto risulterebbe,
in modo macabro, contraddittoria a ciò che la realtà è.





domenica 11 novembre 2012

Il luogo della speranza




 


Il padrone è via, e i servi si sentono padroni. Non è così quel che capita oggi? Mai con tanta sfacciataggine e supponenza oggi ciascuno ripete: la vita è mia, la storia è mia e la gestisco io! Ma la festa finisce. Il padrone ritorna. La storia ha termine. La morte dice "basta!" all'uso della nostra libertà, e un rendiconto è da fare. "State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso, quando il padrone di casa tornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati". Chi sa l'ora del proprio doversi presentare a Dio? Ed è inutile difenderci, emanciparci, col negare la realtà.


venerdì 9 novembre 2012

Il nostro borghesismo si vede a occhio nudo

Il nostro borghesismo si vede a occhio nudo. Il borghesismo è infatti la non radicalità con cui percepiamo il rapporto con Cristo. Se lo percepissimo con radicalità il nostro rapporto con Cristo giudicherebbe tutto. Quello che siamo, quello che facciamo, la vita comunitaria, la notizia del giornale, l'ambiente del lavoro. E lo giudicherebbe come l'aratro che ferisce la terra perché il seme vi penetri e dia frutto: il giudizio di Dio è il rinnovamento generato dallo Spirito.
E' necessario che cominciamo a prendere sul serio la fede come reagente sulla vita concreta, in modo tale che siamo condotti a vedere l'identità tra la fede e l'umano più vero.
Così, ad esempio, il rapporto uomo-donna vissuto nella radicalità del rapporto con Cristo viene a galla con la sua esigenza di verità e unità, di fedeltà e di permanenza nel tempo.
Così l'atteggiamento di fronte alla vita secondo la radicalità della fede diventa rispettoso della persona e della dignità del suo destino.



 

giovedì 8 novembre 2012

Aboliti per legge la madre e il padre

                      L'uomo è un essere strutturalmente aperto,
definito dal compito inesauribile
 di "divenire ciò che è", come diceva Nietzsche.
Rispetto a tutti gli altri essere viventi
 ha una caratteristica del tutto particolare:
 ha bisogno per la propria formazione di una "educazione" eccezionalmente lunga. Mentre gli animali,
in tempo breve, sono in grado
 di attuare automamente tutti
i comportamenti di cui geneticamente
dispongono, per l'uomo vi è
la necessità di una lunga traiettoria educativa, 
La stabilità rella relazione generativo-educativa
è richiesta dalle caratteristiche stesse dell'itinerario
di sviluppo della vita umana personale.
Tale processo non implica solo la diade madre-bambino,
bensì anche la figura maschile-paterna.
L'emergenza dell'identità del soggetto umano
 ha un essenziale bisogno di avvalersi di differenza,
complementarietà e chiarezza delle figure
 e dei ruoli rappresentati dall'uomo e dalla donna.
Succede che in Francia con il matrimonio
di due persone di identico sesso e la possibilità
di adottare un bambino ,con una legge
vogliono abolire le figure del padre e della madre
che diventeranno solo
 genitore 1
e genitore 2.
Per me è una violenza inaudita verso un
bambino che ha il diritto naturale di avere
un padre e una madre.
Li chiamano diritti civili.
Ecco la civiltà della società senza Dio.






 



mercoledì 7 novembre 2012

Quello che accade nel nostro Paese


 
 
 
 
 
 
La solita psicologia del branco a cui appartenere e che ti regala l'illusione della salvezza. Sulla giustizia italiana ho scritto altre volte e direi che siamo in uno stato in cui la giustizia è serva al 100% del potere.

martedì 6 novembre 2012

Il Tutto è Mistero e noi lo chiamiamo Dio

 




Che il Mistero ci accompagni e ci illumini dall'alto proprio in quell'unità del tutto che è indefinibile ed è Grazia. Purtroppo il Valore che offre la società di oggi è diventato semplicemente ridicolo; basta guardarsi intorno, soffermarsi a ciò che ci viene propinato: completi disvalori, per renderci conto che sarebbe tutto da azzerare e da rifare.



sabato 3 novembre 2012

Il prolungamento di Cristo nella storia

Come possiamo rispondere all'interrogativo fondamentale
che Cristo ci rivolge: "E tu chi dici che io sia?".
Noi non abbiamo visto il paralitico guarito, non siamo
stati alle nozze di Cana, non abbiamo assistito
al funerale di Naim, non lo abbiamo seguito per
tre giorni nella steppa, dimenticando persino il cibo.
La familiarità con Lui, da cui nasce l'evidenza
della Sua parola come unica che dia senso alla
vita, come possiamo viverla?
Il modo c'è: la compagnia che da Cristo è
nata e ha investito la storia: è la Chiesa, Suo
corpo, cioè modalità della Sua presenza oggi.
E perciò una familiarità quotidiana di impegno
nel mistero della Sua presenza  entro il segno
della Chiesa.
Solo così può nascere l'evidenza razionale,
pienamente ragionevole, che ci fa ripetere con
certezza ciò che Lui, unico nella storia
dell'umanità, disse di sé:
" Io sono la via, la verità, la vita".