mercoledì 14 aprile 2021

Capire cosa ci manca



 

L'Io di una persona ha meccanismi antagonisti alle necessità disposte dall'esercizio del potere. Il desiderio intimo di ogni essere umano è vivere di cuore, di animo, di calore, di scambio. Ma dato che il potere è esercitato da esseri umani la dissociazione conseguente innesca un meccanismo che vuole spersonalizzati (anche se in maniera opposta) sia i detentori del potere sia i poveri fruitori. E così tutti ci ritroviamo privati della nostra intima libertà.
Nel tentativo di aggrapparsi ad un sistema ideologico che funzioni come ancora di sicurezza l'uomo delega inerme il proprio stanco consenso a chi ha più salvagenti da offrire.
Accade anche un'altra cosa. L'accesso al potere sembra vicino, tangibile così da indurre una visione piramidale distorta in cui l'esercizio del potere avviene esercitando pressione su quello più debole, sul basso. E così l'italiano lo esercita sullo straniero, il maschio sulla femmina, l'adulto sul minore e così via degradando.
Il Potere che ci circonda, come un leone ruggente alla ricerca di chi divorare, tenta di ridurre la persona. Questo è oggi il programma del potere. Per raggiungere l’obiettivo prefissato il potere cerca il consenso della persona. Per ottenerlo è però necessario che la persona non conosca se stessa. Tutto lo sforzo del potere si concentra nel ridurre e soffocare i desideri costitutivi dell'io attraverso una opportuna atrofizzazione, che provoca realmente un eunuchismo. Il potere cerca di tagliare alla radice la possibilità dei desideri, atrofizzarne la sorgente, ridurli, dando all'uomo l'osso su cui farlo rodere.
Mi è venuto in mente uno dei capolavori di De André. L'impiegato che "al ballo mascherato" usa la bomba per distruggere i simboli del potere opprimente per chi è nelle parti basse della piramide.
Invece quella bomba serve solo al potere per "rinnovare i volti del potere".
Oggi il potere usa bombe (metaforiche) che lascia in mano del popolo, da usare contro i nemici, al fine di rafforzare..il proprio potere.
L'infelicità esistenziale si presenta nella persona matura che sente la mancanza di qualcosa che non è nemmeno in grado di definire. Il disagio giovanile è una caratteristica della nostra società. Una situazione che crescendo diventa insostenibile.
A 13/14 anni si dovrebbe giocare con le bambole, invece i ragazzi perdono la spensieratezza con i primi incontri che non sono d'amore ma si basano esclusivamente sul sesso. Ogni sei mesi un'amicizia. Si arriva a 40 anni completamente stanchi e incapaci di un amore vero.
Credo che la ricerca di alcune cose dipenda dal fatto che ormai siamo incapaci di essere felici con noi stessi e pensiamo di compensare le nostre paure con qualcosa di materiale e lo facciamo senza capire cosa realmente ci manca.  


50 commenti:

  1. Riflessione interessante. Sono d'accordo con te.
    Ti invito a visitare il mio blog. Buona settimana!

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  2. Grazie Marianella.
    Buona giornata.

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  3. E' già una bella sensazione il potere capire chi siamo e cosa desideriamo e quali sono, o sarebbero, i valori a cui tendiamo, i nostri sogni, le mete che ci prefiggiamo. A volte è bene anche affidarsi all'istinto per verificare poi se si può contare su di esso, senza cadere in contraddizioni.

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    1. A volte ci sono vocazioni evidenti. Amedeo Modigliani sicuramente sapeva quello che voleva: dipingere.
      La maggior parte degli uomini non ha certezze e predisposizioni.
      In questi casi quello che veramente si vuole può nascondersi, per poi riaffiorare quando le nostre scelte sono state diverse. Questo può rovinare un'esistenza.

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  4. Abbiamo l'acqua e cerca le radici! Ciao Gus.

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  5. Giusto.
    Ciao Francesco.

