giovedì, gennaio 06, 2022

La distanza tra comprendere e giustificare

 


Secondo l'Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA) dell'Unione europea l'omofobia danneggia la salute e la carriera di quasi 4 milioni di persone in Europa. L'Italia è il paese dell'Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale. L’omofobia, ci dice il Parlamento europeo, è “una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio”. Ma il punto più importante è quello che segue alla definizione, ove si legge che l’omofobia è “analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo”. Stabilendo questa analogia tra omofobia e razzismo si evidenzia ciò che l’omosessualità ha in comune rispetto alla razza: il fatto di essere una caratteristica della persona che non ha niente a che vedere con le scelte o con la statura morale di un individuo. L'uomo è strano. L'orientamento sessuale è un istinto e non una scelta. Il razzismo è insensato. Il sogno generalmente è la speranza che si realizzi un desiderio soggettivo. L'utopia è credere che diverse negatività collettive, grazie allo studio, alla conoscenza e alla cultura possano cessare di esistere nei cervelli bacati di molti uomini. Razzismo-omofobia-tolleranza verso i diversi-pari dignità degli esseri umani. E' così. La società cerca di uniformarci perché poi è più facile imporre determinati consumi, ma anche, per il potere, mantenere il controllo. Adesso siamo al punto che "essere fuori dal coro" è propagandare una restaurazione: un ritorno al passato, ai muri issati, al rifiuto e alla non tolleranza di chi ha usanze diverse dalla nostra, utilizzando i violenti e le eccezioni come regola (poi in Italia si fa confusione tra comprendere e giustificare; comprendere non significa giustificare e difendere, significa capire cosa c'è dietro a un atto). Al passato bisogna guardare solo per fare tesoro degli errori. E secondo me la cultura serve proprio per vincere la paura del diverso. Non significa svendere la propria identità culturale, significa cercare di capire le altre identità culturali. La diversità è una autentica ricchezza, purtroppo coloro che gridano ai “buuu” o che insultano, denigrano a causa della diversità di cultura o colore della pelle sono persone molto, molto ignoranti e lo dimostrano perché non conoscono la storia, quella passata e quella attuale, non comprendono la ricchezza che sta dietro a ogni popolo e alla sua cultura e lo dimostrano, appunto, comportandosi da bestie, con tutto il rispetto per tutte le bestie. L’intolleranza verso coloro che hanno diversa cultura e colore della pelle ci sarà finché esisteranno gli ignoranti e poiché ultimamente persino coloro che hanno poteri dimostrano tale ignoranza e ristrettezza di prospettiva, la massa di ignoranti non può che moltiplicarsi. 


52 commenti:

  1. Immagine:


    La paura degli specchi.

    RispondiElimina
  2. L'ignoranza è alla base di ogni stortura, di ogni intolleranza, di qualsiasi denigrazione, dell'odio.
    Per quanto riguarda certi atteggiamenti, io non comprendo e tantomeno giustifico. Comprendo solo che siamo di fronte a problemi seri, che devono trovare soluzione.
    Di fronte al giudice che ha dato il permesso di vedere il figlio al padre violento e con ricchi precedenti, ad esempio, non comprendo e non giustifico. Non voglio neanche sapere cosa gli frullasse in mente.
    Andrebbero presi provvedimenti seri, in modo da evitare tragedie future che sembrano già scritte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Comprendere non significa giustificare e difendere, significa capire cosa c'è dietro a un atto. Solo in questo modo è possibile aiutare l'altro che sbaglia a crescere, soprattutto culturalmente.

      Elimina
  3. La diversità è una ricchezza e quanto più c'è diversità tanto più c'è ricchezza, ma solo se si mettono in atto autentici atteggiamenti di eguale rispetto e apprezzamento reciproco. Ciao Gus, buona fine di Feste.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche il rispetto è da spiegare all'altro.
      La festa è finita, evviva la vita.

      Elimina
  4. Quando ero piccola trovavo meravigliosa ogni forma di diversità, crescendo vedevo in tutte le sfaccettature uno spunto di crescita e di scambio soprattutto interiore..ma c'era una realtà di educazione con cui fare i conti a casa, a scuola, a catechismo, al parco.. io tante forme di odio non le capivo eppure erano alimentate dai luoghi "per bene" che frequentavo..La cultura andrebbe smussata sulla base di reali conoscenze..
    Un augurio sincero Gus per questo nuovo anno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Conoscere la realtà è di immenso aiuto.
      Il nuovo anno mi sembra il figlio del vecchio anno.
      L'uomo deve cambiare e può farlo senza appoggiarsi all'anno nuovo.
      Ciao Ges.

