mercoledì 31 ottobre 2012

Partecipare alla morte di Cristo



Da quando Cristo è stato ammazzato,
 inchiodato a una croce, e ha gridato:
"Padre, perché mi hai abbandonato'" -
 che è il grido di disperazione più umano che
si sia sentito nell'aria della terra- e poi ha detto:
 "Perdona loro perché non sanno quello che fanno",
 e poi ha gridato: "Nelle tue mani raccomando la mia vita;
 da quel momento lì la parola sacrificio è diventata
 il centro della vita di ogni uomo, e il destino
 di ogni uomo dipende da quella morte.
Il sacrificio diventa un valore della vita dell'uomo
quando si comprende che per vincere la morte
è necessario salire sulla Croce.
Partecipare alla morte di Cristo.
L'uomo è nato per la felicità eterna
 e non per quella terrena.






martedì 30 ottobre 2012

Galileo Galilei visto da Brecht



La funzione del personaggio Galileo, per come io vedo il personaggio brechtiano, che si sottomette agli ordini della Chiesa e abiurando quelle idee pur ritenendole giuste ed esatte, funge da eroe negativo, accettando il mondo così com'è, ha lo scopo di fare esplodere le contraddizioni e spingere lo spettatore ad agire per evitare che ciò si ripeta.

Galileo dovette subire un mondo che pareva immutabile.
Assistendo a questo dramma proviamo profonda indignazione per come viveva la scienza, un tempo e possiamo pure riflettere su come vive la scienza oggi.

Ma Brecht, in un certo senso assolve Galileo che non aveva possibilità di comportarsi diversamente: la sua scienza era roba di pochi, non era patrimonio della collettività che non fece nulla per difenderlo, non avendone gli strumenti.
Parafrasando Paolo Giordano direi " la solitudine dei numeri primi"


Brecht, non dimentichiamo che è autore didascalico, spera che lo spettatore acquisisca una coscienza critica mettendo a frutto anche l'unico neurone.
Altro elemento cardine di quest'opera è la lode al dubbio, in questo modo nasce una nuova era in cui si gettano i falsi idoli, le false fedi e ovunque si insinua il dubbio come fonte di ricerca, di apertura verso nuovi orizzonti.

Sull'ultima frase non sono assolutamente d'accordo, tanto ci sarebbe da dire sulla differenza fra scienza e tecnologia applicata, e il buon Castellani, per altro credo ottimo traduttore di Brecht, non credo sia aduso frequentare certi ambiti, soprattutto il primo.



 


domenica 28 ottobre 2012

Vedere e comprendere


La ragione, in senso pieno, può essere descritta come un guardare in opposizione al vedere, secondo la distinzione usata da sant'Agostino. Il guardare è tutto quanto determinato da un'attrattiva, da un'emozione, da uno stupore che fa muovere verso l'oggetto incontrato col desiderio di conoscerlo, disposti a tutto pur di conoscerlo.
Il vedere, al contrario, indica, nell'ambito di questa opposizione, un rapporto alla realtà pre-giudicato, che genera schematizzazioni, irrigidimenti, riduzioni arbitrarie.
Solo chi guarda coglie veramente il reale, cioè vede compiutamente e comprende.


 
 



sabato 27 ottobre 2012

In difesa della nostra spiritualità




Gli antichi romani furono distrutti dai barbari.
L'occidente europeo, anche.
Il costo del piano Marshall è anche, se non soprattutto, questo.
Ma, a differenza degli schiavi, noi dovremmo avere la capacità di sovvertirlo il suddetto potere.
Il Potere non è solo un fatto economico, ma aggredisce il
nostro Io, la nostra tradizione, la nostra spiritualità.
Purtroppo la gente si vede Beatiful, sogna un uomo con la faccia di un cavallo , Ridge, ma soprattutto vive nell'occhio del Grande Flagello.
Dunque mi chiedo ,
se il potere logora chi non l'ha, perché noi ci ostiniamo a metterglielo in mano?
Insomma, siamo noi che ci comportiamo da schiavi. Troppo disattenti per renderci conto che esistono pastoie invisibili tipo la pubblicità.
E ora come ora - benché utopico - non sarebbe difficile combatterli , sarebbe una guerra bianca , pulita, senza armi.
Se la smettessimo di scimmiottare gli Americani la loro economia crollerebbe in un secondo.



