mercoledì 29 febbraio 2012

La morale cristiana è Cristo

Le strutture morali cristiane non sono le leggi dei dinamismi umani individuati dall'analisi razionale, ma l'attrattiva scoperta e ragionevolmente riconosciuta di fronte a quella Presenza eccezionale.

Il motivo e il contenuto dell'azione è Cristo: questo è la moralità perché Lui è la verità.
Non basta sapere le leggi per osservarle. Lo sapeva bene san Paolo che, nella Lettera ai Romani, afferma nettamente:" C'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo. Infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio".
La speranza dell'uomo e di un popolo non si possono poggiare sulle leggi; le leggi non sono capaci di darci la forza di aderire al bene che pur vediamo.
La morale cristiana è solo Cristo. Gesù guarda solo un istante l'adultera e da allora lei non guarderà più a se stessa, non vedrà più i rapporti con gli uomini se non dentro lo sguardo di quegli occhi.
L'inizio della moralità è quella attrattiva che perdura nel tempo, anche se la presenza fisica di Cristo non c'è più.
Il resto è sovrastruttura. A volte deleteria.


martedì 28 febbraio 2012

Il giudizio di valore è un'accoglienza

Allontanare da me certe persone non significa giudicarle o selezionarle, ma forse proteggersi da qualcosa difficilmente gestibile.
L'importante, secondo me, è agire con retta coscienza noi, perché entrare nel mondo delle intenzioni altrui, secondo me, è una profanazione molto grave.

lunedì 27 febbraio 2012

Verità nascoste per coprire una menzogna

Pensate che la Chiesa venga attaccata per i preti pedofili?
La Chiesa viene attaccata perché difende la famiglia, perché è contro il divorzio e l'aborto. Sul divorzio c'è un giro d'affari enorme. Sulle pillole abortive e quelle del giorno dopo le multinazionali del farmaco si ingrassano a dismisura. La pillola abortiva è un falso. Procura danni a volte mortali. La pillola del giorno dopo è utilizzata dalle ragazzine di 13/14 anni che la scambiano come contraccezione. E' una bomba ormonale.
Sembra avverarsi quel presagio e quell'incitamento di Nietzsche che ritiene decisivo, per superare e sconfiggere definitivamente il cristianesimo, attaccarlo non tanto sul piano della sua verità quanto su quello del valore della morale cristiana, mostrando che essa costituisce un crimine capitale contro la vita. In concreto il cristianesimo avrebbe introdotto nel mondo il sentimento e la coscienza del peccato e sarebbe il più grande avvenimento della storia dell'anima malata e il più fatale artifizio dell'interpretazione religiosa, da superare ed eliminare facendo riconquistare alla vita umana la sua innocenza, al di là del bene e del male, e così la gioia di vivere e una libertà senza confini.

domenica 26 febbraio 2012

Nonverar le stelle ad una ad una


Il grido proprio dell'uomo è domanda di felicità.
In questo grido sta la radice, il seme della creatività.
Il soffocamento del grido alla felicità equivale
allo spegnimento della scintilla della creatività.
Oggi c'è la tecnica, come applicazione della scienza,
la quale dice un'infinità di piccole verità in funzione
di una grande menzogna.
Quando non c'erano né jet né missili, Leopardi
poteva immaginare:

Forse s'avess'io l'ale
da volar su le nubi,
e noverar le stelle ad una ad una,
o come il tuono errar di giogo in giogo,
più felice sarei, dolce mia greggia,
più felice sarei, candida luna.

Oggi l'uomo che va con i missili a contar le stelle
ad una ad una , non credo sia di un briciolo più felice.
La felicità è qualcosa d'altro.

sabato 25 febbraio 2012

Un amore a cui aderire

L'esperienza viva di Cristo e della nostra unità è il luogo della speranza, perciò dell'origine del gusto della vita e del fiorire possibile della gioia, che non è costretta a dimenticare o a rinnegare nulla per affermarsi. E' il luogo del recupero di di una sete di cambiamento della propria vita, del desiderio che la propria vita sia coerente, muti in forza di quello che essa è al fondo, sia più degna della realtà che ha addosso. Dentro l'esperienza di Cristo e della nostra unità vive la passione del cambiamento della propria vita. Ed è il contrario del moralismo. Non una legge cui essere adeguati, ma un amore a cui aderire. Una presenza da seguire sempre di più con tutto se stessi, un fatto dentro il quale realmente naufragare. Chiunque ha questa speranza in Lui, purifica se stesso, come Egli è puro.
Il desiderio del cambiamento di sé, pacato, equilibrato, e nello stesso tempo appassionato, diventa allora una realtà quotidiana, senza ombra di pietismo o moralismo. Un amore della verità del proprio essere, un desiderio bello e scomodo come una sete.