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  6. Capire cosa ci manca..mai cosa più complessa..su un punto siamo d'accordo, spesso la nostra infelicità dipende da un mancato equilibrio con noi stessi..io ho sempre sostenuto che alla base di tutto c'è sempre la crescita..crescita intesa proprio che da bambino divento adulto..alle spalle di ogni crescita c'è una solida famiglia..è durante gli anni che formiamo il nostro carattere se ci tramandano solidità e sicurezza in teoria difficilmente ci mancherà la terra sotto i piedi..e poi l'appoggio durante il cammino, tutti dovremmo avere qualcuno che ci porta per mano, che indipendentemente da tutto non ci fa mancare mai una presenza concreta..io ho vissuto una vita conflittuale con me stessa..spesso non so cosa voglio ma ho sempre saputo cosa mi è mancato..post sempre molto profondi i tuoi..buona serata gus

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    1. Dovremmo riconoscere chi indica strade giuste. Tu stai compiendo un percorso difficile ed encomiabile. Ti auguro di avere sempre forza e fede con te.

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  7. In una società come la nostra, monopolizzata dal capitalismo, chi deve affrontare il rischio educativo trova molti problemi.
    Compito dell'educazione è favorire una crescita ordinata cercando di prevenire conflittualità. I genitori non sanno quando è il momento di lasciare la mano del figlio, ormai capace di camminare senza le stampelle genitoriali. E' tutto difficile e per questo il dubbio s'impossessa di noi.
    Ciao Ges.

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  8. Prima il fidanzatino era qualcosa di normale.
    Direi un gioco.
    Oggi con il fidanzatino si fa sesso.
    Il problema è che il sesso, importante corollario dell'amore, pressando a tutto campo ha schiacciato l'amore, sostituendolo con il piacere fisico separato da quello spirituale.
    Nella vita puoi arrivare a mille fidanzati senza comprendere la grandezza dell'amore.

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  9. Penso che i genitori abbiano grossi problemi nell'affrontare il rischio educativo, anche per evitare che i ragazzi siano esclusi dalla mentalità imposta alla società dal Potere.
    I genitori hanno, inoltre, anch'essi bruciato i valori. Per esempio quello della fedeltà coniugale.

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  10. L'infelicità esistenziale si presenta nella persona matura che sente la mancanza di qualcosa che non è nemmeno in grado di definire.
    Ci manca qualcosa che non siamo in grado di definire? Si,l'enorme egoismo che tutti abbiamo senza nemmeno avere sensi di colpa.
    Io sono felice se posso aiutare chi è in estrema difficoltà. Qualcuno sostiene che chi è felice se pratica del volontariato fondamentalmente è egoismo. Io non sono d'accordo, dipende sempre da come, quanto e quando si agisce nel volontariato. E non è assolutamente facile.
    Oggi non puoi permetterti di dire a un disoccupato: "vai in quella ditta, ho letto che cercano un impiegato, quando sai che quella persona non ha un diploma". Illudere una persona già depressa è un grave errore che può costare caro.
    Notte, gus ❣️



    Non si può essere felici finché intorno a noi tutti soffrono e si infliggono sofferenze; non si può essere morali fintantoché il procedere delle cose umane viene deciso da violenza, inganno e ingiustizia; non si può neppure essere saggi fintantoché l'umanità non si sia impegnata nella gara della saggezza e non introduca l'uomo alla vita e al sapere del più saggio dei modi.“
    Friedrich Nietzsche

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    1. Non penso mai alla felicità. A me basta sapere che non ho maltrattato un mio simile.

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    2. Ma nemmeno i politici ci maltrattano però ci fregano e non solo. La devi capire, gus

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    3. Maltrattare significa sfruttare l'altro. E' lo sporco lavoro dei politici.

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    4. Eh???
      maltrattare
      /mal·trat·tà·re/
      verbo transitivo
      1.
      Trattare in malo modo, con durezza o addirittura con violenza.
      Mentre i politici e i grandi mafiosi sono così gentili, raffinati, disponibili...educati,
      disinvolti,vestiti tanto bene...

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    5. Vedo che non tralasci di studiare.

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  11. Ps Senti gus... con questo "potere" mi hai proprio rotto. Non c'è post dove non vedo scritto questa parola. Che noia.