      Elimina
  5. L'utopia è credere che diverse negatività collettive, grazie allo studio, alla conoscenza e alla cultura possano cessare di esistere nei cervelli bacati di molti uomini.

    Ciao caro, mi spieghi un attimo quello che vuoi dire esattamente?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Voglio dire che il pregiudizio azzera anche la cultura.
      Parlo del razzismo radicato nella tradizione della Lega.

      Elimina
  6. Ma non l' intelligenza. Io non mi preoccupo di come uno mi guarda o disprezza. So chi sono.
    Piuttosto vedo crescere sempre do più la miseria di tante persone costrette ad adeguarsi ad un mondo con tante promesse e fatti zero. Trattati come pezzenti e schiavi della loro stessa delinquenza...e non solo.

    Il pregiudizio culturale si manifesta quando persone di una certa cultura giudicano e interpretano cose, fenomeni, avvenimenti, problemi, opportunità, prese di posizione, ma anche convenzioni, simboli, prove e dimostrazioni logiche basandosi unicamente sui propri riferimenti culturali e scambiando questi per leggi a pro.

    Un pregiudizio culturale può anche essere legato a un pregiudizio facente parte di una cultura. Ad esempio, un pregiudizio riguardante le donne può far parte di una cultura che degrada la donna.


    Questo tipo di pregiudizio può essere messo in atto da un gruppo contro un individuo, o da un individuo contro un gruppo.
    La lega è un partito nato per protesta. La mafia non si è creata al nord, purtroppo si ramificata in tutto il mondo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Lega vuole l'Italia spaccata in due. Il Nord ricco e il Sud che raccoglie le briciole.
      La mafia investe al Nord.

      Elimina
  7. Risposte
    1. Chi è stato ad inventarsi la Padania?

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  9. Il nord ricco??? Si forse, una volta.

    RispondiElimina
  10. Non sono riusciti a farlo. Con un puttaniere, un razzista e una che ama Mussolini è difficile fare tanta strada.

    RispondiElimina
  11. Tanina, rileggiti il mio post e attieniti all'argomento.

    RispondiElimina
  12. «Noi, popoli della Padania, solennemente proclamiamo: la Padania è una Repubblica federale indipendente e sovrana. Noi offriamo, gli uni agli altri, a scambievole pegno, le nostre vite, le nostre fortune e il nostro sacro onore.[15]»
    A conti fatti direi che aveva, che ha ragione.
    Notte

    (Umberto Bossi, dichiarazione

    RispondiElimina
  13. Continuamo a mantenere. A morire per non cedere ai ricatti ma c'è anche chi cede... e abbiamo accettato anche troppo.
    Perché anche gli ...umili arrivano qui e vogliono comandare.

    RispondiElimina
  14. Umberto Bossi è la ciliegina sulla torta.
    Ha inventato anche il celodurismo («la Lega ce l’ha duro»)
    Buonanotte Tanina.

    RispondiElimina
  15. Difficile commentare mio caro Gus, tu hai spiegato tutto e pù che chiaramente , sottolineando persino le varie differenze tra le mille discriminazioni che affollano il mondo attuale. Come arginare questo obbrobrio? Mi faccio spesso questa domanda, ma la vedo sempre più in salita e forse anche le persone che dovrebbero modificare , fare chiarezza, sono le prime ad esserne partecipi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' umiliante avere nel Parlamento e nel Governo partiti votati proprio per il fatto che portano avanti una battaglia ideologica come razzismo e omofobia.
      Un abbraccio Nella.

      Elimina
  16. "secondo me la cultura serve proprio per vincere la paura del diverso. Non significa svendere la propria identità culturale, significa cercare di capire le altre identità culturali ",Ecco la sintesi perfetta del.mio pensiero
    Purtroppo in Italia non siredpuracuna vera arrivati cultura intesa come apertura mentale ma ina "cultura " dell'omologazione e della caccia sp diverso che sia tale per la razza per la preferenza sessuale o altro. Il mostro è un popolo in largs parte ignorante ottuso ed oscurantista.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. PS scusa con i commenti sul.pist sulle malattie avevo colpevolmente i tuo ms l'ho visto e commentato

      Elimina
    2. Uff volevo dire che nella miriade di commenti mi ero perso il tuo ma l'ho visto e commentato
      Scusa per l'incidente.