 




giovedì 25 ottobre 2012

Può esistere una storia come questa?


Si fa presto a dire
"Ho fatto un incontro".
L'incontro deve avere le caratteristiche di eccezionalità per essere preso in considerazione.
L'altro giorno, così per fare qualcosa di nuovo, ho preso il tranvai.
C'era un normalissimo tranviere che faceva trac-trac con la manovella.
Ho pensato. Ecco, torno da mia moglie e dico: "Sai, ho fatto un incontro! Un tranviere".
Ma dai, non è serio. Non è un incontro.
Ma se, mentre sei lì col tranviere e questo inchioda di schianto il tranvai perché uno è passato veloce e poi apre lo sportello e grida "Cornuto!", la cosa si fa interessante.
E sì, il passante offeso corre dietro al tram, si apre un varco, arriva vicino al tranviere e gli dice: " Mi scusi, ma perché mi ha detto cornuto? Come fa a sapere che io sono un cornuto?". E il tranviere che comincia a tremare come una foglia, si giustifica: " Non si offenda, lei ha attraversato all'improvviso e mi è scappata l'invettiva".
"No, no lei ha ragione, io sono cornuto. Perché, vede, io mi sono sposato. Poi sono andato in Inghilterra, a Londra, sono stato due anni a lavorare, sono tornato e mia moglie aveva un bambino. Lei cosa avrebbe fatto?"
Il tranviere fa un cenno e l'altro: " Eh, me lo sono tenuto! Soltanto che il bambino è cresciuto e bisognava mandarlo all'asilo, dalle suore a pagamento. E dopo l'asilo c'erano le elementari e mia moglie mi ha detto: " Lasciamolo dalle suore"....che mi costa, mi costa un occhio della testa. Dopo la scuola elementare, la scuola media ancora dalle suore.... cosa vuol farci sono troppo buono e l'ho lasciato lì dalle suore, sempre pagando l'ira di dio. Finita la media gli ho fatto fare il Liceo e in una scuola privata a pagamento. Lei cosa avrebbe fatto? Gli ho fatto fare il liceo. Quanto mi è costato 'sto figlio. Ma la settimana scorsa non ci ho visto più. Mia moglie mi fa: " Senti, ha finito il liceo bene, mandiamolo all'Università".
" Ah no, no! sono sbottato a dire. "Fino a questo punto proprio no!" Perché il figlio di una buona donna, al massimo, può fare il tranviere!".






mercoledì 24 ottobre 2012

Perché la donna si mette in mostra?






Anche se il sistema economico è concepito in questo modo non significa che tutte le donne vogliano solo mettersi in mostra.
E poi c'è mettersi in mostra e mettersi in mostra.
Il fatto che le donne si mettano un po' in mostra secondo me è naturale, e fa parte della razza umana fin dai suoi esordi...per esempio le donne si imbellettano e si vestono in maniera da apparire più belle...a parte che ad oggi delle ricerche avevano confermato che spendono più gli uomini delle donne in cure di bellezza e cose così...credo che ormai non si possa più neanche parlare di uomo e di donna da questo punto di vista.
Il mercato punta sul far credere ad uomini e donne che se saranno belli o famosi saranno anche amati, ma non è che lo pensano proprio tutti.
Comunque la ricerca del bello e il mettersi in mostra ed essere ammirati sono cose anche naturali, sia negli uomini che nelle donne penso...bisogna vedere in che modo anche, e perchè.
Di sicuro il corpo femminile è stato reso oggetto dal sistema di mercato, ma ci sono già tante femministe agguerrite contro questa cosa ed altrettante "pupe" convinte che apparire in tv sia il massimo.
Solo che per reazione a questo molte cosiddette femministe smettono anche di essere femmine.













lunedì 22 ottobre 2012

L'economia non ha un'etica

 
 




 
 
 
Bisogna accettare il cambiamento di un'epoca, ciò non toglie che i valori possano esistere e tramandarli da padre in figlio.
Non si può opporsi al "progresso", però bisogna restare vigili che "l'importante" venga testimoniato con la purezza primitiva e autentica della Parola.
 
