martedì 6 febbraio 2018

Sotto l'occhio di una telecamera







Le informazioni sono la cosa più preziosa che abbiamo. Lo erano secoli fa, inutile stupirsi che lo siano anche oggi. Eric Schmidt, attuale presidente di Google, commentava così i tanti timori sulla privacy nell'era del digitale a margine di una recente intervista. E, ovviamente, aveva ragione: per far soldi con la pubblicità sul world wide web non c'è nulla di più importante che sapere esattamente cosa piace alle oltre due miliardi di persone che la frequentano.
I cosiddetti "supercookies", apparsi più di un anno fa, servono a questo: tracciare un profilo accurato delle attività online di milioni di utenti. E a differenza dei normali cookies, messi sotto accusa fin dal 1996 e facilmente cancellabili dai nostri pc, stavolta non è possibile né identificarli né disinstallarli. Non solo, secondo i ricercatori della Stanford University e di Berkeley, questa nuova genia di software spia è usata da siti statunitensi di prima grandezza come quello di Hulu e Msn.com.
Sarebbero in grado di ricostruire le nostre peregrinazioni digitali anche se abbiamo impostato dal browser l'eliminazione automatica dei cookies. I dati poi vengono messi a confronto con una lista di mille e cinquecento siti per vedere se uno di questi è stato visitato o meno. Stando al Wall Street Journal, buona parte delle compagnie che hanno usato questa tecnologia non erano a conoscenza della sua reale funzione. Anzi, avrebbero perfino eliminato i supercookies dai loro siti appena contattati dai ricercatori di Stanford e Berkeley malgrado il loro uso non infranga alcuna legge americana.
Cose che capitano, verrebbe da dire, in un mondo dove la pubblicità online vale 26 miliardi di dollari (dati del 2010) e dove tutte le maggiori compagnie che operano sul web stanno trovando metodi sempre più raffinati per personalizzare i propri servizi ritagliandoli su misura. Eli Pariser, nel suo libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You, pone una data di inizio a questa tendenza: il 4 dicembre del 2009. Quando Google comunicò sul suo blog che da quel momento in poi avrebbe usato ben 57 segnali diversi per capire chi erano i frequentatori del suo motore di ricerca. Dal luogo di accesso al tipo di browser usato, fino ai siti visitati. "Più Google saprà di voi, con il vostro permesso, più i suoi consigli e le sue indicazioni saranno puntuali", disse Eric Schmidt.
Ora però le ricerche che facciamo sul web o su Amazon, come i commenti dei nostri amici su Facebook 2, vengono regolarmente filtrati e allo stesso tempo vanno ad aumentare ad ogni navigazione quel che queste compagnie sanno di noi.
"La nostra vita comincia ad essere tracciata, peccato che non ne abbiamo il minimo sentore", ha avvertito dalle pagine di Newsweek Jon Leibowitz, a capo della Federal Trade Commission, l'ente statunitense che vigila sui diritti dei consumatori. Di qui la proposta di obbligare Microsoft, Mozilla, Apple e Google ad inserire nei loro browser l'opzione "Do not track" per evitare che gli utenti vengano seguiti quando navigano. Poi però lo stesso Leibowitz è stato costretto ad ammettere che consigli e pubblicità su misura sono di gran lunga più utili di quelli generici.




23 commenti:

  1. http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/08/18/news/supercookies-20584155/

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  2. Siamo perennemente sotto l'occhipo del grande fratello, purtroppo.
    sinforosa

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    1. Il software che fa questo lavoro in windows 10 si chiama Cortana. Per me è solo una questione di principio. Il tracciamento è inutile. Non ho necessità di visitare siti porno.

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  3. Io odio la pubblicità su Internet, soprattutto quelle invasive tipo video che si aprono e sparano l'audio a tutto volume. Va bene qualche bannerino, ma quelli di google adsense sono abbastanza fastidiosi.

    La certezza di essere tracciato, cookies o supercookies, ce l'ho, visto che i banner ad esempio mi propongono inserzioni di negozi con maglie da calcio o di siti per incontri, ahah

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    1. I siti per incontri?
      Hanno riaperto i casini.

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  4. Per me si vendono anche gli indirizzi di posta elettronica. Mi scrivono da tutto il mondo.