      Elimina
    3. La cultura è una vera conoscenza approfondita delle problematiche della realtà. Significa comprendere un fenomeno. Spesso si pensa che la cultura sia legata a un titolo di studio, ma si tratta di un errore madornale.

      Elimina
    4. Caro Daniele, non devi scusarti. La tua correttezza non può essere messa in discussione.

      Elimina
  17. celodurismo s. m. [der. arbitrario della frase «la Lega ce l’ha duro», grido di protesta del partito denominato Lega Nord, con riferimento traslato al carattere «maschio» del partito stesso]. – Nella pubblicistica politica degli anni Novanta, tendenza ad assumere, nelle decisioni della politica, atteggiamenti di brutale radicalità e intransigenza, anche a costo di essere sboccati e volgari.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bossi era un racconta frottole. Si spacciava per medico, mentre era solo un infermiere.

      Elimina
  18. Quando ci vuole ci vuole. Hai visto la raffinatezza dell' avvocato e di chi l' ha preceduto come è andata a finire

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me Bossi ha fato capire la stupidità della gente. I suoi incredibili rituali erano seguiti da tutti i padani.
      I maligni, per L'ictus che nel 2004 colpì Umberto, hanno dato la colpa a Luisa Corna, dopo una notte di sesso tra i due.
      Una gnocca formidabile. Forse ne è valsa la pena.

      Elimina
    2. Ricordati che la maggior parte dei padani rinnegano se stessi. La padania è in mano ai nativi meridionali incazzati e non solo.
      Lo stato non fa nulla per il meridione.

      Elimina
    3. Sono i cattocomunisti che disprezzano l' omosessualità

      Elimina
  19. L’uomo nasce nudo di idee e di nozioni. Il bambino viene come un sacco riempito di idee, opinioni, credenze. Tutto questo costituisce la sua identità. Il problema è proprio quello che gli insegniamo. Se gli riempiamo la testa di principi ottusi che favoriscono la chiusura mentale, ecco che viene fuori il razzismo perché quando una volta grande incontrerà culture o realtà diverse sentirà messa in crisi la sua identità. Per quanto riguarda l’omosessualità ancora non si riesce a far capire che sia completamente naturale. Purtroppo a causa di queste credenze ci sono ancora omosessuali che si nascondono, che non lo rivelano alle proprie famiglie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le cattiverie contro gli omosessuali gridano vendetta.
      Restiamo ancora fuori dall'Europa per l'imbecillità dei cervelli bacati.

      Elimina
  20. È il solito annoso problema che crepa tutte le società dalla notte dei tempi. Finché ogni singola persona non capirà che nessuno è uguale a un altro e che è proprio questa diversità a renderci unici e speciali, che tutti vanno rispettati per ciò che sono, allora non andremo avanti.
    Ti abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La nostra Italia è la più colpita dalla sciagura fascista,
      Mussolini spediva gli omosessuali al confino.
      Una giornata particolare è un film del 1977, diretto da Ettore Scola, con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, che spiega bene la nascita dell'omofobia.
      Un abbraccio Francesca.

      Elimina
  21. Qualche tempo fa, parlando con i miei figli, mi raccontavano di alcuni loro conoscenti , coetanei, presumibilmente omosessuali, parlavamo del fatto che non ancora pronti, forse, per uscire allo scoperto in maniera chiara, non riescono a comunicare la propria natura. Ho fatto allora un paragone tra loro e me alla loro età, ne sono uscita "sconfitta": negli anni 80/90 non era possibile raccontare di essere omosessuali, il machismo, la paura della diversità e anche la morale religiosa, troppo miopi, non permettevano ai ragazzi e alle ragazze di mostrare le loro preferenze sessuali. Alcuni di quei ragazzi/e, miei coetanei, negli anni hanno potuto vivere liberamente la loro sessualità, direi dopo gli anni 2000. I giovani oggi hanno più possibilità di essere liberi di esprimersi, c'è sicuramente più apertura mentale, soprattutto tra i coetanei.Certo c'è ancora molta strada da fare, ma confrontando le epoche tra la mia e quella dei miei figli, posso dire che qualcosa è migliorato. Ti sembro troppo ottimista? Buona serata Gus!

