venerdì 31 agosto 2012

Alla ricerca di ciò che rende felice il nostro io

La libertà, come esperienza della soddisfazione e della corrispondenza,
 inizia come percezione della realtà non incussa, cioè non determinata
da altri. In noi nasce l'esigenza di un paragone tra un'energia che
abbiamo in noi e ciò che ci viene incontro.
Lo sviluppo compiuto di tale paragone si chiama
g i u d i z i o.
Ciò che nella percezione determinata dal cuore è soltanto un inizio
viene adeguatamente svolto e stabilmente articolato nel giudizio.
Il giudizio è frutto di un lavoro, non di immediatezza e casualità.
Il lavoro che porta al giudizio implica soprattutto una continuità
del paragone tra quello in cui l'uomo si imbatte e il cuore.
Questo paragone, da una dimensione di percezione immediata,
deve articolarsi in giudizio e diventare stablile in una dimensione di
coscienza.






giovedì 30 agosto 2012

Attacco frontale alla creatività umana





La passività e la contemplazione sono ciò che caratterizza l'attuale condizione umana. Ciò che rende lo spettacolo ingannevole e negativo è il fatto che esso rappresenta il dominio di una parte della società, l'economia, su ogni altro aspetto della società stessa; la mercificazione di ogni aspetto della vita quotidiana rompe quell'unità che caratterizza la condizione umana propriamente detta:
« Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio »




mercoledì 29 agosto 2012

Allontanarsi da ciò che non rappresenta il Padre

 
 
Io credo che ogni uomo contenga in sé l'insegnamento di Dio. Spesso si parla di percorso verso Dio come se lo si dovesse incontrare per la prima volta . Io credo invece che ogni uomo lo contenga, sia inizialmente accompagnato (perché se è Unico e giusto non può che essere così) e l'impegno grande non sta tanto nell'applicazione formale alla partecipazione né alla dimostrazione di devozione, che sono tutte manifestazioni verso una fede rappresentativa e alla fine comunque se fine a se stessa risulta riduttiva. La lotta è verso le situazioni che  ci allontanano da Lui. Come dire, non devo sforzarmi per essere vicina a Dio, ma devo sforzarmi ad allontanarmi da ciò che non è in sintonia con Dio. Ma, innegabilmente, può capitare di deragliare attratti dai falsi miti. Purtroppo la lotta per liberarsi e ritrovarsi è costellata di simbolismi  che spesso non hanno nulla a che vedere con la ricerca del Padre in sé, unico luogo possibile per l'incontro. Essere veramente ospitali con Dio è un percorso a ritroso, spogliato da ogni indicazione di direzione esterna al nostro io.
Bisogna amare chi abita la nostra umanità con la rappresentazione della Sua Parola sulla terra.


 






martedì 28 agosto 2012

Il carisma che ti spinge a seguire una persona

 
Dall'autorevolezza nasce il carisma che ti spinge
 a seguire una persona che vive con più maturità
 la fede e che ti coinvolge in un'esperienza viva,
 che passa il suo dinamismo e il suo gusto dentro di noi.
Gesù a Pietro e Andrea disse: "Seguitemi",
vi farò pescatori di uomini,
 E quando i due discepoli gli chiesero: "Maestro, dove abiti?",
Gesù disse loro: "Venite e vedrete".
Quell'autorevolezza lì, nasce
dall'intima adesione alla verità.
Tanti anni fa lessi un preziosissimo
libretto di Cantalamessa 'Obbedienza' dove
spiegava che l'autorevolezza di Gesù
nasceva dalla sua profonda sottomissione
 alla volontà del Padre e gli altri lo percepivano,
le sue non erano parole, ma frutto
di un'obbedienza reale alle parole pronunciate.
 Vita vera, insomma...sottomessa.






lunedì 27 agosto 2012

Vivere o sopravvivere?