venerdì 24 febbraio 2012

L'immortale istinto del Bello

Afferma Charles Baudelaire che questo ammirevole, questo immortale istinto del Bello ci permette di considerare la terra e i suoi spettacoli come una corrispondenza del Cielo. La sete insaziabile per tutto ciò che è al di là, e che rivela la vita, è la prova più viva della nostra immortalità.
E' insieme alla poesia e attraverso la poesia, con e attraverso la musica che l'anima intravede gli splendori situati oltre la tomba.
E quando una squisita poesia fa salire le lacrime agli occhi, queste lacrime non sono la prova di un eccesso di godimento, quanto invece la testimonianza di una malinconia irritata, di un postulato dei nervi, di una natura esiliata nell'imperfetto e che vorrebbe impadronirsi immediatamente, su questa terra stessa, di un paradiso rivelato.

mercoledì 22 febbraio 2012

Una percezione acuta del Tutto



 
 
 



Che il Mistero ci accompagni e ci illumini dall'alto proprio nell'UNO - in quell'unità del tutto che è indefinibile ed è Grazia.
Dare significato a ciò che per ciascuno di noi è da considerarsi un "valore" credo sia diventato semplicemente ridicolo; basta guardarsi intorno, soffermarsi a ciò che ci viene propinato come valore in questa società di completi disvalori per renderci minimamente conto che sarebbe tutto da azzerare e da rifare.

martedì 21 febbraio 2012

Il bisogno di una ragione completa



Nella fede la ragione è impegnata in modo molto
più ricco e potente che in tutti gli altri modi. 
Perché tutti gli altri modi sono parziali, riguardano un tipo di 
oggetto: un uomo che sappia tutto sulla mosca e faccia 
sulla mosca un librone di 1500 pagine descrivendo tutte 
le possibili qualità di mosche, premio nobel per la scienza, 
e di sua moglie non capisce un'acca, e i suoi figli lo odiano
tanto li tratta male, è un pover'uomo, non un premio nobel, 
perché sua moglie e i suoi figli hanno bisogno di una ragione 
naturalmente completa e in pace: lui è acutissimo
in un segmento della realtà, un segmento, tra l'altro,
sufficientemente piccolo della realtà, che è la mosca,
il fenomeno mosca: su questo sa tutto, ma non sa 
niente del suo destino né della situazione altrui. 
E' un povero disgraziato, pur essendo un Premio Nobel.

lunedì 20 febbraio 2012

Laicità e stato laico

Qual è il significato di laicità e stato laico?
Il laico è colui che rifiuta il dogmatismo: può essere profondamente religioso, ma non accetta ciecamente l'intervento della Chiesa in certe sfere della vita civile. Il laico è un uomo che rispetta le opinioni degli altri e cerca sempre una sintesi per permettere nella società la convivenza tra culture e opinioni diverse. Essere laici non significa essere anticlericali, ma solo rifiutare i dogmi e tenere separata la politica che si occupa del bene comune dalla morale che ciascuno può perseguire individualmente.

domenica 19 febbraio 2012

La società prima dello Stato



La sussidiarietà è il rovesciamento dell'impostazione tradizionale

statalista e centralista, che ha dominato il mondo

in questi ultimi trecento anni dall'illuminismo

in poi. E' realmente mettere la persona prima

del partito, la società prima dello stato.

La sussidiarietà è la restituzione della sovranità

al cittadino: il primato della persona, delle

famiglie e dei soggetti sociali.

Attuando la sussidiarietà la poiitica non

è più Potere, ma è semplicemente

Servire.

sabato 18 febbraio 2012

Il sospiro di infinito

C'è un punto di fuga, c'è qualcosa che sfonda l'oggetto che afferriamo, per cui non lo prendiamo mai a sufficienza e per cui c'è sempre come un'intollerabile ingiustizia, che cerchiamo di celare a noi stessi, distraendoci.
Il buttarsi nell'istinto è il modo più bieco di chiudersi a questa apertura che tutte le cose reclamano, cui tutte le cose spingono.
La tristezza che si prova nel rapporto non compiuto con la persona che si ama di più, perché io non sono capace, perché lei non è capace, questa coscienza della propria incompiutezza è la caratteristica più umana della vita.
E il sospiro d'infinito si presenta sempre quando insorge il bisogno di
qualcosa di finito.