    P.S. Non entro nella questione Lega, abito al nord e ho visto la Lega da quando ancora non era un partito, ma solo una avversione al meridionale, il discorso sarebbe lunghissimo, magari la prossima volta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il miglioramento c'è stato, ma il merito è delle persone che sono riuscite ad accettarsi e farsi accettare.
      Ciao Ninin.

      Elimina
  22. Bravissimo Gus. Sono d'accordo con te.
    Vedo che hai compreso benissimo cosa volevo dire.

    RispondiElimina
  23. Gus, non è cattiveria, ma tu non sai cosa ho visto io negli enti pubblici e statali, nelle scuole, all' INPS, dai sindacati ecc ecc. Io non so se hanno un diploma ma l'ignoranza emerge e non poco.
    Io ho dovuto potare il mio pino, che non c' entrava nulla, perché il tipo di fronte non taglia la siepe del suo giardino da anni.. C'è il lampione del tipo che è nascosto dalla siepe e non c'è l'illuminazione adeguata. Si rischia di farsi male davvero anche perche in quel tratto ci sono le scale. Se cado io non so se arrivo in ospedale (assumo l' anticoagulante) il tipo è stato richiamato dall' amministratore e lui ha solo tagliato il pezzo di siepe dove c'era il lampione e non parliamo di differenziata e pulizia scale. Capisci il perché? Senza dire quando ti minacciano.

    RispondiElimina
  24. La mentalità
    1 L’attaccamento morboso a famiglia (che in molti casi deve essere numerosa), parenti ecc. la cui degenerazione estrema ha portato alla mafia* e alle faide familiari. Un paio di esempi: l’importanza che i genitori continuano ad avere nella gestione dei figli avvelena fidanzamenti e matrimoni; il fatto che periodicamente si debba tornare nel paese natio per vedere parenti che non hanno comunque peso nella propria vita quotidiana.La condizione femminile e il dominio del maschio nella famiglia e nella società. In molte famiglie meridionali non c’è molta differenza con certe società musulmane, il Sud è solo avanti di cento anni. Anche la gelosia (sciocco è chi pensa che sia un gesto d’amore) è spesso sinonimo di un diritto al possesso dell’altrui persona.

    La superstizione e una visione preistorica della religione (“preghiamo la Madonna perché piova”), veri insulti alla ragione.La giustificazione della violenza (ricordiamo che fino al 1981 c’era il delitto d’onore) per presunte difese della propria onorabilità. Dove c’è violenza non c’è civiltà.L’atteggiamento di “arrangiarsi” infrangendo le piccole, ma importanti leggi dello Stato che sono alla base di una società veramente civile.

    Alcune precisazioni.

    STATISTICA –  Le affermazioni che vengono fatte sono sempre statistiche.  Non sono cioè individuali, cioè esistono napoletani non superstiziosi e settentrionali superstiziosi, ma il concetto è sulla media della popolazione (ricordiamo l’analogia con l’affermazione “gli uomini sono più alti delle donne”). Alcuni negano queste statistiche, ritenendoli luoghi comuni che offendono i meridionali. È un po’ come dire che la mafia non esiste. Non è questa la sede per snocciolare statistiche o dati. Faccio solo rilevare che chi ritiene che un’affermazione sia un luogo comune non può pretendere che l’altro porti dati a sostegno, ma, banalmente, deve essere lui a smontare il luogo comune con statistiche a suo favore.

    RispondiElimina
  25. Ciao Lia.
    Sono molto felice del tuo impegno donato a questo post.

    RispondiElimina
  26. Vedi Napoli e poi muori

    Doveroso il primo commento sulla situazione napoletana.

    La ricchezza – Occorre sottolineare che non è la povertà (come alcuni si ostinano a evidenziare) una delle cause della criminalità. Infatti esistono moltissime zone povere del mondo, poverissime, dove non esistono i problemi di Napoli. È invece lo scontro fra ricchezza e povertà nello stesso territorio che genera tensione. In altri termini,

    dove il povero si accorge che attorno c’è troppa ricchezza, in assenza di valori, può trasformarsi in criminale.