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  5. E' comodo convivere con il bianco e con il nero.
    Forse accade perché sono le 'scelte' a fare la differenza.
    La maggior parte del mondo abituale sta con il nero e il bianco insieme, insomma un coperchio per ogni pentola pur di aver una vita tranquilla, ma l'adrenalina che distingue i giorni (spesso anche nella sofferenza) è la fedeltà a una 'scelta' che ti costringe a schierarti e a rimanere 'vivo', come diceva Oriana Fallaci, sempre con il fucile in mano alla finestra, a difesa dei tuoi valori.
    Vero è che spesso le persone a sostegno delle stesse scelte, possono fare la differenza, anzi, ci sono momenti in cui sono necessari per non 'mollare' il 'passo', ma l'Amico per eccellenza è sempre uno solo e Lui non ci abbandona.

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  6. Alla fine è questione di punti di vista. Esser tracciati porta dei benefici, ma allo stesso tempo consente ad aziende private e fine di lucro di sapere molto di quel che facciamo, soprattutto se si naviga attraverso uno smartphone. E di darci risposte personalizzate che hanno un effetto collaterale non indifferente, come fa notare Pariser: "Quand'ero piccolo, sono cresciuto in un'area rurale del Maine, Internet era la finestra sul mondo. Oggi, con tutti questi sistemi di tracciamento, il web è su misura e affaccia solo sul cortile di casa mia".

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  7. E forse quella ragazza postata in questo argomento non è casuale.
    Perché se partecipi al Grande fratello la telecamera è anche nel bagno e lei fa il bidè.
    Che bello!

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  8. Prima ti prendono nella rete, e all'inizio ti senti libero di navigare senza confini...ma piano piano la rete si stringe intorno a te...e poi ti cuociono a fuoco lento finchè ti chiedi: ma come ho fatto a finire così?
    Ci sono persone che si sono bruciate un sacco.

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  9. Ahimè i pedofili usano i social network – così come altri servizi che la rete offre – per diffondere fotografie e filmati. E non è capitato solo a Facebook. L’ottobre scorso vennero segnalati numerosi profili Twitter usati per diffondere immagini di bambini.
    Anche in quel caso gli utenti li segnalarono creando un effetto a catena. E anche in quella circorsanza dal social network intervenirono per bloccare i profili incriminati. Consapevoli, però, che chiudere un profilo o rimuovere un contenuto è solo una goccia nel mare.

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  10. Qualcuno di nascosto potrebbe aver installato sul nostro computer un keylogger o uno spyware per spiare tutto quello che facciamo. Piccoli programmi che, una volta installati, si avviano in background senza che la 'vittima' - si legge su 'laleggepertutti.it' - si accorga della loro presenza e possono registrare i siti che visitiamo, le conversazioni nelle chat, i dati della nostra carta di credito che usiamo per gli acquisti online, le email che inviamo ai nostri amici o colleghi di lavoro, registrare un video con la webcam e persino catturare schermate del desktop.
    Nella barra delle applicazioni e nell’area di notifica di Windows non appare nulla. Tutti i dati rubati poi vengono inviati via email al malintenzionato che così può sapere tutto quello che facciamo senza che debba mettere mano sul nostro computer. Sono diversi i motivi per cui una persona può essere spiata. Un marito geloso, un concorrente di lavoro che vuole scoprire i progetti cui stiamo lavorando, un ladruncolo che vuole semplicemente rubarci i dati bancari e altro ancora.
    Per installare un software spia innanzitutto il pirata di turno deve poter mettere mano sul nostro pc. La prima cosa da fare quindi è evitare di fornire il permesso di usare il computer a persone di cui non ci fidiamo o comunque in nostra assenza. E naturalmente è buona regola non aprire allegati di posta elettronica di dubbia provenienza: un software spia si può installare anche attraverso il solito trucco di farlo passare per un file diverso da quello che è.
    Come detto i software spia si attivano in background senza che la vittima se ne accorga. Un primo modo quindi per controllare se il computer è spiato è quello di usare il tool Gestione attività integrato in Windows. Per avviarlo basta cliccare col tasto destro sulla barra delle applicazioni e scegliere appunto la voce Gestione attività. Cliccando poi su Più attività, la finestra mostra in dettaglio tutte le applicazioni e i processi attivi in quel momento. Scorrendoli è possibile scoprire se c’è anche qualche processo o applicazione sospetta.
    Gestione attività, però, non è proprio così intuitivo. Allora possiamo servirci di un piccolo tool che ci rende il tutto molto più semplice come SpyDetectFree. Per usarlo non occorre installarlo. Basta scompattare il file zip in una cartella del pc e fare doppio clic sul file eseguibile presente al suo interno. Si apre quindi la finestra del programma da cui cliccare su Check Now per avviare la scansione del computer: ci vorrà circa un minuto per verificare la presenza di qualche software spia.
    Al termine della scansione SpyDetectFree fornisce due risultati. Il primo è 'Am I Being Spied On?': questo ci dice se sul computer è installato qualche programma che registra i tasti che vengono premuti sulla tastiera. 'Am I Being Monitored?' ci dice invece se ci sono programmi che monitorano il computer di nascosto. Se per entrambi viene visualizzata la voce 'Probably Not', allora il nostro computer può essere considerato sicuro. Se per una o entrambe viene visualizzata la voce 'Probably Yes', allora è il caso di installare una suite di sicurezza per effettuare una scansione approfondita ed eliminare il software spia.


