sabato, luglio 02, 2022

Sentirsi inadeguati

 



Se una generazione non è in grado di educare e fornire dei valori a quella successiva, la società non può che degradare.
Non è giusto che i genitori non sempre sentano, che non sappiano come regolarsi. Allora, credo, che la necessità di tutti genitori sia quella di crescere, cambiare, mettersi a confronto con il mondo con "sincerità" ed esprimere sulla realtà che ci circonda un giudizio di valore.
E donarlo ai figli come quello che si ha di più prezioso, sapendo, credendo profondamente che starà poi a loro trovare la loro verità. Questo si fa e questo no. Ecco le piccole regole e i grandi valori snocciolati a parole.
Negli anni '80 non so se i valori siano crollati, o cambiati (sì, qualcosa si è perso..). Di sicuro è stato un periodo di benessere. I figli come me crescevano nella bambagia, ma con molte aspettative. Aspettative che nel corso degli anni hanno pesato e tolto certezze a quelli che sono appunto i genitori di oggi, che magari si sentono inadeguati alle prime difficoltà, nel loro percorso genitoriale. Purtroppo non basta, tutti i genitori amano i propri figli, ora come nelle generazioni passate, il problema è che sovente li amano di un amore malato. A sensazione, l'errore più grande dei genitori di oggi, mi sembra quello di non responsabilizzare i figli a sufficienza. Non significa buttare i figli fuori di casa, significa semplicemente non prendere le loro difese quando non lo meritano.
Poi è altrettanto vero che oggi la nostra società sembra aver perso dei valori.
Ma i buoni genitori, che sanno trasmettere i valori, esistono anche oggi, eccome.


27 commenti:

  1. Immagine:

    Paura di sentirsi inadeguati.

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  2. Diventa sempre più difficile essere buoni genitori. Oggi, a differenza di decenni fa in cui la società era più omogenea nell'enunciare i concetti di "buono, accettabile, non buono, cattivo", è molto più fluida e quelle enunciazioni, riconosciute all'unanimità da famiglia e da tutte le agenzie educative, oggi si intersecano, si confondono le une con le altre e quindi diventa più difficile individuarle e proporle. Senza alcun dubbio per certi versi il tutto è andato migliorando, ma in fatto di impegno educativo-genitoriale questo implica maggiore difficoltà; urge più consapevolezza del ruolo educativo-genitoriale.
    sinforosa

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    1. L'uomo è un essere strutturalmente aperto, definito dal compito inesauribile di "divenire ciò che è", come diceva Nietzsche.
      Rispetto a tutti gli altri essere viventi ha una caratteristica del tutto particolare: ha bisogno per la propria formazione di una "educazione" eccezionalmente lunga. Mentre gli animali, in tempo breve, sono in grado di attuare autonomamente tutti i comportamenti di cui geneticamente dispongono, per l'uomo vi è la necessità di una lunga traiettoria educativa.
      La stabilità della relazione generativo-educativa è richiesta dalle caratteristiche stesse dell'itinerario di sviluppo della vita umana personale.
      Tale processo non implica solo la diade madre-bambino, bensì anche la figura maschile-paterna.
      L'emergenza dell'identità del soggetto umano ha un essenziale bisogno di avvalersi di differenza, complementarietà e chiarezza delle figure e dei ruoli rappresentati dall'uomo e dalla donna.

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  3. Continuano ad essere validi gli esempi del: "Quando dicevo a casa che il professore mi aveva trattato male a scuola, prendevo il carico da undici"
    Oggi, in tantissimi casi, scatta la querela per il professore.
    Quindi chiaro che si stiano perdendo misure e buon senso. A ciò aggiungiamo adolescenti che crescono avendo tutto quello che chiedono, questo stato di benessere crea mollezza e scarsa spina dorsale, e invertire il trend è duro quando le cose ti scappano di mano. Ovviamente non tutto è negativo, esiste una gioventù responsabile, e genitori con gli occhi aperti. Poi resta il fatto che io non sia ottimista, ma riguarda me, ed anche questo mondo sempre più alla deriva, a prescindere dalle nuove leve.

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    1. L'affetto verso il figlio molte volte è irrazionale e i genitori non riescono a comprendere gli errori del ragazzo, non li accettano scaricandoli sui docenti. Il padre è maggiormente responsabile
      poiché ha il compito di favorire l’autonomia dei figli, promuovere il primo abbozzo di coscienza e di disciplina degli impulsi, il senso del limite, le regole di vita, la socializzazione.