 




 

giovedì 18 ottobre 2012

Lo svuotamento della capacità di ascolto e di dialogo

Quali sono i fattori in cui si rivela una personalità umana compiuta?
Io direi la generosità, la capacità di donazione di sé,
l'attitudine ad ascoltare l'altro e a vivere le sue sofferenze.
Una psiche incapace di rivivere in sé le sofferenze
degli altri è dannosa.
Noi ci realizziamo fino in fondo solo se restiamo
immersi in un dialogo senza fine.
Un dialogo fatto di rapporti, di persone, di volti, di sguardi.
La nostra vita si realizza fino in fondo solo sfuggendo
agli artigli delle apparenze: il mito del successo, il
culto di se stessi.
Il fallimento dell'umano non è tanto la depressione
quanto lo svuotamento della capacità di ascolto e di dialogo.




martedì 16 ottobre 2012

Come fosse la prima volta

 
 

 



Dallo stupore nasce la domanda: "Ma chi è Costui?".
E' la stessa domanda che Gesù fece agli apostoli e solo Pietro rispose. Tutti noi siamo tenuti a rispondere ed essere coerenti con la risposta, cioè assumere la responsabilità di fronte al fatto.









ma l'eredità non è soltanto il denaro.
 I soldi concretano simbolicamente tutta
la serietà della vita con cui i genitori hanno vissuto.
Così, l'eredità di quello che noi lasciamo
 è dentro la coscienza di una presenza.
E' l'esperienza di una realtà nuova,
di un avvenimento che accade ogni istante.
A parte il fatto che, anche umanamente parlando,
non capisco come faccia un uomo a voler bene a una donna,
 se non la sorprende come fosse la prima
  volta tutte le volte che la vede.
L'avvenimento è la modalità con cui la novità entra
 nella storia: se non è più novità, non è più storia.
Ma bisogna che diventi avvenimento la presenza
che c'è tra noi, come dovrebbe diventare avvenimento
il rapporto che c'è tra un uomo e una donna che si amano.
 
 
 


lunedì 15 ottobre 2012

Il Padre nostro è sempre con noi

Essere presenza vuo dire essere dentro una situazione
rendendo Cristo avvenimento della nostra persona.
Non si tratta di fare discorsi: anche l'annuncio di Cristo,
reso pura parola, lascia il tempo che trova,
perché chi ascolta può considerarlo da punto di vista
psicologico come un'opinione.
Il vero annuncio lo facciamo attraverso quello che
Cristo ha perturbato nella nostra vita: noi rendiamo
presente Cristo attraverso il cambiamento che
Egli opera in noi. E' il concetto di testimonianza.
Noi usiamo facilmente la parola presenza, ma
la presenza è soprattutto questo:
è una baldanza umile e certa, non fondata su di sé,
ma sulla grazia che ci è stata fatta di una
Presenza che non verrà mai meno.
Io non sono solo, il Padre mio è sempre con me.
Gli altri si arrabbieranno o ci ammireranno, oppure
sembreranno essere indifferenti, ma non potranno
non riconoscere la nostra
diversità.

sabato 13 ottobre 2012

Quando l'uomo valica il proprio limite








Nostalgia del presente di Jorge Luis Borges


In quel preciso momento l'uomo si disse:
che cosa non darei per la gioia
di stare al tuo fianco in Islanda
sotto il gran giorno immobile
e condividere l'adesso
come si condivide la musica
o il sapore di un frutto.
In quel preciso momento
l'uomo stava accanto a lei in Islanda.





giovedì 11 ottobre 2012

La fede nelle cose che non si vedono

L'abitus mentis della filosofia è il non credere a ciò che si vede: l'esempio che si riporta è il bastone immerso nell'acqua che ai nostri occhi appare piegato. Occorre farlo riemergere per accorgersi che è diritto.
Viceversa la fede deve credere a ciò che non si vede. Senza questa fiducia a priori, non sarebbe fede.