venerdì 17 febbraio 2012

Le cose si manifestano inaspettate

Le cose si manifestano inaspettate. E sono al di là quello che appaiono.
Io non credo che quello che vediamo sia tutto.
L’autobus era affollato. Non c’era posto a sedere per tutti. Qualcuno spingeva, qualcuno si appoggiava, altri si aggrappavano.
C’era un ragazzo che poteva essere mio figlio qualche anno fa. Io l’ho sentito come fosse mio figlio.
Si lamentava con una tristezza sconsolata della voce.
Come se nessuno lo potesse ascoltare.
Il suo lamento era una canzone. Gli ho teso la mano per sostenerlo.
A quel gesto, c’è stato un movimento fra i passeggeri.
Un varco inaspettato si è aperto , ed è emerso , lì fra i tanti , un posto libero che nessuno aveva mai visto prima di allora .
Il ragazzo si è seduto, con un sorriso per me.
Credevo che non l’avrei più rivisto.
Ma un giorno, sul molo di Pescara, ho visto lo stesso ragazzo che ripeteva il gesto di tendere la mano.
A qualcuno , un ragazzo come lui che stava vacillando, col rischio di cadere, in acqua.
Gli ha teso la mano, come avevo fatto io .
L’altro ragazzo ha avuto un attimo di impercettibile sbandamento, poi è ritornato i piedi .
E gli ha sorriso.
Quel gesto, quel sorriso sono passati di mano in mano, di vita in vita.
Quello che mi sta accadendo mi ha dato di più di quello
che mi ha tolto.
Ho conosciuto il significato vero della sofferenza e anche
del sacrificio.
Ma la cosa più grande è questa speranza che cammina insieme a noi.

giovedì 16 febbraio 2012

Analisi del linguaggio femminile





Questa è mia moglie

Comprendere la Chiesa





Il sacrificio più grande per un uomo è l'obbedienza che è un corollario indispensabile nel cammino verso la fede.
L'obbedienza è seguire il disegno di un Altro, il fare la sua volontà.
L'obbedienza è ragionevole in un solo caso: deve essere consapevole che in essa sta la riuscita della vita. La consapevolezza che si sta realizzando la propria vita più di quanto sarebbe accaduto se l'uomo avesse fatto quello che voleva, sentiva e immaginava.

mercoledì 15 febbraio 2012

Che danni produce la consuetudine?



La consuetudine reca in sé un meccanismo “suo”, cioè della ripetizione meccanica, quindi se ne è vittime e non artefici. Difficilmente si ripete con costante consuetudine senza immettere variabili, giacché l'individuo stesso è variabile dipendendo dal contesto e dalla crescita personale. Quindi la contadina che ha seguitato a portare in braccio il toro non è stata capace di interagire con la crescita del toro. E' stata cieca e ottusa, quindi vittima della tirannide della consuetudine.
Vero pure che dove finisce la consuetudine inizia la sperimentazione fuori dall'ordinario -che nulla a che vedere con il disordine o con la libertà negativa-
Inizia cioè lo stra-ordinario. Che altro non è che un chiedersi se il toro in questione ha bisogno di qualcos'altro che due braccia che lo portano...
Qualcuno cambia se trova in sé, grazie a mille motivazioni interne/esterne la necessità di modificazione. Il cambiamento spesso è dettato dalla necessità esterna che preme e sollecita il tuo interno fino a renderlo inevitabile. Potendo, forse, prevarrebbe il timore di lasciare il vecchio per il nuovo anche a costo di rischiare l'ernia e seguitando a sollevare il toro in braccio.

 


 

martedì 14 febbraio 2012

L'eremita di Victor Hugo


Non è proprio più possibile stare appollaiati sul ramo -ci vuole una carta di credito non soltanto psicologica ma anche validata.
Un po' di stretching alle ali anchilosate e...se becco in pieno la montagna?
Vabbò, sempre meglio rischiare.
Scopro un deserto umano intorno a me. Anime coperte di polvere. Le beccherò tutte io le anime polverose?




Il Verbo che si è fatto carne



Che l'uomo sia destinato alla felicità si rende fisicamente

tangibile nel rapporto tra l'uomo, la donna e la

piccola creatura che essi generano, in cui comunicano

se stessi.

La tenerezza che domina il rapporto tra la madre e il

bambino esprime il bisogno che si realizzi

la soddisfazione e la letizia di quella

piccola creatura.

La tenerezza attesta l'inesorabilità del desiderio che si affermi

l'uomo,

e un padre e una madre devono rinnegare se stessi per

sconfessare questa tenerezza.

Non si può guardare un uomo senza uno

sguardo teso verso la prospettiva del suo destino.