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  4. chi è un buon genitore? Tu puoi avere due figlie, essere anche severa su certi punti, dare le stesse regole, garantire le stesse cose, eppure loro cresceranno diversi. ognuno di loro avrà un proprio carattere e una propria energia, agiranno con teste diverse, prenderanno decisioni diverse. A scuola seguiranno indirizzi diversi, daranno risultati diversi. Ci sarà quello più timido e quello che è l'opposto, quello che si butta a fare e a dare una mano anche fuori casa e chi solo in casa. Ma valori sono anche sedersi e aprirsi, stare ad ascoltare ognuno di loro, non paragonarli uno con l'altro i risultati di uno con quelli del altro, baciarli allo stesso modo, pianger e commuoversi per ogni loro risultato anche se diversi. E poi i genitori devono prendere qualunque decisione insieme, se uno dicce no l'altro anche, se uno dice si l'altro anche. Non creare mai gelosie tra di loro, ma al contrario tenere vivo quel amore che li unisce anche quando uno di loro sarà fuori casa. quindi non è facile e te lo dice una che ha avuto genitori rigidissimi per lei mentre l'opposto per sua sorella, ma ancora adesso madri entrambe, figlie entrambe una corre sue e giù in qualunque momento l'altra pur stando vicina non va mai. Ed ha avuto cose che l'altra non ha avuto eppure entrambe si sentono sorelle e amano i loro genitori, accettando una malattia in modi diversi. Ma nonostante a me non sia andata così bene io sono quella madre elencata prima e se mi chiedi se sono orgogliosa ti dirò di si e ti dirò che il mio cuore appartiene metà a Michelle e metà è riempito da Andrea poi Giò si deve accontentare degli occhi Ciao Gus

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    1. La genialità educativa della famiglia si rileva anche nella scelta dei collaboratori che essa si assume nell'opera di educazione dei figli.
      Il qualunquismo in famiglia è spesso nell'anima del giovane radice di uno scetticismo difficile da sradicare.
      I genitori devono essere autorevoli e i figli comprenderanno che mamma e papà sono persone leali su cui si può contare per risolvere ogni occasione difficile che spesso capita nella vita.
      Ciao Valeria.

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  5. Muy de acuerdo contigo. Soy maestra de educación primaria y estoy rodeada de casos en donde los padres de familia defienden la mezquindad de los niños. Sin comprender todo el daño que se les hace. Saludos

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  6. Sono madre e nonna che ha saputo dire dei no, spiegando sempre i motivi. Ci sono regole che vanno rispettate e bisogna far capire ai ragazzi che la famiglia è una cooperativa e ognuno deve collaborare. I figli non si educano ai valori esaudendo ogni desiderio, la vita vera è fatta di sacrifici e rinunce. Bigogna essere genitori e non amici ma sempre pronti ad ascoltarli ed aiutarli.

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    1. Io ho cominciato male con i miei figli. Un no, quando dovevo dire sì e il sì era quasi sempre sbagliato.
      Mia moglie un giorno mi disse: "Non ti sei accorto che Gius per riuscire a parlare con te, trovare un argomento accettato, è diventato tifoso della Juve?"
      A volte basta un consiglio detto con il sorriso sulla bocca per capire che stavo sbagliando.
      Sì, educare è quello che hai scritto nel commento.

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    2. Sono esperienze personali OT anche le tue

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  7. Io sono stata figlia e madre, per tanti anni e di tanti bambini. Gli ho amati e loro mi hanno ricambiato. Questa è stata, per me, la migliore educazione.

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    1. Sono esperienze personali OT nello studio degli aspetti del rischio educativo.

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  8. È fondamentale la condizione per poter imparare non solo ad amare, ma anche a conoscere, a dare un senso vero al nostro cammino di libertà.

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    1. Per essere liberi la prima cosa da fare e rispettare gli altri.

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  9. La vera libertà d' amore e denunciare tutto il male che stanno commettendo all' umanità.
    Certo, forse si rimane soli, inadeguati. Solo i cani hanno tanti amici perché muovono la coda e non la lingua

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    1. Dobbiamo denunciare soprattutto per la nuova generazione che varra'

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  10. Per parlare ovviamente.

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    1. Calma piatta. Non ci sono segnali di cambiamento.

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  11. I genitori di oggi tendono a proteggere e a soddisfare in maniera eccessiva i figli. Vogliono proteggerli forse dalle delusioni, dalle difficoltà. Ma così facendo non fanno altro che complicare la vita dei loro figli. Sono le sfide, le difficoltà, gli ostacoli che formano il carattere. La vita è continua lotta, i genitori dovrebbero motivare i loro figli, spronarli ad accettare le sfide della vita e a combatterle piuttosto che proteggerli sempre. I genitori non ci sono per sempre, inevitabilmente si resta soli, inevitabilmente ci sono situazioni in cui siamo soli a fare delle scelte. Non è un caso se i giovani d’oggi non hanno sogni, se sono demotivati, senza speranze etc… dipende dall’educazione che ricevono.

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  12. E' in atto uno scivolamento generale verso una demotivazione globale.
    E' difficile proporre obiettivi nobili da raggiungere. Forse nemmeno esistono.