Quando ci si muove per sopravvivere si agisce sempre per reazione.
Nella misura in cui la situazione è grave, allora, si agisce bene.
Ma solo la vita normale costruisce, crea; la costruzione della vita
non ha parentesi o sospensioni: o è continua, e tutto assimila
e utilizza nel cammino, o non è tale.
E' come se normalmente noi fossimo continuamente
affaticati di ragioni esistenziali per l'agire quotidiano.
Questo ci allinea a tutti gli altri, sempre all'inseguimento di
ragioni per avere un po' di gusto nella vita, mancando di
motivi per l'impegno normale di tutti i giorni.
Ma allora che presenza è, che vita è la nostra?
E' una sopravvivenza, una reazione a un urto violento,
proveniente da chi ha ancora un residuo di energia
per riaffermare il suo potere.
 
 
 


domenica 26 agosto 2012

Alla ricerca della religiosità

 


 




La prima cosa da capire è che cos’è la religiosità, perché se la religiosità è essere spirituali, sentimentali e pietistici, allora non c'entra niente con il reale.
Ma se la religiosità è l'esigenza di totalità dell'io, se è la coscienza delle proprie domande costitutive, possiamo cominciare a sorprendere nell'esperienza che cosa ridesta quelle domande, quell'esigenza di totalità che noi abbiamo addosso.
Allora si inizia a capire che ciò che ridesta la religiosità è proprio il reale.



mercoledì 22 agosto 2012

I parametri mentali degli strumenti di comunicazione




La logica del potere vince sul piano comportamentale poiché annulla gli spazi di pensiero-occupandoli con la praxis quotidiana- e bombarda con tutti i possibili strumenti di persuasione. Apparentemente quindi vince.
La coscienza ha uno strato più profondo e addomesticarla non è così semplice così come avviene con la logica comportamentale. Il prezzo pagato dall'individuo è la scissione. Ma non a caso chi ha più “tempo non occupato” (ad es. pensionati, gente fuori dal circuito produttivo ecc) ha più tempo a disposizione per l'opposizione, per il lento ricucire della scissione, per l'individuazione di una alternativa che possa far da traino alla coscienza sopita. Tempo, unità e chiarezza...possono. -potrebbero-annullare gli effetti dell'estraneità.




martedì 21 agosto 2012

E' comodo convire con il bianco e con il nero

Forse accade  perchè sono le 'scelte' a fare la differenza.
La maggior parte del mondo abituale  sta
 con il nero e il bianco insieme,
insomma un coperchio per ogni pentola
 pur di aver una vita tranquilla, ma l'adrenalina
che distingue i giorni (spesso anche nella sofferenza)
 è la fedeltà  a una 'scelta' che
ti costringe a schierarti e a rimanere 'vivo',
come diceva Oriana Fallaci, sempre con il fucile
 in mano alla finestra, a difesa dei tuoi valori.
Vero è che spesso le persone a sostegno
 delle stesse scelte, possono fare la
differenza, anzi, ci sono momenti
in cui sono necessari per non 'mollare il passo',
ma l'Amico per eccellenza è sempre uno solo
 e Lui non ci abbandona. Mai.






lunedì 20 agosto 2012

Il silenzio violentato dal frastuono delle parole



Meno male che Dio vede tutto e sa, penso alle opere di colui che scimmiotta il bene pensando di non essere riconosciuto, e spesso è così.
Il male scimmiotta e non ha in sé le radici del bene. Vive di inganno, fatto di parole e parole e parole. Meno male che lo Spirito Santo esiste e illumina per davvero!
In quel giorno, saranno svelati i pensieri del cuore di ognuno e allora si avrà finalmente pace e giustizia.






sabato 18 agosto 2012

La vita è una recita?