Guardare un altro senza affermare la prospettiva del suo

destino è un atto di violenza, è la radice

dell'estraneità, che è la prima forma di violenza.

L'irruzione del destino è accaduta nella storia.

Se nei cieli tutte le nebulose si scontrassero

e avvenisse la deflagrazione universale, questo

sarebbe un fatto ridicolo rispetto a

quell'Accaduto: Il Verbo che si è fatto carne.

lunedì 13 febbraio 2012

Quando la teologia si complica: gioia e letizia

Chi non è chiamato a un rapporto senza veli,
senza diaframmi che oscurano e inaridiscono,
che rendono arido un rapporto vero,
veramente in modo consapevole non è mai
lieto di una letizia come durata.
Contento sì, soddisfatto sì, ma non lieto; e la gioia
è una forma, non il miracolo che avviene
in chi ha la capacità di quella letizia.
Perché la gioia e la letizia sono due cose diverse:
la gioia è il fiore su un ramo, la letizia è il ramo.
Uno può dire: "Nella semplicità del mio cuore,
lietamente ti ho offerto tutto", ma non può dire
gioiosamente ti ho offerto tutto.
Sarebbe come un'esagerazione.
Esagerazione cosa vuol dire? Uscire dai limiti.
Uscire dai limiti, e perciò l'esagerazione è
contro la natura dell'uomo, che è fatta di limiti,
che è una partecipazione all'Essere e non l'Essere.

La Vocazione è un grido di battaglia









Giovanni 14:6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Il capitolo Giovanni 14, rivela Gesù come la personificazione di queste tre qualità divine, ma anche svela la chiave che apre uno spiraglio sulla comprensione del progetto di Dio che fa, a dir poco, sbalordire.
Questa affermazione di Gesù esprime la composizione pragmatica della funzionalità delle virtù di Dio, che nel loro insieme sono intrinseche alla natura Trina di Dio, ma anche e soprattutto, hanno funzionalità universale della esplicazione della sua volontà, perché operano al volere decisionale di Dio, essendo parte di Dio stesso.
 

domenica 12 febbraio 2012

Non esiste un capitalismo dal volto umano




I paesi più poveri sono paesi per lo più agricoli. Purtroppo anche quelli che hanno buone produzioni restano poveri per le difficoltà di commerciare e sfruttare davvero tali produzioni.
Mi spiego: lo zucchero europeo è prodotto in quantità eccessive e non solo non importiamo zucchero da altri, ma ne esportiamo abbondantemente nei paesi poveri , anche in quelli che sono produttori di zucchero. Il nostro costa meno del loro, perché i nostri governi offrono ai coltivatori degli aiuti di stato, che, naturalmente, i paesi poveri non possono permettersi.
Così gli stronchiamo le gambe.
Il capitalismo è competizione disumana. Non può sopravvivere se aiuta concretamente i paesi poveri. La politica dei produttori di zucchero è un esempio chiaro. Il capitalismo fa solo elemosina. Non può e non vuole aiutare la concorrenza. Nel frattempo distrugge valori e ambiente.
Il capitalismo teorizza il primato dell'economia sulla politica e va avanti con lo sfruttamento dell'uomo, il massiccio ricorso al lavoro minorile. Causa lo sviluppo degli integralismi religiosi e quindi intolleranza. Crea sacche di povertà anche nei paesi ricchi. In Europa i disoccupati superano i diciotto milioni. I governi sono corrotti, le città non sono vivibili e le periferie centri di raccolta degli emarginati. L'uomo è ridotto ad un animale di consumo
Il problema è politico. Riprendersi il primato sull'economia. Produrre di meno, ma qualitativamente meglio, nel rispetto rigoroso dell'ambiente.

La figura di Francesca



Non so né il perché, né il per come 
ma nella mente mi frulla conoscere la figura di Francesca 

protagonista del V Canto dell'Inferno. 

Un viaggio attraverso le interpretazioni che questa figura 

ha suscitato nei critici delle diverse epoche. 

Dalla prostituta dipinta nel nel Trecento, all'eroina dei romantici, 

all'intellettuale di provincia nel 900. 

Chi ha ragione? 

Leggere è un'operazione esistenziale: tanto più sono coinvolto, 

tanto più riesco a cogliere il vero significato del testo. 