    Non a caso in molte zone del Sud dove c’è molta povertà, ma poca ricchezza da rosicchiare, la criminalità è decisamente inferiore.

    Soluzione: non facile. Occorre portare ricchezza al Sud senza che finisca nelle mani della criminalità.

    I valori – Il valore prioritario è sicuramente quello della legalità. Non a caso la microcriminalità a Napoli è altissima, segno evidente che non c’è un substrato culturale che rispetti la legge: si può banalizzare quanto si vuole, ma quando un cittadino “onesto” non rispetta una legge piccola perché un cittadino “non onesto” dovrebbe rispettarne una grande? La famosa “arte di arrangiarsi dei napoletani” non è altro che un muoversi sul confine fra legalità e microcrimine e andrebbe di molto ridimensionata. Molti anni fa il mio primo approccio con Napoli è stato abbastanza “traumatico”: all’uscita dal bar del casello autostradale un tizio mi dice che mi ha lavato la macchina e che gli devo tot. L’ho mandato a quel paese (dimenticando dove fossi) e mi sono stupito di come lui si fosse colpito della mia reazione: evidentemente campava di queste piccole estorsioni ai danni dei più deboli.


    Soluzione: non facile. Occorre ripristinare il senso della legalità. Occorre prima sconfiggere la microcriminalità per poi battere quella seria. Per questo l’esercito o ingenti forze di polizia sarebbero fondamentali.

    La cultura – Il problema è di tutto il Sud. Dove c’è cultura (non il nozionismo di una laurea o di un diploma strappati “per lavorare”) c’è una maggior propensione a non delinquere perché è banale capire che “essere criminali non conviene“; la persona intelligente sa che la violenza criminale porta in carcere, all’essere ammazzati o, se va bene, a vivere segregati. Non a caso, al Nord esistono forme di illegalità altrettanto gravi (come le grandi truffe), ma meno violente e che coinvolgono marginalmente la popolazione.


    Soluzione: non difficile. Ci vorrà ancora qualche decennio, ma il progresso culturale non si ferma. Compito dei governi sarà quello di favorire la penetrazione della cultura ovunque, utilizzando non solo i mezzi istituzionali (scuola), ma anche quelli di intrattenimento come la televisione, la cui qualità purtroppo non è certo attualmente eccelsa.

    La famiglia – La “mentalità meridionale” si evidenzia spesso per l’esagerata importanza data al concetto di famiglia. Qui al Nord si nota subito il meridionale completamente integrato nel tessuto sociale proprio perché ha ridimensionato il concetto di famiglia, dall’obbligo di passare le ferie estive presso i propri parenti alla morbosa gelosia per il proprio partner, dagli “obblighi” imposti al coniuge a quelli subiti dalla famiglia nelle decisioni sulla propria vita. Checché se ne dica (magari criticando la conclusione di eccessiva superficialità), ma i concetti di mafia, camorra, faida ecc. sono originati da un’esagerata importanza al clan familiare, nel bene e… nel male. Il giovane meridionale che chiede il permesso ai genitori per sposarsi con X sarà pure un bravo ragazzo, ma è terribilmente antiquato e, di fatto, accetta una gerarchia che, quando degenera, porta a esasperare i conflitti; il giovane di buona famiglia che è terribilmente geloso della sua fidanzata sarà pure un buon partito, ma diventerà un marito-padrone pronto a difendere con il coltello e o la pistola l’onore ferito.

    RispondiElimina
  27. Il mondo è bello perchè è vario, se fossimo tutti uguali e la pensassimo tutti allo stesso modo sarebbe piatto e soprattutto molto "povero di idee".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'uguaglianza degli uomini dovrebbe essere nella dignità e nel tenore di vita.
      E' intollerabile che miliardi di persone debbano affrontare ogni giorno il problema del "pane quotidiano", morale e fisico.
      Ciao Stefania.

      Elimina
  28. In questo mondo c'è poca umanità e rispetto, viviamo in un clima d'intolleranza e d'odio, se non si cambia registro, l'uomo si estinguerà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Entro i prossimi 100 anni gli esseri umani si estingueranno come razza": è questa la previsione dell'astrofisico Stephen Hawking".

      Elimina