Ognuno di noi impara un copione dal quale non si sa distaccare. Ma se ne prende coscienza può decidere di uscire fuori dal palcoscenico, rischiando di perdere apprezzamenti, ma guadagnandone in dignità e autostima. La fede aiuta ad essere liberi, ad essere veri, a mostrare sempre il volto di Cristo. Ma è un cammino difficile, fatto di rinunzie, di tanti sì silenziosi e strazianti, di sprazzi di luce, di assaggi di paradiso, di pace finalmente raggiunta, di tanto in tanto, nell'unione dello Sposo con la sua sposa.




venerdì 17 agosto 2012

Analisi del lemma sacrificio



Nella vita terrena di ognuno di noi quello
che si chiama sacrificio credo sia l'obbedienza alla propria coscienza.
A volte la propria coscienza detta percorsi duri da seguire,
 ai quali certamente si ovvierebbe, potendo
(e con potendo intendo dire se si fosse singoli, individui non
legati ad altri). Ma laddove si comprende
 l'utilità del sacrificio, la propria responsabile risposta al richiamo,
 ecco che il sacrificio assume una pesantezza giustificata.
Perché va oltre la fatica del gesto chiamato sacrificio.
 Il sacrificio diventa amore per Cristo. 





giovedì 16 agosto 2012

Gesù entra nel cuore delle leggi

L'uomo ha la sua libertà. Può scegliere correndo il rischio di sbagliare. L'errore in teologia viene chiamato peccato.
La libertà che ti permette di scegliere è imperfetta, perché nella scelta c'è il rischio dell'errore. Solo attraverso la fede ognuno di noi trasmette la parola di Cristo. Non hai più bisogno di scegliere. Questa è la libertà perfetta.






martedì 14 agosto 2012

Maria

Nel Cielo apparve poi un segno
grandioso: una donna vestita di sole, con la luna
sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici
stelle.
Maria è scossa dal sonno di morte.
Il Figlio le porge la mano e Maria lo segue.
S'innalza dalla terra, attraversa le sfere celesti
e le porte eterne si schiudono e la Madre
di Dio vi entra.






venerdì 10 agosto 2012

L'arte di incuriosire

Se qualche insegnante invece di snocciolare date, conquiste e battaglie dell'impero romano pensasse a raccontare ai discenti come vivevano le donne e i maschi romani, come vestivano, i negozi, i giochi e l'uso del tempo libero, forse
qualche ragazzo potrebbe confrontare due realtà diverse: quella di ieri e quella di oggi. Incuriosirsi e cominciare a leggere qualche pagina del libro di storia.
Solo la curiosità riesce a trovare la bellezza nei luoghi più nascosti.
L'insegnante ruolo ormai surclassato da altri modelli, quando forse, sicuramente per me, è una delle figure fondamentali di ogni bambino/ragazzo. Quella figura portante, con la quale tu condividi ore seduto dietro a un banchetto con la possibilità di seguire, ascoltare o fuggire e pensare ad altro con la mente.  E' bello sognare, evadere. ma cosa di più importante di una persona che sa attrarre la tua attenzione e il tuo interesse.  Entrarti dentro e continuare a parlarti a fatti rimuginare sulle cose dette.
Ho avuti molti docenti, ma alcuni di questi resteranno dentro di me per il modo di aver catturato la mia attenzione. Uno dei miei sogni sarebbe proprio questo: riuscire con tutta me stessa attrarre l'attenzione di un bambino/ragazzo e come la principessa Shahrazàd, tener desta la loro curiosità al punto di muoverli a cercar oltre.