Mi vedo di fronte a Dante con l'impertinenza e la curiosità 

dei bambini, impazienti di scartare il dono che è la poesia: 

qualcosa di vivo, che parla della realtà e della verità e, quindi, del nostro essere uomini.




sabato 11 febbraio 2012

Il grido è la prima espressione della Libertà



 

 
 
 
Il grido come espressione di libertà, il grido che accompagna la nascita, il grido che contiene la vita.
 

venerdì 10 febbraio 2012

Le storie di Gus

Il mio professore di lettere,
Lanfrodi Capone,
che uomo,
comunista,
sempre in stivali da gringo,
pantaloni di velluto verdi a zampa d'elefante,
giubbino di jeans stinto,
capelli, basettoni, occhiali e mustacci,
sempre il manifesto sotto il braccio.
entrava e diceva,
"Le teste di cazzo non mi rompano i coglioni",
ovviamente si mettevano a giocare a carte.
Pochi seguivano.
Lo diceva all'inizio dell'anno,
io non boccio,
sei politico a tutti,
ma non rompete i coglioni a chi vuole ascoltare.
Ovviamente allora si fumava in classe.
Ovviamente lo amavano tutti.
Ovviamente era deluso della piega del mondo,
aveva capito tutto.
Morì d'infarto durante una partita a poker.
E' ancora una leggenda in provincia di Pescara.

Il superbo non ha misure in altri



La superbia, nella complessa struttura del peccato, è un vizio capitale, si sa.
In De civitate Dei, Agostino la definisce essere 
il desiderio di una altezza "perversa" purché, argomenta, "abbandonando il principio al quale dovrebbe rimanere attaccata, l'anima umana diventa in qualche modo principio a se stessa" 
Bernardo di Chiaravalle è ancora più chiaro, quando, scrivendo per i monaci, sostiene che "la superbia è il desiderio della propria eccellenza".
Che strano vizio la superbia, ha una caratteristica particolare si infrange sullo spirito dell'uomo e rimbalza sul dio. Gli altri vizi, gola, lussuria sembrano riguardare il corpo, odorano di animalità e di dismisura, la superbia è la piena misura, è l'amore per l'eccellenza, la propria eccellenza. 
Poco hanno compreso coloro che immaginano la superbia come misura tra uomo e uomo, intravedendo nelle sue pieghe il disprezzo per l'altro. Il superbo non ha misure in altri, è misura unica di se stesso come diceva Agostino. E quale errore immaginare che la superbia sia accompagnata malamente dalla vanagloria, il superbo non cerca facile riconoscimento, non cerca alcuna lode come non avverte umiliazione.. semplicemente perché principio e fine di un dialogo solitario tre sé e sé, e ancora cade in errore chi ritiene che la superbia non permetta la conoscenza del limite, è la stoltezza che impedisce il senso del limite, la superbia guarda il limite , lo avverte ,lo riconosce e decide di attraversarlo. 


