giovedì 19 aprile 2018

Il pensiero debole








Arduo, dice Luigi Giussani,  non si contrappone a semplice.
Semplice indica la modalità con cui affrontare l'arduo.
Se tu guardi l'arduo senza semplicità, dici: " Ma, se, però, forse, chissà" , che sono le parole più sordidamente nemiche della percezione del vero.
Perché uno può trovarsi davanti una faccia bella, ma se non la ama trova tutti i pretesti per dire: "Qui, ma, però, ha il puntino qui, ha il puntino nero lì, ha il puntino giallo là, ha il naso leggermente spostato a sinistra, leggermente spostato a destra".
Poi ci sono quelli che pensano di vedere meglio avvicinandosi non sapendo che più restano distinti soggetto e oggetto tanto più è potentemente unitario il rapporto tra l'uno e l'altro.
Di fronte all'altro che non hai mai conosciuto oppure che prediligi, i due estremi, quanto più è distinta la coscienza, quanto più capisci che lui è l'altro, tanto più è profondo il nesso che si stabilisce, tanto più i terminali del tuo sguardo colgono i particolari dell'altro.
Quanto meno hai questa percezione della distinzione, tanto più è come se l'altro si sfocasse.
Tant'è vero che giungi fino a dire: "Chissà se è una mia fantasia o se è vero".
E' esattamente la posizione di tutta la filosofia contemporanea.
La ragione debole di Vattimo, i sofismi di Eco e l'ultimo nichilismo di Severino sono così.
Tu tra la folla noti un bellissimo volto femminile e ti avvicini per guardarlo meglio ,fino a sfiorare quel viso che è così vicino che vedi solo il naso o il padiglione auricolare.

29 commenti:

  1. Un primo caposaldo del pensiero debole è fornito dall'interpretazione vattimiana del concetto nietzscheano di Übermensch, citato nell'opera fondamentale Così parlò Zarathustra (Also sprach Zarathustra), per tradizione inteso come Superuomo, ovvero un uomo superiore che si liberò dall'asservimento alle etiche tradizionali del perfezionamento e dell'obbedienza a un qualsiasi Dio, considerate da Nietzsche un "equivoco".

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  2. Ci si avvicina quando non se ne può fare a meno. Magari vedi peggio, ma senti meglio.
    Buona giornata.

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    1. L'avvicinarsi tropo è una metafora. La volontà di Dio è imperscrutabile, Mistero. Solo la fede ti tranquillizza e non l'indagare meticoloso che alla fine ti trascina nell'ateismo.
      E' capitato a Vattimo che partendo dal Movimento Studenti di Azione Cattolica è precipitato nel nichilismo ateo che nega non solo un determinato sistema di valori ma anche della stessa esistenza di una realtà oggettiva.

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  3. Anche un diamante visto da vicino, perde splendore, si rempie di impetfezioni. Ma resta un diamante. Così le persone.

    Per assurdo sarebbe meglio non conoscere mai la propria musa oppure cononoscerla tanto affondo da andare altre, proprio per non perdere ispirazione e fascino.

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  4. Vedere da vicino non per amore ma per trovare difetti è deleterio. L'immagine è come ti appare il cavallo quando vai a sfiorarlo. Il nichilismo è una realtà sfocata e alla fine negherà anche la corrente filosofica. Insomma, Dio con le sue pretese diventa sempre di più insopportabile.

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  5. Quello che dico io (ed è roba che già sai..) di certi ferventi cristiani integralisti... avvicinarsi troppo a Dio, renderlo uno di famiglia, voler sapere tutto, da quanti angeli gli girano attorno o in quale limbo finisce un bimbo abortito: distorce.
    Distorce da paura. Crediamo di conoscere Dio come le nostre misere tasche. E manco i puntini neri gli scorgiamo...

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    1. Franco, un dio tascabile fa comodo a tutti.

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    2. La tendenza è quella di pensare a Dio come Entità al nostro servizio.

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  6. Come dicevo in un post di qualche giorno fa, bisogna saper vedere... oltre che guardare, lo hanno dovuto imparare pesino gli apostoli quando il Risorto è apparso loro. Buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Ciao Annamaria.
      Per avere una libertà senza confini negano affogando nel nulla.

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  7. Quindi cosa vuoi asserire? Che bisogna mantenere la giusta distanza per apprezzare l'insieme?^^

    Moz-

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    1. E' inutile farsi domande alle quali è impossibile rispondere per poi perdere la fede.