mercoledì 8 agosto 2012

Esistenzialismo e metafisica


 Adorno pensa alla società tecnologica come a una società "motorizzata", nel senso che la società tecnologica sembra ad Adorno un grande meccanismo mosso da un motore centrale. Questa idea di Adorno si ritrova anche in alcuni grandi romanzi come quello di Orwell 1984 e quello di Huxley Brand New World. Quando la società si organizza in modo saldamente tecnico ci troviamo di fronte ad una specie di gran sistema di ingranaggi che girano tutti mossi da un centro unitario: la propaganda del regime nazista come la radio di Goebbels che dà ordini a tutti. Secondo l'idea di "pubblicità centralizzata" di Adorno, noi viviamo in una società non tanto diversa da quella nazista. Lì c'era infatti una propaganda politica, ma noi siamo dominati totalitariamente dalla pubblicità delle merci e siamo altrettanto poco liberi. Pensiamo alla riflessione di Heidegger in Essere e Tempo (trad.it. Torino, 1994), del '27, maturata però a partire dagli anni '10. In una memoria autobiografica Heidegger allude allo spirito degli anni '10, come dominato dalla ripresa di Kierkegaard, di Nietzsche e di Dostoevskij, personaggi che hanno in comune l'esistenzialismo, l'accentuazione, persino eccessivamente patetica, del dramma della libertà dell'uomo, accentuazione tanto più significativa quanto più si afferma in un mondo dove invece l'organizzazione sociale diventa sempre più razionalistica e meccanizzata.
Abbiamo moltissimi criteri per distinguere, in ogni scienza, ciò che vale in un certo campo e ciò che non vale ma, asserisce Heidegger in Essere e tempo, si è perso invece il senso complessivo di che cosa chiamiamo "è"; abbiamo dimenticato il senso di questo termine perché abbiamo ridotto l'essere all'oggettività. Ma allora, se identifichiamo l'essere con ciò che è oggettivamente dato e verificabile ne consegue, prima di tutto, che non possiamo più pensare alla nostra esistenza in termini di essere, perché non siamo mai un tutto già dato, siamo fatti di ricordi del passato, di esistenza nel presente e soprattutto di proiezioni verso il futuro, tutte cose che dal punto di vista della datità verificata non sono nulla.
Se non possiamo più parlare dell'essere dell'uomo, perché il nostro modello di essere è quello della datità oggettiva, ciò non ha solo delle conseguenze conoscitive preoccupanti, ma ha soprattutto conseguenze morali, politiche e sociali drammatiche. Predisponiamo cioè l'essere dell'uomo a diventare oggettività manipolabile nell'organizzazione totale della società.




















lunedì 6 agosto 2012

Chiara e Francesco

Un libro, “Storia di Chiara e Francesco”,
scritto da Chiara Frugoni ed uscito da poco
per i tipi dell’Einaudi, nel cui risvolto di
sopracoperta si legge: “ Del resto è una storia,
quella di Chiara e Francesco, che col passare
dei secoli nulla ha perso della sua travolgente novità.
Al contrario, è come se il tempo trascorso non smettesse
 di sottolinearne la radicale modernità: il rapporto con i poveri,
 e quindi con il denaro ed il potere; il ruolo
non subalterno della donna; l’importanza
del lavoro manuale in servizio del prossimo
 e come garanzia di libertà.”






venerdì 3 agosto 2012

Il suicidio, una scelta in aumento






Credo che sia una questione alla fine economico-culturale.
con l'evoluzione economica sia ha più tempo per pensare, per perdersi nel pensiero inutile.
E gli esperti sono ormai tutti concordi che l'eccessivo allontanamento dalla vita presente e concreta per rifugiarsi in un mondo di pensiero sia la principale causa della depressione e quindi del suicidio.
L'uomo finalmente libero dalle urgenza della soppravvivenza può abbanndonarsi sui rimpianti del passato e le angosce del futuro. Ho letto da qualche parte che l'uomo delle caverne, concentrato al 100% sulla sopravvivenza quotidiana, seguiva libero le sue pulsioni primordiali, senza freni inibitori, né scrupoli morali.
Pare che non ci si suicidasse molto a quei tempi.
Poi con i primi progressi materiali, l'uomo potè concedersi il lusso di erigersi un totem, cioè il super-io, con tutto il suo corredo di angherie.

mercoledì 1 agosto 2012

Arduo, semplice ed altre amenità


 

 
 
Io ritengo che la posizione dubitativa, purché non resti intrappolata nelle pastoie dell'immobilismo, si possa considerare una categoria dell'analisi del pensiero e può servire ad affinare un giudizio o una posizione, al patto che sia funzionale e positiva , insomma che serva ad andare avanti.