giovedì 12 dicembre 2019

I suonatori moldavi










Mi è capitato di rivedere i suonatori ambulanti ai quali, tempo fa, regalai un libro invece che qualche euro. Venivano dalla Moldavia; lei, un violino, lui, una fisarmonica. Posai nella custodia del violino, aperta per accogliere le offerte dei passanti, un romanzo che narra gli accadimenti occorsi durante lo studio e le prove della "Grande Fuga di Beethoven". Il titolo è: “Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome.” E’ un romanzo duro di Roberto Cotroneo nel quale si muovono i personaggi del quartetto di archi: due di loro, ossessionati dalla ricerca di qualcosa che restituisse un senso alla memoria del loro passato, di qualcosa che ricomponesse i loro ricordi in un quadro mnemonico di senso compiuto. Mi piacque credere che quella coppia di moldavi, sballottolati a migliaia di chilometri dalla loro casa, potessero ritrovare il loro nome nella musica, invece di sentirsi fantasmi vaganti per le strade d’Italia. Non sapevo se avessero una conoscenza della lingua italiana che permettesse loro la lettura del libro, ma non m’importò: certamente avrebbero compreso che si trattava della Grande fuga di Beethoven. Di una musica… ma sì, forse fate prima a sentirla. Sere fa li ho rivisti ed ascoltati. Lui sempre uguale, con la sua giacca di pelle ed i jeans, suona ancora meglio di quanto facesse. Lei è diventata bella, curata, indossava una gonna alla moda, calzava stivali, si è fatta crescere i capelli e li ha tinti di scuro; ma non suona bene come qualche tempo fa. Succede. Loro erano pronti a staccare il tempo, laggiù. Li vedevo come si vede un film proiettato dagli occhi per gli occhi, sulla parete. Quella ragazza moldava non suona più bene. Perché? Perché adesso recita la musica ad un pubblico, anziché suonarla? Sente il pubblico e non sente più la musica? Succede.  Perché quando sei bambino, nemmeno capisci cosa significhino le parola “un certo talento”: credi sia un gioco e giochi. E aste e crome e aste e solfeggio e poi, all’improvviso, da quell’ammasso di ferraglia e legno, esce un suono, poi una melodia; credi si tratti di un gioco, sei piccolo, che ne sai che non sarà così? Nessuno ti spiega che non è così e aste e crome e crome ed aste e crome ed aste e ancora crome ed aste. E quello che si dice essere un “dono” è piuttosto una disgrazia, una fottuta disgrazia. Ma sei piccolo e non lo sai, e nessuno te lo dice, e tu continui a credere sia un gioco. Quella ragazza moldava non suona più bene. Succede.

24 commenti:

  1. Immagine:

    Possibile ricerca correlata: accordionist.

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  2. Questo calo di intensità l'ho letto nel suo volto. La ragazza mi è sembrata demotivata, svogliata, annoiata. Non ho notato tristezza e per questo ho optato per uno stato d'animo di chi suona per l'elemosina e non per il piacere della musica.
    E' un qualcosa di triste che può capitare a tutti e per me capita spesso.

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  3. La musica è arte e l'arte la devi sentire dentro, ti deve pulsare come sangue vivo.
    Quando smetti di viverla e sentirla in questo modo, la perdi. L'arte non è solo talento, è anche e soprattutto una questione mentale. Qualcosa dev'esserle successo, forse la perdita di passione.

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  4. Da bambini si ha l'ingenuità tipica dell'età, crescendo la vita fa il resto e spesso subentra la disillusione.

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  5. Suonava il violino con tutto il cuore, ma la gente nemmeno l'ascoltava limitandosi a buttare qualche spicciolo. Ferita nel suo amor proprio ripagò l'ingratitudine con il disimpegno.
    Il suo compagno ha letto il libro che gli avevo donato e seguitò a suonare per se stesso disinteressandosi della gente.

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  6. Ad un tratto succede che non si suoni più bene, e forse non è neppure mai stata la musica che si vole suonare davvero.

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  7. Come esprimere? Lo leggo e ascolto le tue parole……..Buongiorno Gus.

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    1. Grazie Francesco.
      Il distacco, la noia e anche la nausea non riguardano solo la suonatrice di violino, ma tante persone che non vedono un apprezzamento sincero per il proprio lavoro.

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  8. Succede anche nei blog quando le persone non sono valorizzate.

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  9. Queste cose che scrivi sono realmente accadute, oppure le sogni la notte?

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  10. Forse quella ragazza sta attraversando un piccolo momento di crisi creativa, o magari è in cerca di nuovi stimoli.
    Non so come lavori un artista ma non credo che il sacro fuoco dell'ispirazione sia il solo motore che li trascini.
    Buon pomeriggio e un saluto.

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    1. Forse ha bisticciato con il compagno e gli rovina la festa.
      Ciao Joanna.

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  11. Sofferenza, preoccupazione, delusione, stanchezza... sono tutti stati d'animo che condizionano il nostro agire, persino la nostra arte. Ciao Gus, buon pomeriggio.
    sinforosa

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  12. Penso che la concentrazione per fare qualcosa di buona finisca per stancare. Se suoni e pensi ad altro non puoi incantare chi ascolta.
    Ciao Sinforosa.

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    1. Direi che è la vita che procede, cambiamo e anche le cose che ci sembrano innate, eterne, in realtà non lo sono.

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  13. Forse semplicemente quello che sta facendo non è più la cosa giusta per lei..non è più il suo mondo

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    1. Concordo con la tua opinione.
      Da come era vestita ho capito che veramente il suo desiderio era un altro. Una casa, una famiglia.

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  14. È triste quando non si può scegliere quello a cui si aspira e si tende e si deve controvoglia fare altro. Da questo punto di vista, chi si trova in una situazione del genere va comunque almeno un po' capito, come questa ragazza moldava.

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    1. Ho sofferto nel vedere una violinista di valore sbagliare tutti gli accordi.
      Ciao Daniele.

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  15. Suonare ti tocca e ti piace lasciarti ascoltare.
    Così il "Suonatore Jones" di De Andrè.
    Spero che nel prossimo incontro, lei abbia fatto pace con la musica.

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