MARL

giovedì 9 febbraio 2012

La Goldman Sachs

Se il Titanic fosse ancora in esercizio, non avrebbe forse ospitato in navigazione gli alti papaveri della finanza americana negli anni ruggenti prima della Grande crisi del 2008? Questo, allora, sarebbe il resoconto di quella lunga crociera. 
Chi ballava si Titanic dell’alta finanza? 
Omissis 
Il passeggero più blasonato 
Nessun dubbio che il passeggero di I classe più altolocato fosse Lloyd Blankfein, principe-consorte della regina delle banche d’investimento: la Goldman Sachs, nata nel 1896 e tuttora operante sotto il motto “Integrità ed onestà sono al centro del nostro operare”. Forte di 35.000 impiegati, conta però swolo poche centinaia di “partner”, gli unici aventi diritto ai dividendi –un vero club esclusivo in cui alcuni membri sono persino ”coperti” nella loro identità. 
Blankfein, cresciuto in una casa popolare del Bronx, a forza di volontà e di borse di studio si era laureato ad Harvard; poi era entrato dalla porta di servizio nella reggia Goldman Sach fino a diventarne nel 2006 presidente al posto di Henry Paulson, nominato da Bush Ministro del Tesoro. Quando Lloyd Blankfein incedeva nei saloni del Titanic, gli altri si facevano e con deferenaza spiavano le sue mosse, perché il cosiddetto “indicatore Lloyd” era un riferimento imprescindibile per decidere dove investire a loro volta. 
Tra un cocktail e l’altro anche i dirigenti di Goldman Sachs avevano installato il loro tavolo da gioco: niente jack-pot o altri giochetti dozzinali, soltanto un aristocratico chemin-de-fer affidato ad un croupier esperto di hedge funds, certo Paul Paulson ( nulla a che vedere con l’omonimo Segretario di Stato). Per attirare giocatori costui aveva creato un fondo l’Abacus 2007-ACI, composto da obbligazioni garantite a reddito fisso ma a loro volta contenenti crediti ad alto rischio come i derivati sintetici. Eppure i giocatori si spintonavano per acquistarle, ignorando ciò che la banca sapeva benissimo, ossia che erano impregnate di titoli tossici. Chi li selezionava e li immetteva nel fondo era ppunto lui, John Paulson, il quale speculava al ribasso lucrando su ogni mancato rimborso dei mutui impacchettati nell’Abacus. Insomma era un fondo costruito apposta per fallire: fallire a danno dei risparmiatori e a vantaggio della banca. Infatti la banca ed il suo croupier, giocando contro invece che a favore dei clienti, intascarono tanti miliardi quanti ne perse chi si era fidato di loro. Tra questi investitori si annoverano istituti di gran nome come la Deutsche Industriebank e la ACA Capitl Holdings. Non potevano dare una sbirciatina nel pacchetto dell’Abacus prima di investire? No, in I classe sarebbe poco elegante. 
Pari timore riverenziale verso Goldman Sachs aveva impedito ai revisori della Commissione Europea di esaminare con un poì si attenzione i conti pubblici della Grecia dell’ultimo decennio. Eh sì, perché era proprio la regina delle banche d’affari a fare da consulente –riccamente retribuita- al governo greco di centro-destra; era stata lei ad inventare dei derivati ad hoc ed altri inghippi in grado di occultare agli occhi di Bruxelles lo stato reale dei conti greci. 
Malgrado tutto, a Blankfein e al suo croupier fu riservata una scialuppa speciale al momento del naufragio. Sbarcato a New York sano e salvo, il capo convinse il Tesoro ad acquistare 13 miliardi in azioni della banca per venirle incontro; in compenso si distinse per un gesto di grande solidarietà: nel 2008 rinunciò ai bonus che percepiva annualmente (nel 2007 aveva intascato 53,5 milioni di dollari) rifacendosi nel 2009 con una gratifica di 9 milioni 12,6 nel 2010. 
Il fascino che questo istituto leggendariocontinua a infondere sulla gente comune è tale d sopingere William Cohan, un ex finanziere ora redattore capo di “Fortune”, a dedicargli un libro di successo: Money and Power – How Goldman Sachs came to rule the World. Scrive Cohan: “Dall’ultima cris i banchieri sono usciti non solo senza pagare pegno, ma anche con milioni di dollari in tasca mentre i contribuenti rimanevano lì a fare i reggi-borse. […] E’ sempre stato un mistero per me la passività degli americani di fronte a quegli impuniti”.


MARL

Comprendere le ragioni di uno che ti rappresenta



Quando leggevo Leopardi non mi era amico. Rappresentava molto meglio di quello che









avrei saputo fare io ,quello che io sentivo, ma non mi era amico: era un'autorità

fuori di me. 


Un po' per curiosità, un po' per dovere ho incominciato a capire certe cose.

Leopardi mi spiegava le ragioni del suo essere malinconico e io non condividevo.

I suoi lamenti li sentivo veri ma aumentavano la mia malinconia.


Un motivo in più per essere in contrasto con lui, ma non solo non ero in contrasto,

anzi mi diventava amico. Avevo compreso che uno ti diventa amico nella misura in

cui tu lo interiorizzi, vale a dire, comprendi le ragioni del perché lui ti rappresenta.

mercoledì 8 febbraio 2012

Le teorie strane di Lutero

Secondo Lutero la salvezza passa attraverso le fede e le opere sono ininfluenti.
Secondo la Chiesa sono le opere ad assicurare la salvezza dell’uomo.
Intanto è indispensabile appurare il significato che Lutero e i cattolici danno ai termini “fede” e “opere”.

Leggiamo qualcosa dei Vangeli:
(a)La parabola del samaritano.
(b)Gesù crocifisso accanto a due ladroni.

La parabola del samaritano sembrerebbe favorevole a alla Chiesa. Il samaritano non ha la fede, ma aiuta un uomo perché vede in lui il suo prossimo. E’ l’opera e non la fede a salvare il samaritano.
Gesù nella croce assicura il regno dei cieli ad un ladrone che ha sbagliato tutto nella vita, ma nel momento cruciale riconosce in Cristo il figlio di dio. Guadagna la salvezza attraverso la fede
Secondo Lutero si arriva a dio attraverso la Bibbia. Non ammette la mediazione di un papa. In pratica diventa un papa senza accorgersene, ma va oltre i diversi dogmi della Chiesa, e mi sembra cosa intelligente.
L’altro postulato forte di Lutero è il rifiuto del libero arbitrio. Diciamo che è una sciocchezza. Solo l’intervento diretto di dio potrebbe evitare all’uomo l’errore, che teologicamente si chiama peccato.
Con un uomo perfetto non staremmo qui a parlare di religione.