    www.adnkrons.com

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  11. A me spaventa quando ad esempio cerco orari di un volo, e poi, passando su tutto un'altro sito, cominciano ad apparirmi banner di pubblicità di quei voli...incredibile... marcati a uomo peggio che da Chiellini... ;)

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    1. Aulenti fragranze di bosco.

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    2. Per azzerare la pubblicità sui siti che visitate.

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    3. AdBlock Plus è un'estensione per Opera, Mozilla Firefox, Safari, Google Chrome, Internet Explorer, e Microsoft Edge, oltre ad essere anche un'applicazione per Android, che permette di eliminare gli annunci pubblicitari (noti anche come ads, dall'inglese advertisements) contenuti in molte pagine web (su Android anche dalle altre applicazioni) con conseguente risparmio di tempo di download e di banda. Il filtraggio del materiale indesiderato avviene attraverso la ricerca del corrispondente URL all'interno di una lista di regole di riconoscimento: qualora l'URL soddisfi una qualsiasi di tali regole, l'oggetto può essere, a discrezione dell'utente, completamente ignorato oppure normalmente scaricato ma non visualizzato all'interno della pagina.
      Le regole di filtraggio possono indicare uno specifico URL (funzionalità che AdBlock Plus mette a disposizione direttamente con pochi click) oppure, più normalmente, contenere caratteri wildcard allo scopo di escludere un intero gruppo di URL caratterizzati da pattern comuni, fino alla possibilità di utilizzare vere e proprie espressioni regolari per riconoscere anche i pattern più complessi.
      Un'ulteriore estensione di Firefox, AdBlock Filterset.G Updater, consente l'aggiornamento periodico ed automatico di un set di regole di esclusione preconfezionato, in grado di filtrare la maggior parte dei contenuti pubblicitari online.

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  12. La cosa comica è che siamo stati noi blogger ad essere obbligati a mettere e scrivere quella cookie policy quando noi con questa roba non centriamo niente e loro fanno quello che vogliono senza la minima ripercussione.

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    1. La cookie policy è come tagliarsi le palle.

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  13. E' terribile sentirsi spiati fino a questo punto. Ma ormai l'alternativa qual è? evitare del tutto il mondo digitale? senza neanche rendercene conto ne siamo diventati dipendenti.

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    1. I colossi della rete hanno sempre fatto il loro comodo senza dirlo. Chi scopriva di essere spiato poteva anche trascinarli nei Tribunali.
      Purtroppo quello che si chiama Garante della Privacy ha escogitato il trucchetto: "Ora lo sapete e non rompete i co....

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    2. Per esempio, mentre stavo vedendo i prezzi delle cartucce per la stampante Canon sulla barra delle applicazioni leggo: "Google cerca la posizione. Acconsenti?" Il messaggio è di Microsoft (il mio sistema operativo è windows 10, browser Edge).
      Se acconsenti dopo 10 minuti Amazon o altri siti scrivono immediatamente tramite mail, perché tutti conoscono gli indirizzi di posta elettronica.

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  14. Ma forse non ho capito il post nè i vari commenti ma io, usando Opera, ho il blocco degli annunci pubblicitari. Non potevo se usavo Chrome...
    Abbraccio e scusa se non ho capito il tuo post.

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    1. Proprio sopra il tuo commento c'è un esempio. Anche io ho il blocco pubblicità ABP plus, ma il seguire è un'altra storia. Sia Google che Microsoft vogliono sapere in che sito stai scrivendo, per vedere quello che ti serve.

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