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    1. Odio i padroni, quelli che stanno dall'altra parte della scrivania e mi interrogano.

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    2. L'hai fatto anche tu

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    3. Farlo è sbagliato. Quando stavo dalla parte del padrone, mi alzavo dalla sedia e stavo accanto all'interrogato.
      I padroni li cacciavo dal mio ufficio.

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    4. I padroni o i "padroni"? Lavoravi in un ente pubblico? scommetto di si. In svizzera andavi fuori a calci nel culo.

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  12. Il discorso che fai nel finale è quello che succede un po' anche ai "ricchi": hanno tutto e subito. Non gli manca nulla. E invece...

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    1. Per noi è importante volersi bene e questo avviene solo se la coscienza non è macchiata dal sangue degli altri.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. L'incipit del post sembra descrivere la Chiesa oggi. Nata con tutti altri propositi e sconfortantemente sopravvissuta sotto l'egida del soldo facile.

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    1. La Chiesa è anch'essa coinvolta.

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    2. Il problema non sono né i giovani di oggi né i loro genitori che faticano ad educarli come vorrebbero...è la società "astratta" ad essere diversa, l'aria, i profumi, i sapori....è tutto diverso.

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    3. Consoliamoci, c'è crisi anche nella più grande potenza mondiale economica. Il papa ha diminuito lo stipendio ai cardinali.
      Ma un tempo non era casita', obbedienza, povertà? Insomma cose del genere...
      Ciao tesoro devo andare. 😘

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    4. Questo papa sta cambiando la Chiesa.

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  14. Il Potere oscura anche i più buoni propositi.

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    1. Esercitare il Potere per il bene della collettività osservando leggi a tutela degli abusi.

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    2. Fantascienza? Dove lo danno? Su Sky?

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    3. Lo danno aggratis.

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  15. Ecco. Quando parli così ti sposerei. 😍😘

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    1. Questo matrimonio s'ha da fare.

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    2. Peccato io lo sia già..

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    3. Io non sono geloso.
      En, deux - ménage a trois
      Oh la la
      Mais oui, Monsieur et Madame....

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    5. Indovina indovinello.

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  16. Buona fortuna Gus! Siate felici! Non ho 13/14 anni, ma mi piaceva cucire bambole e regalarle ai bambine.

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    1. Bisogna pettinare le bambole.
      Ciao Irina.

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  17. Dovremmo tutti fare un viaggio in terra d’Africa, ma non nei resort alla moda bensì nei paesi, fra la gente, ritorneremmo ai nostri lidi con una immensa nostalgia di quei luoghi, magari privi di tante comodità a cui noi siamo ormai assuefatti, ma colmi di gioia, serenità e gratitudine che noi non conosciamo più. La nostra è ormai una società triste e spenta in confronto a quella società.
    sinforosa

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    1. La società del benessere annoiata e stanca.

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  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  19. Curioso come lo stare bene con noi stessi, cosa anch'essa cmq difficile da ottenere, invece di essere un forte elemento propedeutico ad incontrare un'altra per8 che non ci completi ma ci arricchisca nel cuore, venga invece interpretato con un "sto con me mi bssto" citando la Nannini. Forse è anche la paura di mettere a rischio quell'equilibrio raggiunto con noi stessi nonché la maggiore facilità nel gestire un rapporto virtuale, la ragione alla base di questa curiosa paura e conseguente desiderio di bastarsi da soli.

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    1. Stare bene con noi stessi significa che la nostra coscienza è cristallina e puoi relazionarti liberamente con tutti senza timore alcuno. E' proprio l'opposto di quello che hai capito.

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    2. Perché? Mi sembrava di aver detto la stessa cosa nel senso che se uno davvero stesse bene con se stesso non dovrebbe sentire il bisogno di chiudersi verso gli altri ma di aprirsi mentre quello che accade oggi è il contrario quindi
      quell'equilibrio raggiunto in realtà è effimero

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    3. Sono d'accordo.

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    4. Ok forse nel primo commento non mi ero espresso bene

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