La papessa della Chiesa luterana tedesca, Margot Kassmann, è stata arrestata. La polizia l'ha pizzicata ubriaca alla guida, sabato sera ad Hannover, dopo che era passata con il semaforo rosso. Dice dunque in proposito la 1 lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo, capitolo 3, versetti 1-3: È degno di fede quanto vi dico: se uno aspira all'episcopato, desidera un nobile lavoro. Ma bisogna che il vescovo sia irreprensibile, non sposato che una sola volta, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino.

martedì 7 febbraio 2012

Il vero è il nostro destino


La memoria non è un ricordarci noi,

ma un accordarci continuo con una presenza che,

una volta che si è rivelata non va più via.

Non va più via perché ci costituisce

e si fa sentire sensibile, visibile negli altri,

una presenza che ci mette insieme

con lo scopo di essere vissuta.

Se l'esperienza si spalanca come attrattiva e tu l'accusi

la gusti e dopo passi ad un altra,

rendi nota una superficialità

per la quale non è vero che il vero è vero,

non capisci che il vero è il tuo destino e,

nello stesso tempo  un nesso al tuo destino.

lunedì 6 febbraio 2012

Deleuze e Guattari

 
















Si può, a partire da Freud e dall'espansione della psicanalisi, tracciare di nuovo una genealogia culturale ed intellettuale che, da Reich (La funzione dell'orgasmo) a Marcuse (Eros e civiltà) passando per Foucault (Storia della follia nell'età classica), l'antipsichiatria (La politica dell'esperienza di Laing) o ancora Lawrence (Eros et les chiens) e Miller (Amleto), sfocia ne l'Anti-Edipo. Esso fa arte di quelle opere che, alla maniera di qualche contemporaneo, (Foucault, Lyotard, Castoriadis, Baudrillard), spingono a riconsiderare la questione del potere, soprattutto riguardo ai meccanismi per i quali il potere repressivo venga introiettato dagli oppressi. Primo grande libro dell'epoca del Maggio 68, ebbe una grossa eco (ma pochissima stima da parte degli psicanalisti, per la maggior parte ostili al suo indirizzo), in particolare presso autori riscoperti ai nostri giorni dal pensiero «gay», come ad esempio Hocquenghem (Il desiderio omosessuale) o Wittig (Il pensiero corretto).










Da WIKI







domenica 5 febbraio 2012

Quasi quasi mi faccio uno shampoo



Il vescovo di Chioggia: "Ci sono persone che spingono il sacerdote a mancare al suo dovere"
Il marito aveva sorpreso la moglie in intimità col prete ed era andato dal vescovo a protestare
Il marito la sorprende insieme al prete
ma il vescovo invita a "non giudicare"


VENEZIA - "Non giudicate per non essere giudicati". E' ricorso alle parole di Cristo il 75enne vescovo di Chioggia Angelo Daniel, per giustificare il sacerdote sorpreso lunedì scorso in intimità con la moglie di uno dei fedeli. E nel paese è caccia all'identità del prete fedifrago.

L'episodio. La dinamica è da "pochade": "lui" rientra a casa prima del previsto e trova "lei" a letto con un altro. L'altro è un prete, elemento anche questo né nuovo nè originale. Anzi, un intellettuale, perché il sacerdote colto in "flagranza amorosa" è docente di Sacre Scritture a Padova, alla Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale. Il marito è sconvolto - e fin qui tutto normale" - si sfoga con il cognato e insieme vanno dal vescovo a chiedere giustizia.

E' qui che cominciano le curiosità. Innanzitutto, la Curia impedisce all'uomo di vedere il vescovo e chiama la polizia, perché "l'uomo era parso troppo agitato". Eccesso di precauzione, forse, ma vista l'età del prelato ci può stare. "Curiosa", invece, la valutazione del vescovo sull'accaduto.

Ammonisce "l'autorità morale" intervenendo sul giornale diocesano, 'La Nuova Scintilla': "non giudicare per non essere giudicati". E non dimentichiamo che "D'altra parte, pur essendo grande la responsabilità di un sacerdote che dovrebbe essere sempre per gli altri esempio e guida - rileva tra l'altro il Vescovo - non dobbiamo dimenticare che, a fronte di molti che per fortuna sostengono il prete, non mancano persone che direttamente o indirettamente, lo spingono a mancare." Insomma, lei l'ha provocato. Ma rassicura: "Se la debolezza ci accomuna - conclude - siamo certi però che c'è per tutti anche la misericordia e quindi il perdono di Dio".