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    2. Ma la fede, se la intendi religiosamente, non serve a nulla.
      Meglio perderla che averla: averla significa essere deboli.

      Moz-

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    3. Senza Cristo ti mancherà sempre qualcosa.

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    4. Ma occhio a non guardarlo troppo da vicino, a sapere bene chi è, o perché non potrà venirne un altro, o se proprio è venuto davvero. State guardando Dio con la faccia appiccicata a come lo avete disegnato.

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    5. Ci sono i Vangeli e Gesù dice che tornerà sulla terra alla fine del mondo. Perché dovrei pensare che ne frattempo possa fare un altro viaggetto e beccarsi un'iniezione letale?

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  8. Bentornato!👋 Così parlò Zarathustra l'ho studiato a scuola. È proprio così: quando uno si trova davanti una faccia bella e l'ama non trova i difetti! Buona giornata Gus!

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  9. Friedrich Nietzsche dice che Dio è morto e invita tutti alla liberà senza confini. Vanessa, tu pensi che il filosofo sia libero?

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    1. Impossibile che sia libero in quanto essere umano come noi, poveri mortali. A mio parere la libertà è bella ma di impossibile realizzazione vivendo in una società, quindi circondato da una realtà fatta di condizionamenti. Nice non è quello che ha negato il libero arbitrio? Non mi ricordo più... Scusami...

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    2. Friedrich Nietzsche dice che Dio è morto e invita tutti alla liberà senza confini.
      Ora lui è morto e non credo che possa godere della libertà senza confini.

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  10. Letti anche i commenti, mi è chiara la metafora che hai voluto realizzare. Mettendo da parte il lato religioso, partirei dal discorso dell'osservazione rivolto al volto di un'altra persona: più ci avviciniamo, più possiamo osservare certe imperfezioni. Forse è così anche per l'animo delle persone: più lo conosciamo, più rischiamo di rimanere delusi.

    Ma vale lo stesso per l'aspetto esteriore: i dettagli non fanno la differenza, è l'insieme che conta. No?

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  11. Avvicinandoci troppo, non per amore ma per indagare, è inevitabile a scoprire i puntini neri, qualcosina nel naso, oppure nella bocca.
    Dice Luigi Giussani, L’ideologia sviluppa un fattore dell’esperienza della vita, del cosmo e della società umana, facendolo esorbitare dai suoi limiti, e lo sostituisce al Mistero che ha fatto tutte le cose, proclamando qualche suo aspetto a regola di vita o giustizia per l’uomo.
    Nella misura in cui l’ideologia è generata come punto di vista ultimo cui l’uomo giunge, investe sentimenti e criteri dell’uomo, determinandone la mentalità sì che diventa sempre di più un pregiudizio universale.

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  12. Al di lá della fede siamo diventati individualisti e divinitá di noi stessi. Io non la metterei neanche sul pensiero debole o la morte di dio, semplicemente egoismo. Scusa, pensiero risicato, ma sto uscendo di corsa ☺

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  13. Giulia, potrei essere d'accordo. Vattimo, per esempio, ultimamente ha affermato che il nichilismo sarà superato.
    L'individualismo è peloso perché in effetti l'orizzonte ultimo dell'uomo è la libertà senza confini e quindi non c'è spazio per dio e nemmeno per le ideologie.
    Ciao.

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  14. Ma io non ho capito bene se ti riferisci alla Fede o alle persone.
    Se ti riferisci alla Fede, non ci sono nè se nè ma che tengano, nè avvicinarsi nè allontanarsi. Chi crede segue il Vangelo e i suoi insegnamenti. Ci saranno difficoltà ma...
    Se ti riferisci alle persone, l'avvicinarsi porta a vedere difetti che nulla hanno a che fare con quelli fisici. E' necessario avvicinarsi per guardarsi negli occhi, per parlarsi e scoprire cosa c'è di vero nel cuore dell'altro. E andare oltre il colore della pelle, oltre la provenienza, oltre la lingua.
    Se ho capito il tuo post...
    Abbraccio siempre Gus

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    1. Avvicinarsi a dio per poi negarlo. Questo è sbagliato.
      E' la storia del nichilismo italiano. Severino, Vattimo e Eco.
      Ciao Farfalla.

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  15. Ci sono cose destinate ad essere guardate da lontano, avvicinarsi non avrebbe senso perché i nostri occhi sono limitati e non possono scorgere tutto senza il pericolo di distorcere il tutto...

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