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  13. Sì i genitori bravi che danno valori ai figli ci sono ancora, sono come i panda in via d'estinzione, ma ancora esistono.Molti sono oggi così giovani da essere però loro stessi ancora "figli" e "bambini" ossia immaturi e quindi incapaci di educare i loro figli e spesso anche dotati di quell'arroganza non richiesta che li porta a difendere le loro creature anche quando sono indifendibili e soprattutto a non saper spiegare almeno in camera caritatis ai loro figli che hanno sbagliato. Dietro tutto questo degrado c'è chiaramente un disegno più ampio che nasce più negli anni novanta a. mio avviso ma cmq. ha radici profonde che molti non hanno saputo vedere.

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    1. Che cosa vuol dire oggi educare? E chi educa. In che cosa si impegnano le giovani generazioni. Per il momento che occupa nella cronologia di ogni vita, in tutti i tempi la gioventù ha presentato un certo spettacolo di crisi. Se oggi si parla in modo particolare di crisi dei giovani non è dunque, per i vari aspetti, un fatto nuovo. La sua particolarità piuttosto deve essere ricercata in una crisi dell'educazione, dei fattori educativi. Crisi dunque di educatori (Luigi Giussani).

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  14. Un amica di Miki, stessa età, ha iniziato l'anno con attacchi di panico che facevano correre i genitori a prenderla a scuola e a tenerla a casa per giorni, poi il psicologo scopre che è il suo modo per attirare l'attenzione, ci prova una volta vede che funziona ci prova altre volte sempre quando ha interrogazioni a sorpresa. Poi passa al cibo, mangia pochissimo, tranne la pizza tutta ci chiediamo come mai una fetta di prosciutto no e una pizza si, ce lo chiediamo noi, i genitori fanno finta di niente e l'accontentano. Poi arrivano le ore di stage obbligatorie per le sua scuola, mentre Miki e Martina vanno a studiare in un college al estero. lei va i primi tre giorni nel suo Comune di residenza, vicino a casa, dove sempre negli stage di solito rispondi al telefono o cataloghi vecchi atti, telefona ai genitori non ci vuole più andare, anche questa volta viene accontentata per settimane sta a casa fa il bagno in piscina, va in giro a fare shopping. inutile le parole di mia figlia guarda che le devi fare se no in terza senza crediti non sei ammessa al esame. Poi scopriamo che a tavola senza preoccuparsene il padre parla che si è licenziato dico che nel giro di pochi mesi è già successo 4 volte, perchè i capi non vanno bene, perchè i colleghi non vanno bene e io guardavo la faccia di quella ragazza che si ammutoliva sempre di più
    Ora io non sono nessuno, ma prima se tra me e mio marito ci sono dei problemi di lavoro ne parliamo quando non ci sono i figli per non caricarli di preoccupazioni più grandi di loro. Secondo non darei sempre vinta a mia figlia ogni cosa perchè deve imparare ad affrontare la vita....come tu non fai lo stage e stai a casa in piscina a fare il bagno e prendere il sole....senza farvi immaginare la montagna di abiti e scarpe costose che ha e tutto quello che vede lo ottiene persino tingersi i cappelli di nero e unghie da estetista. Tutte cose che senza dubbio farebbero gola anche a Michelle ma che io non gli do e lei non chiede, anzi lei guarda il cartellino dei prezzi e se lo trova caro non compra il vestito o tantomeno le scarpe. Quindi Gus, cosa dovrei fare, parlare con la madre, dille che se non fa lo stage salta l'anno, immischiarmi tra marito e moglie di un uomo che non si fa mancare nulla perchè ha avuto un eredità non altissima, e non si tiene un lavoro perchè litiga con chiunque...dimmi tu, consigliami ,,,del resto sono pur sempre nostri amici.... ma qualcosa sta baccillando anche nel loro comportamento da amici e noi siamo una squadra di 12 persone con figlie della stessa età. Grazie mi serve un consiglio saggio e lo chiedo a te o a chi potrà rispondermi

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  15. L'amica di Miki è affetta da una patologia narcisistica.
    Questo disturbo di personalità presenta come caratteristiche principali idee di grandiosità, costante bisogno di ammirazione e riconoscimento da parte degli altri, mancanza di empatia, egocentrismo, preoccupazione per il proprio valore personale, mancanza di autentico interesse per gli altri.
    Solo uno psicologo con grande esperienza può aiutare la ragazza e suggerire come comportarsi a tutte quelle persone che frequenta.

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    1. Infatti sia Martina che Miki non che l'abbandono ma si stanno allontanando. Psicologo ho dato il numero a sua mamma oltretutto è per i ragazzi, l'hanno portata 3 volte poi mi hanno detto che erano soldi sprecati. 250 euro per un paio di scarpe no però è gliele hanno comprate davanti a Miki. Boh mi sa che anche loro hanno dei problemi nel farle fare cosa vuole. E suo papà si è di nuovo licenziato e vivono di un eredità che finirà prima che lei cresca. Boh

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