Piena assoluzione per la scappatella, dunque, o un segnale di "modernità"? L'aut-aut spacca i chioggesi, che sono scatenati. Perché da lunedi è caccia al prete. C'è chi dice che "queste cose sono sempre successe e continueranno a succedere", chi si indigna perché non "lo avrebbe mai creduto", chi indulge di fronte alle debolezze umane perché e chi va al bar a giocarsi al lotto le età dei tre protagonisti. Ma lui non si è più visto: "è fuori Chioggia", fanno sapere dalle segreterie della Curia.

Non voglio contestare che la storia boccaccesca sia vera, ma come è stata riportata dai media somiglia molto a una barzelletta.

Ma secondo voi è possibile che un uomo, un cornuto, che trova la moglie nel letto a far sesso con un prete filosofo di 24 anni, la prima cosa che pensa sia quella di andare a protestare dal Vescovo?

E' possibile che un Vescovo sia così imbecille?

La televisione? La definirei generalista



Il trovan un antibiotico .
La Pfizer , famosa casa farmaceutica , lo avrebbe sperimentato in Nigeria , approfittando di una epidemia di meningite.
Uso il termine approfittare , perché sembrerebbe che la Pfizer non si sia scomodata a ottenere dai genitori delle piccole cavie , un consenso informato all ' esperimento.
Che abbia avuto invece i permessi dal governo nigeriano di allora(1996) , non è dato sapere con certezza .
Di sicuro oggi la Nigeria ha deciso di fare causa alla casa farmaceutica .
La storia sarà raccontata in qualche TV. Ma la Pfizer è un cliente di riguardo.

sabato 4 febbraio 2012

La fragilità del nostro io

 



La conseguenza inevitabile e tragica di questa confusione introdotta, nella quale si dissolve la realtà dell'io, è il dissolvimento della parola "tu". L'uomo di oggi non sa dire coscientemente tu a nessuno. E' l'inesorabile contraccolpo della mancanza di un soggetto, di un io. Nessuna disumanità è più grande che far scomparire l'io: è precisamente questa la disumanità del nostro tempo.

giovedì 2 febbraio 2012

I genitori si rifiutano di educare



 
 
L'analisi l'ho già fatta. Forse ho rimediato, almeno a vedere l'amore che mi donano. In pratica loro vedono nella mia figura sia il padre che la madre che non vive più su questa terra.
Gius mi ha detto: "Papà, metà di me non c'è più, tieni duro, fallo per noi".

mercoledì 1 febbraio 2012

Aurora, ti prego, alzati dal letto



 
 
 
Post misterioso.

Si chiamava Francesca

La prima adolescenza, cioè quella che arriva a quindici anni, l'ho vissuta in un paesino della costa Adriatica. L'estate era una grande festa per noi maschietti. Arrivavano famiglie dalle città per passare le vacanze al mare. I più grandi rincorrevano le signore e i ragazzini le governanti. La spiaggia era molto bella. Un solo stabilimento balneare e una ventina di cabine. L'ultima della serie presentava un piccolo forellino fatto con il trapano da mani abili. E da quel buco la nostra immaginazione diventava realtà. Ormai avevo 15 anni, alto, somiglianza sfacciata a Alain Delon, e non curiosavo più nei forellini per spiare le donne nella loro intimità. L'ennesima estate si apprestava a lasciarci. Monotona e identica alle altre. Invece accadde qualcosa di eccitante e diverso. Un pomeriggio dopo il cambio d'abito una signora uscì e invece di tornare a casa venne verso il nostro piccolo gruppo. Dal suo sguardo di ghiaccio caldo non impiegai molto a comprendere che cercava me. Mi prese per mano e mi portò nella sua villa. Mi disse:" Ora puoi vedermi con tutta tranquillità". E così fu. Con molta dolcezza mi insegnò quello che non si impara nei manuali del sesso perfetto e che i genitori evitano di spiegare. La storia durò una quindicina di giorni. Poi partì per tornare a Milano. Si chiamava Francesca, sposata. Aveva trent'anni.

La morte di Dio

Credo che siano comunque avvenimenti planetari transitori, l'umanità ha una storia brevissima se confrontata all'universo.
In questa storia c'è ancora posto per molteplici esperimenti sia scientifici che sociologici.
Saranno solo i millenni a determinare l'evoluzione della razza umana, nelle sue infinite possibilità con il concetto di Dio o quello della scienza.
L'uomo è ben lontano dall'aver acquisito una vera e piena coscienza della sua posizione microscopica nella Realtà pluridimensionale e ignota.