Sono due ambiti legittimi, autonomi nei loro confini. Come due parallele che non s'incontrano e potrebbero confrontarsi, anche condividere alcuni punti non oltrepassando le rispettive competenze.

Ultimamente in numerosi saggi spesso proposti dalle gerarchie ecclesiali è palese la pretesa di compatibilità, ma sottintendendo la supremazia della Verità rivelata, anche con implicazioni scientifiche, come il creazionismo, Il Disegno Intelligente, ecc.

Nelle università prende piede il pensiero postmetafisico, salvo qualche residuo del vecchio accademismo antirelativista.
Il senso comune scambia ancora la filosofia per ancella della teologia o comunque in un ambito di neospiritualità. Con conseguenze anche sul dibattito etico, sulle nuove etiche e bioetica.








lunedì 8 ottobre 2012

I limiti e le pretese della parrocchia

 
 



L'urgenza più radicale per la missione dei cristiani di oggi dovrebbe essere l'integralità del messaggio, che mi sembra si sia oscurata, e poi quello che la Bibbia chiama Promessa, ossia che il contenuto di questo messaggio incominci a rendersi sperimentale come speranza del presente.
 


venerdì 5 ottobre 2012

Con piccoli passi verso un'altra parte

 
 
 

Pax et Bonum Gus , Grazie ,
Se guardo la mia vita passata , lontano dalla Chiesa , ma non lontano da Dio , è stato un CAMBIAMENTO !
Otto anni della mia vita fino a questo momento con Gesù in Gesù e per Gesù , è una luce di verità di gioia e di sofferenza quella che serve per edificare noi stessi .
Se mi parlavano di Chiesa e di SAcerdoti dicevo : camminate per la vostra strada . Adesso in otto anni è diverso , quello che conta è Gesù Giuseppe e Maria , la mia Famiglia e le anime che con la Preghiera che il Sommo e Infinito Bene , mi mette nella strada del cammino della mia vita vicino a Gesù a Gesù Crocifisso .
Grazie Gus , per un momento di condividere con un Fratello in Cristo Gesù in Giuseppe e in Maria ( la nostra Trinità Terrestre ) questo MOMENTO DI CAMBIAMENTO DI lUCE E DI AMORE .
Maria SS. e il Patriarca San Giuseppe ti Bendicano nel Nome SS. di Gesù Bambino .

Francesco
 



lunedì 1 ottobre 2012

Un annuncio che deve essere integrale e semplice

Il potere della Chiesa se non è concepito e sostenuto dal contenuto della fede scade a ruolo di dominio.
Già san Paolo metteva in guardia i pastori della comunità primitiva dalla tentazione di spadroneggiare sul proprio gregge.
Esempio classico di tale dominio nella vita ecclesiastica è un certo modo di intendere ed attuare i piani pastorali stabiliti a tavolino dalle curie diocesane. Il potere, in questo caso, diventa gestione della vita altrui.
C'è anche l'assenza di una pedagogia integrale che accompagni la libertà dell'uomo nella adesione al messaggio di fede.
Si può dire che l'assenza di questo messaggio porta con sé una percezione rattrappita della pedagogia di sviluppo della fede cristiana. Pedagogia che viene così ridotta secolaristicamente ai contenuti della sociologia e della psicologia secondo un modello anglosassone.
Nello stesso tempo Il potere, non nella sua ontologia e quindi nella sua strutturale eticità, nella sua odierna realtà storico-politica, mostra una radicale inimicizia verso il senso religioso. Il potere attraverso gli strumenti d'invasione della coscienza non può non cercare di omologare il più possibile il popolo a valori che gli consentano di mantenere lo status quo e perpetrare il suo dominio.
La Chiesa ha il compito di trasmettere al mondo un annuncio che deve essere
integrale e semplice. Integrale nel suo contenuto: Cristo è il Dio che si
è fatto uomo. Semplice perché deve essere percepito nel suo significato,
e può esserlo solo in proporzione alla corrispondenza che esso ha con i bisogni concreti
della vita dell'uomo.